BOCCA MIA TACI

FIORENTINA-INTER 3-0

Dio santo, che chiavica!

Ne pigliamo 3, potevano essere tranquillamente il doppio. Dopo 20′ siam già sotto di due. Ennesimo dubbio amletico del “con noi tutti fenomeni” o “noi sempre coglioni“. Probabilmente è questo dilemma a paralizzare le gambe di tutti i nostri, perchè è inquietante dover dire che il migliore sia D’Ambrosio.

La forma fisica è da gerontocomio, quella mentale da neurodeliri. Per la tattica, lassa perde…

Pur mancando dai gradoni di San Siro ormai da un paio d’anni, sento risuonare distintamente il mantra del mio vicino di posto negli anni ’90: “non c’è ali, non c’è schemi, non c’è un cazzo“.

Vero che il primo anello verde era (e probabilmente è ancora) abitato da una peculiare razza sub-umana capace di sfanculare settimanalmente l’allora portiere interista (Pagliuca) al grido “mandatelo a casa! datemi Vitor Baia!!“.

Vero che la stessa accozzaglia di craniolesi incolpava a prescindere il Bergomi calciatore-e-capitano anche quando non giocava.

Vero che dopo un quasi-autogol di Winter in un Inter-Lazio, la stessa accozzaglia chiosava sconsolata: “questo è quel che succede ad avere Gigi Simoni in panchina“.

Eppure, anche l’orologio rotto due volte al giorno segna l’ora giusta.

Non c’è ali.     Non c’è schemi.     Non c’è un cazzo.

As simple as that.

Se Mazzarri voleva mettermi alla prova, alla luce del mio (a questo punto azzardatissimo) endorsement di poche ore fa, devo dire che ci si è messo d’impegno! La coerenza vacilla, ma continuo a ritenere il Mister uno dei problemi e non il (facile) solo responsabile di tuttastammerda.

Anzi: se proprio devo pescare un aspetto positivo nel succitato guano calcistico, noto una costante presenza della società (Ausilio nella fattispecie) a non lasciar solo l’allenatore, come troppo spesso ho visto fare nel corso della precedente gestione.

La pausa casca a fagiuolo, si dice in questi casi: sarà… Visti i soliti esodi transoceanici della dozzina di nazionali che incredibilmente ancora popolano la nostra rosa, le due settimane saranno buone per cambiare aria, sparigliare le carte, fare quel “spegni-e-riaccendi” che è il caposaldo di ogni intervento su qualsiasi tipo di hardware. Che poi in questo periodo qualcuno degli acciaccati o mal-deambulanti possa essere oggetto di un “richiamino” fisico-atletico è più di un auspicio: Palacio è in uno stato di forma non degna della sua storia, ma sono tanti a trascinarsi per il campo.

Ma, ammesso e non concesso che Pondrelli si riveli il “mago” che dicono essere, resta l’aspetto tattico e mentale da mettere a posto. Ieri sera, difesa a tre o difesa a quattro son parse esattamente identiche nel non contrastare anche il più blando degli attacchi Viola (il gol del 3-0 è emblematico). Temo che per Mazzarri il tempo degli esperimenti sia finito, e che debba prendere decisioni definitive su uomini e modulo.

In questo momento siamo troppo scarichi per farci belli e pensare di poter cambiare modulo in corsa. Visto che il comun denominatore delle ultime uscite è “facciamo cagare”, si scelga una formazione e un modulo di riferimento, e si batta su quel chiodo finchè la lezioncina tattica non è stata mandata a memoria.

Sempre che detta lezioncina esista.

Altrimenti, metti in campo gli 11 che corrono di più e digli “fate il cazzo che volete“.

LE ALTRE

Quando la tua squadra pesta giù un partitone così, ha anche poco senso guardare in casa d’altri. Per quel che conta la classifica oggi, siamo decimi, e nelle ultime due partite abbiamo perso 6 punti sul Napoli e 4 su Milan e Fiorentina. Detto ciò, puramente a livello numerico, sono tutti ancora a “distanza di sicurezza” (e dopo 6 giornate ci mancherebbe altro!). In altre parole, non è l’aritmetica a condannarci alla bocciatura, son tutte le altre materie!

