AMABILI COGLIONAZZI

SASSUOLO-INTER 1-0

Legge di Murphy.

Ritorno di incrollabili certezze.

La partita da non sbagliare. E che sbagli.

Potrei elencarne a decine e il pezzo, citando il sommo, sarebbe completo.

C’è da rammaricarsi (chè bestemmiare sotto Natale non è bello), ma sorprendersi no.

E’ quel che il mio naso, pur prominente, sentiva già tempo: non è che questi, al primo inciampo, mandano tutto in vacca?

Ecco.

Una delle ulteriori beffe è che veniamo traditi da due giocatori che finora ci hanno tenuti là in alto: Icardi si mangia tutto il mangiabile, rigore compreso, e Handanovic torna a legare il guinzaglio al palo beccando gol su colpo di testa a un metro dalla porta. Non fa notizia invece l’indolenza con cui Brozovic trotterella accompagnando Politano per 70 metri senza che gli venga in mente -magari- di accennare un contrasto.

Indugio sull’azione del gol solo per segnalare la rivedibilità della coppia di centrali. Miranda esce per compensare il già citato nulla di Brozo, ma nemmeno lui è il ritratto della risolutezza. Skriniar a quel punto è solo in mezzo a un paio di avversari e la palla sul secondo palo lo mette fuori gioco.

Insomma, tutto va male e niente riesce a cambiare l’andazzo.

Spalletti ha a mio parere qualche colpa, minando le tutt’altro che solide certezze maturate fino a oggi e giocando al trasformista. Dovendo già rinunciare a Vecino (un impalpabile Gaglia al suo posto), pesca Cancelo da accoppiare a Candreva sulla fascia destra, con conseguente trasloco di D’Ambrosio sulla fascia sinistra.

Non avrei mai creduto di rimpiangere il supporto che il napoletano nr 33 può dare al romano nr 87, ma a mio parere la catena di destra vista a Sassuolo è stata tutt’altro che efficace, aldilà di qualche bell’inserimento di Cancelo. Zero sovrapposizioni, tante occasioni in cui Candreva aspetta la sovrapposizione che non arriva e, in generale, un’insicurezza palpabile che da quella fascia si propaga sull’altra. D’Ambrosio infatti, esattamente come Santon, è uno di quelli che evidentemente gode di buona stampa e che da lustri viene definito come “terzino che può stare su entrambe le fasce”, e qui perdìo occorre chiarirsi: per me “stare su entrambe le fasce” vuol dire che tu, terzino maledetto, dopo tutte le supercazzole, i dribbling e le sovrapposizioni, quando arrivi sul fondo puoi crossare indifferentemente (o quasi) con i due piedi, senza dover prendere la rotatoria in contromano per metterti sul piede giusto.

Quindi, iniziamo a sgombrare gli equivoci: Santon e D’Amrosio sono due terzini destri. Uno scarso e uno discreto. Ma due terzini destri. Punto. Che non è un peccato mortale eh? Va bene, ma almeno sappiamo dove schierarli.

Ieri non si è perso per questo, ovviamente. Ma è grave e pericoloso togliere certezze a una squadra ancora in piena costruzione e con una panchina ontologicamente corta.

L’assenza di alternative, non solo nei giocatori ma negli schemi, è purtroppo emersa ieri in tutta la sua gravità. Sembrava di vedere un’Inter a caso degli ultimi anni. Decine di azioni masticate a due all’ora da una fascia all’altra, arrivando di bolina al cross buttato alla speraindio in area e facile preda di Acerbi & Co.

Non un tiro da fuori, non un tentativo di uno-due con percussione centrale. Solo cross, intutili quanto ripetuti.

Come avrete capito, sono in uno di quei momenti che il povero Perozzi chiamerebbe “constatazione del nostro niente”, ma mi pare di avere le mie ragioni.

L’inerzia positiva dell’autunno è finita, e il ciclo di partite che abbiamo davanti -a partire da un insulso quanto insidioso derby di Coppa Italia tra pochi giorni- sono tutt’altro che banali.

La disamina tènnica non ha bisogno di molto altro, se non di puntualizzare, con il giusto rancore, l’inevitabile partitone di Consigli, già membro del Club Gautieri anche in virtù della mia memoria vacillante.

Mi assumo infatti la responsabilità del penalty sbagliato da Icardi. Tra il fischio dell’arbitro e il destro poco angolato del nostro, la mia poco capiente capoccia ha oscillato tra due pericolosissimi pensieri, entrambi errati.

Ho infatti confuso Consigli con Mirante, portiere del Bologna che solo settimana scorsa si è sdraiato in occasione dei tre gol juventini, e ho pensato tra me “stai a vedere che ‘sto maledetto dopo le tre papere di domenica scorsa adesso glielo para”.

L’altro pensiero è stato più logistico-cabalistico, e cioè “adesso Mauro segna e diranno che proprio sotto quella curva dove tutto il casino con la Curva iniziò, Icardi ritrova l’abbraccio dei suoi tifosi!”.

Invece, una beata fava.

Ciccata la grande occasione, i nostri passano i 40 minuti successivi a rimuginare e vanno col pilota automatico: la litanìa di cross alla speraindio è l’inevitabile conseguenza, e il Sassuolo sentitamente ringrazia.

LE ALTRE

Purtroppo i risultati non mi sorprendono.

Il Napoli rischia andando sotto due volte contro la Samp, ma recupera e vince. I Gobbi regolano di misura la Roma, approfittando di un imperdonabile errore di Shick al 95’, generato da un altrettanto esecrando paperine difensivo dei bianconeri. Inizia una lenta ma temo inesorabile attività di scavo tra queste due squadre e i comuni mortali, a cui ci siamo purtroppamente iscritti. L’obiettivo concreto, reale e realizzabile, dev’essere arrivare terzi o quarti, e come sappiamo per fare ciò è necessario arrivare prima di una almeno tra Roma e Lazio.

Guarda caso, la prossima è in casa con la Lazio. Nei mesi in cui abbiamo giocato ad essere una squadra seria, avrei detto che la partita arrivava al momento giusto.

Adesso…

E’ COMPLOTTO

Inevitabile il ricorso, da parte della stampa, all’immortale #crisiinter, forse esagerato per una squadra che si trova esattamente dove sperava di trovarsi a questo punto della stagione, ma in effetti reduce da due sconfitte brutte e accompagnati da  strascichi pesanti sulla rosa.

Per fortuna ci sono i cugini a mantenere il centro del palcoscenico. Mi rimane il dubbio che, a strisce diverse, i titoli sarebbero stati ben più strillati di quelli che pure anche la mansueta Gazzetta ha riservato a Ringhio e i suoi fratelli, ma in ogni caso Milanello Bianco non riesce nel miracolo di restituire ai suoi tifosi una squadra degna di questo nome, nonostante la settimana di ritiro dell’amore.

Riconosco che il mio disprezzo per i cugini è assai attenuato dall’assenza del loro malefico ex proprietario, ma poi basta che lo stesso faccia capolino con le solite stronzate mediatiche con cui ci ha ammorbato per trent’anni per far risalire la carogna a livelli di guardia.

In tutto ciò, mai uno, dico uno, che gli dicesse “ma perchè non stai zitto, chè fai più bella (o più migliore) figura?”.

WEST HAM

Anche qui poco da ridere: sconfitta interne contro il Newcastle e classifica che torna ad essere una chiavica.

Buon Natale un cazzo, che già di solito ‘sto periodo mi sta sui maroni, figuriamoci quest’anno…

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Sign o’ the (f?!kin’) times…

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