FUORI I COGLIONI

BRESCIA-INTER 1-1

Ho dovuto magno cum gaudio cambiare il titolo che avevo pensato di appioppare alla rubrica settimanale. Per pura sorte, la splendida citazione calcistica del prof. F.B., Liceo Ginnasio Zucchi , a chi negli  anni ’90 gli chiedeva il pronostico in vista di una partita di coppa dell’Inter (“non ti preoccupare… domani è tutto finito”) può tornare nel cassetto a prendere polvere quantomeno per qualche tempo ancora.

Ho di conseguenza virato sulla nobile e aulica esortazione che campeggia in testa a queste quattro stronzatelle, e che ha un duplice significato: a voler essere l’ottimista esuberante ed entusiasta che non sono (inutile nascondersi dietro un dito), può essere letto come un colorito incitamento a non mollare e a spingere ancora di più verso il traguardo finale, dopo aver visto il baratro ed essersi piacevolmente stupiti di essere ancora “vivi”.

Dall’altra parte, a voler fare il rancoroso e autocritico spaccamaroni (…and proud of it! ), la frase suona come un avviso ai naviganti: toglietemi dalla vista quei due figuri, capaci nell’ordine di sbagliare non uno ma due gol di destro a metri 3 dal portiere e di inventarsi la genialata dell’auto-assist su corner, respingendo il pallone verso la propria area piccola, per poi assistere impotente all’incornata del centravanti avversario.

Detta brutta: Pandev e Cordoba venerdì notte avranno faticato parecchio a prender sonno, con tutte le madonne che gli ho tirato…

Fatta questa premessa, doverosa e dolorosa insieme, possiamo poi discutere sui cambi di Leo (io, assieme a molti altri, avrei tolto proprio il macedone lasciando in campo Pazzini, che peraltro domani non può giocare ed ha un senso del gol leggermente più sviluppato del “quasi omonimo” del ramarro anni ’90). C’è da dire in ogni caso che le occasioni per arrotondare il vantaggio c’erano state eccome, (Sneijder ne sa qualcosa…), e che tutto sommato pensare di sfangarla vincendo 0-1 aveva un suo senso e non mi pareva un sacrilegio.

Morale, una vittoria buttata alle ortiche per demeriti propri alla fine deve essere salutata come un punto di platino, visto il rigore parato da JC allo scadere e causato da Cordoba. Poche colpe per il colombiano qui, che rincorre l’avversario e lo ostacola a cavallo dell’area di rigore (a me sembrava fuori, ma poi non hanno segnato quindi meglio così), e  suggella così la prestazione maiuscola con l’inevitabile “rosso” per chiara occasione da gol fermata irregolarmente.

Non che mi dispiaccia rinunciare a Ramiro domenica prossima, sempreché Lucio stia bene e la coppia centrale possa dare maggior affidamento di quello visto nel finale del Rigamonti, dove il centrale brasiliano aveva fatto posto proprio a Café Colombia a causa del millesimo risentimento muscolare della stagione.

Martedì come al solito andiamo a giocarci buona parte della stagione contro la classica squadra in crisi di identità, che però ha vinto 6-0 in campionato, da cui è tagliata fuori, e che quindi ripone nel passaggio del turno tutte le residue speranze di dare la stagione quel minimo di decenza che un quarto di finale di Champions regalerebbe. Che dire… difficile, molto. Non impossibile, se l’Inter gioca come sa, se il Cuchu si piazza davanti alla difesa a comandare il centrocampo e Deki si ricorda si essere uno dei centrocampisti migliori del mondo, se Eto’o continua a fare quel che sta facendo da sei mesi (per non dire da 10 anni) e se Pandev per una volta…. (quanto li odio i calciatori più mancini di me!)

 

E’ COMPLOTTO

In attesa di apprendere l’entità della squalifica di Ibra per il colpo inferto a Rossi del Bari (che, sfigato, è lo stesso ad essersi preso anche il cazzottone da Chivu un paio di mesi fa), noto come per tutti quello di Ibra non fosse un pugno ma una “manata”, senza premurarsi di ascoltare cosa ha detto il diretto destinatario del colpo suddetto (che per la cronaca ha parlato di pugno, cvd). Addirittura, per cercare di scongiurare quella che sembrerebbe una sacrosanta squalifica da almeno due turni, si dice che le mancate proteste di Ibra andrebbero a suo vantaggio, visto che in un’epoca in cui tutti spergiurano la propria innocenza, lui ha lasciato il campo senza dire “beh”. Il vecchio Luisito Suarez trasecolando ha fatto notare che forse proprio la mancata protesta era la miglior conferma della cazzata commessa e che di fronte a tanta e tale evidenza non ci fosse nulla da dire.

