TUTTI CONTENTI TRANNE UNO

…e quell’uno manco a dirlo sono io.

NAPOLI-INTER 1-1

Non per altro, ma a me che il Napoli torni in Champions interessa fino a un certo punto. Quel che volevo io era vincere, consolidare il miglior attacco della serie A, stare a -6 dal Milan, tanto perchè si parlasse di scudetto vinto e non stravinto, scavare ulteriori punti dalle altre, e soprattutto non vedere scempi da craniolesi tipo il gol preso da “Club Gautieri Gold Member” Zuniga.

Se vogliamo contare le cose belle viste in partita finiamo in fretta. Eto’o: gran gol, 21° in campionato, 35° in stagione, ad una sola rete dal suo record col Barcellona –peccato solo l’uscita a metà ripresa per infortunio-; Milito, saggio tocco sul gol del Re Leone e tre tiri “alla Milito” che vanno molto vicino al bersaglio. Kharjah: nella mediocrità vista a centrocampo, mi pare quello che si sbatte di più e con risultati meno osceni; Nagatiello: solita sicurezza nipponica, imperatore delle diagonali.

Per il resto, ottenuto il vantaggio, i nostri fanno di tutto per non rovinare la festa ai padroni di casa, cincischiando a centrocampo con poche eccezioni (oltre ai due tiri del Principe, da segnalare lo splendido quando estemporaneo destro a giro di Maicon che si stampa sul palo a portiere battuto). C’è da dire che anche il Napoli non pare in formissima, complice anche l’assenza di Cavani, ma il pareggio arriva lo stesso, visto il fulmineo attacco di coglionite che paralizza l’intiera difesa nerazzurra a fine primo tempo: palla tenuta in campo da Maggio –così pare, le immagini non aiutano, il complottista che è in me pensa male…- apparentemente riconquistata da Zanetti ma poi lasciata lì a vivacchiare finché prima Maggio e poi Zuniga la facciano carambolare in porta. As usual, la cosa che più mi fa imbestialire in questi casi è vedere uno dei nostri –JC nell’occasione- ridere dell’episodio nell’intervista di metà gara, solo pochi secondi dopo aver combinato il frittatone. 

Il secondo tempo in sostanza finisce con la parata di De Sanctis sul già menzionato tiro di Milito. Da lì in poi, da una parte e dall’altra siamo al volemose bene e nun famose male. Stucchevole ti-tic ti-toc a centrocampo e partita che scorre via come una pisciata (scusate il francesismo).

Alla fine è festa grande (e comprensibile) per i guaglioni, naturalmente osannati dai media dimentichi del fatto che, se il pareggio dà al Napoli l’aritmetica certezza del terzo posto, altrettanto fa con il secondo posto dell’Inter.

Sottolineo quindi che Leo, da quando ha preso il timone della squadra, ha conquistato più punti di tutti, il tutto senza essere un allenatore (!): questo tanto per sottolineare la qualità della rosa interista, al netto degli infortuni. A tal proposito, ho dimenticato la notizia più bella di ieri sera: i minuti giocati da Walter Samuel, al ritorno in campo 190 giorni dopo il crack al crociato. 6 mesi quindi, non 9 come i gufi prevedevano. Immaginate la forza centrifuga generata da turbinìo di testicoli nel vedere il già ricordato frittatone di fine primo tempo e nel pensare a cosa sarebbe successo con The Wall in campo, testa pensante e piede risoluto, di certo non incline allo spirito uggeggé che ha aleggiato nell’area nerazzurra per tutto l’ultimo semestre.

La mia conclusione per il prossimo futuro dell’Inter è sempre la stessa: dovessimo vincere la Coppa Italia, finiremmo con un secondo posto in Campionato condito da 3 coppette di rinforzo (sì, nonostante la prosopopea del nome io il “Mondiale per Club” lo ritengo sportivamente una coppetta: spendibilissima dal punto di vista dell’immagine, marketing, diritti, il-cazzo-che-vuoi, ma sempre una coppetta). Insomma, una stagione quantomeno accettabile, una buona base da cui ripartire. Poi si può parlare di rinforzi, ricostruzione, ristrutturazione, rifondazione, ribollita o quel che vi pare, ma il grosso c’è. Come già ho avuto modo di dire, l’idea a mio parere dev’essere quella di affiancare ai titolari (soprattutto a centrocampo) altri elementi di “quasi-pari” valore, in modo da poter operare un maggior turn over che possa minimizzare il rischio-usura delle delicate giunture e cartilagini dei trio Cuchu-Deki-Thiago. Davanti e dietro, un solido innesto di valore per reparto e via.

