SEGNI DI VITA

INTER-FIORENTINA 2-0

Il malato ha una lunga degenza davanti, ma quantomeno questa crisi è passata. Per la prossima abbiamo sempre tempo (tipo martedì a Genova), ma per qualche ora si respira. Simpatico Ser Claudio quando dice di essersi stupito nel trovare l’Inter nella colonna sinistra della classifica –per quanto provvisoriamente, visti anticipi, posticipi e recuperi- decente la prestazione dei suoi ragazzi nella serata di sabato, quando hanno ragione di una Fiorentina che alle sue amnesìe croniche somma l’assenza di Montolivo e Jovetic, a tutto vantaggio dei nostri. 

Alla lettura degli 11 in campo apprendo con blasfemo dispiacere dell’assenza di Sneijder, sbandierato come titolare per tutta la settimana precedente e invece vittima di misteriosa ricaduta che lo terrà fermo chissà quanto; tornano invece Maicon e Lucio i quali, pur non abbondando di neuroni e self control, riescono comunque ad ergersi dalla mediocrità generale e far guadagnare alla squadra quel po’ di tranquillità e spinta che mancavano.

Davanti vediamo la strana coppia Pazzini-Milito, con i baby Coutinho e Faraoni a supportarli larghi sulle fasce, Cuchu e Thiagone a coprire e ricucire in mezzo. Come detto le cose vanno benino, soprattutto se paragonate alle ultime uscite (non solo contro Udinese e CSKA, ci metto anche le vittorie sculate con Siena e Cagliari): rispetto al canovaccio dell’ultimo mese, che vedeva poche occasioni create e nel dubbio sbagliate anche in maniera tragicomica, sabato si son segnati due gol, si è tirato in porta con una certa frequenza, e si è “solo” continuata la saga degli errori (Pazzini e Muntari uber alles).

Nella chiavicherìa di questi tempi, roba da leccarsi le dita.

Il Pazzo si sblocca con un gol da rapinatore vero, bravo a sfruttare l’immobilismo dello stopper Natali e abile a uccellare il portiere con l’esterno destro che palomba lemme lemme la boccia in rete. A inizio ripresa, Yuto il nippico sfodera il pezzo forte del suo repertorio –il casino organizzato- correndo e pressando fino all’area piccola. Generosità premiata da robusta botta di culo, visto che il rinvio ad minchiam del difensore incoccia sulla coscia del nostro per il più classico dei gollonzi.

La Viola, a parte qualche fiammata di Gilardino, non fa praticamente nulla, e l’Inter quasi incredula può addirittura gestire tentando sporadicamente il colpo del 3-0, che non arriva per le sviste di cui si è detto.

Ribadisco quanto detto tante altre volte: la squadra non vale molto più di quanto fatto vedere in questa prima dozzina di giornate: è però vero che la mancanza di titolari (o supposti tali) non ci dà la controprova di cosa sarebbe successo se… Controprova che potrà arrivare -pare- a breve, col rientro di Forlan che quantomeno potrà alternarsi con i tre attaccanti al momento in rotazione (Pazzo Milito Zarate), essendo almeno sulla carta il più completo ed eclettico del gruppo. Volendo giocare a voli pindarici, vincendo le tre di campionato prima della pausa natalizia la classifica potrebbe iniziare ad assumere forme di decenza, nella speranza di un mercato di riparazione che possa essere di qualche conforto.

 Ma, come diceva il sommo: “Chi vive sperando, muore cagando!  Lo Russo, isoletta dell’Egeo che non conta un cazzo, 1941… Sono anche un autore! 

 

LE ALTRE

Ci risiamo col Rocchi Horror Picture Show. A Bologna regala un punto al Milan: il gioco gli riesce solo a metà, perché Nonna Amelia fa il paperotto dopo il 2-1 di Ibra e fa uscire un pareggio in una gara che il Bologna meritava di vincere e che il Milan ha concretamente, e pervicacemente, rischiato di vincere.

