PAPA’ MI SCAPPA

 FIORENTINA-INTER 1-2

Partiamo dal vero protagonista della serata: dopo Inter-Palermo, il cecchino risolve la partita nello stesso modo, con tempismo perfetto e cogliendo tutti di sorpresa.

Il bello è che è ancora giovane e può crescere ancora, migliorando la naturalezza dei movimenti e fluidità di manovra di uscita.

No, non sto parlando di Pazzini, ma di Panchito.

Anche ieri, grossomodo allo stesso minuto della ripresa rispetto alla partita col Palermo, ha riproposto il pezzo forte della serata –che dà il titolo a questa sbrodola- e mi ha fatto assentare un paio di minuti, per tornare in postazione-divano con un simpatico 1-2 a campeggiare sull’angolo in alto a sinistra dello schermo. “Pancho…ma ha segnato l’Inter!” e lui, serafico “Eh sì” come a dire… cazzo credevi, pirla?

Morale, tre punti scolpiti nella roccia, che ci tolgono definitivamente quel fardello da malattia mentale del “dobbiamo recuperare delle partite, quindi in teoria saremmo qui in classifica, ma se non vinciamo siamo qui, o forse anche qui…”. Fine, siamo a -5 dai cugini, e -2 dal Napoli che non può essere trascurato, pur se ho i miei dubbi di una sua effettiva tenuta fino a primavera.

Inizia una fase di campionato con un calendario obiettivamente favorevole a noi e che avrà il suo apice nel derby del 3 aprile. La mia tabellina prevedeva (rectius auspicava) di arrivare a questo punto con 1 o 2 punti in più (avevo preventivato due pareggi a Udine e Torino e non zeru punti…) ma insomma siamo ancora lì, e la speranza, nemmeno tanto inconfessata, è ancora quella di poter vincere il derby e contemporaneamente agganciare i cugini. Certo, la differenza che passa tra la tabella e il far castelli per l’aere è sottile, quindi meglio non soffermarsi troppo.

Tornando a ieri, prendo atto della timidezza e spaesatezza  (che non si dice, ma mi serviva per la rima) di Nagatomo, che per tutto il primo tempo non sa bene cosa fare ed è ancora un corpo estraneo alla squadra: esemplificativa la sua posizione nel contropiede che porta al nostro 0-1: in pratica si butta nel mezzo e fa il centravanti (!) e pur creando scompiglio nella difesa viola (che infatti si auto-segna con Camporese) palesa una certa disomogeneità col resto della squadra. Poco da dire, va fatto giocare e rivalutato tra qualche partita.

Per il resto, Eto’o gioca molto lontano dalla porta, pur essendo protagonista nelle due azioni da gol (tocco in mezzo su cui come detto carambola il terzino viola e sapiente imbeccata per il 2-1 del Pazzo dopo aver ubriacato un paio di avversari), il Pazzo toccherà 4 palloni in 90’, ma riesce a metterne in buca uno; quel che non mi ha convinto è stato il centrocampo, troppo pretenzioso con Sneijder impegnato a sfidare la legge di impenetrabilità dei corpi e Cuchu-Deki meno affiatati del solito. In difesa Ranocchia fa un partitone, e Maicon si conferma “stampella mentale” dell’Inter: 10 anni fa buttavamo palla in avanti sperando che Bobo si scrollasse gli avversari di dosso e scaricasse in gol, adesso allarghiamo sulla destra e facciamo viaggiare il cavallo, salutandolo con “oh, ci vediamo tra 50 metri”. Lui fa il solito, cioè un partitone in termini di corsa-progressione-cross. Non chiediamogli di “pensare” da regista classico –anzi, proibiamoglielo proprio-, l’è no el so’ mesté… Peraltro è lui a sfiorare l’1-2 a fine primo tempo dopo bel triangolo con Stankovic in area.

Nella ripresa la Viola cala un pochino (nel primo tempo ha senz’altro meritato più di noi) e l’Inter pare crederci di più; dopo il nuovo vantaggio, sarà stato il mix propiziatorio Panchito-cesso ma sono sempre stato tranquillo, ragionevolmente sicuro che la vittoria non ci sarebbe scappata.

