SAME BUT DIFFERENT

INTER-PALERMO 1-0

Parliamoci chiaro: l’Inter da un mesetto a questa parte sta giocando la stessa partita da 5.5 o 6– che, in quanto tale –e cioè mediocre- può essere decisa dal più impercettibile dei battiti d’ala: sfiga, culo, scelte arbitrali. Lo stesso Stramaccioni concorda con la mia tesi, ancorché usando parole diverse.

Quel che a Bergamo e col Cagliari ci hanno tolto gli errori arbitrali, e che a Parma ci siamo tolti da soli giocando –tecnicamente parlando- di merda, ieri ci è stato omaggiato dal fattore C, con il Sergente Garcia mosso a compassione nel regalarci un plastico autogol in spaccata scivolante su cross di Ranocchia, novella ala destra.

Vero che il Palermo del poco rimpianto ex Gasperini non ha quasi mai tirato in porta (complice l’assenza di Miccoli), e che i tre dietro hanno –di risulta- fatto un figurone, ma i frutti di una manovra impostata a turno da Gargano e Samuel sono mele marmoree per le fauci anchilosate di Milito e Palacio, con il piccolo Coutinho nuovamente nei panni del bimbo perso al parco giochi.

E’ come se lui ed Alvarez facessero a gara a chi fa rimpiangere di più l’altro…

Strama contempla il nostro niente (ho già citato il Melandri su questo passaggio, ma la perfezione non è migliorabile) finchè decide di sparigliare togliendo nell’ordine Milito, Capitano e Cuchu e inserendo Guarin, Nagatiello e Mariga. I primi due subentranti sono quelli che, esagerando nella forma ma non nella sostanza, “spaccano” la partita, essendo entrambi dotati di quella sempre più rara qualità necessaria ai giuocatori di calcio: la corsa. I siciliani infatti paiono non aver voglia di infierire, e d’altra parte non fanno grossa fatica a imbrigliare la nostra asfittica manovra. L’ingresso dei due succitati se non altro mischia un po’ le carte, e al tifoso assetato di buone nuove e lungimiranti pensate del proprio allenatore piace pensare che il rocambolesco autogol derivi anche dal mulinare di gambe generato dalla coppia nippo-colombiana.

Poco altro da aggiungere sulla gara in sé, se non che le prossime due ci vedranno opposti a Napoli e Lazio: savasandir che servirà ben altro per aver ragione di aquilotti e ciucci…

 

LE ALTRE

La Juve asfalta il Toro che regge solo un tempo, salvo poi piegarsi senza rimedio, complice anche l’inferiorità numerica cui è costretto, stante scellerata cianghetta di Glik ai danni del gobbo di turno.

Bene anche il Milan che ribalta il risultato a Catania grazie a un Faraone in gran spolvero, oltreché in fuorigioco in occasione del pareggio. Più che equo il Catania, visto che dopo il rigore non dato a San Siro contro di noi ed il furto con scasso subito in casa con la Juve, subisce un torto arbitrale anche nella partita col Milan. Battute a parte, i cuginastri si mangiano l’impossibile prima di chiudere nel recupero con il 3-1 di El Shaarawy. Bene le romane, benissimo il Napoli che fa manita col Pescara, si ferma la Viola contro la Samp lasciandoci soli al terzo posto.

 

E’ COMPLOTTO

Inizio dalla gustosissima -e sacrosanta- esclusione di Pirlo dal Gotha dei calciatori in lizza per il Pallone d’Oro 2012. Non tedierò oltre i miei lettori sul mio astio nei confronti del centrocampista bresciano, e ancor di più sulla stampa che da un decennio ne magnifica ogni singola virgola.

Posto che non sia lecito ad un sano di mente affermare che il ragazzo sia un bidone, godo invece nel vedere quanto gli “oooh” di meraviglia calino di intensità al di fuori dai confini italici, con gli addetti ai lavori pronti ad eleggere gli inevitabili Messi-Iniesta-Ronaldo quali finalisti dell’edizione 2012. Poco da dire: sono i più forti ed è giusto che ci siano.