Non farò ora un elenco delle malefatte di questo figuro (unico arbitro ancora in attività ad essere stato coinvolto in Calciopoli, per quanto assolto). Ricordo solo che il soggetto è lo stesso di Inter-Milan finita in 9 e vinta 2-0, e di Inter-Napoli di quest’anno. Tornerò sull’argomento nella solita impertinente sezione a seguire.

La Juve se la vedrà contro una Roma disperata o quasi, e la cosa non credo farà dormire sonni tranquilli a Conte e al suo toupé. L’Udinese fa 7 su 7 in casa e svetta in cima alla classifica da sola, quasi troppo bella per essere vera, mentre il Napoli conferma l’andamento altalenante e la scarsa abitudine al doppio impegno Champions-campionato. Il pari di Novara è il quarto o quinto di quei pareggi che a fine anno ti fanno smozzicare porconi a denti stretti.

 

E’ COMPLOTTO

Su tutti i media troverete ripetuto con accigliata convinzione che Rocchi ha sbagliato tutto, scontentando entrambe le parti. Non è così ovviamente; di seguito la dimostrazione.

A sentire il giornalettismo imperante, il soggetto avrebbe negato due rigori al Bologna, due al Milan, che sarebbe però stato in qualche modo ricompensato in occasione del penalty fischiato su Ibra. Anche prendendo per buona questa ricostruzione, mi pare che la bilancia penda comunque dalla parte bolognese.

Vediamo però gli episodi: il vero, clamoroso, errore è il “mani” di Seedorf: da solo in area, con l’arbitro che guarda il mucchione a centro area e con i segnalinee che evidentemente guardano le rondini (eppure è Dicembre…questo tempo… non si capisce più niente…), tanto per chiarire che il fischietto di Prato non è il solo ad incappare nella giornataccia (che poi… siamo sicuri che sia stata “giornataccia”?).

Detto questo, è vero che il fallo su Aquilani è netto, non altrettanto clamoroso ma netto. Aggiungo solo che, quello sì, è avviene nel classico mucchione che si forma ad ogni calcio d’angolo. In altre parole, a parità di errore, questo pare meno clamoroso.

A inizio ripresa Yepes in qualche maniera ostacola Gimenez al momento del tiro: pare rigore, anche se il replay non chiarisce se la ciccata del bolognese sia talento suo o causata dal sex symbol colombiano.

Il rigore su Ibra è a mio parere scandaloso non tanto per il fallo in sé (in diretta mi è parso esserci, al replay invece sono molto meno sicuro) quanto per la situazione in cui matura. Dare il vantaggio sul fuorigioco di Aquilani (o Pato?) con Ibra che incombe sul portatore di palla vuol dire volersi mettere scientemente in condizioni per creare il papocchio.

Dai miei remoti e sommari studi giuridici ricordo il paragrafo dedicato all’incapacità preordinata di intendere e di volere, in cui si spiegava che il soggetto che si fosse messo volontariamente nelle condizioni di non intendere né volere (es. pigliandosi la proditoria ciucca) prima di commettere il reato e sperando appunto nella non imputabilità per detta ragione, era comunque imputabile e, se del caso, punibile.

Rocchi ha applicato lo stesso concetto al caso specifico “fai andare avanti, chissà mai che succeda il papocchio…” E infatti…

Ridicoli poi i mediaservi nel mettere nel calderone anche il fallo di mano di Morleo, colpito a zero metri da Ibra nel finale di partita. Vero che Rocchi riuscì a fischiare rigore a Lucio nel derby già ricordato per un episodio assimilabile a questo, ma insomma, Paganini non ripete. E poi la perfezione non è migliorabile.

Non stupitevi delle mie traveggole… è stata solo una giornataccia di Rocchi, che ha scontentato tutti, in egual misura.

Ah, tra due settimane arriverà un buffo signore vestito di rosso su una slitta volante trainata da renne.

  

WEST HAM

Pareggino esterno a Reading che non cambia nulla in classifica: secondi a meno tre dalla vetta e più due sugli inseguitori.

Chissà se ride perchè o per come ha segnato...

Chissà se ride perchè o per come ha segnato…

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