TROPPA GRAZIA

INTER-PARMA 5-2

La Pazzainter dopo tanto tempo torna a stupirci positivamente.

In una partita che ci fa capire quanto diversamente possano invecchiare anziani campioni (Crespo: un satanasso, Matrix: lasciamo perdere…), l’Inter trova una gragnuola di goals di varia fattura, che le fanno rosicchiare 2 punti su tutte le squadre che la precedono: la testa della classifica è ora a “soli” 7 punti.

Il turno di campionato era effettivamente favorevole, visti gli incroci di Milan, Juve e Roma. Meno prevedibili invece il pareggio laziale col Catania e la sconfitta del Napoli a Udine. In ogni caso, troppa grazia dice il titolo, intaschiamo ben volentieri.

L’assenza per squalifica di Eto’o, oltre a quella ormai cronica di Milito, lascia là davanti un’improbabile coppia d’attacco Pandev-Sneijder. Volendo fare gli ottusi organi di partito, potremmo dire che i loro movimenti lasciano spazio agli inserimenti dei centrocampisti, autori di tutti e 5 i gol. Lasciando stare le favole, ringraziamo invece la buona sorte, travestita da pali e traverse della nostra porta, e da schiene e polpacci avversari, e mettiamo in saccoccia 3 punti di platino.

Bello che a suonare la carica sia Stankovic, giocatore su cui più volte mi sono dilungato in lodi alquanto sdilinquite. I due gol in due minuti, complici come detto due deviazioni parmensi, sono un ottimo segnale per il serbo (abbonato di solito a splendidi tiri fuori di un soffio, parate miracolose del portiere e dozzine di legni colpiti) e per la squadra, assistita dalla Dea Bendata per la prima volta in stagione. Il terzo sigillo personale, che chiude la partita, gli serve per portarsi a casa il pallone firmato. Importante il rientro di Thiago Motta, aldilà del gol.

La foto in calce è incredibilmente datata Novembre 2010, e vede i nostri tre “facitori di giuoco” in campo (e in gol!) tutti nello stesso giorno: mirabile visu!

Detto della gioia della vittoria, non sono così obnubilato da non riconoscere le difficoltà della squadra. Crespo come detto ha fatto due gol che potevano essere di più (paratona di Castellazzi e altre azioni “a voragine”); detto per inciso, a noi farebbe ancora gran comodo di questi tempi. Angelo è andato ad aggiungersi agli altri millemila iscritti al “Club Gautieri” (ala destra mediocre che ha contro l’Inter la giornata da raccontare ai nipoti), Giovinco e Candreva si ricordano di essere dei talenti proprio oggi.

Da parte nerazzurra bene il centrocampo, non giudicabile l’attacco (diciamo così…) le note dolenti arrivano dalla difesa: Matrix come detto non c’ha capito molto, Cordoba poco di più. Avere 4 su 5 titolari della difesa fuori per infortunio si fa sentire, e lo stesso Lucio è parso in comprendsbile affanno nelle ultime uscite.

Prima di parlare di media e complotti, ritorno sul discorso preparazione atletica/infortuni, dibattuto anche altrove sul web, dove fuor di metafora mi son preso del paranoico rompicoglioni. Pur non avendo una preparazione medica né fisioterapica, prendo però atto di alcuni fatti. Non escludo che la scorsa stagione sia stata stressante ed abbia lasciato postumi difficili da eliminare. Non nego che la differenza di preparazione (quale essa sia) portata da un nuovo staff di allenatori possa creare qualche “discontinuità” col passato. Credo in ogni caso che, giocando al gioco delle percentuali, quella più alta sia da scrivere accanto alle parole “preparazione atletica sbagliata”. 13 bipicipi femorali stirati e più di 20 infortuni muscolari complessivi non credo si spieghino esclusivamente coi Mondiali o le 60 partite dell’anno scorso, visto che la loro distribuzione è stata molto “democratica”, colpendo in egual misura titolari fissi e panchinari fessi.

