SPRAZZI DI NORMALITA’

INTER-PESCARA 2-0

Come forse già saprete, quando c’è di mezzo la mia squadra non sono abituato alle cose semplici, ed ancor meno alle cose normali. Di conseguenza, la tranquilla vittoria casalinga contro il Pescara di sabato sera mi stupisce nella sua rassicurante banalità: un gol per tempo, zero pericoli corsi in 90’ e 3 punti portati a casa senza nemmeno soffrire un po’.

La difesa può permettersi, nell’emergenza, il lusso di schierare due “non marcatori” su tre (Cuchu e Chivu), unitamente al peggior difensore attualmente in organico (Silvestre). I tre però, complice la pochezza abruzzese, non corrono pericoli, con lo stesso “Pino” –chiedo scusa per la battuta di quarta…- a disimpegnarsi bene anche in appoggio all’altra sciagura Jonathan, nuovamente in campo stante la morìa di laterali a disposizione.

A metacampo, Zanna in posizione di “volante” e il Guaro pronto all’assalto, con la bella novità Benassi a sradicare palloni come il miglior Gargano e impostare come il miglior… nessuno (limitando il paragone alla rosa nerazzurra 2012/2013). In avanti, Milito recuperato ma in panca, con Palacio e Cassano a cercarsi e trovarsi as usual più che bene.

Dopo l’ormai classico “mezzo rigore” non dato all’Inter con Guarin fermato in area di rigore (per una volta per tutte decidetevi: l’entrata in scivolone che piglia gamba e piede o è sempre rigore o non lo è mai, cazzo!), la treccia più tamarra del West sfrutta al meglio l’imbeccata di Chivu e la piroetta volante di Cassano, fintando col corpo su Terlizzi e piazzando di giustezza con l’interno destro sul primo palo. Vantaggio sacrosanto, che solo la succitata sciagura, omonima del gabbiano letterario, non trasforma in raddoppio, stante la scellerata decisione di crossare alto invece di appoggiare col piattone rasoterra per l’accorrente Palacio (ancora lui), dopo una bella azione allo scadere del primo tempo.

Poco male, in ogni caso.  In avvio di ripresa, dopo splendido assist di Guarin, la Trenza indiavolata segna purtroppo in leggero fuorigioco. Nemmeno il tempo per esaurire il campionario di madonne smozzicate, che le parti si invertono, e nell’azione in cui anche Jonathan riesce a metterci del suo, i due campioni di giornata si scambiano i ruoli, con l’argentino a controllare e dribblare in area, ed il colombiano a girare comodamente in porta il succulento caramellone a centro area. 2-0 e tutti contenti. Ando’ va più volte vicino all’assist vincente, risultando di contro alquanto spompato alla conclusione. La ormai usuale sostituzione a metà ripresa avviene non tra i soliti abbracci, ma su questo tornerò tra breve.

Torno a quanto detto all’inizio: una vittoria “normale”, per la squadra più “anormale” del mondo, è una notizia.

Bene così, consci del fatto che il nostro campionato vivrà di controprove con cadenza settimanale, tanto per capire se il dilemma avanzato da Strama (una grande squadra che ha vissuto un brutto periodo o una squadra normale che ha vissuto due mesi di grazia) va risolto con o senza supporto psichiatrico.

 

LE ALTRE

La Lazio conferma il suo buon momento, regolando l’Atalanta e guadagnando altri 2 punti sulla Juve, fermata sul pari a Parma non senza polemiche.  Bene anche il Napoli che ne dà 3 al Palermo e si mantiene là sopra insieme a noi. L’Udinese, dopo essersi fatta maledire dal sottoscritto per l’auto-gollonzo del loro portiere che dà il vantaggio alla Fiorentina, rifila tre fischioni ai viola fermando almeno uno dei nostri “compagni di pianerottolo” (copyright il sempiterno Trap). Il Milan a Genova non va oltre un mediocre 0-0 con la Samp, restando alla ragguardevole distanza di 7 punti dall’Inter, anche se per tutti “è da terzo posto”.

 

E’ COMPLOTTO

Partiamo dalle uniche due notizie degne di nota: Cassano infuriato con Strama per il cambio e Sneijder che non esulta al raddoppio dei compagni. Tutto il resto è irrilevante, perchè il Pescara fa schifo al cazzo. L’ho esagerata un po’, ma la solfa è questa. Mettiamola così: che Fantantonio non volesse uscire, e che forse comprensibilmente sia stufo dei puntuali cambi del Mister a metà ripresa è possibile e anche comprensibile, però: non ha fatto sceneggiate al momento della sostituzione -e conoscendo il tipo sappiamo che non gli mancano certo le capacità- ed ha un solo modo per convincere Strama a cambiare idea -leggasi: aumentare il ritmo e diminuire i kg di sovrappeso. Aldilà dell’incazzatura, lui stesso sa di non avere i 90′ nelle gambe, e per me parte della rabbia di sabato era dovuta proprio a qualche errore di misura dettata dal fiato corto e dalla zampa granitica.

Su Sneijder, bella smerda a Compagnoni e Di Gennaro (che con Alciato compongono il trio milanista gentilmente in serivizio a commentare l’Inter) quando lo vedono rientrare in zona VIP a metà primo tempo. “Forse è arrivata una chiamata da Istanbul e per Sneijder potrebbe essere finita qui”, per poi rivederlo 3 minuti dopo al suo posto e dire “Ah no, è ancora a San Siro”.

Vomitevole poi la ricerca del ricorso storico a tutti i costi, quando nel dopopartita viene intervistato il debuttante Benassi, al quale viene detto”tu sei nato il 5 maggio, data infausta per l’Inter…”. Spiazzante la risposta del giovanotto: “Veramente sono nato l’8 settembre“. Merde.

Trallaltramente, splendida l’immagine a fine partita, con Benassi stesso abbracciato e complimentato dal resto della squadra. Il solito spogliatoio spaccato…

Il Minculpop rossonero invece come al solito detta la linea editoriale a tutti i media che appecoronati ripetono fino allo sfinimento lo spot di giornata: gli attaccanti in campo hanno 60 anni in tre. Grande il “Mondo” alla Domenica Sportiva quando riporta tutti sulla terra dicendo in sostanza “aldilà degli slogan, lasciamo crescere i giovani in pace e non facciamone una bandierina da sventolare all’occasione”.

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WEST HAM

Brutta sconfitta per 3-0 a Sunderland, contro pari classifica. Onestamente evitabile…

Zanna e Cuchu abbracciano Benassi a fine partita: di lì a poco seguira' regolare puncicata a marchiare col sangue l'ingresso nel clan dell'asado

Zanna e Cuchu abbracciano Benassi a fine partita: di lì a poco seguira’ regolare puncicata a marchiare col sangue l’ingresso nel clan dell’asado

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