Ma ecco che, dalle stesse penne da cui era uscita questa glaciale e ineffabile affermazione allorquando l’Inter veniva ignorata nel 2010, dopo aver vinto tutto o quasi nell’anno solare, da quelle stesse penne, dicevo, deborda ora tutto lo sdegno vestito da retorici e sarcastici commenti all’insegna del “cos’ha vinto Messi quest’anno più di Pirlo?” fino all’inevitabile “qual è il valore reale di premi come questo?”.

Palese e lampante la coerenza di questi figuri: giusto premiare chi è più bravo “a prescindere” (e quindi premiamo Messi per i prossimi 10 anni) quando il concorrente ha la faccia triste di Milito –escluso addirittura dai primi 50!- o la stempiatura di Sneijder, quasi blasfemo invece non considerare quanto fatto e vinto nell’anno solare se il concorrente ha lo sguardo socchiuso e lisergico ed il numero 21 sulla maglia.

Ah, e comunque: pur accogliendo l’obiezione, Iniesta nell’anno solare ha vinto Europeo, Coppa di Spagna ed è stato finalista di Champions League.

Proseguo poi lodando ancora una volta la squadra che mi onoro di tifare per il giusto tributo riservatole a New York, al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. Una sola squadra ha avuto questo onore, e non è stato il Barcellona da tutti lodato per il logo Unicef sulle maglie, né la squadra dell’Amore che avrebbe causato un’epidemia di crisi iperglicemiche comunicando il raggiungimento di un simile traguardo. Non sono stati nemmeno Club attualmente ben più potenti e prestigiosi quali il Real Madrid o il Manchester United. No. E’ stata l’Inter.

Sono partigiano e quindi poco obiettivo, ma credo che, ancor di più in tempi di magra per il nostro calcio, una maggiore e migliore pubblicità all’evento da parte dei media italici sarebbe stato opportuno. Tuttavia, chi è causa del suo mal (l’Inter in questo caso, “il club meno mediatico del mondo and proud of it”) pianga se stesso. E lasci i media a ciarlare nella stessa settimana di mobbing e cattivo esempio dato per tutti quei club “di serie C” (Fabrizio Bocca di Rosa evidentemente non sa che da qualche anno si chiama LegaPro) che potrebbero essere tentati di agire nella stessa maniera verso calciatori che non possono vantare lo stipendio a 6 zeri dell’olandese. Senza aggiungere che, in Lega Pro e anche più giù, i casi di ingiustizia sportiva e di stipendi allegramente non pagati (altrochè ridistribuiti tra parte fissa e variabile!) se ne contano a decine, nel silenzio generale, chè certi Carneadi si tirano fuori solo quando fa comodo.

Finisco in bellezza, però, facendo da solo un applauso alla performance del nostro Mister nel dopopartita: dovendo da contratto mettere su il disco del “Sono io che decido di non convocare Sneijder per scelta tecnica” a cui palesemente non crede né spera di essere creduto, ma che mantiene per doverosa governance aziendale, respinge qualsiasi critica –giusta o ingiusta che sia- nella gestione del caso, per poi impartire una vera e propria lezione di tattica a Massimo Mauro (ottima la chiosa finale “…se fosse così facile come dici tu avremmo risolto il problema”) e liquidando la competenza giuridica –formalmente corretta ma non applicabile al caso di specie- di Ilaria D’Amico che ricordava a tutti come non sia l’entità della busta paga a far apparire o sparire un diritto.

Faccio prima a linkare il tutto che a descriverlo:  http://www.youtube.com/watch?v=6P5vZHrbJBI&sns=fb con climax ascendente tra il min. 6.00 e l’11.40.

Stramalo!

 

WEST HAM

Granitici i martelli che rifilano 3 fischioni al Chelsea  del “Fat Spanish Waiter” Benitez. Solidamente nella colonna di sinistra. What else?

Nell'immagine, il migliore in campo Come dite? non si capisce chi è? ...appunto!

Nell’immagine, il migliore in campo.  Come dite? non si capisce chi è? …appunto!

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