NOI SIAMO I GIOVANI (E’ COMPLOTTO Remix)

Credevate di cavarvela così, eh?

Dopo aver fatto finta di essere commentatore imparziale, rivesto i comodi, consueti e consunti panni di tifoso accanito e accerchiato, e faccio notare un po’ di cosucce.

Anzitutto, è curioso che nell’analisi fatta dalla Gazzetta, ed in tutti i dibattiti successivi alla disfatta italiana al Mondiale, vengano accomunate esperienze tra loro assai diverse, come quelle dei vivai di Inter, Juve, Roma e Milan, che di simile hanno solo il budget a disposizione, (solo la Roma in Italia è oltre al 5%, le altre tutte intorno alla metà) ma di diverso (in un caso particolare radicalmente diverso) hanno i risultati ottenuti nel corso degli anni.

Il discorso del resto arriva da lontano, mica nasce oggi, chè a menar duro sui nerazzurri non si sbaglia mai. Vi rimando a questa chicca di Bauscia Café vecchia di un paio d’anni ma evidentemente sempre attuale.

Guarda caso la tabellina all’uopo in rete non l’ho trovata, e ho dovuto farla io, grazie a Wikipedia e almanacchi della FIGC, ed il risultato è questo:

Il Picasso della tabellinaecsèll

Il Picasso della tabellinaecsèll

Inter, Juve e Roma negli ultimi anni hanno avuto una continuità di risultati (Inter e Juve) e di gestione (Bruno Conti e Roberto Samaden da più di 10 anni a coordinare il lavoro dei Settore Giovanile) che i cugini si sognano, aldilà delle favolette da tifoso a-critico quali canterarossonera o delle recentissime analogie tra Milan e Nazionale tedesca suggerite dal management rossonero (Barbarella e Zio Fester) e prontamente riportate dalle solerti serve mediatiche.

No sul serio: De Jong come Schweinsteiger e Montolivo come Kroos??

E’ notevole la capacità del Milan di volersi accostare sempre alla squadra più in voga del momento, sulla base di una asserita superiorità acquisita nel tempo che li pone per definizione nell’olimpo inscalfibile del calcio mondiale.

Basta vedere l’immodestia di Sacchi che ogni settimana ci ricorda che le grandi squadre nella storia del calcio sono state l’Ajax di Cruyff, il “suo” Milan e il Barcellona di Guardiola: sua opinione, legittima quanto interessata, che è ora ripetuta come un mantra da tutta la cosiddetta stampa specializzata, in ossequio al principio per cui anche la più grande menzogna del mondo detta bene diventa verità.

Da un punto di vista commerciale la mossa del Milan è financo lodevole, a patto di non voler indagare sull’incredibile eco mediatica data a qualsiasi scureggia prodotta dal Geometra e la sua ghènga.

Data ai diversamente milanesi la meritata dose di sterco quotidiana, torno al proposito di questa noticella simpatica e puntuta come il proverbiale gatto attaccato ai genitali, e mi chiedo:

Ok che il discorso era di carattere generale;

Ok che se in Italia siam messi male non fa molta differenza tra l’essere messi “malino” e “malissimo“;

Ok che si tratta dell’Inter, quindi in fondo se ne parliamo male chissenefrega chè quelli sono simpatttici.

Però:

Buona parte degli esempi fatti in questa inchiesta, larga parte delle immagini utilizzate, avevano a che fare con l’Inter, unicamente perchè il suo settore giovanile è quello che recentemente ha ottenuto i risultati migliori in Italia ed è stato più di altri sotto i riflettori.

Una domandina facile-facile: Nessuno si chiede dove cacchio fossero gli altri?

