NON E’ SUCCESSO NIENTE

INTER-LECCE 1-0

Con calma e con ordine, come ripeto spesso a mio figlio quando fa l’indemoniato.

Con il derby da giocare alla prossima di campionato, ci troviamo esattamente dove la tabella-Mario stilata a Dicembre indicava che ci saremmo trovati, recuperando tre punti in uno splendido weekend di inizio primavera, quando ormai arrivarci a -5 sembrava inevitabile.

Invece succede che i cugini soffrano l’assenza di Ibra ancora più del dovuto, e che la difesa, pur capeggiata da Thiago-Silva-e-Nesta-la-Miglior-Coppia-del-Campionato, giochi alle belle statuine riuscendo a far segnare tal Goian, non senza aver alzato la manina questuando un fuorigioco inesistente.

Si chiama stile-Milan, chiedere a Baresi II per referenze.

L’Inter ha così l’incredibile opportunità di battere il Lecce in casa e portarsi a ridosso dei rossoneri: alla fine ce la fa, pur soffrendo più del previsto e giocando in maniera, diciamo così, speculativa. Ci pensa il Pazzo a risolvere la partita con un gol da bomber vero, più nella dinamica dell’azione che non nella conclusione vera e propria, in vero un po’ ciabattata anche se ugualmente efficace. Mano a “V” sugli occhi e pazzo-pazzo-gol a colorare una domenica di festa, che chiude la settimana di festeggiamenti del compleanno di Panchito.

Possiamo dire che l’Inter ha contribuito al genetliaco portando in dono un quarto di finale di Champions e un insperato avvicinamento alla vetta della classifica.

Non posso scendere più di tanto nei particolari tènnici del match non avendo visto che pochi riflessi filmati, ma come dico sempre “a me frega di vincere, il come –se non comporta illeciti- è secondario”.

L’attenzione ora si focalizza tutta sul derby del 2 Aprile, che ci vede come inevitabili favoriti dopo le ultime uscite dei cugini. Servirà tutta la capacità gestionale e motivazionale del Leo; il che dovrebbe farmi stare relativamente tranquillo, visto che è quello che sa fare meglio, con l’ulteriore vantaggio di aver allenato “quelli là” fino a pochi mesi fa, e di aver preso 6 pappine nei due derby ormai storici del 2009/2010. Dovrebbe sapere cosa dava più fastidio al Milan, dovrebbe sapere come metterli in difficoltà, dovrebbe, dovrebbe… Una cosa è certa: pausa nazionali a parte (una dozzina di giocatori se ne andranno per una settima nella in giro per il mondo, sperando di non rimediare pestoni), Leo ha il tempo per preparare quella che è LA sfida scudetto e far vedere a tutti che è un grande allenatore, e non solo un generatore di empatia e gestore di entusiasmo.

Non avremo Lucio, ammonito ieri per uno stupido fallo di mano; ma chiedere a Lucio di essere lucido è francamente troppo, e quindi Ranocchia-Chivu coppia centrale, con Maicon e Zanna ai lati. 

Facendo ragionamenti general-generici, Leo ha francamente fatto più di quello che chiunque avrebbe potuto chiedergli fino ad ora. C’è da concludere l’opera, battendo i cugini e poi proseguendo la striscia di successi. Nella mia classifica personale, se potessi vincere un solo trofeo quest’anno, vorrei lo scudetto in rimonta sui cugini: in Champions sono contentissimo di aver ri-battuto il Bayern in cerca di vendetta, e soprattutto di aver dimostrato quanto il DNA e la musichetta c’entrino un cazzo con l’effettiva forza delle squadre. Il Milan è uscito contro un Tottenham che era la metà di quello incontrato da noi nel girone, la Roma lasciamo stare, L’Inter, pur complicandosi la vita sia all’andata che al ritorno, è passata contro l’avversario più forte dei tre toccati in sorte alle italiane.

