GOOD JOB

SPAL-INTER 1-2

L’ultima flessione col peso nuovo.

L’ultimo addominale coi muscoli che strillano.

Questa è stata la partita di Ferrara per l’Inter: esci distrutto, ma soddisfatto. Vittorioso e quindi euforico. I nostri hanno rischiato tanto, e onestà impone di dire che il loro pareggio sarebbe stato meritato. La SPAL sbaglia un rigore e soprattutto fa il partitone della vita contro l’Inter, dando dignità e lustro a una categoria filosofica di squadre (“le provinciali”) talvolta sbadate ed impegnate più a non disturbare la cavalcata trionfale di altre strisciate. Sassuolo, Udinese, Atalanta e un altro paio sì, sto parlando di voi.

Giusto così, non c’è che dire: si gioca sempre per vincere e fare un mazzo così a tutti.

A tutti, però…

Sterile polemica a parte, Spalletti cambia l’intera catena di destra, con Vrsaljko e Keita al posto di D’Ambrosio e Candreva o Politano. Da rivedere la prestazione dei due, e ancor di più l’intesa tra loro, fisiologicamente ai minimi sindacali.

Il croato, al rientro dopo infortunio, entra nell’azione del primo gol con un bel cross che trova dapprima la testa di Icardi e subito dopo il braccio malandrino di Djourou per la carambola in rete.

La ripresa è però in continuo affanno, fino al pastrocchio in occasione del pari di Paloschi (maledetto! con noi segna sempre…): i ruoli si invertono e stavolta è lui a deviare il cross dalla sinistra, mandando fuori tempo i compagni e consentendo alla radice cubica di Pippo Inzaghi di segnare ed esultare come lui (tocco di piatto da mezzo metro a porta vuota e crisi semiepilettica con occhio pallato davanti alla curva…il tutto di una simpatia contagiosa per chi scrive).

I nostri prima e dopo il vantaggio creano anche qualche buona occasione: monumentale quella prima inventata dal nulla e poi sciupata da Keita -tanto per continuare sui dolori del giovane esterno destro-, che solo davanti al portiere, e con Icardi altrettanto libero, riesce a passarla direttamente al portiere.

Maluccio anche Miranda che, pochi minuti dopo il nostro vantaggio, sgambetta l’ex Felipe in piena area: rigore solare e tutti a sperare in Handanovic. Il nostro si esibisce nel pezzo forte delle ultime partite, e cioè assume la posa statuaria del portiere immobile: la cosa probabilmente confonde il capitano Antenucci che calcia a lato.

Pericolo scampato, ma SPAL che continua a spingere costringendo la nostra difesa agli straordinari. C’è Borja e non Brozovic in mezzo, a garantire più fosforo ma meno gamba: la cosa si vede, perchè lo spagnolo non sbaglia un pallone (letteralmente: 41 passaggi riusciti su 41) ma copre la metà del croato. Addirittura spero di trovare il 2-0 il prima possibile, affinchè possa entrare il mai amato Gagliardini a dare una mano in contenimento.

Becchiamo invece il loro pareggio così come descritto, e a quel punto -onestamente- ho la pressante sensazione di perderla. Mancano meno di 20′ alla fine e temo che il ceffone arrivi troppo tardi per essere rimediato.

Invece Spalletti la vuole vincere, e mette quindi il Toro Martinez proprio per Borja Valero, col Ninja che arretra. Sarà il fascino della novità, saranno le marcature della SPAL ancora da sistemare, sarà -perchè no- una salutare quanto episodica botta di culo, fatto sta che Perisic vede il pertugio giusto per Icardi in piena area: controllo orientato e interno destro a giro sul palo lungo. 2-1 e grazie a tutti per la collaborazione.

Dopo tre minuti Icardi esce proprio per Gagliardini, che draga più di qualche pallone a metacampo e fa dieci minuti di rara intelligenza tattica. Come detto non lo preferisco (come dicono a Napoli) ma quando fa il suo è giusto riconoscerglielo.

