SRAGIONAMENTI ESTIVI

Dopo un’estate passata a digerire l’abbuffata di grandi successi (a strisce nerazzurre), a piangere addii purtroppo temuti (Bye bye Specialone) e a sogghignare di fallimenti cassandramente previsti (mar-cel-lo-lippi-vacca-gà), torno a impestare l’etere calcistico-informatico (e soprattutto cazzeggistico) con una sbrodola di pensieri raccolti “on ze rod“.

 Giò ha letto di recente un libro (…ma và?? ) nel quale la trama principale era interrotta qua e là da simpatici paragrafetti intitolati “Quel che il protagonista direbbe su XYZ se mai qualcuno glielo chiedesse“.

Eccomi dunque a sostituire l’ XYZ dell’esempio con i seguenti soggetti, il tutto in rigoroso ordine sparso:

MONDIALI

Avrei preferito vincesse l’Olanda, ovviamente per Sneijder in ottica Pallone d’Oro, ma anche per sporcare la bocca ai soliti saccenti che hanno tessuto le lodi di una Spagna che “vince grazie al bel giUoco“. Al solito complottista che è in me è parso che nel decantare le gesta degli iberici trionfatori ci fosse un pizzico di rivalsa e godimento contro chi –guess who– aveva osato eliminare il Barcellona, ossia i 2/3 della nazionale spagnola, dalla Champions League di quest’anno.

Sempre per lo stesso motivo, sarebbe stato simpatttico veder vincere un’Olanda “operaia” (per quanto possa esserlo una squadra che schiera Sneijder, Robben, Van Persie o Kuyt), dopo che Cruyff e compagnia sberluccicante avevano toppato sul più bello nei gloriosi anni ’70 del calcio totale.

Ultima annotazione sui vincitori: concordo con tutti nel definire commovente Iniesta che dopo il gol in finale ricorda il capitano dell’Espanyol scomparso l’anno scorso, mentre ho trovato di dubbio gusto (ma credo di essere stato tra i pochi a notarla) la bandiera catalana sfoggiata da Puyol e Piqué poco dopo il fischio finale. Come dire, est modus in rebus

Dell’Italia che dire? Nel momento in cui richiami Lippi – e quello incomprensibilmente accetta- poi non puoi sperare che lasci a casa la vecchia guardia. E’ come chiamare Raul Casadei alla tua festa e poi lamentarti se non suona i Pink Floyd… Personalmente, dopo il 2006 avrei insistito con Donadoni o un altro giovane (benissimo Prandelli) e avrei fatto scattare l’operazione “simpatia”, con un ragionamento del tipo:” Signori, siamo campioni del mondo (anche se non abbiamo ancora capito bene come abbiamo fatto), ora ricominciamo da capo. In Sudafrica portiamo i ragazzi, e andiamo a fare esperienza. Non chiedeteci nulla e sostenete i nostri guaglioni”. Peggio di com’è finita non poteva andare…

Taccio sull’imbarazzante Inghilterra di Mr Fabio, mentre sotto-sotto sono contento che l’Argentina senza il Cuchu e il Capitano sia stata ridicolizzata da una Germania frizzante, giovane e piacevolmente “colorata”.

MOU

Temevo l’addio dopo il trionfo e così è stato, anche se -per una volta- poteva anche lasciare il centro del palco ai vincitori (leggi: aspettare due giorni e non due minuti a ufficializzare il suo addio). In ogni caso ha fatto un’impresa memorabile e probabilmente irripetibile, cosa per cui il popolo interista gli sarà eternamente grato. Ha incarnato quel che -credo- Herrera aveva inventato 45 anni fa: il “soli contro tutti“, le parole pesanti come macigni contro tutto il “sistema“, le “vedove“, le “figlie di Maria” (che come noto son le prime…) che si scandalizzavano e gli rinfacciavano di tutto, reo lui di aver mostrato al mondo i tanti difetti del nostro calcio, giUocato e non.

Illuminante in questo senso l’ultimo articolo di Tommaso Pellizzari sul Corriere, anche se non sono del tutto d’accordo con lui. Credo che, seppur in misura minore, anche Mourinho beneficerà del trattamento riservato a Mancini due anni fa e a Balotelli nelle ultime settimane. Non essendo più tesserati di F.C. Internazionale, sono diventati entrambi personaggi bravi e simpatici, che l’Inter inspiegabilmente si è lasciata scappare.

