SETTIMO SIGILLO (CON DESTREZZA)

INTER-LAZIO 2-1

E’ andata di lusso. Acchiappiamo la settima vittoria di fila in campionato con una delle peggiori Inter targate Ranieri. E applausi al nostro Mister che non si nasconde di fronte ai giornalisti pronti a saltargli alla giugulare nel post partita. Abbiamo vinto dopo essere stati sotto e dopo aver sofferto per larghi tratti;  il primo tempo vede Rocchi (l’attaccante, non l’arbitro) spadroneggiare ridicolizzando Lucio in un paio di occasioni, mentre Alvarez per 44’ torna quello indolente e da schiaffi di inizio stagione.

In mezzo non c’è l’altro compassato Thiago Motta, e la sua importanza la capisci proprio quando marca visita. L’Inter a metacampo piazza le due vecchie volpi Zanna e Cuchu, ma nessuno dei due ha la dote del far correre la palla veloce e sapiente. Di tutto ciò approfitta la Lazio, che fa vedere belle cose con Hernanes, Ledesma, Klose e Rocchi. Il crucco è splendido, pur in una serata in cui sbaglia un gol per lui facilissimo: capisci che classe, impegno e professionalità possono vivere dentro un fisico statuario e una faccia triste e  bislunga.

Preso il “cetriolo” che passa in mezzo alle gambe di Lucio e beffa Julione sul palo lontano i ragazzi non accusano il colpo: schifo facevano prima e schifo continuano a fare. Non è tanto nel possesso palla e nel fraseggio che si latita –come sappiamo siamo maestri di difesa-e-contropiede – quanto proprio nel ripartire veloci e velenosi. Davanti non arriva un pallone fino al 44’, quando il peregrinare intelligente del Principe non lo porta al limite dell’area: la titubanza laziale è infinitesimale eppure decisiva, Milito “vede” il buco, ci si infila chiedendo triangolo ad Alvarez e spara di sinistro a battere Marchetti. Pareggio insperato con ottima combinazione dei due argentini che, c’è da dirlo, si trovano molto bene (mi pare sia il terzo gol di Milito su suggerimento di Ricky camomilla): Alvarez può così rientrare negli spogliatoi –e rimanerci- con un voto in più su una pagella altrimenti disastrosa.

Doppio cambio di Ser Claudio che inserisce Sneijder e Obi per il già citato lungagnone argentino e per Chivu: si passa dal 4-4-2 al rombo, con Wes che agisce dietro i due puntelli Milito-Pazzini. Qualcosa cambia, chè l’olandese ha una voglia matta di giocare e pare fisicamente a posto. Qualche bel lancio di 30 metri basta a scaldare il pubblico e dare fiducia alla squadra, ma per passare in vantaggio ci vuole tutto il fiuto del gol del Pazzo che, con un polpaccio in fuorigioco, scatta su imbeccata del capitano e supera il portiere con un pallonetto a traiettoria orbitale. Dita a V sotto gli occhi e cuscini malmenati sul divano di casa.

La partita la portiamo a casa nonostante le gufate di Zio Bergomi (“L’Inter è insuperabile quando passa in vantaggio dopo essere stata sotto, in questi contesti si esalta), le statistiche sinistre di Caressa all’ingresso di Cissé (che “proprio in questo stadio segnò al Milan per poi addormentarsi per il resto del girone di andata”) e l’occhio precisissimo di Rizzoli, che vede la spinta (che c’è) di Klose su Lucio prima del colpo di gomito di Psycho e fischio fallo per noi.

Come detto all’inizio è andata bene, e un turno di campionato in cui avevamo l’impegno più difficile ci mantiene a distanze immutate dalle prime tre, con lo stuzzicante dettaglio di aver superato proprio gli aquilotti in classifica, che riluce ora in tutto il suo splendore mostrando un’Inter al quarto posto.

 

LE ALTRE

Come detto Juve Milan e Udinese vincono senza grossi problemi, anche se il mio gufaggio sperava che almeno i gobbi potessero trovare difficoltà in terra orobica. Rien à faire, sarà per la prossima, si spera, con un tristissimo derby cromatico tra Juve e Udinese, nel quale fatalmente almeno una delle due perderà punti. A noi approfittarne, Lecce permettendo…

I cugini sbancano Novara con doppietta di Ibra (ma che non si dica che dipendono da lui perché se lo dici la Madonna piange!) e gol balordo di Robinho, dopo stop malandrino di Nocerino.

Dietro bene la Roma che passeggia sui resti del Cesena, mentre il Napoli inciampa ancora in provincia, pareggiando nel finale a Siena grazie a Kung Fu Pandev in gran spolvero.

 

E’ COMPLOTTO

Godibilissima la settimana post derby, in cui monta un coro sempre più sostenuto di di Erinni giustizialiste e amante del bel calcio, alla caccia di Ranieri e dell’Inter tutta, colpevole di aver vinto un derby in contropiede.

Devo dire che il Mister comincia a piacermi anche nei modi (nella sostanza non l’ho quasi mai criticato): rifarsi alla storia dell’Inter, e sottolineare come le grandi epoche nerazzurre siano state tutte caratterizzate da una difesa ferrea a dalla ferale rapidità nel ribaltare l’azione mi trova assolutamente d’accordo. A ulteriore controprova, aggiungo io, chè non fa bello per Ranieri parlar male dei colleghi, i tentativi di discostarsi dalla filosofia di Herrera-Trapattoni-Mourinho (il Mancio solo in parte) si chiamano Orrico, Lucescu e Gasperini. Pur partendo dall’assioma per cui non c’è un modo universalmente valido di giocare e vincere, mi pare ovvio che all’Inter ci si trovi meglio con determinate caratteristiche rispetto ad altre. La masturbazione del possesso palla, in altre parole, la lasciamo ad altri.

Curioso anche che l’ennesimo infortunio di Forlan porti a considerare “fallimentare” l’esperienza del Cacha all’Inter, mentre il nuovo mese di stop di Pato per il millesimo stiramento della sua pur breve carriera sia derubricato a “breve stop dopo il gol qualificazione in Coppa Italia”.

A conclusione, Di Gennaro che parla di Ibra è stucchevole quasi come Altafini che parla del Barcellona: ogni passaggio è “geniale”, ogni giocata è “incredibile” e via così… Ovviamente, quel che a mio parere è un gollonzo (il 3-0 di ieri ci mette un quarto d’ora a rotolare in porta, con mezzo Novara impietrito ad assistere allo spettacolo) diventa un gol spettacolare a cui si stenta a credere, applaudito anche dai tifosi avversari. Tempo due giorni e faranno il parallelo con il golazo (quello sì!) fatto all’ultima partita giocata con la maglia “giusta”, a fine campionato 2008/2009 (for further reference: http://www.youtube.com/watch?v=rdD2EyWAYxE&feature=fvst ).

 

WEST HAM

Battuto il glorioso Nottingham Forest, protagonista assoluto della fine degli anni 70 con due Coppe dei Campioni vinte sotto l’eccentrica guida di Brian Clough. So che sono passati più di trent’anni, ma volevo dare un po’ di lustro al 2-1 che ci lancia solitari in testa al campionato!

Per la gioia di Panchito, èPazzoPazzogol!

Per la gioia di Panchito: èPazzoPazzogol!

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