MY PERSONAL BEST

PALERMO-INTER 0-1

Onestamente non potevo chiedere di meglio dalla partita, aldilà di quel che i soliti critici stanno dicendo.

Del resto, lo sappiamo, quando va bene #èunIntercinica.

L’Inter quindi vince ancora, forse non dà lo spettacolo previsto ma rischia poco o niente, riuscendo nella ripresa a portare a casa tre punti cruciali per continuare la risalita in classifica.

Anzi, per dirla tutta la risalita risulta assai più ostica di quanto parrebbe, visto che, tranne rare eccezioni, sono tante le squadre ad avere una media punti simile alla nostra. Recuperiamo quindi su Lazio e Milan, ma Roma e Napoli continuano nella loro diligente missione di rompicoglioni della Juve.

La partita tecnicamente non dice molto, con Icardi insolitamente fallibile in due conclusioni (una per tempo, e quella nella prima frazione grida vendetta per quel sinistro scolastico dopo quel popo’ di controllo); Banega spreca un’ora di gioco tentando di verticalizzare ma finendo molto più spesso a girare su se stesso, frustrando i possibili inserimenti dei soliti Candreva e Perisic.

A metacampo la coppia di giornata è composta da Gagliardini -ancora bene- e Brozovic, che corre come pochi altri, pur mantenendo qualità e freschezza mentale nelle giocate (anche se non ve lo dirà nessuno).

Dietro il quartetto Cetra è ormai il solito, con Medel in panca dopo gli straordinari di Coppa Italia.

Come accennato in apertura, il Palermo per tutti i 90′ minuti non crea pericoli a Handanovic. I nostri da parte loro non cingono esattamente d’assedio l’area  rosanero, complice forse anche il campo pesante.

Icardi, oltre ai due tiri succitati, si mangia un gol monumentale quando a metà primo tempo di testa mette alta la respinta del portiere su destro a voragine di Brozovic, a portata ormai sguarnita. Il primo tempo si chiude a reti bianche e onestamente è giusto così.

Nella ripresa, dopo un quarto d’ora e forse anche per i consigli sempre meno sussurrati del sottoscritto, esce Banega ed entra Joao Mario, che se non altro ha il vantaggio di entrare al posto di quello che ha fatto peggio di tutti gli altri. Facile far meglio. Il portoghese ci mette del suo però, abbassandosi a dare una mano a Gaglia e Brozo e avanzando fin nell’area piccola per raccogliere il cross di Candreva, che alla quarta finta sull’avversario trova il pertugio giusto: la girata al volo è da campione d’Europa e il vantaggio è cosa fatta.

Da lì in poi i nostri controllano senza troppa fatica, finchè il minchione di turno (l’arbitro) decide di fare il frittatone: Ansaldi e Nestorovski, entrambi già ammoniti, si contendono in scivolata un innocuo pallone a centrocampo. Complice il campo scivoloso, il tackle di entrambi “va lungo” e l’impatto tra le ginocchia, per quanto trattenute dai due, è inevitabile.

Dolore fisico per entrambi e arbitro che fischia quella che sembra una saggia interruzione per prestare soccorso ai due. Ripeto: entrambi cercano di trattenere la gamba, l’impatto è frutto unicamente del campo scivoloso.

Ecco invece il colpo di genio del Signor Celi: secondo giallo per Ansaldi (con conseguente espulsione). Bravo pirla, penso, adesso però la stessa cazzata devi farla con quell’altro. Invece no, fallo per il Palermo.

A quel punto Pioli, “buono sì ma non tre volte che vuol dire “mona”” (cit. Marco Paolini “Vajont”), si inalbera e viene espulso a stretti termini di regolamento (vero Allegri?).

Ciononostante, i nostri continuano a proteggere il risultato portando la partita in porto in uno dei modi che più mi piace. E cioè giocando senza dare spettacolo, badando al sodo, rischiando niente e mostrando -per una volta- di avere gli attributi.

Sabato c’è il Pescara, dopo la Juve: i problemi sono dietro l’angolo.

LE ALTRE

I gobbi regolano la Lazio nel primo quarto d’ora, e il resto della partita è talmente una passeggiata che i ragazzi in campo trovano il tempo di fare amicizia tra loro.

Il Milan esce sconfitto dallo scontro casalingo col Napoli, che fa un gol meraviglioso con Insigne e che raddoppia con Callejon in mezzo alle gambe del miglior portiere del mondo; i rossoneri però sono ontologicamente incapaci di non proporre giUoco e come tali immuni da qualsiasi critica, e quindi via di kappaò che non pregiudica nulla, sconfitta a testa alta e via così.

La Roma prosegue nel suo segno di queste ultime settimane, vincendo un’altra partita di misura e cementando ulteriormente la sicurezza già mostrata nelle ultime uscite.

E’ COMPLOTTO

Non molto da segnalare, se non la inevitavbile promozione data all’arbitro dalla competentissima moviola della Gazzetta, che conferma la correttezza  del secondo gialli ad Ansaldi (e quando mai…) e anzi ricorda a Gagliardini di essere stato graziato in occasione di un possibile rigore nel primo tempo, senza di contro nemmeno menzionare un intervento simile su Icardi poco dopo. A parer mio non c’è nulla in nessuno dei due casi, ma per quel che mi riguarda o taci su tutta la linea o li citi entrambi.

E, invece, nun ce vonno stà…

Guardando in casa d’altri invece, quel che mi fa ridere non è tanto la polemica (pretestuosa e esagerata, lo riconosco) sull’abbraccio di Buffon a Tagliavento, quanto sul soggetto chiamato a commentare l’episodio in termini assolutori: l’ex arbitro Tiziano Pieri. Sì proprio quel Pieri, che a noi complottisti mica servono le condanne per sapere che sei un gobbo!

WEST HAM

In attesa di capire che vorrà fare Payet, facciamo altri 3 gol e prendiamo altri 3 punti in trasferta, piazzandoci nelle tranquille acque di (quasi) metà classifica.

Not bad.

"Joao Meravigliao" è troppo banale e scontata come didascalia. Quindi la lascio.

“Joao Meravigliao” è troppo banale e scontata come didascalia.
Quindi la lascio.

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