AVANTI CON CAUTELA (MA SENZA RIGORE)

INTER-EMPOLI 2-0

Per fortuna i ragazzi non fanno scherzi e trascorrono 90′ di serena conduzione calcistica domenicale.

Le assenze sono note (Icardi e Perisic in avanti, Brozo e volendo Banega in mezzo), ma l’Empoli non è granchè e chi gioca abbasta. Addirittura, Eder e Kondogbia sembrano delle irediddio, il che dà la misura della giornata.

La difesa è a tre, con Medel libero vecchio stampo, meno muscoli e tutto fosforo al timone di un terzetto che vede in Miranda una solida certezza (ma con solita dormita nei 90′) e in Murillo un caso ormai patologico. Il colombiano palla al piede è davvero il calciatore più scarso che io abbia visto in anni e anni di Inter. Forse Calcaterra o Montanari erano ai suoi livelli di fondamentali, ma vedere il modo in cui stoppa di default a seguire è tutto un brivido. Fino a vent’anni fa avrebbe potuto essere un grande stopper (mena per primo che meni due volte, e poi rapido negli anticipi e esplosivo nello stacco di testa. Dalla via appena ce l’hai), ma oggi dar palla a lui contribuisce al mio incanutimento ben più di quanto Cordoba abbia fatto nel quindicennio passato (e ha fatto, fidatevi…).

Palacio su ritmi non esattmente forsennati fa splendere la sua saggezza calcistica, ancor più luminescente in una landa alquanto arida di cervelli pensanti (Joao Mario, Gagliardini… poi basta). Candreva continua a scodellare dozzine di cross a partita, sempre privilegiando la quantità alla qualità, ma è comunque un altro buon acquisto.

Morale, ha ragione Allegri a compiacersi del nostro inizio a rilento, perchè la squadra adesso gira benino e dà un senso all’idea di giocare a calcio.

Dico questo anche se la rete del vantaggio è abbastanza un gollonzo: cross dalla destra deviato, Palacio che fa la sola cosa che può essere utile in quel momento (capocciata a campanile sul secondo palo) e Eder che sfrutta la panzetta da quarantenne che già si ritrova, usandola da sponda per il gol da zero metri.

Già più di classe il raddoppio, con il Cittadino a sfoderare una Trivela per l’accorrente Candreva: destro al volo tra primo palo e portiere e partita in ghiaccio.

Prima e dopo il gol in apertura, i soliti due miracoli del portiere avversario (su bella girata di testa di Palacio e sul destro a botta sicura di Gagliardini) e il solito rigore solare non dato ai nostri. Appena prima del raddoppio, ottima uscita bassa di Handanovic a neutralizzare una bella combinazione empolese che basta ad essere ricordata in tutte le sintesi di giornata, all’insegna di “l’Inter deve ringraziare il suo portiere per i tre punti“.

Nel finale entrano i ragazzi: Gabigol prende applausi a ogni respiro e ormai la cosa “è-il-nostro-giòco-giòco” (come diceve Frengo e Stop); Pinamonti è più serio e a momenti la mette nel finale.

Bene così. Ci si rialza dopo due sconfitte amare ma che purtroppo potevano anche starci (magari non tutt’e due, però anche sì). Personalmente mi è piaciuta la sicurezza con cui è stata affrontata una partita sì facile, ma che -conoscendo la labile psiche dei nostri- avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesimo psicodramma collettivo.

LE ALTRE

Quelle davanti vincono tutte, con Roma e Napoli a mantenere una distanza confortante (o rassegnante, dipende da che parte la si guarda) sulle inseguitrici. Lazio e Milan pareggiano il posticipo del lunedì, che mi vede spettatore nel secondo tempo.

Situazione difficile la mia: mi accomodo sulla divananza coi laziali avanti 1-0, e classifica alla mano ci sarebbe da sperare almeno in un pari del Milan. Ma non ci riesco, e smadonno per le millemila occasioni buttate al vento dagli aquilotti romani. Quando Immobile si mangia il raddoppio a 5 dalla fine, bloccato da Donnarumma, la gufo da solo smadonnando a mezza voce “occazzo adesso i giornali si fanno le pippe tre giorni per questa parata del ragazzino e vedrai che col culo che hanno pareggiano“. Detto fatto: Suso in mezzo a quattro avversari trova il gran sinistro a giro che neanch’io con la palletta di spugna in camera di Pancho e il pari si materializza sotto i miei occhi.

Cambia poco per noi, domenica si va a Bologna che ha perso le ultime due partite in maniera incredibile, pronto a ricevere il giusto contrappeso dalla sorte.

E’ COMPLOTTO

Su quel mezzo uomo di Rizzoli non voglio aggiungere nulla, anche perchè l’analisi definitiva è già stata fatta magistralmente dai soliti amici de ilMalpensante.

Aggiungo solo che se si muove Nicchi alla Domenica Sportiva per tornare sull’argomento dopo una settimana, la coda di paglia di questa gente è lunga quanto la Milano-Napoli.

Segnalo solo il giornalista Sconcertante, che ancora una volta si conferma tale vaneggiando di una sudditanza massmediologica nei confronti dell’Inter.

Questa fa già abbastanza ridere così.

Dopo il già citato ruzzone a Eder regolarmente non punito, i vari media si svegliano anche quest’anno constatando il miserrimo numeri di rigori assegnati alla nostra Beneamata. Se ne accorgono in media una volta all’anno, quando la misura risulta incongruamente colma addirittura per loro. Via quindi di specchietto riassuntivo delle ultime 6 stagioni, che personalmente già negli anni precedenti avevo avuto modo di sottoporre all’occhio paziente e compassionevole dei miei 25 lettori.

In particolare il saldo, già preoccupante considerando il consuntivo dei 6 anni, diventa imbarazzante togliendo l’unico anno in cui -forse per distrazione degli arbitri, chissà…- i nostri veleggiavano sulla stessa rotta dei rivali: siamo nell’anno di Gasperini/Ranieri/Stramaccioni, 2011-2012: lì i rigori furono addirittura 11 (comunque compensati da altrettanti fischiati contro e comunque in compagnia del solito Milan con 10 penalty assegnati), a rappresentare quasi il 40% dei 29 totali avuti a favore. Questo a dire che il dato, limitando l’analisi agli ultimi 5 anni, ci vede a quota 18, poco più di tre rigori a campionato.

Se oltre che di sindrome di accerchiamento e di complottismo soffrite anche di insonnia, ecco il link che fa per noi: http://www.interfc.it/rigori.asp

Quando si dice sudditanza psicologica…

WEST HAM

Rocambolesco pari casalingo contro il WBA: partiamo male, li ripigliamo, passiamo nel finale e ci ripigliano al 94′.

Fortune’s always hiding…

int-emp-2016-2017

De Panza!

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