SQUADRONE

INTER-BOLOGNA 4-1

Se non fosse per l’orrenda maglia in puro patchwork style, quella di sabato avrebbe tranquillamente potuto essere una partita della scorsa stagione. Stesso gioco, stessa cattiveria agonistica, stesso risultato. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza (il signor Manzoni mi perdonerà l’indegna citazione, per di più adattata alla bisogna).

Quel che possiamo cominciare a dire è che la squadra ha ricominciato a giocare come sa. Non parliamo di allegria, amore e stronzate varie. Stiamo ai fatti: questa gente gioca insieme da anni, si conosce a menadito e, se messa in condizione di fare quel che sa, è a tutt’oggi la più forte in Italia e tra le prime 4 in Europa. Poi è chiaro che vincere fa sembrare tutto più bello e anche Cordoba pare il cugino bravo di Beckenbauer…

La partita col Bologna ci dice questo: un centrocampo solido come pochi (dura per Sneijder togliere il posto a uno di quei quattro…), due attaccanti in buone/ottime condizioni (rispettivamente Milito/Eto’o) e una difesa che concede qualcosa prima della puntuale dormita su corner. Tanto basta per la quaterna.

I segnali migliori a mio avviso arrivano dal Principe: dopo il colpo di testa con palla sul palo a non più di metri 3 dalla porta ho pensato alla maledizione, pur ricordando errori simili anche nella scorsa stagione. Invece il diagonalone di sinistro di poco dopo, complice un non irreprensibile Viviano, ha riconciliato Milito con me e col mondo.

Ancor meglio, il Principe, nella più bella azione della partita: il 3-0 di Eto’o è una meraviglia quanto a preparazione (Re Leone gigioneggia sulla sinistra facendo ammattire un paio di avversari), nella rifinitura (assist di tacco di Milito a chiudere il triangolo) e nella conclusione (destro camerunense a pelo d’erba sul palo lontano).

Come per i due gol fatti in coppa Italia mercoledì, video da salvare e mostrare a tutte le scuole calcio il giorno della lezione “Attaccanti della Madonna”.

La punizia del 4-0 è la classica ciliegina di una torta che si era aperta con una sgroppata di 40 metri palla al piede prima di mettere Stankovic (in fuorigioco di 1,5 cm) in porta per l’1-0.

Le pecche, a voler fare i precisètti, arrivano dalle distrazioni difensive sulle palle da fermo. Dopo i gol di Napoli e Catania, e quello del Genoa in Coppa Italia, anche ieri sera si è dormito bellamente vanificando quella che sarebbe stata la serata perfetta. Certo, se dobbiamo attaccarci a questo per trovare i difetti, anche un maniaco come me può accontentarsi!

Mercoledì arriva il Cesena per il primo dei due recuperi e sinceramente spero che il vento in poppa continui. Da un punto di vista psicologico, credo che Leo, impeccabile finora nelle vesti di (ri)animatore, debba ora alternare il microfono e luci da stroboscopiche ad un più saggio cappello da pompiere. Bene così ragazzi, ma se non vinciamo i due recuperi son tutte pippe mentali. Siamo forti e si può fare, quindi facciamolo perdìo!

La chiusa è per il Capitano, che raggiunge il buon Bergomi a 519 presenze in campionato. Ho come l’impressione che il contatore proseguirà spedito fino alle 600 e oltre…

La cosa bella è che credo che le insufficienze racimolate in carriera non superino la decina. O capitano, mio capitano…

 

E’ COMPLOTTO

La cosa che più mi allarma è la mancanza di materiale per il capitolo del complotto. Scanalando nel post-postcipo, ho addirittura sentito Collovati elogiare l’Inter (che “gioca pvopvio bene”, mentre il Fulvione quando è in buona non è mai andato oltre il proverbiale “è un Intev cinica…”) e Zazzaroni dire “certo che quando rientreranno anche Julio Cesar e Sneijder…”. I gol di Eto’o e Milito hanno anche zittito quelli che facevano notare la vena realizzativa dei centrocampisti, sottintendendo compiaciuti la latitanza delle punte.

La sola cosa  che mi ha fatto provare il solito mix di sentimenti (ghigno sarcastico, odio misto pena per i protagonisti) è stata l’uscita di Frèngo (Dis)Ordine a Controcampo, il quale, parlando del Milan capoclassifica ma con un solo punto in più dell’anno scorso, concordava col fatto che il confronto con gli anni scorsi fosse improprio. La media punti dell’Inter degli ultimi anni era in sostanza “troppo alta per essere vera”, e il buon burattino (cit. col ciuffo) ha chiosato “ma noi dobbiamo essere contenti che il campionato adesso è più combattuto!!”. Insomma, grazie Milan per la tua mediocrità. Non siamo proprio ai livelli del Milan che vince che fa bene al Paese, ma ci siamo quasi…

Insomma, le vedove latitano e io mi preoccupo. Come sapete, mi nutro di sindrome di accerchiamento, i peana alla squadra li vivo come pericolosi campanelli d’allarme. Se c’è bisogno di qualche “caso” o “crisi” la posso inventare io…

LE ALTRE

Dopo un ottimo pari del Napoli e una sorprendente sconfitta del Palermo, mi appresto al pomeriggio calcistico da gufo seguendo Roma e Juve nel loro calcio ruminante. Il gufaggio non dà gli effetti sperati (entrambe sculano una vittoria diciamo di carattere…), ma il tutto è presto ripagato con il pareggio dei cugini in serata.

La partita francamente non si può guardare, e tra un cazziatone di Gattuso a Pato (ah, che grande famiglia il Milan…) e un gol annullato al Lecce per fallo identico a quello di Ibra nel 4-4 contro l’Udinese, si arriva ad inizio ripresa, allorquando il ragazzo torna a fare lo Zlatanasso e inventa dal nulla un gol pazzesco. Ecco a cosa serve Ibra, mi ripeto per l’ennesima volta. Butta la palla avanti, chè ci pensa lui.

Il Lecce, pur nella contemplazione del proprio nulla, rimane però agganciato alla partita, e proprio quando mi chiedo come cazzo abbiamo fatto noi a perdere punti su questo campo, è proprio Olivera a purgare il Milan, riservando lo stesso trattamento di cui avevamo beneficiato a Novembre. D’amore e d’accordo come bravi cugini, insomma…

 

WEST HAM

Tragicomico derby contro l’Arsenal perso in casa 0-3. Un paio di categorie di differenza. Manager con le ore contate, in arrivo –pare- Martin O’Neill, ex Celtic e Aston Villa.

Peggio di così non si può, quindi speriamo nell’effetto spariglione e keep finger crossed…

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