OK, BREAK’S OVER

GENOA-INTER 2-0

Ben alzati, dormito bene?

No? Ah avete fatto un brutto sogno… quale?

La vostra squadra del cuore per l’ennesimo anno vi illude per poi farvi ripiombare nella crisi più nera?

Spiacenti, non è un incubo… è la realtà.

Avete presente quella barzelletta in cui il neo-defunto deve scegliere il suo posto all’inferno? No? Bene: il tapino, dopo aver visto di tutto e di più opta per quel che pare il meno peggio: restare in ammollo in un mare di merda che arriva fino al collo.

Rassegnato ma in fin dei conti sereno si mette in posizione, quand’ecco arrivare Satana in persona a dare l’ordine: “ok, pausa finita, tutti sotto!”.

Ecco, siamo messi così. I nostri da anni inanellano la serie di 10 partite ben giocate, e  danno l’impressione che questo sia finalmente “l’anno buono”. Ranieri vinse 10 partite di fila, altrettanto fece Strama, lo stesso Mazzarri ebbe la sua luna di miele, Pioli l’anno scorso sembrava cazzutissimo, per non parlar del Mancio degli 1-0 e dell’Inter campione d’inverno.

E poi, sistematicamente, il black out.

Che ti fa incazzare perchè, con l’andar degli anni, i giocatori sono cambiati, e quindi non puoi nemmeno prendertela con il Ranocchia di turno (talmente sfigato da suscitarmi tenerezza…).

Non c’è più la cricca argentina, che doveva giocare perchè comandava lo spogliatoio.

Non ci sono più gli scarsi Kuzmanovic, Taider e Belfodil.

Non ci sono più i talenti ingestibili Cassano, Coutinho e Osvaldo.

Eppure, anno dopo anno, rosa dopo rosa, allenatore dopo allenatore, il copione si ripete sempre uguale.

E quindi arrivo alla mia disamina, che sarà seguita in chiusura da un’importante precisazione.

Il vostro amatissimo Zarathustra vi segnala che l’unica costante di tutta questa masnada di stagioni buttate nel cesso è la completa assenza, o se preferite la totale imperizia, di una Società degna di questo nome. Un gruppo di tre o quattro dirigenti  capaci di gestire gli alti e bassi di una ventina di ragazzi con un conto in banca che di solito è inversamente proporzionale al quoziente di intelligenza.

La genìa dei Guarin, dei Brozo e di chi altri volete aggiungere a una lista mai troppo lunga, manca della prima qualità che un giocatore di Serie A deve avere. Ancor prima di saper palleggiare, tirare in porta, seguire le indicazioni del Mister, un cazzo di giocatore di questi livelli deve essere un professionista. Il che significa avere carattere e maturità sufficienti per non naufragare alle prime difficoltà, e saper trovare motivazioni -o in termini meno aulici almeno senso di decenza- per correr dietro agli avversari e raddrizzare una situazione che si fa sempre più imbarazzante.

Invece, l’unico risultato visibile negli ultimi due mesi e mezzo di Inter è vedere i difetti dei tuoi giocatori -già noti- esplodere all’ennesima potenza.

Handanovic non esce mai. Ma mai! Rischia il gollonzo su un cross lento a scendere, l’ideale per protendere le braccia e bloccare senza problemi.

Invece: stocazzo. Il portiere-che-vuole-fare-la-Champions si esibisce in un imbarazzante “vado-non vado” che si conclude per pura fortuna con la palla sulla traversa e poi tra le sue mani.

Chiaro che poi i tuoi difensori non siano tranquilli. Possibile, nella nuvoletta di Fantozzi nella quale viviamo, che sul successivo cross -altrettanto inoffensivo- Skriniar non si senta sicuro e decida di spazzare da buon terzinaccio ignorante. Poi, ovvio, Ranocchietta è sempre in agguato e il ginocchio beffa un Handanovic a quel punto incolpevole.

Ma non è logicamente tutta colpa del portiere. Gagliardini, per esempio, è un altro pacco irriconoscibile rispetto all’anno scorso. La lentezza, di gamba e di pensiero, è sempre più il suo marchio di fabbrica. Il sonnellino che schiaccia sul corner che porta al raddoppio di Pandev è illuminante: un girapolenta con la cispa negli occhi.

E qui arrivo al paradosso: fosse stato Brozovic a dormire così (ma anche Vecino, Borja, non parliamo di Icardi), ci sarebbero state fiaccolate e ronde di quartiere per cacciare questi extracomunitari che rubano il lavoro ai nostri ragazzi.

Invece, il giovane prodigio italico, pagato venti e passa bomboloni un anno fa, offre l’ennesima prestazione da lattugone lento e compassato, del tutto inutile in un centrocampo che -tocca dirlo- non fa nulla per compensare la giornata storta del compagno.

Morale: la cosa che personalmente mi dà più ribrezzo è proprio la mancanza di voglia di giocarcela alla morte. Cazzarola, puoi anche perderla perchè hai avuto la botta di sfiga, ma almeno per tutto il secondo tempo li metti lì nella loro area e li crepi di mazzate.

Dopo due mesi di cloaca, in qualche modo avevi trovato la vittoria contro il Bologna nell’ultimo turno. Qualsiasi mammifero col pollice opponibile avrebbe capito che c’era da attaccarsi con tutto il corpo a quella vittoria, e ripartire da lì con le buone o con le cattive.

Sono troppo signore per suggerirvi dove invece i nostri si siano attaccati…

Concludo tornando sulla considerazione fatta prima: una cazzo di Società in questi frangenti interviene, si fa sentire dapprima stimolando e poi nel caso cazziando a dovere. E invece, tutti zitti, assenti o in altre faccende affaccendati.

Manca solo che, per l’ennesimo anno, si dia la colpa all’allenatore del momento, si cambi l’ennesimo coperchio lasciando la stessa pentola. Questa sì, sarebbe la inequivocabile conferma di essere diretti da una mandria di craniolesi.

Il sospetto, tuttavia, è assai fondato anche senza il colpo d’artista finale.

Manca la chiusa finale, che supplisce alla solita sezione E’ COMPLOTTO.

Avevo detto che ci sarebbe stata un’importante precisazione.

Provo a sunteggiarla così: se un discorso del genere lo facciamo noi interisti, è un lucida e onesta autocritica. Se lo fanno gli altri… (dài che ormai avete imparato).

Ormai siamo come il genitore italiano medio: noi dei nostri figli possiamo dire tutto il male possibile, ma guai a chi ne parla male.

Pensate un po’ come stiamo messi…

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Oh Ciccio, hai rotto i coglioni, stacca ‘sto guinzaglio dal palo e esci!

2 pensieri su “OK, BREAK’S OVER

  1. È sempre la stessa storia, concordo. Quello che mi sarei aspettato sopratutto sul 2 a 0 era la grinta la voglia di recuperare è il tempo c’era. Ha ragione il mister che questa è una squadra che ha problemi psicologici. Alternano momenti di grande qualità con momenti di blackout assurdo.

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