LISCIO COME L’OLIO (PER UNA VOLTA)

INTER-ATALANTA 2-0

Incredibile ma vero, vinciamo una partita che per altre squadre sarebbe parsa come “normale”.

Nulla lo è a queste latitudini, e lo sappiamo. Di conseguenza, la partita con risultato all’inglese è altresì figlia di un rigore sbagliato, due pali colpiti, un paio di altre occasionissime e una punizione assai generosa da cui nasce il raddoppio.

MI trovo quasi a rammaricarmi del fatto che l’arbitraggio -per una volta- non sia stato “distratto” nei nostri confronti, vista l’impudenza della classe arbitrale nel mandare ancora Gervasoni sul luogo del delitto e contro lo stesso avversario a un paio d’anni di distanza dal fattaccio (go to min. 2.15 for the very best). Il Gerva lascia picchiare gli atalantini senza intervenire troppo, e Icardi si prende la “vecchietta” che lo costringe a uscire prima della mezzora. Benalouane, autore del fallo, non è ovviamente ammonito.

Guarda caso, è proprio lui ad abbattere Ranocchia in area di rigore in maniera talmente plateale da non poter esimere l’arbitro dal fischiare il penalty. Giallo nell’occasione, e non serve un esperto di matematica quantistica per capire che il franco-tunisino avrebbe anche potuto finir lì la sua partita.

Ora si apre la questione rigori: posto che negli ultimi 2 campionati, più queste prime 4 partite, ce ne hanno fischiati solo 3 a favore, noi abbiamo deciso di attuare una sorta di sciopero bianco, sbagliando il terzo rigore consecutivo. Palacio non sembra in gran spolvero, e forse per quello non tiene la palla bassa: il tiro è sì angolato a sufficienza, ma la boccia a mezza altezza non obbliga il portiere alla sdraianza che probabilmente avrebbe richiesto quella frazione di secondo in più, sufficiente a far passare la boccia stessa.

Amen. Non solo non ci regalano niente; nemmeno noi siamo generosi con noi stessi…

L’uscita di Icardi, a conti fatti, diventa quel che in inglese si definisce blessing in disguise, chè al suo posto entra Osvaldo a capitalizzare al meglio il cross a centro area di Guarin. La semirovesciata al volo è nel repertorio del Gionnidepp de noantri, e l’1-0 è cosa fatta.

L’intervallo mi vede protagonista di domande esistenziali tipo spot del bancomat, e mi chiedo quanto durerà questa parvenza di manovra organizzata, posto che tutte le partite fin qui giocate dai nostri hanno visto la spina staccarsi inesorabilmente per almeno mezzora a volta.

MIglioriamo la media ma di poco, chè dopo il bel tiro di Palacio (che batte il portiere ma sbatte sul palo) sostanzialmente cominciamo a giocare secondo l’oliato schema del “buttiamola avanti e caghiamoci sotto”. Non che l’Atalanta faccia chissà che, forse per l’assenza del satanasso Denis, rimpiazzato dall’inoffensivo Bianchi, ma lo sguardo perso dei nostri e un Handanovic a farfalle su un paio di corner sono bastati per far progredire il mio già avanzato incanutimento.

Quando Palacio, stremato, esce per far posto a M’Vila, penso che ci aspetterà un quarto d’ora di interisti appesi alle traverse a difendere il vantaggio minimo. In realtà sono piacevolmente smentito. Il francese neo-entrato draga palloni davanti alla difesa al posto di Medel, sguinzagliando lo splendido cagnaccio cileno 30 metri più avanti, alle calcagna di Cigarini, e come d’incanto torniamo a gestire il gioco senza altri patemi.

Che poi la punizia dal limite su Osvaldo sia assai generosa non ci piove. Se non altro è l’occasione per far fare un figurone a Hernanes che spara la punizia all’incrocio con capriola incorporata e chiude i conti a 4 più recupero ancora da giocare.