BENITEZ

Come confidato a qualcuno, andando via José do Setubal personalmente avrei puntato sul buon Sinisa, finito invece in Viola (in bocca al lupo!). Pur essendo un esordiente della panchina o poco più, credo avrebbe comunque avuto lo spessore (eufemismo per dire le palle quadre) per poter reggere uno spogliatoio di campioni vincenti, anche in virtù del fatto che lui, di quello spogliatoio, è stato parte integrante. Sarebbe stato accolto a braccia aperte dalla vecchia guardia, sarebbe stato impossibile paragonarlo a Mourinho (troppo diverse le carriere), sarebbe stato intelligente e non suicida nel voler continuare con la stessa squadra.

Ad un certo punto ho temuto arrivasse Capello, che è un ottimo allenatore (mentre ho delle perplessità sull’aspetto personale, ma del resto gli allenatori non sempre sono degli stinchi di santo, anzi…). Fosse arrivato lui, che in quanto a Super-Io forse è inferiore solo a Mourinho, temo avrebbe voluto rompere il giocattolo, per mostrare a tutti quant’è bravo lui a vincere non con la squadra che gli ha lasciato quello là, ma con quello che si è ricostruito da solo. Il tutto, ovviamente, senza garanzia di successo. Come dire: ti credo sulla parola, ma avanti il prossimo.

E il prossimo è stato Benitez. Mi sembra una brava persona, sicuramente diversissimo da Mourinho, probabilmente meno mediatico, non per questo meno intelligente. Calcisticamente mi pare tutt’altro che uno sprovveduto, e dalle prime impressioni sembra intenzionato a non dilapidare il patrimonio che si ritrova ad allenare. Spero che sappia difendere se stesso (e per estensione l’Inter) nel momento in cui le prostitute intellettuali torneranno alla carica.

BALOTELLI

Alla fine è andato. E, seppur a malincuore, vista la situazione che si è creata (rectius: che ha creato), credo sia stato meglio per tutti. Soprattutto, meglio adesso che tra 1-2 anni. Adesso hai incassato una trentina di milioni (…buttali via…), per un giocatore potenzialmente fantastico, ma senza il quale l’Inter avrebbe vinto tranquillamente tutto ciò che ha vinto. Intendo dire che non è stato venduto un pilastro della squadra (Sneijder, Maicon, Mililto…) e che di attaccanti forti in giro ce ne sono (magari non così potenzialmente esplosivi, magari però nemmeno così lunatici e caratteriali).

Quindi, se non esploderà nei prossimi 2 anni, sarà stato un affare venderlo (ragionando in astratto, con altre 2 stagioni altalenanti lo “storico” inizia a prevalere sul “potenziale” e 30 mln te lo scordi). Se invece dovesse diventare un’Iradiddìo, ecco che probabilmente potrebbe valere anche più dei 30 mln attuali, ma a quel punto la domanda sarebbe: dove lo trovi il sostituto di uno così forte, sia pure con un discreto gruzzolo (diciamo 35-40 mln)? E’ ovvio che non è un bel ragionamento dar via un giovane promettente per paura che diventi talmente forte da non essere sostituibile, ma l’Inter, in questo momento storico della sua esistenza (leggi squadra Campione d’Italia e d’Europa) può permettersi di pensarla così. Ripeto, secondo me l’operazione è stata ben fatta, considerato anche il fatto che quando ti metti nelle mani del Pizzaiolo Raiola, è evidente che vuoi piantar grane e andare via.

Diamo via il più grande talento italiano del momento? Vero, andremo avanti con gli stranieri. E poi, per riallacciarmi a quanto detto prima, a Balotelli l’Inter ha fatto un favore: ora tutta l’Italia (la stessa che prima gli gridava che non ci sono negri italiani, che pretendeva rispetto da questo moccioso, che invocava il Daspo contro questo insopportabile provocatore) ne piange il prematuro addio, chiaramente incolpando l’Inter -e chi se no?- di aver fatto disamorare questo giovane del proprio Paese e del suo calcio.