In altri termini: Ibra il derby non dovrebbe giocarlo (è tra 2 giornate), ma vista l’ultima versione dello svedoslavo non è detto che sia un bene! In ogni caso, noi quella partita DOBBIAMO vincerla a tutti i costi e chiunque giochi.

Eccheccazzo.

Chè poi, ovviamente, se Eto’o non segna per 3 partite è “crisi”, mentre Ibra che non segna su azione da un mese e mezzo vive un “periodo di appannamento”…

 

LE ALTRE

Come detto, il Milan si mangia il match ball, forse –comprensibilmente- convinto che in casa con l’ultima in classifica bastasse scendere in campo per avere i tre punti in saccoccia. A quanti si mangiano ora le mani, pensando che vincendo l’Inter avrebbe potuto essere a -3, dico che facendo il gioco dei “se”, il Milan probabilmente sarebbe entrato in campo con ben altra testa trovandosi i cugini alle calcagna. Insomma, come direbbe Carlo Sassi vecchio moviolista “non lo sapremo mai”. E sinceramente va bene così.

Il prossimo turno vede l’Inter in casa col Lecce e il Milan in trasferta a Palermo con i rosanero in crisi mistica (han perso le ultime 4 partite). Quale occasione migliore per girare pagina, amici siciliani? Battute a parte, noi faremo bene a concentrarci sui salentini sconfitti in casa dal Bologna in quest’ultimo turno, e alla disperata ricerca di punti salvezza. Che la sfida tra rispettivi cugini (Milan-Bari, insomma) possa essere di utile insegnamento a come NON affrontare la partita.

La Juve pareggia a Cesena dopo esser stata sopra di due gol: la sua stagione ricorda la peggior Inter anni ’90: psicodramma collettivo, incertezza palpabile e voglia di buttare tutto all’aria e ricominciare da capo, sapendo che però non si può e tocca far il pane con ‘sta farina…

La Maggica vince l’ennesimo derby che, visto da spettatore neutrale, è stato di una tristezza unica. Chiaro che i giallorossi siano al 7° cielo (e lo sono stato anch’io in situazioni analoghe), ma vedere un Olipmico mezzo vuoto per quella che a Roma è LA partita, è stato alquanto desolante. Ho poi preso nozione del fatto che non si potrà più tacciare Totti e De Rossi di essere “troppo romani” e troppo tifosi per giocare bene il derby, vista la brocca collettiva presa alla Lazio dopo lo svantaggio e esemplificata in maniera preoccupante dalla testata di Radu che è talmente allucinante nella sua premeditata dinamica da sembrare comica.

Il Napoli si rifà sotto battendo il Parma in rimonta ed è ora a -1 dall’Inter. L’Udinese è forte di suo, e se poi fa il primo gol, con quei due davanti son dolori per tutti. Con un inizio di stagione normale (diciamo 6 punti invece che 0 nelle prime 4 partite) sarebbero secondi a giocarsi lo scudetto!

 

WEST HAM

Diamo mestamente l’addio alla FA Cup, perdendo contro lo Stoke che in campionato avevamo regolato senza problemi. Sfuma l’opportunità di giocare a Wembley, ma sarà bene non farsi distrarre e concentrarsi sul vero obiettivo della stagione: la salvezza.

Nota di colore, che visto l’argomento riporto in lingua: Mario is proud to announce that his son Francesco has started singing West Ham songs and is even in tune while answering “…Bubbles!” at his crazy father singing “I’m forever blowin’…”.

...e guardò tutto lo stadio con lo sguardo di chi non avrebbe ri-sbagliato. E ri-sbagliò (P. Rossi, "Ode a Evaristo Beccalossi")

…e guardò tutto lo stadio con lo sguardo di chi non avrebbe ri-sbagliato.                 E ri-sbagliò (P. Rossi, “Ode a Evaristo Beccalossi”)

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