LE TEMUTISSIME PAGELLE -2

IU PENSU CHE U SCENTRUCAMPU

E dopo le mirabolanti gesta dei nostri difensori, è il momento di addentrarci nei meandri del nostro centrocampo, ganglio vitale di ogni squadra di calcio e bubbone pulsante di buona parte dei nostri problemi.

La mancanza di piedi buoni abbinati a teste pensanti ci è costato tanto in questa come nelle precedenti stagioni, al punto che la pur paradigmatica sagacia tattica del Cuchu Cambiasso non sempre è stata sufficiente a coprirne le falle.

Ad un inizio promettente di Alvarez è corrisposto un finale incoraggiante di Kovacic, ma la migliore fotografia di questa stagione rimane la sgroppata, prepotente quanto inutile, di Guarin.

Vediamo nel dettaglio promossi e bocciati.

 

ALVAREZ RICARDO: come detto l’argentino è partito bene, addirittura grintoso e concreto. Si è pian piano adagiato sugli allori ed è col tempo tornato ad essere lo splendido mezzo giocatore che abbiamo imparato a conoscere. E’ uno dei nomi dai quali poter far cassa in vista dell’imminente mercato; inutile illudersi che possa dare più del poco che ha dato in questi anni. Giubiliamolo e facciamocene una (cazzo de) ragione.

Voto: 5,5

 

CAMBIASSO ESTEBAN: ampiamente il migliore nei due quadrimestri, attento in classe e diligente nel fare i compiti in settimana. Potrebbe tranquillamente già essere in cattedra al posto del Professore, e forse proprio per quello l’abbiamo giubilato. No, non è vero: Mazzarri secondo me l’avrebbe tenuto, però certe storie, da queste parti non troppo zuccherose del Naviglio, finiscono. Eternamente grati e sbavanti ai tuoi piedi. E puoi muoverti quanto ti pare e piace. E noi zitti. Sotto. (cit.)

Voto: 6,5 (10 alla carriera)

 

GUARIN FREDY: il solito guerriero sgarruppato, rabbioso e inutile. Mi devo ripetere: in questa Inter può essere episodicamente utile, ma assai più frequentemente letale (la rovesciata del momentaneo 1-1 col Toro e l’assist a Paulinho del Livorno i due esempi lampanti). In mezzo a questi eccessi, manciate di progressioni e strappi conclusi con tiri spesso sballati, senza alcuna crescita tattica e mentale negli ormai due anni di permanenza. Se ero d’accordo per scambiarlo alla pari con Vucinic, figuriamoci adesso. Il solo contesto nel quale potrebbe avere successo è proprio quello bianconero, in cui tutti sanno benissimo cosa fare e la sua anarchia può essere assorbita dai compagni. Accattatevill’!

Voto: 5

 

HERNANES ANDERSON (raga, coi brasiliani non so mai qual è il nome e quale il cognome…): arrivato a Gennaio dopo che lo invocavo da tre anni, non posso dire che abbia fatto sfracelli. E’ ad ogni modo uno dei capisaldi del prossimo anno, in coppia con Kovacic. Continuo ad essere curioso di vederlo giocare da “volante” nella Seleçao, per capire se e in che modo l’esperimento possa riuscire anche da noi. Vero che il Brasile può permettersi di piazzarlo lì vista la superabbondanza di trequartisti e creativi sulla trequarti, noi un po’ meno. Ma è proprio il ruolo di centralone davanti alla difesa quello di cui siamo atavicamente affamati a queste latitudini (vedi infra per ulteriori micragnose passeggiate sui testicoli in materia).

Voto: 6

 

KUZMANOVIC ZDRAVKO: non voglio infierire, essendo questo uno dei casi in cui il vero destinatario delle Madonne non è il ragazzo, bensì chi l’ha comprato (a otto milioni, precisarlo mi dà un gusto quasi sadomasochistico…) e chi lo fa giocare. In realtà, dopo una fase centrale della stagione nella quale il nostro sembrava titolare inamovibile, il Mister deve averne apprezzato appieno l’impresentabilità a certi livelli, ed il minutaggio ne ha drammaticamente risentito. Meglio tardi che mai. Ciao, mannace ‘na cartolina.

Voto 4.5

 

MARIGA MACDONALD: Chi??? (cit.) Ce l’abbiamo ancora a libro paga. Minuti in campionato nelle ultime due stagioni: 13 (non scherzo, sfiora i 60 aggiugendo uno spezzone di Coppa Italia). Ottimo esempio per propagandare il ritorno del pagamento a cottimo nel mondo del calcio.

Voto: n.g.

 

MUDINGAYI GABY: Per chi non se lo ricordasse, s’era rotto il tendine d’Achille pure lui l’anno scorso. Non credo la differenza sia stata percepibile.

Voto: n.g.

