WAKE UP TO REALITY

ATALANTA-INTER 3-2

Il risveglio è amaro ma difficilmente evitabile. Nemmeno il più ottimista tra noi poteva sperare che la serie di vittorie, ancor di più in trasferta, continuasse sine die tra il sollazzo nostro e lo scoramento altrui. Quindi abbiamo preso tre pere in una partita che si poteva anche pareggiare e financo vincere. Non mi vergogno più di niente, quindi riconosco senza problemi che in questo stesso campionato abbiamo vinto partite giocate assai peggio di ieri (Toro, Chievo, Derby la triade della speculazione calcistica), ma proprio perché altre volte ci è andata bene, non sto qui a rimuginare per una sconfitta che, come detto, arriva dopo un periodo aureo.

Piuttosto, ci sarà da imparare da questi tre fischioni, e farne tesoro, anche. Senza Samuel e Ranocchia abbiamo ballato e non poco: comprendo le difficoltà di organico di Stramaccioni e la sua scelta di tenere il Cuchu a metacampo, per non concedere il pallino del gioco agli orobici; fatto sta che la difesa, guarnita dai soli JJ e Silvestre, ha ballato e non poco, soprattutto nell’argentino che, nei fatti e al netto di errori arbitrali, ha sulla coscienza due dei tre siluri beccati. Volendo vedere i lati positivi, la partita di ieri ci fa ancor più apprezzare la “svolta” post Siena e la conversione alla difesa a tre, che senz’altro offre una maggior protezione ad Handanovic e rimane a mio parere l’assetto tattico su cui insistere, in attesa di centrocampi migliori. Detto ciò, e quindi smentendomi a distanza di poche parole, ho trovato interessante l’affermazione di Colantuono, che ha detto di essere stato costretto a preparare 3 o 4 partite diverse, a seconda dello schieramento scelto dall’Inter. Questa “camaleonticità” dei nostri mi pare una ricchezza da sfruttare, tanto per non dare punti di riferimento agli avversari e sfruttare i pochi effetti sorpresa ancora possibili nel giuoco del pallone. Chiaro che lo scherzo viene meglio quando puoi scegliere e non quando sei obbligato a cambiare. Ma tant’è.

L’Atalanta ha giocato meglio e ha meritato di vincere, e se vogliamo fare i farmacisti e pesare sul bilancino le occasioni dei bergamaschi, il rigore assai generoso è compensato dal gol divorato da Denis nel primo tempo. Noi come detto abbiamo ballato e parecchio, anche se là davanti Palacio è stato pericoloso, supportato solo a momenti da un Cassano svagato e da un Milito con le polveri bagnate.

Le lodi di queste settimane sul trio delle meraviglie deve aver nuociuto ai nostri, se è vero come è vero che i ragazzi cercano con ottusa insistenza la triangolazione al limite dell’area, sfidando la muraglia orobica, invece che propendere per la sabongia ignorante (quanto ho goduto al pareggio di Guarin su tiro centralotto ma a voragine). Ragazzi, di Barcellona ce n’è uno e per fortuna sta lontano da qui. Noi giochiamo come siamo capaci di fare, e tiriamo, porcadiquellatroia.

La settimana vuota da impegni infrasettimanali speriamo arrivi a fagiuolo, in modo da recuperare fisico e morale in vista del Cagliari in casa, partita da vincere-e-non-ci-sono-cazzi, visti i concomitanti incroci tra Juve-Lazio-Napoli-Milan.  Aldilà della goduria immensa rappresentata dalle tre pere rifilate ai gobbi a Torino, resto tuttavia convinto che il Campionato lo si vinca sulla regolarità più che sugli scontri diretti: motivo per cui temo che la Juve non avrà grosse difficoltà a bissare lo scudetto. Noi però dobbiamo rimanere in scia, principalmente perché you never know… e poi perché arrivare secondi vorrebbe dire Champions senza passare dal via (leggasi: preliminari). Lo scontro col Napoli arriverà a Dicembre e credo che il prossimo mese darà un’idea di cosa poterci legittimamente aspettare dal girone di ritorno.