Che il gol sia di buon auspicio per il Profeta, che il Professor Scoglio avrebbe definito “giocatore superiore” e che per me rimane un campione, pur in un periodo di forma assai migliorabile. Una mediana con lui, Kovacic e Medel (splendidi anche ieri) è la migliore novità dell’Inter di quest’anno. Più di Vidic in difesa, più di Osvaldo in attacco.

Si doveva vincere e si è vinto. Siamo quindi terzi, seppur in coabitazione con Samp e Verona. Domenica Cagliari e settimana prossima a Firenze.

Adenante!

LE ALTRE

Il Grande Milan sostanzialmente vince 2-0 a Empoli, anche se inspiegabilmente il risultato viene omologato come pareggio. La partita, seguita ovviamente con intento gufante ma comunque in maniera più distaccata rispetto a quella dell’Inter, mi ha -forse definitivamente- chiarito una domanda esistenziale, e cioè: perchè squadrette delle minchia (l’Empoli nel caso del Milan, la miriade di piccole che  puntualmente ci ciucciano punti nel nostro caso) fanno la partita della vita contro di te, e contro gli altri si squagliano come neve al sole?

Lo fanno apposta e quindi E’ Complotto? Oppure siamo noi che facciamo cagare?

Temo che la risposta sia la seconda che ho detto. L’Empoli del primo tempo (non dei primi 25 minuti, cari tutti, del primo tempo) sembrava il Real Madrid, scambi velocissimi, corsa rapida e intelligente, palle inattive sfruttate a dovere. Milan: non pervenuto, se si esclude il bel gol di Torres.

Che poi i cugini, col solito deretano, l’abbiano ripigliata e potessero addirittura vincerla fa parte della sacrosanta ingiustizia del calcio, ma onestà intellettuale (hai detto cotica!) imporrebbe serie riflessioni sulla pochezza della fase difensiva milanista. Paradossalmente è proprio Inzaghi a dire che “le grandi squadre non soffrono così“, pur annegato nella melassa del “che cuore! che rimonta!“, con la stampa intera a fare il coro.

Ma andiamo con ordine: Juve e Roma continuano il loro percorso netto, con la Juve a beneficiare di un rigore disgustoso nel suo complesso: il difensore salta a meno di due metri dal bianconero che tira (quindi già assai vicino); la palla è deviata dalla punta del piede del cesenate prima di incocciare sulla mano, ovviamente scomposta visto che il difensore sta saltando. L’arbitro è lì davanti e, ineccepibilmente, fischia il rigore.

Non cambia niente: la Juve giocava in casa col Cesena, ha vinto 3-0 e non sono così annebbiato da ricondurre la vittoria a quel rigore regalato. Ma è proprio vero che, tanto per non sbagliare, meglio sbagliare dalla parte giusta.

Napoli e Fiorentina procedono invece con l’andamento lento, infilando altri due pareggi che le vedono staccarsi ulteriormente da quel terzo posto che è obiettivo comune.

Mors tua, vita mea, verrebbe da dire, ma so’ssignore quindi qui lo dico e qui lo nego!

E’ COMPLOTTO

Siamo nell’ambito del processo alle intenzioni ma, come detto in apertura, la designazione di Gervasoni suona proprio come gesto di sprezzo del settore arbitrale nei confronti dei nostri. Ottimo stavolta Fabio Monti sul Corriere che, censurando la designazione del Gerva, contemporaneamente sbeffeggia l’atteggiamento nerazzurro nei confronti della classe arbitrale. Come a dire: se questi sono i risultati…

Non avendo orgogliosamente Mediaset Premium, non posso assistere dal vivo all’intervista del Misteh, che in sostanza sfancula i portatori della tesi per cui la vittoria è rubata (fallo non da rigore perchè avvenuto a gioco fermo, spinta di Osvaldo sull’1-0, punizione inesistente): Mazzarri cita forse involontariamente il Mancio dicendo “fateli vedere tutti gli episodi!” e per la prima volta pare palesare l’essenza dell’interismo “contro tutto e tutti”.

Piacevole sorpresa. Meglio tardi che mai.

Golazo

Golazo

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