BACK TO BASICS

INTER-SAMPDORIA 1-1 

La Juve ruba un rigore degno del suo peggior passato, e ciononostante non riesce a vincere.

L’Inter manca la vittoria a causa di un intervento di Cassano che nel 90% dei casi viene punito con il fallo.

E’ consolante sapere che i grandi classici non passano mai di moda.

Si torna all’antico, si torna ai “basilari” (copyright ‘O Professo’ F. Scoglio).

Ok, dopo 4 righe per sputare il rospo che mi albergava in gola da metà ripresa circa, posso iniziare a compitare le mie stronzatelle settimanali.

Quelli bravi direbbero che, per la “mole di giUoco” espressa, l’Inter avrebbe potuto (dovuto?) vincere. Vero, rectius, verosimile, perché la Samp ha sì avuto poche occasioni, ma quelle poche sono state molto più concrete del nostro filosofeggiare calcistico alla ricerca della giocata perfetta.

Capisco che, visti gli effettivi disponibili, si sia fatta di necessità virtù, ma davvero ieri sera più di altre volte si è avuta netta la sensazione che questa squadra non sia –ancora- capace di fare quelli che Mancini chiamava i “gol stupidi”. L’Inter sta segnando poco, innegabile, e a parte Eto’o nessuno pare aver particolare inclinazione a cimentarsi nella disciplina. Il risultato è una vertiginosa serie di scambi stretti al limite dell’area (paradigmatico in questo senso il 3-0 col Tottenham), che quando riescono fanno venir giù lo stadio (azione corale, calcio totale, bla-bla-bla), ma che hanno un coefficiente di difficoltà maggiore di un triplo carpiato con scappellamento a sinistra.

Tornando alla partita, nella ripresa come detto la Samp passa grazie ‘A Cassano che si libera da Chivu in maniera più che sospetta (l’occhiata di Ando’ al guardalinee dopo il presunto fallo vale più di mille parole), mette in mezzo per Guberti che gira al volo. JC fa un mezzo miracolo e una mezza cappella insieme (nel senso che la tocca ma non la tiene) e il frittatone è cosa fatta.

Preso il ceffone, l’Inter rompe gli indugi: Cambiasso e Zanetti escono dal loro torpore amletico durato una buona ora (“che faccio vado avanti o resto indietro?”), col primo che di fatto si mette a fare il centravanti e il secondo a coprire diligentemente in difesa. Coutinho rende ancor più evidenti i suoi pregi (assist) e difetti (a tirare in porta nun se può guardà), Biabiany scompare dal match sostituito dal rientrante Pandev, Lucio sugli scudi con una decina di discese “spacca-cuore” palla al piede (a voi il dubbio se il “cuore” in questione sia della difesa doriana o di chi scrive).

Insomma, tutto alla ricerca dell’azione giusta, dell’imbeccata che metta Eto’o davanti al portiere. Evento che si verifica poco dopo alla mezz’ora: Cambiasso giostra sapiente sulla trequarti ed apre a sinistra per Coutinho, che a sua volta crossa teso a mezza altezza sul primo palo, dove il Re Leone anticipa il portiere con sapiente quanto felina zampata.

Ci sarebbe anche il tempo di vincerla, considerato il vistoso calo psico-fisico dei blucerchiati e la fame di vittoria improvvisamente scoppiata nella panza dei nostri. Lo spartito però cambia di poco, con la sola aggiunta di un Maicon sciagurato che mette sopra la traversa un colpo di testa a porta vuota causa minchiata del secondo portiere (tale Da Costa, che sostituisce un infortunato ma efficacissimo Curci).

Morale, tanto per parlar bene degli assenti, più che Milito stasera avrei voluto avere Stankovic e i suoi velenosi tiri da fuori: col campo bagnato te lo insegnano nei pulcini che il tiro da fuori è una bella soluzione (palla viscida, rimbalzi impazziti, possibili ribattute… casino organizzato insomma). In 90 e passa minuti non ricordo una conclusione da fuori area dei nostri.