Non posso però chiudere senza aver sentenziato sui singoli: so che molti di noi se la prenderanno con Silvestre, che poco fa ho già segnalato come responsabile del 66% dei gol presi ieri sera. Però Silvestre nella difesa titolare, ad oggi, non ha mai giocato, e non è da lui che mi aspetto grandi cose (qualcosa di meglio sì, chè se intervieni a scivolone in area su uno che pesa 30 kg è ovvio che quello ce prova: hai preso la palla, sì, sei innocente ma ingenuo come un bambino dell’asilo, nido). Piuttosto è Alvarez che non voglio più vedere. Ieri è entrato con l’indolenza e la presunzione del peggior Recoba, scartandosi da solo sui primi 3 palloni toccati e colpendo gli omini delle bibite nelle due azioni seguenti. 12 milioni per ‘sto coso qui, negli stessi giorni in cui –non lo dimentico- la Roma pigliava Lamela. Poco da dire, non puoi sempre pescare il jolly quando compri giovani interessanti in prospettiva, ma dovremmo ormai aver capito che chell lì l’è no da Inter.

LE ALTRE

La Juve demolisce un Pescara  che fa quasi tenerezza, riprendendosi il +4 di 10 giorni fa ed annullando, almeno aritmeticamente, le conseguenze della nostra impresa. Il Napoli ribalta la partita nel finale contro il Genoa e si rimette in scia, ad un solo punto dai nostri. Il Milan si conferma certezza granitica perdendo una partita di rara pochezza, in cui riesce a sbagliare un rigore con Pato –credo l’abbiano impalato nello spogliatoio nell’intervallo, non potendosi più difendere nemmeno con gli ammanicamenti alle alte sfere-, a segnare con Pazzini dopo palo di tacco di Mexes, ma soprattutto a pigliare 3 gol da una Fiorentina senza Jovetic. Bella squadra la Viola, che sta anche imparando che tirare in porta non è peccato mortale e non danneggia la salute. La Lazio vince il Derby in rimonta, dopo l’ennesimo e allucinante black out di un giocatore capitolino nella stracittadina (De Rossi nell’occasione): non ho i numeri sotto mano, ma credo che negli ultimi 20 derby, le sfide finite in 11 contro 11 si contino sulle dita di un’unghia (cit. etilica tardo adolescenziale ma sempre valida); anche a Milano il derby è sentito, e molto, eppure non vedo in campo quella percentuale così alta di “vene toppate” che invece riscontro puntualmente all’ombra del Cupolone. Mistero della fede…

E’ COMPLOTTO

Pirotecnica la settimana nella quale si è cercato di fare passare la sconfitta della Juve come “salutare” per i bianconeri che si sono levati di dosso il peso del record di imbattibilità e che possono guardare al futuro con rinnovato spirito. Del resto, se gli errori arbitrali nei 90’ li avevano “psicologicamente sfavoriti”,  devo ammettere che nello sparare cazzate c’è una certa coerenza. Che ovviamente non è applicabile all’Inter, visto che già piovono titoli all’insegna del “tutto da rifare” dopo una sconfitta che chiude una striscia record di 10 vittorie in trasferta consecutive.

Lode al Mister che, pur tenendo fede alla sua promessa di non commentare gli episodi arbitrali, lascia comunque trasparire il suo disappunto quando dice “non ho commentato quelli di Torino, volete che commenti questo?”. Bravo Strama, avanti così anche sotto questo aspetto.

Volevo invece spendere un paio di righe per dare personalissimi –e in quanto tali sacrosanti- giudizi su alcune delle voci che abitualmente commentano le gesta dei nostri eroi in bragoni corti su Sky (spero sia già noto il perché non sia utente di Mediaset Premium, chè non è che siccome non sei più Presidente del Consiglio, allora ti do i soldi per la tua cazzo di pay tv…).

So che molti interisti detestano lo Zio Bergomi, accomunandolo alla suprema prostituta Aldo Serena (puttana-l’hai-fatto-per-la-grana) nel parlare male della squadra in cui tanto ha giocato e troppo poco ha vinto. A me lo Zio invece piace, pur nel suo detestabile zerbinaggio al Caressa di turno (Sì Fabio, Certo Fabio, sono d’accordo Fabio). Di calcio ne sa a pacchi, e credo che, nonostante l’amore mai sbocciato col Sig. Massimo, si violenti ogni volta per mantenere un’obiettività credibile e non mostrarsi più nerazzurro di quello che è.