Questo da un punto di vista tecnico. Da un punto di vista economico-finanziario, mi rendo conto che potrebbe rendersi necessaria una cessione illustre per far cassa, e a quel punto i papabili sarebbero Maicon, Sneijder o Milito. Non mi pronuncio: dico solo che per tutti e tre i soldi che avresti preso l’anno scorso quest’anno te li sogni, ma questo si sa. Per il resto ci penserà Branca e i suoi assistenti, ghenga che libera dalla “barriere all’ingresso” di epoca pre-calciopoli, ha dimostrato di saperci fare abbastanza.

Chi vivrà vedrà!

 

E’ COMPLOTTO

Rimando agli ottimi post linkati nel mio profilo per considerazioni sullo scudetto del Milan e sulle relative appendici mediatiche e festaiole, limitandomi a ribadire compiaciuto e “orgoglione” che est modus in rebus e che noi non siamo quella roba là!

Di mio posso aggiungere che il Milan ha meritato questo scudetto, perché nell’arco della stagione è stata la squadra più costante, spinta nella prima parte da un Ibra in formato “Inter” e, da Natale in poi, da altri giocatori che a turno l’hanno mantenuta in alto. Allegri pirla non è, visto come ha nei mesi ridisegnato la squadra passando da un berlusconianissimo “tutti avanti tutta allegria” a un più concreto e saggio centrocampo capace di cantare e portare la croce, sorretto da una coppia difensiva di tutto rispetto, da un portiere che si è rivelato di gran lunga il migliore in questo campionato e da un Pato tanto fragile quanto però decisivo.

Basta chè mi vien la bile a parlar bene di quelli là. Detto ciò, vedremo come andrà la loro campagna acquisti e cessioni: come e più di noi, l’anno prossimo avranno tutti un anno in più, qualcuno andrà via e i miracoli sportivi e contabili (vedi Ibra e Robinho presi in quel modo) mica riescono tutti gli anni (non senza conseguenza penali, almeno!).

Mi limito a sottolineare quanto osservato in serata con Giò: il Milan ha mandato il suo tecnico Allegri ospite alla Domenica Sportiva (Rai) e non a quell’immondezzaio di Controcampo (Rete4): la mia velenosa conclusione è stata che a MeRdiaset non avessero bisogno di un esponente ufficiale della società (chè tanto di quelli “in borghese” ce n’è in abbondanza!), mentre l’analisi più distaccata e probabilmente più attendibile –quella di Giò- puntava sulla considerazione che gli stessi Meravigliuosi hanno del suddetto immondezzaio. Morale: mandiamo l’Allegri dove almeno qualcuno lo vede e lo ascolta, e non in un’arena di bifolchi, dove peraltro già tutti sono stati opportunamente “normalizzati”.

 

LE ALTRE

Roma e Juve finiscono mestamente fuori dall’Europa che conta (Roma) e pure da quella che non conta (Juve, a meno di pastette e miracoli, peraltro nel caso proprio a scapito dei lupacchiotti). Cazzi acidi per i Merregani de noantri, che avranno a che fare con un budget assai più ristretto per il calciomercato, mentre lo sfavillante 3° progetto bianconero in tre anni finisce come i precedenti fratellini. Aborto.

Zeru tituli, once more with feeling!

Sorpresa mista a dispiacere per la Samp in B (anche se i miei amici Grifoni potranno finalmente dire che questo è stato “l’anno buono”: se non per la stella inseguita da qualche ventennio, quanto meno per vedere i cugini retrocessi dopo aver iniziato la stagione accarezzando l’idea del girone di Champions League).

La retrocessione è un muto rimprovero alla scellerata gestione di Garrone che, tenuta dritta la barra e la dignità nel caso-Cassano, ha poi pensato bene di completare l’opera cedendo anche l’altro “buono” (il Pazzo, a nome dell’Inter ringrazio sentitamente) e sostituendoli con Biabiany e Maccarone. Commuoventi, ad ogni modo, le lacrime di Palombo a fine partita.

 

WEST HAM

Come la Samp, anche l’amato West Ham saluta la massima serie dopo qualche anno di dignitosa permanenza. In tutta la stagione, per sole 3 settimane gli Hammers sono rimasti fuori dalla zona retrocessione. Questo il dato più amaro a consuntivo di un’annata che si chiude in maniera che più emblematica non si può: primo tempo chiuso in vantaggio 0-2 in trasferta contro il Wigan, pure in lotta per rimanere in Premier, i ragazzi riescono a perdere 3-2, subendo un rimontone che li spedisce tra i cadetti senza nemmeno dover aspettare l’ultima giornata.

Come back soon, lads!

Di tutti gli infortunati di questa stagione, mi sarebbe bastato lui...

Di tutti gli infortunati di questa stagione, mi sarebbe bastato lui…

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