I’M BACK

Riemergo dal buio informatico degli ultimi mesi con un po’ di lavoro arretrato da sbrogliare, in rigoroso e sacrosantissimo ordine sparso.Come noto, la chiusura di campionato ha sancito quel concetto di mediocrità e di tafazzismo che splendidamente si addice ai nostri. Un sesto posto che incredibilmente avrebbe potuto essere terzo fino a 90’ dalla fine, e che i nostri si sono affrettati a buttare definitivamente nel cesso andando a perdere l’ultimo scontro diretto con gli aquilotti laziali. C’è poco da dire, questa stagione lascerà ben poco in dote: le due vittorie nel derby, godibilissime quanto effimere, un paio di altre buone e sorprendenti prestazioni –vedi Udine- ed un‘idea di progetto trovata un po’ per caso strada facendo.

Buttando un occhio al presente e al futuro più prossimo, così parlò Polins:

 

MISTER

Non mi nascondo dietro un dito e confermo che, all’atto dell’esonero di Ser Claudio da San Saba, ero per lo meno scettico sull’idea di Stramaccioni in panchina. Mi pareva evidente come il problema principale dell’Inter non sedesse in panchina, visto il turbinio di allenatori che si erano avvicendati sulla stessa cadrega negli ultimi 2 anni. Quel che non potevo immaginare era che la mia profezia paradossale finisse per avverarsi. In quei giorni dicevo infatti che l’unico motivo per cui avrei potuto concordare con il cambio Ranieri-Strama era promuovere già allora il giovane romano a nuovo allenatore per la stagione 2012/2013: per tanto così, poteva essere utile fargli fare esperienza nelle ultime 9 partite di un campionato che oramai non aveva più molto da dire. Mi pareva la classica clausola di stile che si inserisce nei contratti, e che mentre stai scrivendo pensi  “voglio proprio vedere quando mai capiterà una roba del genere ”.  E invece…  credo trattasi di classico colpo à la Moratti, molto istinto e poco raziocinio –pericolosissimo quindi- che al momento pare essere mossa azzeccata sotto vari punti di vista.

In primis rappresenta la migliore conferma e legittimazione del lavoro del nostro settore giovanile, che ha dato agli interisti soddisfazioni inversamente proporzionali a quelle della prima squadra: il soggetto è giovane, ambizioso ma non strafottente, ha personalità e buona mediaticità (punto  debole del Club cui de facto deve supplire il carisma del Mister di turno) e ha il simpatico pregio di non costare –quasi- nulla, elemento di capitale importanza se inserito nella logica del dobbiamo-abbattere-il-monte-ingaggi recitato a mo’ di mantra senza soluzione di continuità negli uffici nerazzurri.

La scelta di Stramaccioni consente poi di togliersi un po’ di pressione di dosso: posto che ci sarà sempre un “caso”, e che come ben sappiamo la “crisi” è in servizio permanente effettivo, un’Inter in fase di cambiamento potrà concentrarsi più sul medio periodo, posto che nemmeno il più acceso ed ottimista dei tifosi potrà chiedere allo stato attuale più di un terzo posto dal prossimo campionato.

Quindi ben venga il Mister, ben venga il suo calcio propositivo ma non integralista, e ancor di più l’apparente empatia già creata con lo spogliatoio nelle ultime fasi del campionato scorso.

 

SETTORE GIOVANILE

 Come detto, ci siamo consolati con una mezza dozzina di trofei conquistati dalle varie formazioni di ragazzi. Splendida la Primavera nel conquistare Scudetto e NextGen Series, dopo essere uscita da Viareggio e Coppa Italia solo ai rigori, bravissimi gli Allievi di Zanetti senior a vincere con una squadra più giovane della media-categoria, e applausi scroscianti per i Giovanissimi che, ultimi in ordine cronologico, hanno conquistato il primo triangolino-che-ci-esalta della loro vita, quantomeno a livello calcistico…

Tutto questo, ovviamente, alla faccia dell’Inter che non è capace di programmare, dell’Inter che dovrebbe imparare dall’Udinese e dall’Atalanta, dell’Inter che compra un sacco di campioni e non si cura dei propri giovani.

Che poi i giocatori della nostra Primavera (campione d’Italia e in quanto tale teoricamente migliore di tutte le altre) non abbiano ancora sufficiente esperienza per giocare in prima squadra è un dato di fatto, che prescinde per una volta dall’universo nerazzurro e che Stramaccioni stesso ha confermato, come a dire “ ‘a rega’, se non li faccio giocare io in prima squadra, dopo averli allenati per 6 mesi…”.

Nel ritiro in corso, Strama ha chiamato un decina di ragazzini, buona parte dei quali farà poi ritorno a Interello o verrà girata in prestito per farsi le ossa. Non escludo che un paio di elementi restino con la prima squadra anche a Settembre, posto che le individualità non mancano: Duncan, Mbaye, Longo, Crisetig e Bessa (legamento crociato a parte) sono ottimi prospetti ma, come detto l’anno scorso a proposito di Obi, Alvarez e Faraoni, mi accontenterei di averne anche solo uno degno di essere considerato da Inter.

Che poi, come ben sappiamo, non è come dirlo: per il tifoso medio interista essere da Inter vuol dire –per lo meno- avere il senso del gol di Eto’o, la grinta di Samuel, la visione di gioco di Suarez e la presa ferrea di Walter Zenga. Contemporaneamente, si intende…

Battute a parte, e per completare il discorso sul settore giovanile, interessante la proposta  di Stramaccioni di avere una seconda squadra  per ogni club di Serie A, da far giocare nelle serie inferiori in modo da ridurre la distanza tra campionato giovanile e calcio vero. La logica è la stessa degli stage post diploma o post laurea presso le aziende, in modo da avvicinare mondo del lavoro a quello della scuola, con l’ovvia speranza che i risultati siano più incoraggianti di quanto visto in quell’ambito. 

continua-

Also sprach Zarathustra

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