Nota di merito per Leo, negli ultimi giorni un po’ più barzotto e meno amico di tutti. Sia chiaro, non sarà mai uno sfanculatore di professione come i suoi 2 predecessori. No, Leo è un “amico del mondo” ed ha un approccio più uggeggé con tutti, però, essendo sveglio, ha cominciato a rendersi conto di quanto la gente non si aspetti altro che una caduta dell’Inter per azionare i comandi del cassone e rovesciare tonnellate di terra e fango sulle nostre candide vesti.

Dopo 13 anni di Milanello Bianco, welcome to hell, Leo!

 

LE ALTRE

Detto che mi dispiace sempre quando perde la Fiorentina (ancor di più con Sinisa in panca) gioisco per la mia “altra seconda squadra”: il Genoa vince il derby e può vantarsi del primato cittadino. Poco da dire sull’en plein delle italiane in Champions League: la Roma, poverina, è in piena crisi d’identità e il gommonaro Lucescu ci ha sguazzato bellamente, mentre il Milan-con-la-Champions-League-nel-suo-DNA s’è fatta uccellare in casa dal Tottenham che abbiamo imparato a conoscere a nostre spese, ma che nell’occasione aveva fuori la sua stella indiscussa (quel Bale che ha fatto piangere la nostra difesa due volte in 15 giorni) e un altro paio di “buoni” a mezzo servizio (Modric gioca gli ultimi 20’, pennellone Crouch segna all’80 giocando dopo un’infiltrazione). Vorrei tacere per umana pietà su Gattuso in guerra con tutti, ma non posso non rilevare qualche differenza con l’altro esecrando episodio che ha visto uno dei nostri (Chivu) protagonista pochi giorni fa: nel nostro caso si è trattato di un censurabilissimo black out di pochi secondi, giustamente punito con 4 giornate e simbolicamente (e credo anche pecuniariamente) condannato dalla società, che ha rinunciato a fare ricorso contro la sentenza. Ringhio –che per inciso adoro- ha una reuptazione di simpatico mascalzoncello che lo ha portato negli ultimi 10 anni a poter randellare e sfanculare tutti (avversari e arbitri compresi) perché “è fatto così, gioca col cuore ed è il suo punto di forza”.

Patetica poi la pantomima della “continua e gravissima provocazione dello squalo Jordan” (“Fuckin Italian Bastard”) alla quale il garibaldino Ringhio ha reagito da italiano colpito nell’orgoglio. Rimando a post migliori per una valida disamina degli eroi nazionali dei tempi moderni (http://www.bausciacafe.com/2011/02/16/heroes-letto-con-accento-scozzese/) e faccio solo presente che questa simpatica manovra arriva non dalla società A.C.Milan, ma dall’intiera stampa prona e asservita alla squadra del padrone: come dire, in Via Turati non devono nemmeno sporcarsi le mani, il lavoro sporco lo fanno gli altri…

Ah, chiusa finale: Flamini fa un intervento a piedi uniti che mette KO un avversario, costretto a uscire e rivisto in panchina con stampelle e borsa del ghiaccio stoicamente sporca di sangue. Roba che se lo fa Materazzi scatta la lapidazione seduta stante. L’italo-francese invece -altro esemplare della lunghissima tradizione di centrocampisti rossoneri spesso fabbri-ferrai e raramente sanzionati, iniziata con Albertini e Ancelotti e degnamente proseguita con Ringhio e Ambrosini- prima si stupisce del giallo, e poi riceve l’assoluzione in diretta dai commentatori che, sorvolando totalmente sui piedi uniti, si limitano a dire “mah…ha preso la palla”.

Ri-chiusa finale: ha segnato Raul! 70 gol come Inzaghi. Devo essermi perso i servizi celebrativi e la galleria di gol da 80 posizioni diverse…

Bomber della serata

Bomber della serata

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