 

KOVACIC MATEO: come detto, il migliore del secondo quadrimestre (beh facciamo dell”ultimo bimestre va…). Pur diversissimo nel carattere, mi scopro a dire di lui la stessa cosa che dicevo a proposito del Seedorf nerazzurro, alquanto inviso a Cuper: se ce l’hai, uno così lo devi far giocare 10 partite di fila, non mezz’ora a volta. Gli dai due mesi in cui gli dici “gioca, fai, non ti preoccupare” e vedi come va. Sarà un caso, ma da quando il croato ha avuto continuità di utilizzo sono uscite le sue cose migliori. Poi, per carità, quello lo chiamano “Obama”, lui sembra un bimbo sperduto alle giostre e anche un po’ decollizzattto.

Voto: 7 (di speranza più che di incoraggiamento)

 

TAIDER SAPHIR: Devo dire che come acquisto non mi era dispiaciuto, per quanto caruccio pure lui (5 milioni e passa per la metà, se non sbaglio…). Ad ogni modo, il ruolo di mulo da soma del centrocampo mi pareva più adatto a lui che al Kuz, eppure con l’andar dei mesi è progressivamente scomparso dai radar. In epoca di vacche anoressiche, sono paradossalmente acquisti come questi che non vanno sbagliati, chè adesso ti ritrovi a dover gestire una polpetta di cacca fatta di comproprietà, riscatto, minusvalenze e balle varie.

Voto: 5

 

ZANETTI JAVIER ALDEMAR: l’unico col secondo nome, tanto per dare i quarti di nobiltà a chi li merita. Per il resto, si è già detto tutto. Va bene così, senza parole.

Voto: 10 (alla carriera e per come è tornato dall’infortunio, non per il rendimento quantitativamente non valutabile).

 

COMPITI PER LE VACANZE

Cara Inter, qui son volatili per diabetici: urge sostituire il Cuchu con uno di pari valore (baratterei qualche neurone in meno per un po’ di “gamba” in più, ma senza esagerare), e ancor prima occorre essere d’accordo sul come voler far giocare la nostra amatissima accozzaglia: se l’intento è tornare alla difesa a quattro, dovrebbero esserci 3 o 4 posti in mediana, di cui due senz’altro occupati da Kovacic ed Hernanes.

Per gli spazi liberi si parla di Obi Mikel, i cui 26 anni mi paiono proprio pochini: non voglio cavalcare il facile luogo comune della perfettibile anagrafe africana, ma sono anni che lo vedo nella rosa del Chelsea e non ricordavo fosse arrivato ancora pubescente. Ad ogni modo, a meno che non arrivi in prestito, non credo sia l’acquisto giusto: è sempre stato un buon mediano, ma con poca visione di gioco e un tiro resistibile e dimenticabile. Vero che ha esperienza internazionale da vendere (tanto noi la Champions non la facciamo!), ma non è lui la pietra angolare che deve tenere in piedi la nostra metacampo.

Il nome che mi incuriosisce di più, tra quelli fatti, è invece quello di Xhaka, e per diversi motivi. Primo: non so come si pronuncia e la cosa se ci pensate potrebbe essere divertente: se ci hanno messo vent’anni a (non) imparare come si chiama Zanna di nome, figuriamoci come farebbero con questo! Secondo: la trattativa ipotizzata prevederebbe il Kuz come parziale merce di scambio (yeeeah!) Terzo: a quanto dicono -ma a descriverli i giocatori sembran tutti fenomeni- questo pare proprio il tipo che cerchiamo. Quarto, last but not least, ha un DNA perfettamente da Inter, sivzzero ma di origini kosovare e con un rapporto di amore /odio con l’Albania. Insomma, da qui a farne il nuovo Schweinsteiger ce ne passa, ma se le cifre fossero quelle di cui si parla (5 mln + Kuz) ditemi dove devo firmare.

L’alternativa, che però spero sia un’aggiunta, sarebbe il noto Behrami, anch’egli svizzero ma dalle analoghe origini, che Mazzarri conosce fin troppo bene e che troverebbe spazio come legnaiuolo nel nostro centrcampo, avendo piedi non troppo educati in fase propositiva.

Siccome sono difficilmente accontentabile, sono conscio che un quartetto Behrami-Xhaka-Kovacic-Hernanes costituirebbe un probabile miglioramento rispetto alla recente mediocrità, ma sostanzialmente ci lascerebbe privi di ricambi all’altezza. Questo a dire che il repulisti da fare è abbondante. Kuz, Taider, Mudingayi, Mariga, tutta gente calcisticamente inutile a questa Inter: da loro, economicamente, puoi aspettarti solo un risparmio sul monte ingaggi e poco altro. Le cessioni da cui capitalizzare sono invece quelle di Guarin e Alvarez: loro sono i brillocchi (rigorosamente farlocchi) da esporre in vetrina sperando che qualcuno abbocchi… Dall’entità delle loro cessioni deriverà il grado di rafforzamento del nostro centrocampo, e in ultima analisi della nostra squadra.

Pensa come stiamo messi…

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-segue-

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