DI ROMBI E ALTRE FIGUR(ACC)E GEOMETRICHE

INTER-PALERMO 3-0

Posto che parlare di normalità a proposito dei nostri amati nerazzurri è arduo, possiamo almeno dire che la partita è stata ben giocata, limitando le vaccate a livelli per noi fisiologici.

Non mi illudo di aver trovato in JJ e Ranocchietta una coppia di centrali affidabile, nè di poter rivedere a cadenza settimanale la preziosa animalanza mostrata da Guarin. In tempi di magra, mi contento della convincente prestazioncella e mi crogiuolo nella gioia ormai un po’ impolverata della vittoria.

Checchè ne dica il Mister -giustamente criticato da Boban, come vedremo- non è solo questione di mentalità e atteggiamento. Il fatto è che tre centrocampisti coprono più di due: ecco allora che Medel, Brozovic e Guarin riescono a garantire piede, gamba e testa, proteggendo l’asilo Mariuccia lì dietro e supportando Shaqiri, Palacio e Icardi in avanti.

Immagino che gli incoraggianti risultati faranno insistere il Mancio sulla strada tracciata, chè alla fine il rombo è sempre gradito a tutti noi ometti, come ci ricorda il fine pensatore dei nostri tempi:

Eeehh...

Eeehh…

Lasciando perdere lo Schoperauer del ventunesimo secolo, e tornando a parlar di pallone, assistiamo a un match che, onestamente, poco ha in comune con le ultime esibizioni dei nostri.

Ribadisco il mio appoggio alla tesi portata avanti dal Mancio, sintetizzabile con “abbiam giocato come le altre volte, oggi è andata solo meglio a livello di fortuna“. Questo è il disco che deve metter su anche per dare morale alla squadra. Detto tra noi, però, abbiam tirato in porta più contro il Palermo che nell’ultimo mese: sinceramente 3 gol, due legni e un paio di altre occasionissime non le ricordo da mesi e mesi…

Dietro, tralasciando lo psicodramma di Ranocchia in Coppa Italia, restiamo una palafitta che poggia nel fango: il Capitano e il suo fido scudiero JJ sono due buoni difensori, ma nessuno dei due ha la bravura e/o il carisma per tenere in mano tutto il reparto. Resto convinto che Vidic potrebbe e dovrebbe essere impiegato più spesso (se non sempre), nella -vana- speranza che ai due possa essere trasmessa per osmosi qualche dose di testosterone e fosforo e, se non altro, con la certezza di avere un bagaglio di esperienza che limiterebbe minchiate tipo quella vista nel secondo tempo e finalizzata inopinatamente in curva da Dybala.

Icardi lo vedo sempre più simile a Bobone Vieri, sia nelle movenze che nell’intelletto. Non ho ancora deciso se gridare “E’ COMPLOTTO” quando sento le puntute critiche alla sua scarsa partecipazione alla manovra (chè Inzaghi e Trezeguet bastava che la buttassero dentro e a tutti andava bene così…), ma è innegabile che questo qui abbia talento nel mettere in buca quasi ogni palla che si trovi a passare dalle sue parti.

Se a ciò aggiungiamo un certo interesse del suddetto per l’aspetto gossipparo ed un -forse conseguente- intelletto non raffinatissimo, ecco che le similitudini tra Maurito e il tosco-australiano si fanno evidenti.

Intendiamoci: la cosa per me è solo positiva, chè a me mi frega solo che il centravantone la butti in goal, tutto il resto è bla-bla-bla. Sarò un cuore d’oro, ma io a Bobone ci ho voluto tanto bene per i 100 e passa fischioni fatti in 6 anni, anche se non son serviti a niente, anche se poi è finito tutto a carte bollate, anche se poi è andato al Milan…

Tornando ai nostri, riusciamo addirittura a raggiungere il Milan e a fare capolino nella colonna di sinistra della classifica.

Come diceva il sommo: “squadrone, scudetto!

 

LE ALTRE

La Juve vince come prevedibile contro i cugini, e altrettanto fanno Roma e Napoli. Pari tra Samp e Sassuolo, in attesa di Lazio e Genoa impegnate stasera nel posticipo. Anche Toro e Viola portano a casa i tre punti che li fanno restare nei quartieri alti della classifica.

 

E’ COMPLOTTO

Cerco di andare con ordine, lasciando la parte più spassosa in fondo.

