COSA GLI VUOI DIRE?

MILAN-INTER 0-0

Di tutto e di più, ecco cosa gli direi…

Ma in realtà no, povero Icardi. Non è un fuoriclasse, quello -per l’idea che ne ho io- non lo sarà mai. E -paradossalmente- questa consapevolezza mi fa essere ancor più grato al ragazzo per i cento e passa gol che ha segnato con le strisce neroblù addosso.

Sei  un grande attaccante, non un campione stellare: sei, insomma, un essere umano, fallibile in quanto tale.

Questo il ragionamento zen che oggi -solo oggi, chè ieri me lo sarei mangiato vivo- ho maturato.

Sbagliare due gol così è roba da non credere, e la beffa si acuisce ancor di più con l’aggiunta del gol prima convalidato e poi annullato dopo consulto col VAR.

Proviamo a consolarci con la quinta partita senza gol subiti, con un’altra dimostrazione di ordine e qualità, con un Brozovic che si mantiene sugli scudi in termini di fosforo e piedino, con un Cancelo convincente ed addirittura un D’Ambrosio intelligente e duttile nell’aletrnare la fase di terzino sinistro a quella di terzo centrale di rinforzo.

Il fatto che Ringhio, Montolivo e una manciata di cugini ammettano senza particolari problemi che il punto guadagnato è d’oro ci dice due cose: la prima, banale ed intuitiva, è che mi girano i maroni a non aver vinto una partita strameritata. La seconda, che conferma la mia ossessione per quello là, è che nessuno mi toglie dalla testa che una frase del genere, sotto la precedente gestione, non sarebbe mai stata pronunciata. Ontologicamente incapaci, Silvio e il Geometra, di riconoscere i meriti altrui e le proprie difficoltà. Bravo Gattuso a dire la verità, chissà se l’avrebbe detto con CravattaGialla a tenergli la manina.

Quel che invece rimane costante è -scusate il francesismo- il buciodiculo che questi qua continuano ad avere. Handanovic fa una paratone su Bonucci al quarto d’ora del primo tempo (bravissimo a sdraiarsi in 4 decimi di secondo e smanacciare una palla che sembra va già in rete), ma dopo di ciò vive una serata di assoluta tranquillità, con le poche occasioni per lo più propiziate da nostri errori in disimpegno o su rimpalli sbilenchi che si trasformano in assist involontari.

Dirò di più: proprio perchè conscio della loro storica buona stella, ho davvero tremato nei quarti d’ora centrali di entrambi i tempi, quando i nostri forse tiravano il fiato e sostanzialmente smettevano di giocare. L’ormai intollerabile Cutrone (simula talmente tanto che l’arbitro arriva a non fischiargli l’unico intervento in cui effettivamente subisce fallo…) mi fa fermare il cuore per un paio di secondi quando rovescia in porta di giustezza ma in fuorigioco: quello è l’unico momento in cui penso “se usciamo col pari va ancora bene, ‘sti pezz… di m…. maledetti r…i in c…o fi…i di p..tt…na!”.

E invece, beffa delle beffe, Icardi arriva due volte a illuderci e a sbagliare. Sul primo degli errori devo faticare non poco a convincere il rampollo di casa che la palla non è entrata, vistane l’esultanza da curvaiolo.

L’allungo al 93’ sarebbe stato il lieto fine che appartiene ad altre storie, non alla nostra.

LE ALTRE

Sì lo so, anche all’andata avevamo vinto in extremis, e per di più su rigore, ma questa vittoria avrebbe avuto tutt’altro sapore: cugini ricacciati nella mediocrità che meritano, tre punti guadagnati su entrambe le romane, insomma roba grossa.

Dobbiamo invece limitarci alla Gegia dopo aver desiderato la Bellucci, e in tempi di magra può anche andar bene così. Il Milan rimane a -8, noi ci troviamo a +2 sulla Lazio e a -1 dalla Roma, e la Gegia tutto sommato è simpatica.