Potrei incazzarmi con Sancho Panza, ma devo ammettere che la mancanza di alternative è un alibi di ferro, e non poteva far giocare la squadra diversamente.

Pareggino quindi, che non possiamo che accettare. Avanti il prossimo: si rimane in zona-pesto, venerdì sera siamo a Zena contro il Grifone.

 

LE ALTRE

Riprendo l’accenno iniziale per soffermarmi un poco sul pareggio juventino in quel di Bologna. Il fatto che al furto-Krasic sia seguito un tiraccio di Iaquinta respinto da Viviano, per di più di cartellino mezzo interista, non fa che aumentare il gongolamento del sottoscritto. Sull’emulo di Nedved (che almeno in questo ha già raggiunto il suo maestro) ho poco altro da aggiungere, se non che non è il primo e non sarà l’ultimo di questi episodi che lo vedono protagonista. Esilaranti sono invece le dichiarazioni di altri bianconeri, e più precisamente di Aquilani e Marotta. Il compagno di reparto (peraltro designato rigorista, prima che Iaquinta facesse il Materazzi di turno sovvertendo le gerarchie e dicendo “lo tiro io!”, chiaramente nel silenzio assordante dei media) ci dice che probabilmente il più dispiaciuto di tutta la situazione è proprio Krasic, bravo ragazzo e molto sensibile (mio commento: se proprio vogliamo credere alle favole, allora poteva anche andare dall’arbitro e dirgli “mi son buttato”). Il dirigente “di ampie vedute“ (son bastardo, lo so…) invece, dopo aver ammesso che il contatto non c’è, ci ricorda però che il ragazzo subisce tanti falli e quindi si voleva proteggere dall’intervento dell’avversario, motivo per cui la ventilata squalifica per simulazione sarebbe esagerata.

Mi spiace non saper attingere a locuzioni o perifrasi più delicate, ma questi c’hanno la faccia come il culo!

Breve accenno alla Lazio, che dimostra in 90’ tutto il suo stato di grazia: vittoria con due gol di… grazia (tanto per non tirar in ballo sempre le solite parti anatomiche) e primato in classifica rafforzato, in attesa di Napoli-Milan di stasera. Non dureranno, certo, ma intanto c’è da tenerne conto e fare sentiti e meritati complimenti.

 

E’ COMPLOTTO

Non passa settimana senza che il calabrese cantilenante non faccia sfoggio delle sue pirlate: ieri, lodando per l’ennesima volta Benitez con l’unico scopo di criticare Mourinho, ci dice che  “lui sì che fa giocare i giovani, mentre l’altro vuole sempre e solo giocatori stra-affermati”. Ovviamente nessuno che gli abbia detto che Santon l’ha lanciato lui, e che il culo che si è fatto con Balotelli è stato riconosciuto in primis dal Bresciano Nero.

Come già segnalato in settimana, apprendo –da Repubblica.it- che siamo in una sorta di “crisi preventiva” perché presto tornerà Milito e quindi si porrà il dubbio di come far giocare Eto’o. E questo è un problema, perché come noto senza i suoi gol saremmo in zona retrocessione. Dall’impasse ci toglie però la sempre valida D’Amico quando ci informa che, grazie alla lodevole iniziativa di Benitez di far giocare i “cciofani”, Milito in sostanza se ne resterà in panchina, con inevitabile “caso” che riluce all’orizzonte.

Insomma, how fo do? (che ci vuoi fare?) come dicono i miei amici in Sierra Leone (a proposito, mandato il messaggino? 45506, il tempo stringe!).

Niente, lasciamoli divertire così…

 

WEST HAM

Ferale sconfitta interna contro il Newcastle. Discreto primo tempo, ripresa da umanoidi acefali. Quando il migliore è Obinna la cosa è grave…

Bravo, bravo. Certo che a tirare possiamo far meglio eh?

Bravo, bravo. Certo che a tirare possiamo far meglio eh?

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