TROVATE LE DIFFERENZE

INTER-SASSUOLO 7-0

Settebello.
Come l’anno scorso.
Sette sifulotti nel deretano oramai alquanto spanatiello dell’amatissimo Squinzi che, visti i precedenti, almeno dovrebbe imparare a tacere…

Superfluo addentrarsi nei meandri di una disamina tènnica, tanta e tale è stata l’anomalia della partita. Posso solo gongolare per una squadra che dà l’impressione di sapere quel che sta facendo, e che ha finalmente diverse alternative per arrivare al tiro: non solo le fasce arrembanti all’insegna del casino organizzato, ma anche, udite-udite, fraseggi rasoterra a metacampo e triangolazioni ficcanti sulla trequarti avversaria.

Il giUoco, insomma, pur sempre con la “g” minuscola, chè Mazzarri è solo un contropiedista e l’Inter è cinica per definizione.

Icardi è un satanasso e Osvaldo fa il massimo col minimo sforzo. Incoraggianti i progressi del croato decollizzato, gol compreso, mentre Hernanes può senz’altro crescere ancora.

il puttanificio di attacco è reso possibile grazie alla gentile (si fa per dire) collaborazione del pitbull Medel, una versione tarchiatella di Genny Savastano ma per il momento ancora a piede libero.

Il cileno è già idolo per quel che mi riguarda, e mostra anche un piede alquanto educato in fase di prima impostazione. Quando nei mesi scorsi, in vista del doloroso e poi effettivo addio al Cuchu, auspicavo un rimpiazzo all’altezza (un po’ meno cervello, un po’ più gamba) avevo in mente proprio uno come lui, pur ignorandone l’esistenza fino al recente Mondiale brasiliano.

Ora, torniamo al titolo della sbrodola: 7 pere gliele avevamo date anche l’anno scorso, ai piastrellisti emiliani. Questo per stare schisci e non farci venire strane idee. Ribadisco per l’ennesima volta che, con questi ragazzi, i ragionamenti che paiono di buon senso van presi con le pinze. Sarebbe infatti fallace e quantomai esiziale pensare che all’ottimo undici messo in campo ieri vada semplicemente aggiunto il potenziale di Palacio, l’esperienza di Vidic e un paio di validi ricambi in mezzo (M’Vila e Jonathan).

Assai più saggio ed aderente alla realtà affiancare -se non sostituire- il ragionamento di cui sopra con la consapevolezza del volubile equilibrio psicofisico dei nostri, del resto testimoniato anche dal titolo della simpatica canzonetta che è tornata a risuonare sugli spalti del Meazza.

Non è sempre domenica, non sarà sempre Sassuolo.

Questa la prima certezza da cui ripartire.

Non sempre riusciremo a sbloccare il risultato dopo 3 minuti (elemento troppo spesso mancato l’anno scorso, alla lunga causa della quindicina di musate contro le difese avversarie con conseguenti pareggi insulsi); non sempre il piede dei nostri attaccanti sarà così educato; non sempre i difensori potranno giocare “con la sigaretta in bocca” (copyright il Drago Stankovic).

Diciamo che questa è stata la partita che ha detto quale può essere il nostro massimo e, visti i tempi ed i precedenti, non è affatto male.

 

LE ALTRE

Roma e Juve vincono senza convincere particolarmente e, facendo ciò, si dimostrano le più serie (o meglio: le uniche) candidate al titolo. Dietro, il Napoli incappa nella solita giornataccia contro il Chievo: l’interista Bardi para un rigore a Higuain e Maxi Lopez piazza la palla in buca beffando Benitez & co.

Il Milan a Parma fa la partita dei pazzi, vincendo grazie a un ottimo primo tempo e ad una ripresa piena di errori, equamente divisi tra propri difensori, avversari e arbitri. Ma è ovviamente calcio-spettacolo, Inzaghi è un maestro (soprattutto di tuffi, con Ménez e Bonaventura ottimi allievi nel numero della biscia impazzita) e gli obbrobri difensivi sono solo trascurabile fastidio di fronte a cotanta bellezza.

Evviva l’Ammore.

 

E’ COMPLOTTO

Nella settimana in cui giovani dell’Inter regalano successi a varie latitudini (vedi riassunto delle ultime puntate qui) al calabrese cantilenante non par vero di poter puntualizzare che Icardi sarà anche stato il giovane migliore della giornata di Campionato, “però non è italiano“.

Del resto, parlando di giovani, i 3 gol di Maurito e la maiuscola prestazione di Kovacic non valgono nulla, nemmeno se messe insieme al già citato rigore parato da Bardi, al recente Memorial Scirea vinto guarda-caso dai nostri Giovanissimi ed alla Primavera nella quale Puscas e Bonazzoli fanno a gara a chi segna di più.

Per il resto, ammetto di non aver assistito ai commenti del dopo partita dei nostri. Mi sono invece armato di insulina per compensare gli attacchi iperglicemici riservati ai Meravigliuosi. Davvero poco tollerabile (quantomeno alle mie latitudini) l’unisono plauso a Inzaghi, che in due partite ottiene i due rigori ormai previsti per prassi consolidata, oltre a una dose di culo quasi pari a quella avuta durante la sua carriera, e solo per poco non annullata da un atteggiamento difensivo a dir poco naif, con gran finale a base di siparietto comico con infortunio (reale?) incorporato.

Ma qualsiasi tentativo di analisi seria (Zorro Boban a parte, eccelso e obiettivo come sempre) viene azzerato dai peana della squadra che adesso è lanciatissima verso il terzo posto che vale la Champions, con tanto di simpatico siparietto di Ménez raggiunto al telefono dal PresidenteBerlusconi, pron(t)amente riferito dalla velina Alciato.

Strano non abbiano fatto sentire questo: a me ha divertito decisamente di più.

 

WEST HAM

In attesa del Monday night in trasferta contro l’Hull City del simpatico Ince Jr, amatissimo nell’East End quasi quanto il padre

 

Stai senza pensieri...

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