MAICON

A meno di clamorosi quanto inopinati ribaltoni buttati là da quel semianalfabeta del suo procuratore (ma tra Caliendo e Raiola avranno una licenza elementare in due? No, dico, ma li avete sentiti parlare??), il numero 13 carioca dovrebbe rimanere. Nonostante abbia quasi 10 anni in più del Bresciano Nero (ma più o meno lo stesso numero di neuroni), in questo caso sono contento che in Sig. Massimo si sia “impuntato” e abbia deciso di tener duro. Il Maicone, toccando tutto quello che c’è da toccare, ha ancora davanti 2-3 stagioni a tutta forza e, nel suo ruolo, contrariamente al caso Balotelli, di vere alternative non ce ne sono. Dani Alves è la sua riserva in nazionale, è meno forte e comunque il Barça non te lo dà. Degli altri, chettelodicoaffà… Potrà non calzare al 100% negli schemi di gioco di Rafa, ma essendo l’uomo dotato di intelligenza e buon senso avrà pensato di tenerselo ben stretto a costo di dover rifare i disegnini sulla lavagna (il ragazzotto avrà anche studiato alla scuola Sacchi, ma ha saputo fermarsi prima di abbracciarne l’integralismo “corti-umili-intensi“).

FAIR PLAY FINANZIARIO

Qui qualcuno mi deve spiegare perchè, come al solito, le regole e i limiti sembrano valere solo per l’Inter. Platini, a torto o a ragione, ha deciso di introdurre regole più restrittive sui bilanci delle squadre, in particolare sull’indebitamento e sull’immissione di capitali da parte dei proprietari. Si vuole insomma evitare che, trovandosi il Club a fine esercizio con una perdita da ripianare, debba essere il proprietario a dire “cià…s’el custa?” e cacciare l’assegno di conseguenza. Tanto incassi, tanto puoi spendere. As simple as that. E vabbuò…

Ora, anchorchè i media italici preferiscano indugiare a lungo sui conti nerazzurri, passeggiandoci sui testicoli coi tacchi a spillo con la litanìa del “nonostante la vendita di Ibra, per l’ennesimo anno l’Inter chiuderà in perdita”, in realtà tutti i top team europei (Inter, Milan, Barça, Real, Man Utd, Chelsea, Liverpool) grondano sangue dai rispettivi bilanci, e la situazione italiana per alcuni aspetti pare addirittura meno peggio delle altre.

Fatta questa lunga quanto doverosa premessa, non si capisce perchè l’Inter, dopo aver incassato senz’altro più di tutti nel 2010 in premi UEFA per la Champions e diritti TV, debba essere l’unica a “dover per forza cedere 1-2 pezzi pregiati”. Ad oggi, mi dite per favore quale pezzo pregiato è andato via dalle squadre citate in precedenza? non solo: mi risulta che il Barça abbia comprato David Villa (40 mln), mentre il Real abbia preso Carvalho e Ozil.

Domande, dubbi, perplessità…

MAGLIE

Rapido ma dolorosissimo accenno alle maglie per la stagione 2010/2011. La seconda (quella bianca) è stata esposta il giorno della vittoria del 18° scudetto a Siena.

Vista dal davanti non è niente di che (il che, per essere una seconda maglia, va già bene). Su uno dei fianchi c’è una vomitata di gatto che dicono essere un biscione stilizzato, e che a me invece ricorda molto di più una versione tamarra di un dragone cinese (del resto, perchè non strizzare l’occhio a un mercato potenziale di una mililardata di persone?). Va beh, il tutto è di dubbio gusto, ma ci può stare.

La prima maglia è da codice penale. Davvero, ci vorrebbe una class action dei tifosi interisti contro la Nike. Evito di descriverla perchè, as usual, la realtà supera la fantasia. Dico solo che ricorda quegli ologrammi che andavano di moda una ventina di anni fa, quei quadretti della serie “se lo fissi intensamente, a un certo punto vedrai comparire un paesaggio alpino”.

Ripeto fino allo sfinimento: la maglia dell’Inter è a strisce verticali (non a zig zag), ben definite (non sbrodolate), di larghezza variabile ma mai troppo strette (Mario preferirebbe 5 righe, ma vanno bene anche 7. Mai 6), la riga centrale dev’essere nera, e il blu dev’essere blu (non azzurro).