Facendo un po’ di propaganda, potrei sbrodolare righe e righe di retorica melassa cianciando di grande squadra che colpisce subito dopo essere stata ferita, il ringhio dei campioni che raddrizzano la situazione proprio quando rischia di farsi complicata. E, se stessi parlando di un Real Madrid qualsiasi, probabilmente, lo farei anche. Parlo dei miei amatissimi craniolesi, invece, quindi mi trattengo, accontentandomi della sesta vittoria di fila tra campionato e coppa, e del terzo posto solitario in classifica.

Ora pausa nazionali e poi un trittico mica da ridere: Derby-Barcellona-Lazio.

Riposatevi, ma non troppo!

 

LE ALTRE

Vincono praticamente tutti, tranne la Viola sconfitta a Roma dalla Lazio. Ecco un altro dei motivi che mi avevano fatto approcciare la poltrona presidenziale di casa con un certo sospetto: vuoi vedere che qui vincon tutti e noi facciamo il patatrac?

Udinese e Sassuolo non ci pensano nemmeno lontanamente di far finta di dare fastidio a Juve e Napoli, mentre il Milan si gode un Higuain in formato cecchino, oltre alla usuale dose di buona sorte, sotto forma di gol regalati dal Chievo in due casi su tre.

Stanno però crescendo anche loro. Rosa nemmeno paragonabile alla nostra, eppure, considerando la partita da recuperare, sono lì alle calcagna. Ringhio è bravo proprio perchè sa di non essere un genio, e cerca quindi di far giocare ai suoi un calcio logico e ragionato, sfruttando il talento nella misura in cui è presente (leggasi Suso-Higuain, animalanza di Kessie e calcio saponetta di Cutrone e Bonaventura).

Il tutto per dire che il Derby sarà la consueta lotta di nervi ancor prima che di calci(o).

 

E’ COMPLOTTO

Bravo Icardi, e non solo per la doppietta in campo. E’ davvero poco tollerabile la sempiterna colonscopia cui viene sottoposta ogni sua prestazione:  quante rincorse ha fatto, quanto ha aiutato la squadra, però stavolta ha dialogato di più coi compagni, sì ma è perchè Spalletti l’ha cazziato, e poi era un po’ che non segnava in trasferta giocando alla sera e con la luna calante e gli scarpini gialli…

Schietto assai più che vanitoso quando dice al Nosotti di turno “il gol in trasferta non mi mancava, i gol li faccio sempre, ne ho fatti 29 l’anno scorso…“, così come lapidario, illuminante e definitivo è stato il Cuchu nei commenti alla partita: “siamo sempre lì a chiedere di più da quello che è palesemente il più forte della squadra…” e ancora “va bene che partecipi di più al gioco, ma la cosa positiva è che lo sta facendo senza che ciò vada a discapito dei gol“.

Però Dzeko è più bello da vedere e Higuain più completo.

Vi risparmio il commento su vostra sorella…

Per il resto, interessante sentire da Insigne che con Ancelotti gioca più libero e più vicino alla porta. Immaginate un Perisic qualunque dire la stessa cosa al primo anno di Spalletti: settimane e settimane di “caso Perisic” e confronti tassonomici e nozionistici sulle posizioni tenute in campo dallo stesso giocatore con i vari allenatori.

Qui, ad applicare la stessa ratio, ci sarebbe da mettere in discussione l’uso di Insigne fatto da Sarri negli ultimi due anni, ma guai a toccare il nuovo emulo di Sacchi!

E quindi? Aveva ragione lui? Non sia mai, vorrebbe dire dar torto a Carletto…

E quindi? Che si fa?

Una beata minchia: si dà la notizia e si dice che il giocatore è il formissima e segna gol a garganella per la gioia di grandi e piccini.

Infine: goduria immensa per il 3-2 di Mourinho in rimonta e in recupero sul Newcastle di Benitez, con la stampa mondiale già pronta a maramaldeggiare sul cadavere sportivo di José, che risponde salutandoli caramente.

Ah, ma ovviamente è tutto merito di Pogba.

 

WEST HAM

Brutta sconfitta a Brighton, che con l’occasione ci scavalca in classifica lasciandoci quint’ultimi…

spa int 2018 2019

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