SELF EXPLAINING

ROMA-INTER 0-1   Inter vincitrice della Coppa Italia

Chi ha visto la partita può anche non leggere perché ha chiarissimo davanti agli occhi quello che si è palesato: una squadra forte, unita e disposta al sacrificio ha vinto con merito una partita che avrebbe dovuto finire ad inizio secondo tempo (in meno di 7 non si può giocare), contro avversari impegnati in una sorta di jihad anti-interista e che hanno trasformato una buona ora di gioco in una raccapricciante caccia all’uomo.

Qualche flash: pronti via e Burdisso rasoia su Sneijder costringendolo ad uscire. Dentro Mario che farà una buona partita e chiude il pasticciaccio brutto con i tifosi (…till next time…). Alla mezz’ora Cordoba si stira ed entra Samuel, costringendo Matrix a rimanere in campo nonostante un giallo (giusto) causato da una stupida palla persa a metacampo da Thiago Motta.

L’italo brasiliano però si rifà subito dopo, lanciando di prima con l’esterno Milito in campo aperto. El Principe se ne trascina dietro 4 che non riescono a fermarlo e la sabongia si insacca sul palo lontano. Spettacolo puro!

Prima del riposo il buon Rizzoli riesce nell’ordine a: 1) non dare il secondo giallo a Burdisso che da dietro cianghetta Mario, tra l’altro proprio sotto gli occhi inferociti di Mou; 2) non vedere un pugno (non una manata, nemmeno un colpo col braccio, proprio un cazzottone al fianco) da parte della signorina Mexes a Materazzi su corner: questo a casa mia si chiama rigore ed espulsione, mentre dopo svariate incazzature dei nostri guadagniamo un corner e un giallo per l’ossigenato lacrimante.

Nella ripresa entra il Pupone che, tempo pochissimi minuti, dopo essere stato contrastato di spalla (e quindi regolarmente, per una volta anche secondo Rizzoli), rincorre Milito e a palla lontana lo scalcia. Un po’ di trambusto, e poi il solito giallo come a dire “non posso non fare nulla, ma sul “rosso” chiudiamo un occhio… Chissà mai che quello poi mi rimanda affanculo…”.

Chè quello, si sa, è un esempio per i giovani.

Poco dopo Perrotta, che Dio lo stramaledica, riserva lo stesso trattamento mi pare ancora a Dieguito: pestone cattivo a metà campo, con solito epilogo (giallo cordardo di Rizzoli).

Nel frattempo si gioca la ripresa, in cui loro hanno due grosse palle gol, di cui la prima è gentile omaggio di JC (Juan di testa mette incredibilmente alto), mentre nella seconda Vucinic chiude troppo l’interno e spedisce fuori.

Sull’altro versante l’Inter si accontenta di mantenere palla anche per risparmiare le forze, riuscendo in ogni caso a mandare Mario al tiro da ottima posizione: prima il Bresciano cincischia un po’ sullo stop, poi riesce comunque a tirare e la parata non è delle più agevoli.

Ma er mejo der Gabidano doveva ancora arrivare, visto che dopo un fallo sulla loro trequarti, con Thiaghino dolorante a terra, il genio gli va vicino dandogli un calcetto sulla testa (ovviamente non visto).

Da apoteosi invece quando rincorre Mario al limite dell’area sferrandogli un calcione intenzionale e colpendolo in pieno sul polpaccio. A seguire, anche se visto da pochi, concede il bis ri-esibendosi nel calcetto sulla crapa. E’ l’87° e la partita di questo esempio per i giovani finisce con circa 40 minuti di ritardo.

Come giustamente ha detto mio papà: “un esempio per i giovani? Sì, certo: ragazzi, ecco come finire al Beccaria!” (carcere minorile milanese).

Vinciamo quindi, semplicemente perché siamo più forti e perché mica è sempre Natale (vedi 3 pali e due cazzate della difesa nella partita di Campionato).

Vinciamo perché, dopo aver fatto saltare i nervi al Barcellona, abbiamo fatto lo stesso con quelli dei Romanisti, che a dire il vero da sempre sono tra le squadre con un equilibrio psichico peggiore dell’Inter “old style”.

Le vecchie volpi della RAI (Cerqueti e Collovati) non avendo chiaramente potuto esimersi dal condannare la condotta di Totti (ma senza ricordare le varie recidive di questo mezzo campione) ovviamente non si sono fatti mancare di sottolineare la poca signorilità di Materazzi, che nei commenti del dopo-partita ha “ringraziato” Mexes per le attenzioni ricevute nei 90°, e soprattutto per il “regalo” fatto in occasione del gol (Mexes era il principale marcatore di Milito).

Insomma, questi interisti non sanno proprio vincere…

Morale, gli zeru tituli sono scongiurati. Ora avanti così, sperando che la conta dei feriti non sia drammatica: Sneijder sembrava camminare bene, ma per giocare una partita purtroppo non basta.

Vorrei sinceramente soffermarmi solo un altro poco sull’imbarazzante figuraccia fatta dalla Roma e dai cortigiani mediatici tra dichiarazioni del pre-partita (“Vergonatevi per la vittoria contro la Lazio” senza che a nessuno fosse venuto in mente di chiedere conto dello stop di mano der Pupone a Parma), comportamento in campo (forte sulle gambe ragazzi!) e sceneggiate nel finale (invasione di campo di un tifoso che cerca di colpire il Cuchu, poi bloccato da De Rossi, e portato via sottobraccio come se fosse un lontano amico).

E poi ci sono giornalisti che vorrebbero definirsi obiettivi che criticano la tifoseria interista perché ha il dente avvelenato.

In poche parole, ancora una volta, più forti di tutto e tutti. (E pure de Totti!)

Per Diego sono 26 in stagione. ...and still counting!

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