SEIMENOMENO

TORINO-INTER 2-2

Pioli, Gagliardini e Perisic si confermano essere umani e sbagliano una partita dopo i tanti 7 in pagella accumulati nel secondo quadrimestre.

Poco da eccepire sulla formazione iniziale scelta dal Mister: copia carbone di quella reduce dalle sette pappine rifilate all’Atalanta, e che je vuoi dì?

I nostri però fin da subito paiono meno guizzanti del solito, anche se un inopinato ottimismo si impadronisce di me e della piccola babygang a piè di divano, mentre sussurro “anche l’altra volta siam partiti piano e poi gli abbiam fatto un c…. così!“.

Mi dice anche bene, perchè dopo una bella (ma tardiva) combinazione Banega-Icardi, col nostro che segna in fuorigioco, è Kondogbia a sbloccare la faccenda.

#Proprioluincredibile, aveva segnato il suo unico gol nerazzurro proprio contro i Granata nella trasferta dell’anno scorso. Buon segno, penso…

Invece i nostri, che già non brillavano per applicazione e intraprendenza, continuano sul falsopiano delle palle perse in ripartenza e dei passaggi alla cazzimperio, dando al Toro modo di creare pericoli dalle parti di Handanovic.

Il patatrac lo combina poco dopo Perisic, che si fa sfuggire Baselli su corner: il maledettissimo Moretti (che già 2 volte ci purgò di testa negli anni addietro) stavolta si limita a spizzare di testa a centroarea, dove il succitato centrocampista è libero di incornare solo-soletto il gol dell’1-1. Tutto da rifare, ma con geometrie meno che elementari e propensione alla cagata in crescita esponenziale.

L’intervallo non è foriero di miglioramenti, ed anzi è il Toro a ricominciare massiccio e incazzato. Handanovic si oppone come può, e Murillo prende il posto di Medel che esce infortunato. Da brivido i primi due interventi (a vuoto) del colombiano, che poi pian piano prende le misure. Nel frattempo però il Toro trova il 2-1 con Acquah che non segnava da anni (chettelodicoaffare), e che conclude con un bel destro a giro un contropiede fatale per i nostri.

Viste le dozzine di palle buttate o malgestite, non mi illudo che si possa recuperare la partita, anche perchè Eder, pronto già da un po’, non va a sostituire uno dei due esterni (fin lì sia Candreva che Perisic si son visti poco e male) bensì Banega, anche lui in ombra ma se non altro l’unico ad avere un piede idoneo a servire i nostri attaccanti.

Ci troviamo quindi con un 4-2-4 nel quale le 4 punte devono pregare Domineiddio di ricevere una palla giocabile. E Iddio per quello li accontenta anche in fretta, visto il bel cross di Ansaldi gentilmente omaggiato da un’uscita farfallosa di Hart (che già aveva cappellato sul primo gol): la palla arriva sul secondo palo dove Candreva si guadagna la permanenza in campo stoppando di petto e incrociando al volo il destro del 2-2.

A quel punto inizio il mio mantra “togli-Perisic-metti-JoaoMario“, ma incredibilmente Pioli non mi dà retta, mettendoci un buon quarto d’ora prima di fare il cambio: esce Kondogbia ed entra Brozovic: la differenza è che le due o tre palle che potrebbero portarci alla vittoria capitano proprio sui piedi per una volta storti di Beavis&Butthead.

Il croato fa la cosa migliore della partita dopo il fischio finale allorquando, consapevole di aver giocato la classica partitaccia, va sotto i settemila tifosi interisti a salutare e riconoscere i proprio peccati. Gran gesto da parte di un gran giocatore, primo ad accorgersi di non aver reso secondo gli standards a cui ci ha piacevolmente abituato.

Non va, direbbe Piccinini, e finiamo per pareggiare una partita che non avremmo meritato di vincere più di quanto avremmo rischiato di perdere. Non siamo per definizione una squadra fortunata, e quindi la botta di culo non arriva.

Questo vuol dire abbandonare ogni residua speranza di terzo posto, visto che -pur tralasciando Roma e Napoli- continuiamo a dimenticare la Lazio che resta a due punti di distanza da quel che a oggi è il solo ragionevole obiettivo stagionale: il quarto posto.

LE ALTRE

Se escludiamo proprio la Lazio, bloccata sullo 0-0 a Cagliari, tutte le altre ci rosicchiano due punti, compreso un Milan cinico e arcigno che supera il Genoa col minimo scarto e beneficia del tifo di tutta la stampa, prontissima a raccontare di un Diavolo che “ha messo nel mirino l’Inter e che punta decisamente all’Europa in attesa dell’imminente closing“.

Anche la Juve vince di misura a Marassi, ma quantomeno stavolta Giampaolo schiera la formazione migliore.

La Roma ci illude iniziando piano e beccando il gol di Defrel, ma poi grazie a Salah e ad una spintarella malandrina avvia la rimonta.

Il Napoli ne fa tre all’Empoli e poi si addormenta, ma porta comunque a casa i tre punti.

E’ COMPLOTTO

Interessante statistica sui rigori assegnati, pubblicata in settimana da Calcio&Finanza e messa in relazione alle palle giocate in area di rigore, tanto per fugare un altro Luogo Comune Maledetto per cui “l‘Inter riceve pochi rigori a favore perchè in area di rigore ci va poco e tira tanto da fuori area“.

Ecco, appunto. Solo quest’anno, i nostri sono quelli che in area hanno giocato più palloni (1393 prima dell’ultimo turno di Campionato), eppure hanno beneficiato di soli 4 rigori (di cui 2 incredibilmente consecutivi nelle ultime tre giornate: sabato ce n’era uno di Rossettini su Icardima di quelli che se ne vedono tanti…”): insomma, un rigore ogni 350 tocchi in area e tanta grazia che almeno quei quattro ce li hanno dati:

I cugini, tanto per tirare in ballo sempre gli stessi, sono a un rigore ogni 117, con 300 palloni in meno giocati in area, ma loro -si sa- propongono giUoco.

Ricaccerei le parole in bocca agli amici gobbi che avessero l’ardire di rispondere con l’obiezione (aritmeticamente ineccepibile) “e la Juve allora, che ne ha avuti solo 3??” ricordando che ci sono tanti e sofisticati modi per fare regali (vero Pjanic e Tagliavento?)…

Ancor più emblematica la situazione calcolata sugli ultimi 5 anni:

Niente da aggiungere, se non che un altro dei miei deliri blateranti degli utlimi anni viene confortato anche dalla fredda statistica.

Sull’ennesima, compromettente indagine che riguarda il mondo-Juve non voglio dire niente, se non armarmi di birretta e popcorn e godermi lo spettacolo. Posso solo dire che la Juve non è certo la sola società a “gestire” i propri rapporti con la Curva, ben consci i Club che poche centinaia di persone possono creare casini non da poco alla squadra.

Che però in questa storiaccia ci siano di mezzo morti e mafia, è roba da professionisti del settore, ed in effetti, visti i precedenti, chi meglio di loro?

WEST HAM

Brutta sconfitta in casa col Leicester, con il nostro portiere a combinarne peggio di Bertoldo in Francia. Pochissimi punti nelle ultime giornate, che ci lasciano ancora con un buon margine dalla zona pericolosa ma scolpiscono nella roccia la mediocrità di questa stagione. Il tanto atteso effetto stadio nuovo non si è fatto vedere, nonostante i 50.000 abbonati stagionali.

tor int 2016 2017

No cazzo il balletto no… e infatti vedi poi com’è finita?

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