Tanto per smontare ulteriormente il luogo comune dell’Inter che non sa crearsi i giovani in casa, faccio alcuni nomi:

balotelli interMario Balotelli

Arrivato all’Inter a 15 anni, venduto nel 2010 al Manchester City per un totale di 28 milioni;

 

APPIANO GENTILE(CO), 18-08-09 FOTO GIORGIO RAVEZZANI MEZZO BUSTO UFFICIALE Davide Santon

Arrivato all’Inter a 14 anni, venduto nel 2011 al Newcastle per 6 milioni;

 

 

destro interMattia Destro

Arrivato all’Inter a 14 anni, perso tra il 2011 e 2012 tra comproprietà e prestiti non riscattati;

 

bonucci interLeonardo Bonucci

Primavera Inter, valutato 4 milioni nell’ambito dell’operazione che nel 2009 porta dal Genoa all’Inter Thiago Motta e Diego Milito;

 

CENTRO SPORTIVO GIACINTO FACCHETTI - INTERELLO - MILANO (ITALIA) 30-09-2009 PPRIMAVERA - INTERNAZIONALE 2009/10 DONATI GIULIOGiulio Donati

Primavera Inter, venduto al Bayer Leverkusen per 3 milioni nel 2013;

 

 

caldirola inter Luca Caldirola

Fa tutta la trafila del Settore Giovanile interista, venduto al Werder Brema per 3 milioni nel 2013.

 

Due dei soggetti summenzionati sono titolari della Nazionale italiana (Balo e Bonucci), un altro è titolare nella Roma e nel giro degli azzurri (Destro), altri due (Donati e Caldirola) giocano nel Campionato la cui Nazionale ha appena vinto il Mondiale, a cui tutti guardiamo come modello di riferimento. Un altro gioca da tre anni in Premier League (Santon).

Da un punto di vista tecnico, l’unico che mi spiace non avere in rosa oggi è Bonucci, chè della coppia di centrali del Bari di Conte e Ventura -duole ammetterlo- quello forte era lui e non Ranocchia. Se però penso che la sua cessione ha contribuito all’arrivo di Milito e Thiago Motta in nerazzurro, ho di che consolarmi abbondantemente.

Tutto ciò considerato, non credo si possa dire che il problema dell’Inter è quello di non saper creare buoni giocatori in casa. Piuttosto, il problema sta nel valorizzarli in senso sportivo (portarli in prima squadra) o monetario (venderli meglio).

Per tornare a bomba sul problema, tocca ripetere quanto già detto nell’ultimo post:

La pasta è buona e cuoce bene, ma non sappiamo mai quand’è il momento giusto per scolarla.

Fatto salvo il dispiacere affettivo che si può avere per un giovane che si fa tutto il Settore Giovanile e viene venduto dopo aver solo assaggiato la prima squadra, non mi rammarico del fatto di aver perso Caldirola o Donati (con tutto il rispetto). Mi rammarico -tanto per dirne una- che con quei soldi (e altri 2 milioni di rinforzino) si sia andati a comprare Kuzmanovic.

Ecco dove si sbaglia. Rimpiangere chi è stato venduto, e che in molti casi altrove è tutt’altro che un fuoriclasse, è facile e costa poco.

Spendere bene i pochi soldi che hai in casa è invece tremendamente più difficile.

Gettando lo sguardo dal passato al futuro prossimo, i giovani ormai da Serie A che potrebbero essere “da Inter” sono Bardi, Mbaye, Duncan e Longo: dei quattro, Bardi è il più solido e, se non ci fosse Handanovic, credo sarebbe già il portiere titolare dei nostri.

Questo però non ve lo dice nessuno; e se ve lo dice, lo fa sottolineando il lato negativo (i tuoi giovani non li fai giocare) e dimenticando quello positivo (tu almeno ce li hai, gli altri…).

Ad ogni modo, questi quattro giovanotti sono i classici prospetti che beneficerebbero delle oramai fantomatiche Squadre B.

Ci sarà almeno l’occasione per parlarne in maniera costruttiva e non demagogica?

Siamo in Italia. Dubito.

 

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