Lo so sono uno psicopatico ossessivo e un tantino rompicoglioni.

Accontentatemi e starò buono e zitto.

Ma fino ad allora non potrò fare a meno di chiedermi: quale mente malata ha partorito stammerda? E’ un’idea Nike? E l’Inter non ha il minimo potere contrattuale per dire “no, scusate, ‘sto schifo lo fate vestire al Civitavecchia” (con tutto il rispetto)? E se domani la Nike decidesse di vestirci di viola e arancione noi cosa diciamo? Sissignore?

Per quel che vale, questo per me sarebbe stato l’anno ideale per comprare la maglia nerazzurra ufficiale (cosa che non ho mai fatto). Risultato? Comprerò, sempre se sarà possibile, quella della stagione appena conclusa, la maglia con cui abbiamo conquistato il Triplete. Di norma la maglia “vecchia” rimane acquistabile tramite sito a metà prezzo per un certo periodo. Al momento è guarda caso “non disponibile”. Staremo a vedere…

SUPERCOPPE

Nel frattempo la nuova stagione è iniziata con il primo trofeo, la Supercoppa Italiana. Piacevole abitudine, ha vinto l’Inter. 3-1 contro una Roma buona per un’ora, e poi svaporata alla distanza. Come ho letto sui vari blog a cui mi abbevero, concordo sul fatto che l’importanza della vittoria non stesse nel trofeo in sè (poco più di un trofeo Moretti), ma nell’effetto “onda lunga”, nel dare continuità alla striscia di vittorie accumulate finora, alla ricerca della “sestina” che potrebbe realizzarsi con la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club.

Ho sentito spesso dire che l’Inter su un Campionato intero è superiore a tutti (“lo scudetto può perderlo solo l’Inter“, dicono i soliti gufi), ma che nella partita singola tutto può accadere. Vero, ma anche no. Dopo sabato ho sentito dire “Nei 90′ l’Inter è più forte, ma sabato la Roma per quasi un’ora è stata all’altezza dei nerazzurri“. Beh, che dire, complimenti, il miglioramento è lento ma costante.

Quantomeno, rispetto alla finale di Coppa Italia, non c’è stata la caccia all’uomo, anche se ovviamente il risultato è stato definito dai più come “bugggiardo” e il gap tra le due squadre ormai “colmado“. In effetti, a ben guardare, la bugìa nel risultato c’è: il gol annullato a Milito era buono, quindi poteva (doveva?) finire 4-1. Ma si sa, gli arbitri con l’Inter sono sempre in sudditanza psicologica.

Qualcuno poi mi spiegherà che cazzo ci facevano 18mila romanisti a San Siro, quando per la finale di Coppa Italia nella capitale di interisti ce n’erano se va bene la metà. Il siparietto dei fumogeni in campo e contro la tribuna rossa, con annessa sospensione della partita per 5 minuti, immagino rientrasse nei ringraziamenti ufficiali per l’occasione concessa.

ME(R)DIA

Venenum in cauda. La telecronaca della suddetta partita (vista sulla Rai) è stata ripugnante. Un tifo ormai nemmeno nascosto per la Roma (non so se in quanto tale o più probabilmente in quanto avversaria dell’Inter), ben esemplificato dal silenzio assordante piombato tra i telecronisti dopo il 3-1 di Eto’o e fotografato ancor meglio dall’intervista volante a Riise a fine primo tempo, in cui il bordocampista ha detto “Un ottimo primo tempo, poi PURTROPPO quell’errore e il pari dell’Inter“. Come ho già detto al dipendente RAI (pagato quindi anche coi miei soldi) attraverso il video:

…Purtroppo tua madre!

Ovviamente Dossena e compare (tal Rimedio) esaltavano ogni tocco di Totti e co., definendo invece l’Inter imballata, frastornata, in chiara difficoltà. Siamo alle solite insomma. Non avevo dubbi. Come magistralmente esemplificato dal Sig. Massimo a fine partita, rispondendo all’appunto circa una squadra che presenta 11 stranieri e 0 italiani “si deve trovare sempre e comunque un difetto a questa squadra…” prima del vero colpo di classe “E comunque meglio multietnici che comprarsi le partite“.

Avanti così!

srag estivi 2010 2011

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