Alla stessa stregua, seppur con colori inequivocabilmente diversi, apprezzo i commenti di Boban e Costacurta: il primo è tra i critici più feroci del Milan –e di tutte le squadre in generale, mi fa morire la pacatezza e l’occhio assonnato con cui dice al malcapitato di turno “Mister, stasera avete giocato malissimo e non ha funzionato niente”-. Il secondo, un po’ come lo Zio, non si nasconde dietro un dito, tentando di dissimulare la militanza ventennale nella sua squadra, ma lo fa senza mai essere fazioso, ed esibendo anche qui una competenza che –onestamente- non gli riconoscevo (da giocatore l’ho sempre odiato e considerato un miracolato, il Ringo Starr dei centrali difensivi, chè tra John Lennon Maldini e Paul McCartney Baresi la mia porca figura l’avrei fatta anch’io).

Dove invece mi inviperisco è nell’ascolto di quelli che dovrebbero essere giornalisti o opinionisti “senza pedigree”. Caressa è semplicemente insopportabile, convinto che la gente segua la partita per sentire lui e non per vedere chi vince. La sua innegabile preparazione in termini di regolamento ed aneddotica sfocia il più delle volte nella saccenza del primo della classe. Del resto, uno che ha voluto tradurre la versione della maturità dal greco in latino dice tutto di sé già a 18 anni… Sconcerti spero si presti al gioco di sostenere di volta in volta la tesi meno plausibile, perché se quello che porta avanti non è un esercizio di stile, la soluzione è una sola (T.S.O.). Accomunare anche pur alla lontana Moggi e Facchetti, ritenere la Juve penalizzata dagli episodi arbitrali a proprio favore, e trasecolare allibito allorquando qualcuno osa adombrare suddetti errori con il sospetto di una malafede è davvero troppo per essere vero. Tanto per dire l’ultimissima, prima della partita di Bergamo mi pare preconizzasse un’Inter arroccata in difesa, schierata con 8 tra difensori e mediani e con soli 3 giocatori offensivi. Ora, a parte il considerare Guarin un mediano rubapalloni, non trovate anche voi singolare che una squadra che schieri 3 punte in trasferta non venga lodata –o anche solo commentata- per questo fatto, ma venga criticata- o anche solo liquidata- con una considerazione sugli altri 8 in campo? Andando poi nel tecnico, complimenti al decano Sconcerti: l’Inter ieri sera ha perso proprio per lo scarso filtro che il centrocampo ha garantito ad una difesa già sguarnita di suo…

Morale, arrivo a preferire un commento fazioso ma intellettualmente onesto a quelle che chiamo prostitute intellettuali: Scarpini, tanto per non far nomi, non mi fa impazzire perché spesso dice quello che spera accada, non quello che accade (classico esempio dopo tiraccio dei nostri alla bandierina: “c’è una deviazione? è calcio d’angolo?” e dovendosi poi smentire da solo 5 secondi dopo), ma almeno non ha dei commenti pre-costituiti, non ha 2 o 3 copioni scritti in funzione del risultato, che fanno comunque leva sui soliti luoghi comuni triti e ritriti e peraltro spesso falsi (l’Inter cinica, l’Inter che si basa sulle individualità, il risultato non dice tutto –ma solo quando vince-…). E’ capace, lui come altri, di dire “questo era rigore” anche se il fallo l’ha commesso Samuel, oppure “ci è andata bene” se (ma quando mai?) l’arbitro sbaglia a nostro favore. Poi, è ovvio, se c’è da indignarsi per un torto subito o esultare per un gol, grida anche più degli altri, ma almeno senza togliersi le cuffie per non farsi sentire (vero Caressa?).

WEST HAM

Vittoria da vertigini nel profondo Nord, Newcastle battuto e incredibile 6° posto assicurato, più in alto dei concittadini Tottenham e Arsenal, tanto per dire… they reach the sky!

Tirare: condizione necessaria ma non sufficiente per vincere le partite. Così, tanto per ricordarlo...

Tirare: condizione necessaria ma non sufficiente per vincere le partite. Così, tanto per ricordarlo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.