SANTA MARIA IMMACOLATA

INTER-CSKA 1-2

 Il titolo è dovuto al fatto che una simpatica tre giorni montana, in occasione del “Ponte della Madonna”, mi ha fatto assistere un poco distratto alle ignobili gesta dei nostri, e a prendere quindi con rassegnazione cristiana quel che pare essere diventato un inevitabile epilogo dopo 90 minuti di arte pedatoria.

Morale, tre generazioni della mia gens si sono chieste all’unisono come …zzo fosse possibile sbagliare un gol come quello spedito sulla traversa da Milito Diego Alberto al minuto 89, e se mai il suddetto sarebbe riuscito a segnare un altro gol prima di passare a miglior vita.

La mollezza della squadra era degna della partita, insignificante per un’Inter già certa del primo posto nel girone delle chiaviche; certo che un minimo di dignità questa gente poteva anche mettercela, onorando l’impegno ed evitando la quinta (quinta!) sconfitta casalinga di questa stagione. Invece, Zarate ha fatto il “solo contro tutti” per tutta la durata del match, la difesa ha giocato alle belle statuine sui gol subiti e Milito ha battuto il record di occasioni sbagliate: oltre alla traversa di cui ho detto, da segnalare nel primo tempo un assist a tre all’ora che nelle pìe intenzioni avrebbe dovuto pervenire sui piedi di Zarate, o in subordine Obi, e che avrebbe potuto passare tra portiere e stopper avversario solo approfittando di una inopinata doppia paralisi dei suddetti.

I russi invece non hanno il senso dell’umorismo o, in subordine, erano solo al primo giro di vodka: morale, la palla è finita lemme-lemme tra le  braccia del portiere.

Tentando un’analisi a consuntivo, non posso non riproporre uno dei miei leit motiv :

per quanto vecchi e usurati, il giorno in cui Zanetti e Cambiasso saranno i problemi dell’Inter, saremo stanchi di vincere in Italia e in Europa.

Non è un caso che il gol di ieri arrivi dal Cuchu, abile come al solito ad andare a rimorchio del primo tiro (Cambiasso non per niente è appassionatissimo di basket, e “va a rimbalzo” meglio di chiunque altro in Serie A); non è un caso nemmeno che il Capitano, 38 anni suonati, dopo 89 minuti parta in tromba seminando avversari per 30 metri e depositi la boccia sulla testa (di c…) di Milito con scritto “spingimi”.

C’è un solo aspetto negativo nella ennesima prestazione dei due signori in questione: se i migliori (o i meno peggio) sono loro, stiam freschi… Le invocatissime nuove leve si palesano in tutta la loro insipienza (Alvarez), inesperienza (Obi), cocciutaggine (Zarate) ed altri difetti assortiti. You name it…

Né il futuro pare essere roseo, vista la scarsa propensione (ed ancor minore talento) all’acquisto di cui ho più volte scritto e che proprio in questi giorni trova l’ennesima conferma: Tevez, inseguito per tutta l’estate da Branca & co. non si è mosso da Manchester pur essendo già allora “separato in casa” e quindi non proprio incedibile. Quattro mesi dopo, il Milan pare riuscire nell’operazione che tutti gli uomini di buona volontà e di decente buon senso avrebbero tentato in Agosto: prestito subito (più o meno oneroso) e impegno (più o meno vincolante) per acquisto l’anno prossimo.

Devo ancora capire se l’eccezione, nella gestione del mercato interista, siano le ultime sedute che ci hanno fatto svendere Eto’o e pagare a peso d’oro Alvarez, o i bei tempi andati con Cambiasso a parametro zero e Julio Cesar, Maicon e Samuel presi  con ventottomila lire. Non che la solfa cambi granché: soldi non ce n’è, voglia meno e intuito zero proprio.  Hard times, my friend…

LE ALTRE

Il Napoli fa l’impresa: non tanto andando a vincere contro un Villareal senza motivazioni, quanto per aver passato il turno nel girone di ferro della Champions, estromettendo niente meno che il City del Mancio che in Premier League sta più o meno dominando. Bravissimi gli azzurri, tanto quanto antipatici Mazzarri (un invasato nel farsi espellere) e de Laurentiis (con quell’aria da filosofo saccente che fa finta di essere il nuovo arrivato… odioso).

Il Milan pareggia la sua partita inutile dopo essere stato in vantaggio 2-0 fino a 5 dalla fine o giù di lì.

Morale: l’Inter, a dispetto di ogni merito, è prima nel suo girone e quindi può pescare bene nel sorteggio (le forti sono passate per prime o sono uscite direttamente – vedi i due Manchester): ora come ora, una qualunque delle seconde classificate sarebbe forte abbastanza per aver ragione dei nostri senza troppi problemi. La sola speranza si chiama tempo: si giocherà tra tre mesi, e la pia illusione è che ora di allora Maicon e Sneijder siano deambulanti, e Forlan si dimostri una punta migliore dei Milito, Zarate e Pazzini visti ultimamente. Se poi arrivasse un colpo a sorpresa dal mercato (ma non credo che Messi possa arrivare)…

E’ COMPLOTTO

Sono finalmente arrivate le due frasi che accompagnano ogni trattativa a strisce rossonere, e cioè: “il giocatore (in questo caso Tevez) vuole solo il Milan” ed “è disposto a ridursi l’ingaggio pur di andare al Milan”. A parte il misto di rabbia e invidia di cui ho detto prima (loro fanno adesso quel che noi avremmo dovuto fare in estate), quel che mi schifa è la prona sottomissione dei media nel vomitare periodicamente le stesse frasi riferite solo ai MeravigliUosi, il cui ufficio stampa ha evidentemente gioco facile nel far riportare la propria voce al 101% della fedeltà.

Chissà come fanno…

...gna fa...

…Gna fa…

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