Domenica facciamo visita a un Toro in grande spolvero e con un Gallo Belotti ritrovato. I margini di errore restano minimi.

La buona sorte del Milan continua a farli guardare avanti (Lazio distante 6 punti) anzichè dietro, dove Atalanta, Fiorentina e Sampdoria sono tutte a 4 punti di distanza, stante la sconfitta casalinga dei bergamaschi con la Sampdoria: in caso di vittoria la Dea sarebbe andata a un solo punto dai cugini e il peperone avrebbe bruciato ancor di più.

Ad ogni modo: mancano 8 partite, ci giochiamo due posti Champions in tre, il nostro calendario non è peggiore di quello delle nostre due rivali. Diciamo che vorrei evitare di andarmi a giocare il passaggio in Champions all’ultima giornata all’Olimpico contro la Lazio. I precedenti non sono esattamente beneauguranti.

Sorvolo per umana pietà sulle imbarcate prese da Juve e Roma contro le due grandi di Spagna, ma non posso resistere a due precisazioni.

Buffon che frigna a fine partita è la degna dimostrazione di quanto paroloni come “onore, uomini veri, dignità” siano vacui e fini a se stessi.

C’hai quarant’anni e continui a fare il portiere alla Juve, hai vinto e guadagnato di tutto e di più, e fai il mestulino davanti alle telecamere perchè il bambino con la maglietta numero 7 ti ha purgato? Ma vai in miniera vai…

Di Francesco di contro è stato sfigato assai, un po’ per colpa degli arbitri e un po’ per sfighe dei suoi, che regalano tre dei quattro gol fatti dal Barça.

Certo, fai il figo e sminuisci il capolavoro tattico di Mourinho del 2010, ecco cosa succede!

E’ COMPLOTTO

Fatemi sfogare un po’, siate buoni e comprensivi.

Allora: chi ha l’insano vezzo di seguirmi sa che io stesso ho auspicato che il VAR intervenisse per sanare qualsiasi irregolarità che potesse essere sfuggita all’arbitro di campo, e non peccherò quindi di incoerenza o opportunismo lamentandomi per il gol annullato a Icardi per un fuorigioco di centimetri.

Li aspetto però tutti al varco, chè me lo ricordo “Vaffanculo” Rizzoli (Vaffanculo è il nomignolo con cui era solito apostrofarlo Totti) spiegare a tutti perchè fosse stato corretto non intervenire a correggere la decisione dell’arbitro di campo, che aveva convalidato il gol di Mertens in Napoli-Atalanta nonostante il belga si trovasse di pochi cm in offside.

Gli americani in questi casi dicono “to close to call”, troppo vicino per giudicare.

Ripeto: non sono d’accordo, abbiamo la tecnologia ed è quindi giusto usarla. Ingoio l’amaro calice e mi becco il gol annullato, però porca puttana adesso vi aspetto al varco!

Per il resto, ovviamente nessuno già ricorda più il fuorigioco fischiato a Icardi ben prima dell’episodio incriminato, col nostro in gioco di mezzo metro buono epperò fermato in barba al vecchio adagio “far giocare e poi al limite annullare dopo”.

Come già detto noi una sana botta di culo mai nella vita, e quindi il cross sbagliato di Perisic che si accoccola sulla traversa prima di uscire diventa solo il diciannovesimo legno stagionale, record italiano e secondo miglior piazzamento in Europa dietro il Barcellona. Ma questo, come al solito, non ve lo dirà nessuno o quasi…

Concludo dicendo che, nell’occasione del gol poi annullato e in un paio di altre occasioni a inizio ripresa, Donnarumma mi è sembrato in preoccupante difficoltà: posto che continua ad essere pompatissimo da tutti (esemplare il boato dei cronisti su un’uscita corretta ma non impossibile su cross di Perisic), non sarà che il ragazzino è un poco-poco sopravvalutato?

#ohnoGigio!

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