CANTANAPOLI (A VOLERLA ASCOLTARE)

Troppo succulente le motivazioni della sentenza di secondo grado del tribunale di Napoli per non sragionarci un po’ sopra.

Come prima osservazione -caratterizzata come tutte quelle che seguiranno dal pregiudizio e dalla faziosità che mi caratterizzano- noto come il solo Fatto Quotidiano abbia riportato una attenta analisi delle motivazioni. Paolo Ziliani, quello delle “temutissime pagelle” di Piccininiana memoria ai tempi del poco compianto ControCampo (ControInter nelle serate più ispirate), passa in rapida rassegna il paio di centinaia di pagine, individuando i passaggi più importanti.

Sintomatico il poco risalto dato dai media mainstream a queste motivazioni, forse consapevoli del potere ancora detenuto dai protagonisti dell’associazione a delinquere, ed in particolare dal promotore della stessa, o forse semplicemente consapevoli che i tifosi della squadra più tifata d’Italia mal avrebbero digerito una puntuale analisi dei fatti accaduti negli scorsi anni.

Stucchevole e un poco codardo il commento di Fabio Monti sul Corriere della Sera dei giorni scorsi, quando riporta i commenti del Signor Massimo alla vicenda, trovando nel contempo il modo di criticare la comunicazione interista per non avere evidenziato a dovere sul proprio sito le motivazioni. Il giornalista, evidente capofila delle “vedove” della comunicazione simpatttica  -che ha permesso gli scempi mediatici ai nostri danni per tutto il periodo del potentato morattiano- arriva ad accusare di scarso coraggio i colleghi di inter.it , concludendo che gli stessi tengono famiglia.

Curioso però che proprio il suo giornale sia tra quelli che meno spazio ha dedicato alle motivazioni della sentenza: che tengano famiglia pure loro?

Non volendomi sostituire al lavoro già fatto da altri, tralascerò le mie considerazioni su molti dei punti toccati nell’analisi del Fatto Quotidiano, limitandomi a qualche spunto:

1) Quando i giudici a pag. 108 scrivono testualmente che i “soggetti (…) ponevano in essere condotte finalizzate a falsare la reale potenzialità di alcune squadre di calcio”a mio parere scoprono la “pistola fumante” dell’effettiva esistenza del complotto. Non si limitano cioè a descrivere un sistema piegato a favore degli amici (Juve) e degli amici degli amici che più o meno spesso facevano parte del cerchio magico (Milan, Fiorentina, Lazio, per sorvolare su Messina, Siena ed altre dépandances della Juve e di GEA di quegli anni). No, si dice di più: si dice che lo stesso sistema era in grado di ostacolare le squadre che da quel cerchio erano escluse (e che incidentalmente mai avrebbero voluto entrarci!).

Ho più volte usato il concetto latino di conventio ad excludendum, che continua a sembrarmi la definizione più calzante.

2) Nello stesso passo, i giudici scrivono anche che il sistema era “ben collaudato, peraltro già operante dagli anni 1999-2000“, retrodatando quindi l’inizio delle succitate condotte fin dall’elezione di Pairetto e Bergamo a”strana coppia” di designatori arbitrali. Faccio mia solo una battuta di Ziliani, che dice:

“Sette anni di campionati falsati. Dopodiché, meglio non pensare al calcio ante Bergamo & Pairetto. Perché al pensiero che nel ’97-98 (Juve-Inter 1-0, arbitro Ceccarini) il designatore degli arbitri era Baldas, e cioè il burattino azionato da Moggi, anni dopo, alla moviola del Processo di Biscardi, vien voglia di darsi al curling”.

Ecco che gli scudetti di quegli anni (sì, proprio quello del 5 Maggio e quello a mio parere ancor più scabroso del 2002/2003) ricevono una salutare pennellata di sterco in piena fazza. Non che qui ce ne fosse il bisogno, chè certe cose noi intertristi le andiamo blaterando da un decennio.

In quei sette anni la Juve era riuscita a vincere 4 scudetti: un altro si era impantanato nella salvifica pioggia di Perugia, arrivata a lavare l’oscenità di quel Parma-Juve firmata De Santis da Tivoli. Un altro ancora se l’era aggiudicato una Roma evidentemente troppo più forte dei bianconeri quell’anno, mentre quello del 2004 è stato gentilmente concesso ai cugini, come visto mai troppo distanti dal cerchio magico.

3) Saltando a pagina 122 delle motivazioni, arriviamo ad apprendere delle “eclatanti incursioni del Moggi, insieme al Giraudo, negli spogliatoi ove si trovavano gli arbitri”  a conferma “della abitualità e della spregiudicatezza del Moggi, spesso con il Giraudo, di intromettersi in un luogo che dovrebbe essere inaccessibile almeno ai diretti interessati ”. La mia incorreggibile tendenza a rompere i coglioni, mi porta a rivangare la squalifica e la puntuta richiesta di risarcimento dei cinquemila euro di multa dati a Figo dopo un Inter-Juve del 2006, allorquando il nostro denunciò di aver visto Moggi nello stanzino dell’arbitro, beccandosi come detto del bugiardo.

Arrivo quindi al “succo del nocciolo”:

Questi sono stati i campionati di quel periodo; queste le partite giocate, arbitrate, vinte e perse.

E lo “scudetto di cartone” sarebbe quello dato all’Inter nel 2006?

Credits: Bauscia Café & ZER0TITULI

Credits: Bauscia Café & ZER0TITULI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.