La sola circostanza che effettivamente potrebbe aver influito sulla morìa di infortuni è l’eccessivo scaglionamento dei rientri post-Mondiale. Ma anche qui: Eto’o (per fare un esempio) è uno degli ultimi ad essere arrivato in ritiro e seguendo questo ragionamento avrebbe dovuto rompersi subito (tocchiamo tutto quel che c’è da toccare…). Ciò a dire che la motivazione che può valere per un paio di giocatori non vale per gli altri.

E’ un gran casino e non ne dubito, ma negare l’esistenza del problema mi pare il peggior modo per risolverlo.

E’ COMPLOTTO

Parto dal giallo Julio Cesar dell’altro giorno: venerdì in giornata si sparge la notizia che JC salterà con ogni probabilità il Mondiale per Club, visto che l’infortunio col Genoa non era un semplice stiramento ma uno strappo. Poco dopo la notizia cambia: era sì uno stiramento, ma ha avuto una ricaduta. Ancora qualche quarto d’ora e siamo alla rettifica della rettifica: ci sta impiegando un po’ più del dovuto, ma al Mondiale ci sarà.

Ora, affrontando l’argomento da un punto di vista mediatico e non medico, mi chiedo ancora una volta il perchè l’Inter non dia mai, per precisa scelta societaria, indicazioni sui tempi di recupero dei giocatori infortunati. Si eviterebbero leggende metropolitane che risalgono ai “buchi nei tendini di Ibra grandi come monete da due euro” e arrivano alle panzane dei giorni nostri.

Come detto JC avrebbe dovuto rientrare nel derby (tant’è che nel pre-partita si era scaldato per poi finire inopinatamente in panchina), quindi qualcosa è successo. Parlare?  Spiegare? Pare brutto? Pare di sì…

Passando alla stretta attualità, seguo parte del match via radio, curiosamente proprio il quarto d’ora che ci vede passare dallo 0-1 iniziale al 3-1: esilarante il cambiamento dei commentatori, che fino a due minuti prima tacciano Biabiany di cercare solo il tocco a effetto e di non essere per nulla incisivo, e sul 3-1 cantano lodi sperticate sulle sue capacità di assist-man. Stessa cosa per Stankovic, accusato di voler far tutto da solo e lodato poi per la tenacia e la caparbietà dimostrata… Il tutto è esilarante.

In serata invece apprendo con rammarico della presenza di Carboni a Controcampo. Ora, sorvolo sul fatto che mi viene difficile considerarlo un Dirigente dell’Inter (Oriali e il suo cuore sanguinante ringraziano…), è comunque uno stipendiato dal Sig Massimo e quindi legittimamente rappresenta la società in quella sede. Società che a mio parere non avrebbe mai e poi mai dovuto accogliere la richiesta della trasmissione, oltretutto dopo l’infamia perpetrata a Cambiasso domenica scorsa, con velenoso ribadino mercoledì nel dopo Coppa.

Ma tant’è, mandano Carboni. Se almeno l’avessero mandato a “far la guerra”… macchè: è lì a dire che non è successo niente, che sono sempre stati tranquilli, che non c’è un problema preparazione: una velina del TG1 di Minzolini. Terribile, e la colpa non è sua, è di chi ce lo manda.

Infine, tragicomico il commento del calabrese cantilenante: Pandev (?) e Sneijder (???) sono giocatori che basano il loro gioco molto sul fisico (eh?), non hanno una grande tecnica (cioè Sneijder come il peggior Gattuso??) : se non si allenano bene in settimana poi non possono rendere in campo. Ma a questo lo pagano per dire queste cazzate? Se prendono me quantomeno ‘ste cacatelle le scrivo “a gratis”…

WEST HAM

Gloriosa vittoria contro gli ugualmente disastrati del Wigan, battuti 3-1. Sempre ultimi, ma “meno saldamente” del recente passato e non più da soli. Mal comune…

Il gruppo è ora a un paio di punti e il campionato è lungo. Come on you Irons!

Compresenze. Nessun programma di fotoritocco è stato usato per questa immagine.

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