RICORDO UNA SITUAZIONE ANALOGA…

INTER-GENOA 5-0

I fedelissimi di Mediterraneo non avranno bisogno della spiegazione del titolo. Per i pagani, non trovandosi link in rete (così come non trovavasi volontario per andare a chiamare i Munaron), tocca spiegare che il buon Sergente Lo Russo viveva con sospetto e apprensione la calma apparente dell’isola di Kastellorizo, dove lui e la sua truppa erano stati scodellati in pieno conflitto bellico.

Temeva che da un momento all’altro potesse comparire il nemico e farli secchi.

Ecco; io, come lui, sto scomodo nella comodità.

L’ultimo 5-0 portato a casa dai nostri l’ho visto dal vivo, circa 12 mesi fa nel giorno del Signore dedicato al primo gol in serie A del bomber Brignoli.

Non voglio nemmeno ricordare quanto schifo fece il bimestre seguente a livello di prestazioni calcistiche dei nostri amatissimi eroi in braghette.

E’ vero, le persone intelligenti imparano dai propri sbagli, e le avvisaglie per un nuovo e prolungato passaggio al buio non parrebbero esserci. La squadra sembra più solida e sicura di sè, con maggiori punti di forza e minori lacune.

Non solo: le poche immagini viste del trionfo di sabato sono state sufficienti per darmi la certezza di una squadra che gira a pieno regime e a cui, diciamolo, va anche tutto bene. Non tanto per episodi fortunati sul campo, tipo decisioni arbitrali favorevoli o rimpalli fortunosi che finiscono in gol. No. Parlo di una inerzia positiva che porta Gagliardini a fare due gol in una partita credo per la prima ed ultima volta in carriera, e Joao Mario a riscoprirsi pedina preziosissima del centrocampo nerazzurro. Una dozzina i giocatori della rosa già in gol in questa stagione, la vecchia litanìa del “segnano solo Icardi e Perisic” scivolata già nel cesso con un sottofondo celestiale, e un Mister con il pieno controllo della situazione.

Eppure, torno a ripetere, tutto questo non basta a farmi dormire sonni tranquilli. Vivo nel ricordo di millemila partite sbagliate proprio quando non bisognava sbagliarle, millemila momenti brillanti costruiti con fatica e applicazione e proditoriamente buttati nella fogna come il più inutile degli scarti.

Insomma: in momenti come questo il dilettante sta tranquillo.

Il professionista -modestamente- si caga dentro.

Ho letto con interesse e condivisione un’analisi della Gazza fatta in settimana (mi spiace, anche qui niente link, stasera non trovo una mazza…), in cui si evidenziavano le qualità di “gestore degli umori” di Spalletti, bravo a minimizzare i difetti e difendere i propri giocatori quando le cose non vanno bene e al contempo a litigare con tutti quelli che gli rinfacciano qualsivoglia difetto nelle giornate di buona. Tutto ciò serve a tenere la testa ben allacciata al resto del corpo e ad evitare cali di tensione.

Vediamo quanto riusciremo a reggere: mi pare che già nelle prossime ore dovremmo avere un test alquanto probante.

 

LE ALTRE

Juve e Napoli, così come Lazio e Milan, ci fanno compagnia nello scavare un ulteriore solco tra le prime 5 e le altre 15 in classifica, aiutate -c’è da dirlo- dal concomitante pareggio tra Fiorentina e Roma. Rocambolesco il successo dei cugini che arriva al 97’ dopo un vero e proprio suicidio calcistico dell’Udinese, che pensa bene di buttare nel cesso l’ultimo pallone della serata servendo un contropiede al Milan che si trova quasi incredulo a palleggiare in piena area, prima che Romagnoli piazzi il sinistro ad incrociare. Il tutto a pochi giorni da un’altra sesquipedale botta di culo contro il Genoa, risolta ancora dal difensore capitano e ancora in extra time.

Domenica tostissima trasferta a Bergamo per i nostri, nella stessa giornata che vede in scena “l’amichevole” (leggasi Milan-Juve). Come sempre tiferò per il dirigibile della Good Year (che arriva e si porta via tutto); come sempre finirà a tarallucci e vino con le dirigenze e i giUocatori a complimentarsi gli uni con gli altri.

 

E’ COMPLOTTO 

Curioso come nessuno obietti nulla sulla buona sorte avuta dal Milan nelle ultime due partite. Anzi, siamo a “eh ma il Milan del resto aveva perso il derby al 92’, quindi le cose si pareggiano”. Un par de palle, mi sia consentito dire: il Milan ha perso un Derby che si è sostanzialmente rifiutato di giocare, da quanto era arrendevole e raccogliticcio. Solo la proverbiale buona sorte gli aveva consentito di arrivare al 90’ ancora incolume e, anche volendo ragionare per assurdo, pareggiando quella partita avrebbe guadagnato 1 punto. Di contro, le due succitate botte di deretano hanno portato in dote 4 punti, che, se l’aritmetica non mi inganna, fa un po’ più che pareggiare i conti.

Potere del proporre giUoco.

Del resto siamo sempre al cospetto della squadra dell’Amore, dove tutti sono buoni e si vogliono bene.

Il novello araldo di corte Peppe Di Stefano su Sky ci fa sapere che Castillejo -ovviamente chiamato “Samu” nel solco già tracciato dai vari “Gigio” e “Jack”- si è inserito talmente bene nel gruppo rossonero che parla già italiano.

Caressa, con cui per una volta mi trovo d’accordo, lo percula bonariamente dicendo “eh vabbè è spagnolo mica russo, sarà mica difficile…” e per tutta risposta quello risponde allle tre domande post partita in castigliano stretto, guadagnandosi i complimenti vivissimi per l’italiano da tutto lo studio.

E’ la forza dell’abitudine: con o senza Berlusconi devono sempre trovare qualcosa di bello e buono tra i milanisti che, come ricordiamo, sono #unagrandefamiglia.

 

WEST HAM

Bella vittoria casalinga nel derby cromatico contro il Burnley: 4-2 e classifica a rimettere le cose a posto dopo l’eliminazione dalla Coppa contro i rivali del Tottenham.

 

CRIBIO

L’effetto Bricco Brocchi evidentemente ha le gambe corte come il suo alter ego, visto che i nostri prodi, educatissimi e pettinatissimi catecumeni beccano quattro pere in casa dalla Ternana.

Ancora una volta, piacevole scoprire che tutti i marcatori avversari (Marilungo, Frediani e Nicastro) hanno la barba.

’Sta roba mi fa morire dal ridere ogni volta di più…

 

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Gli incredibili

2 pensieri su “RICORDO UNA SITUAZIONE ANALOGA…

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