I’M STILL ALIVE

INTER-TWENTE 1-0

La miglior Inter dell’ultimo mese (sai che sforzo…) spezza le reni al Twente e si qualifica agli ottavi di Champions con una gara d’anticipo.

Partenza più che buona: nei primi 20 minuti Sneijder si mangia un gol quasi fatto (quello “già fatto” se lo mangerà nella ripresa), poi timbra la traversa su punizione, mentre Pandev e Cambiasso hanno due occasionissime neutralizzate dai tulipani (rossi per l’occasione). Ma basta una palla persa a metàcampo per gettare tutti nel panico e vivere il quarto d’ora dei pazzi, con quelli là che ovviamente sembrano l’Ajax di Cruyff e noi incapaci di reagire: miracoloso Castellazzi a bloccare il sinistro a botta sicura di Janssen.

Nella ripresa l’Inter pare più decisa, anche se per andare in buca serve un pizzico di fattore C.: la punizia di Wesley carambola tra gli uomini in barriera e arriva dalle parti del Cuchu, maestro d’area quando si tratta di recuperare palle vaganti. Il sinistro sul palo lontano è imprendibile ed ègol, ègol, ègolègolègol (copyright R.Scarpini).

Piccolo anticipo di “E’ Complotto” per citare la solita mente geniale che fa notare come, dopo il gol, nessuno dei giocatori sia andato ad abbracciare Benitez, come se di norma i giocatori in campo provassero l’irrefrenabile istinto di andare a limonare col Mister dopo ogni rete segnata.

Da lì in poi l’Inter sembra potersi sbloccare, e prima Stankovic poi come detto Sneijder si divorano il 2-0 a conclusione di belle azioni, sempre elaborate ma per una volta ficcanti. Il raddoppio lo sfiora anche il capitano partendo dalla sinistra in dribbling: roba che se segna vien giù San Siro. Il sinistro sul primo palo è deviato in angolo.

Dio solo sa quanto alle nostre coronarie sarebbe servito ribadire il concetto (dicasi il goal), visto che gli ultimi 10 minuti vedono l’Inter raccogliersi sempre più (e sempre meno ordinata) in difesa, concedendo tiri dalla distanza (uno finisce sulla traversa) e mischioni ravvicinati da cardiopalma. Psycho da par suo causa una quartantina di infarti sugli spalti, intestardendosi in uscite palla al piede “piuttosto antipatttiche” condite da un fallo tanto ingenuo quanto stupido a 20 secondi dalla fine. Il cross che ne consegue è preda della difesa e sul rinvio finisce tutto.

Che dire? grande prestazione della vecchia guardia: Matrix e Cordoba meglio di Lucio stasera, Zanna la solita certezza, Cuchu match winner e Deki migliore in campo, erroraccio sotto porta escluso. Buone notizie anche da Biabiany (per una volta non “Pianpianin”), che scorrazza rapido e leggiadro sulla fascia destra lasciando i solchi per terra. Avanti così che vai bene, anche se in Campionato certi spazi te li sogni…

Domenica arriva il Parma: viste le assenze non è esclusa una mia presenza, quantomeno in panchina. Vi terrò aggiornati.

 

LE ALTRE

Ottima 2 giorni per chi tifa italiano in Champions: 3 vittorie, 2 squadre già qualificate, l’altra quasi. Più prosaicamente io ho tifato Schalke. Non tanto per simpatie crucche, ma sperando che Raul zittisse le adoratrici di SuperPippa (manfrina dei gol europei e balle vaire). Lo spagnolo non ha segnato ma è qualificato agli ottavi: se non si rompe avrà almeno altre 3 partite per far piangere le vedove.

Animo muchacho!

 

E’ COMPLOTTO

Tante piccole cose, simpatiche come sassolini nelle scarpe (per non dir di peggio). Noto che Eto’o è ritenuto molto meno in forma di un mese fa, e la sua testata ha fatto il giro del mondo quasi che quella di Zidane fosse stata solo un buffetto in amichevole.

Conscio dell’ormai celeberrima dipendenza dell’Inter dal Re Leone, noto con compiaciuto sacrasmo che gli 11 gol segnati da Ibra in rossonero vengono definiti “di grande impatto” per il Milan, senza che ci si chieda chi mai potrebbe segnare se non lui.

Ibra=grande impatto, Eto’o=dipendenza. Problema per bambini delle elementari: quale suona meglio?

Imbarazzante poi il livello di mistificazione raggiunto dai commentatori al gol dello Svedoslavo: “Bellissima immagine: Ronaldinho sorridente si alza e applaude il compagno“. Ora, a parte che risus abundat in ore stoltorum, Dinho si stava scaldando da 20 minuti, quindi a voler fare i precisètti non si è “alzato”. E poi, che cazzo doveva fare, insultargli la madre? Ma si sa, nella famiglia dell’Ammmore tutti si vogliono bene (chiedere a Oniewu per informazioni).

Ai limiti del vomitevole infine il modo in cui è stato raccontato l’infortunio di Superpippa Inzaghi (rottura del legamento crociato): ricordando come Samuel, vittima dello stesso infortunio, fosse stato giubilato con tanti saluti fin dalla barella (stagione finita, lo rivedremo all’inizio del prossimo campionato), assisto attonito a tentativi di mistificazione della realtà: ne avrà per qualche mese, in teoria 6, ma forse 5 o forse anche meno, considerando la sua incredibile voglia di recuperare. Come se gli altri che si rompono le ginocchia si divertissero a girare con le stampelle!

E poi non è detto che sia proprio rotto, non si capisce bene….ah no è proprio rotto.

Tornando al match importante, cioè il nostro, attendo invece conferma empirica di una chicca  su Cambiasso appena letta in rete ma non udita di persona (chè io i soldi a quello là se posso non li dò!): pare che, intervistato a fine partita da Me(R)diaset, al servo di turno che chiedeva il perchè Benitez fosse stato lasciato solo mentre tutta la squadra si riuniva al centro del campo per ringraziare il pubblico, il Cuchu l’abbia liquidato con un laconico “non meriti neanche una risposta“.

Pretendo per quest’uomo non solo un posto fisso in squadra per altri 10 anni, ma anche un ruolo di primo piano nel prossimo Governo, e mi permetto di “opzionare” la sua bimba di anni 2 in previsione di matrimonio combinato con il piccolo Panchito! I love this man!!!

Hombre del partido

Hombre del partido

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