E’ COMPLOTTO 

Pur avendo cose più tragicomiche a cui pensare, non posso non dedicare qualche riga all’ennesima grande prestazione di Gianluca Rocchi, once more Rocchi Horror Picture Show. E’ ormai stantìo ripetere le considerazioni fatte tante altre volte sul soggetto in questione, perfetta metonimia del settore arbitrale italiano.

Dare quel secondo rigore, dopo aver cannato così ignobilmente il primo (che oltre ad essere fuori area non è nemmeno fallo di mano) è la palese dimostrazione di malafede del personaggio. Così come il segnalinee Preti nello splendido Juve-Inter di Novembre 2012, anche in questo caso un arbitro in buona fede sorvola sul secondo episodio dubbio, fischiando punizione dal limite.

Evidentemente la buona fede, pronamente data per scontata da tutti (“ci mancherebbe altro“, come se quel che è successo nemmeno 10 anni fa fosse roba mai esistita), si è presa un giorno di ferie.

Non entro nel merito del terzo gol che, in attesa dell’interpretazione autentica del regolamento attuativo della nuova norma sul fuorigioco, per ora dà l’ennesima dimostrazione dellìinutilità degli assistenti di porta.

Le parole del Pupone nel dopo-gara sono di una chiarezza cristallina, a dispetto dell’eloquio non esattamente accademico, ma-come dire-: non è necessario avere 4 lauree per vedere quel che è sotto gli occhi di tutti:

Ottima soprattutto la chiusa a zittire il calabrese cantilenante, che fa la finta vergine e chiede “che c’è di sbagliato nel rigore di Pogba?“.

Chiudo parlando d’altro: doveroso l’omaggio a Ibra fatto dal Corriere in occasione del suo 33° compleanno.  Grande campione Zlatanasso, alla fin fine rimpianto da tutte le squadre che l’hanno avuto a libro paga: carissimo, ma -come dire- li vale tutti.

Ciò premesso, mi piace ricordare che in Italia il ragazzo ha vinto quattro scudetti, di cui tre (di fila) con i colori nerazzurri. E’ strano che, delle immagini “italiane” della foto gallery, solo tre lo ritraggano in maglia nerazzurra, oltretutto con una delle tre a immortalarlo mentre zittisce i suoi tifosi (tra cui mio padre!) che lo fischiavano per quella che pareva esere una giornata di scarsa vena.  Tre foto in maglia nerazzurra, cinque in maglia rossonera e quattro in maglia gobba.

E’ sottile, ma è complotto.

Grande campione Zlatanasso, si diceva, forse non a caso nato tra fine Settembre ed Ottobre, periodo prolificissimo per la genìa nobile dell’arte pedatoria.

Tralasciando il sottoscritto, ecco un breve elenco di “discreti” giocatori nati in questo periodo aureo. Tra i campioni del passato: Bearzot, Bobby Charlton, Didì & Pelé,  Garrincha, Liedholm & Nordahl, Jashin, Sivori. Si passa poi al meglio degli anni ’80 con Maradona, Falcao, Paolorossi (rigorosamente tuttoattaccato), Tardelli, e si arriva più o meno ai giorni nostri con Van Basten, Ronaldo (quello vero), Ince (non rompete le balle, è il MIO fuoriclasse), Sheva, Weah, Totti, Ibra e Rooney.

Sono in buona compagnia, insomma. 😉

WEST HAM

Quantomeno si fa festa nell’East End londinese, dove gli Hammers regolano 2-0 il QPR. Siamo settimi, l’Inter decima.

Vedete voi…

Meno male che dovevano entrare in campo con "gli occhi della tigre". Miao.

Meno male che dovevano entrare in campo con “gli occhi della tigre”.
Miao.

Un pensiero su “BOCCA MIA TACI

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