Ora ci tocca lo Schalke, e a essere onesti bisogna dire che difficilmente poteva andar meglio. Chiaramente spero di passare, per potermela poi vedere contro Chelsea o Man Utd ma, posto che la vedo durissima rivincere la coppa, per me l’obiettivo primario era andare più avanti delle altre italiane. Arrivare in semifinale sarebbe un obiettivo dignitosissimo e, a quel punto, sarebbe bello giocarsela non avendo niente da dimostrare a nessuno e potendo far leva su questa “leggerezza d’animo”.

Ma stiamo andando troppo in là. Ieri c’è stato il Lecce, “domani” ci sarà il derby. Una alla volta. Con calma e con ordine. I conti si fanno alla fine.

 

LE ALTRE

Non per sadismo ma per puro amore di analisi, vorrei dire ancora 2 cagate sul Milan: la cosa a mio parere “grave” della sconfitta di Palermo è che, preso il gol su una bambola collettiva dopo solo 10 minuti, non sia riuscita a raddrizzare la partita nei restanti 80’. Pato (poi uscito per una botta, il solito cuor di leone) e Cassano là davanti sembravano persi, con la squadra che proprio un quei momenti di scarsa lucidità pativa l’assenza di Ibra che, disprezzato quanto si vuole, in quei casi è davvero un’àncora di salvezza a cui aggrapparsi facendo spiovere lanci lunghi là davanti.

Siamo alle solite: se il Milan giUoca bene, può anche fare a meno di Ibra (si può discutere all’infinito sul significato di giUocare bene), ma in giornate balorde tipo sabato, uno come lui è di vitale importanza. Ad ogni modo mai fidarsi di quelli là, e ancor di più mai fidarsi dei nostri: l’ultima giornata è andata come meglio non poteva andare, ma conosco i miei polli, quindi piano a cantar vittoria…

La Juve, incredibile dictu, vince. Del Piero fa vedere che, in mezzo a una ventina di mezzi campioni, è ancora il più forte e di gran lunga. Paradigmatico il suo gol (davvero bello sia nell’azione personale che nel sinistro a giro) messo a confronto con l’azione di “Er Chiacchiera” Pepe, che scarta tutti due o tre volte, se stesso compreso, ma poi non riesce a tirare in porta. Poche balle, se sta minimamente in piedi e viste le alternative, Del Piero va fatto giocare sempre.

Per il resto, anche il Napoli approfitta e si avvicina a -3 dal Milan battendo il Cagliari con doppietta di Cavani. L’affare si fa grosso (come disse Rocco Siffredi) perché vincendo nel prossimo turno senz’altro scalerebbero una posizione in classifica, ma bisogna vedere se la Lazio sarà d’accordo.

Infine, ennesimo chapeau all’Udinese di Guidolin, allenatore che non amo, capostipite dei falsi umili e pretino sempre a un passo dalle lacrime, che però sta facendo girare la squadra come un motorino: si parla tanto e a ragione di Di Natale e Sanchez, ma questi sono 6 partite che non subiscono un gol. Ora stanno a -6 dalla vetta e giustamente continuano a giocare in completo relax, non avendo niente da dimostrare a nessuno.

 

E’ COMPLOTTO

Arrivo in casa giusto per assistere a questa scena: Ilaria & Co. introducono la partita dell’Inter ricordando i miracoli di Julio Cesar, definito migliore in campo, e adombrando sospetti sul gol di Pazzini. Che bello veder rosicare le solite facce…

Poco dopo invece non credo ai miei occhi. Si parla di Milan e una delle grafiche che appaiono sullo schermo recita testualmente “Crisi Milan”. Penso subito a problemi della parabola o a cattiva ricezione del segnale dal satellite, ma è tutto vero…

 

WEST HAM

Splendido 0-0 sul campo del Tottenham, subendo tanto ma avendo anche poche ma buone occasioni di fare il colpaccio. I ragazzi stanno migliorando!

(Peggiorare era difficile, questo lo riconosco…)

Aiuto: dopo l'"empatia", ecco il trenino dell'amore...

Aiuto: dopo l'”empatia“, ecco il trenino dell’amore…

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