Parlando di strisce nerazzurre, insisto nel far notare la pervicace attenzione data alla (non) partecipazione al giUoco da parte di Icardi, tanto per chiarire che evidentemente non basta fare un gol ogni ora e mezza giocata, se la tua maglia è quella lì…

La sola cosa che mi fa desistere dallo strapparmi le vesti e gridare all’ennesimo episodio di Prostituzione Intellectuale è un frase detta da Ciro Ferrara, tra l’altro ex allenatore di Icardi: alla domanda fatta dopo un buon quarto d’ora di bombardamento nemmeno troppo chirurgico contro l’argentino e riassumibile con “ma è poi così importante che un centravanti partecipi alla manovra se ogni volta che tocca palla fa gol?“, Ciro ‘a Papà dice che una volta non sarebbe importato niente, ma nel calcio di oggi anche i numeri 9 devono lavorare per la squadra.

Ecco, io a uno che si fa tatuare sul braccio il numero sbagliato di scudetti vinti darei torto per definizione; eppure la cosa mi ha fatto pensare. Non che Superpippa o Trezeguet abbiano smesso di giocare da decenni, ma forse davvero il ruolo è cambiato. Detto questo, come direbbe il sciur Ambroeus sorseggiando un grigioverde di prima mattina, inschì aveghen di problemi!

Per la prima volta sono invece in disaccordo con Boban, che continua a considerare Medel una sorta di roito calcistico, indegno di giocare nell’Inter. Ahimé, caro Zorro, tutto va visto in prospettiva (giuro che non è una battuta contro Galliani!): degni del prestigio e del blasone dell’Inter in rosa ne abbiam proprio pochini… Se invece parliamo di questa Inter, allora a mio parere il cileno ci può stare e anche bene. Lui ritiene il paragone con Gattuso assolutamente improponibile; io continuo a sostenere che il nostro non è inferiore a Ringhio, e che casomai è il resto della mediana a non essere all’altezza dei vari Seedorf, Pirlo e Kakà. Ma di tutto ciò il colpevole non può essere il grintoso trottolino cileno.

Cosa mi tocca dire…

Avendoci girato intorno abbastanza, mi concentro ora sullo scontro tra i due mali assoluti del calcio. Per fortuna, a ‘sto giro, c’è stato dell’altro oltre alla solita stucchevole rivisitazione della “sana e sportivissima rivalità tra i due club che hanno scritto la storia degli ultimi decenni del calcio italiano“.

Oltre a notare il consueto assordante silenzio sulle malefatte combinate da queste due associazioni (a delinquere?) sportive, con coppe e scudetti arraffati come se non ci fosse un domani, questa volta assistiamo a un godibilissimo teatrino messo su da Milanello Bianco. Galliani, che mai è stato Dottore ma che così viene ossequiosamente chiamato da tutti in quel mondo fatato, con la sua geniale e provocatoria uscita, fa scaturire dubbi anche sul Diploma da Geometra, dimostrando di non conoscere l’elementare principio della prospettiva:

Esiste il "licenziamento per eccessiva figura di merda"?

Esiste il “licenziamento per eccessiva figura di merda”?

I meme in rete sono troppo spassosi perchè sia io a perculare questa esecranda figura del calcio italiano: dico solo che il succitato biasimevole figuro mi ha costretto ad essere d’accordo con la Juve e la sua puntuta replica.

Non che in settimana i diversamente milanesi si siano distinti in Fair Play e maturità. Dopo l’ennesima figuraccia del suo settore giovanile, eliminato dal girone del Torneo di Viareggio con due sconfitte nelle prime due partite, ecco Filippo Galli (tu quoque … sei una brava persona, perchè ti presti a queste sceneggiate?) ammonire il globo terraqueo del concreto rischio di non vedere più il Milan partecipare a questo Torneo, perchè (cito testulamente) …Non possiamo venire a giocare su questi terreni. Per noi che proponiamo gioco è assurdo, ma credo anche per il movimento giovanile calcistico italiano. Se vogliamo fare settore giovanile è impossibile farlo qui, dove abbiamo affrontato una squadra che giocava sulla palla lunga e basta. Se vogliamo davvero bene al nostro calcio e parlo della tutela delle squadre che devono avere quando propongono gioco…”.

In sintesi: loro non possono perdere perchè loro “propongono gioco“. Se avesse detto “giUoco” sarebbe stato perfetto.

Vittime del Sacchismo, unti dal Signore…

Corti-umili-intensi and proud of it!

 

WEST HAM

Ad Upton Park arriva il Manchester United e gli teniamo testa sfiorando il colpaccio: finisce 1-1 con pareggio loro al 92′ con tiro della disperazione. Peccato!

Oltre a non esultare dopo i gol, ecco Icardi scatenare la rissa in campo con i compagni. Spogliatoio spaccato. Crisi Inter. Dov'è la Società?

Oltre a non esultare dopo i gol, ecco Icardi scatenare la rissa in campo con i compagni.
Spogliatoio spaccato.
Crisi Inter.
Dov’è la Società?

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