STAGIONE 2018/2019 (2a parte)

C’E’ LUCE IN FONDO AL TUNNEL… E’ UN TRENO?

Allora, abbiamo parlato del Mister, abbiamo dato le pagelle e gli esami di riparazione, siamo pronti a sezionare la squadrètta e capire come sta combinata per l’anno nuovo (chè lo sappiamo tutti, il vero capodanno è il primo settembre. Fine dei luoghi comuni).

PORTIERI

Same as above, come pregi e come difetti. Samirone non sarà mai il mio preferito ma continua ad essere il meglio che c’è in giro (a mio parere meglio anche del celebratissimo Allisson): certo, girano i maroni a vedere Perin accontentarsi della panchina bianconera, quando avrebbe potuto giocare titolare quasi ovunque in Italia, ma anche a quel punto non credo che avrei fatto a cambio, se non per pure questioni anagrafiche.

Handanovic e sai cosa bevi: stringiculi assortiti ad ogni cross (Belotti ringrazia…) sicurezza o quasi sui pali, la reputazione di pararigore che va un po’ rispolverata.

Paedelli e Berni son buoni per le liste UEFA, in quanto italiani e (forse) prodotti del settore giovanile.

DIFESA

Tre innesti potenzialmente titolari: De Vrji a parametro zero è quel che si definisce un colpaccio del quale andar fieri, mentre siamo stati accusati di aver falsato l’ultima di campionato… machettelodicoaffare…

Con lui Miranda giocherà meno, e Ranocchia quasi mai, ma va bene così: è un titolare, pare una garanzia e la coppia con Skriniar sembra fatta apposta per farci dormire sonni tranquilli (ragazzi non facciamo scherzi…). In più, di capoccia la mette spesso e volentieri, il che non guasta, anche se dovremo sorbirci “l’Inter che sfrutta le palle inattive e i centrali di difesa per sopperire alle carenze di giUoco”.

Sulla fascia destra è arrivato il secondo della mia lista dei preferiti. Il primo era Florenzi che può giocare dietro in mezzo e davanti, invece è arrivato Vrsaljko, vice campione del mondo e solida realtà come le case di Robbberto Carlino. D’Ambrosio fa sulla fascia quel che Miranda farà in mezzo, cioè il primo rincalzo. Finirà per giocarne parecchie in ogni caso, il ceruleo napoletano, visto che se la cava anche come terzo centrale e come terzino sinistro.

Ecco, arriviamo al mio ruolo preferito: è arrivato Asamoah, che va benissimo, ma che sappiamo non essere di durata sempiterna. Poveraccio, sono anni che non mette insieme più di 20-25 partite a stagione, e non solo per concorrenza. Finchè cammina il posto è suo, ma le cartilagini son quelle che sono. Ecco quindi la messa in piega di D’Ambrosio che va bella mostra di sè in lontananza. Anche perchè se l’alternativa è Dalbert…

Tre uomini per due maglie insomma, a meno di non inventarsi un Candreva, un Politano e un Perisic a tutta fascia. Ma non anticipiamo i temi.

CENTROCAMPO

Devo ammettere che a un certo punto ci ho davvero sperato, che arrivasse Modric e ci facesse davvero fare il salto di qualità. Le condizioni c’erano tutte, ma ancora una volta siamo stati l’eccezione che conferma la regola.

Come si dice in questi casi: ”ormai nel calcio moderno conta la volontà del giocatore”, chiaro no? Del resto era già successo con Luca Toni una dozzina di anni fa, con Della Valle a impuntarsi e dire “No a Moratti non lo do”.

Per la cronaca si dice anche che gli scudetti si vincono con la difesa migliore: indovinate chi ce l’aveva nel lontano 1997/1998? Scusate la parentesi rancorosa.

Sfumato il profilo aquilino del croato, non rimpiango il mancato arrivo di Vidal, chè di pazzerello in squadra (oltretutto nello stesso ruolo) ne abbiamo già preso uno. Il mio personale piano B era alquanto banale, e si chiamava Rafinha, ma le due grandi spagnole non si sono fatte problemi a dire di no a quella che dovrebbe ancora essere una delle tre grandi italiane.

Anzi, qualcuno ha pestato anche un discreto merdone nel farsi grosso e minacciare denunce e cagate varie, visto che proprio oggi la UEFA ha risposto a Florentino “non ci risulta”.

Ma non divaghiamo: abbiamo comunque una mediana di tutto rispetto, con il Ninja e Brozo come titolari più o meno inamovibili e gli altri a ruotare a seconda di stato di forma, avversario e mestruo dell’allenatore.

Ci è rimasto sul gobbo Joao Mario, che mi pare irrecuperabile per motivi attitudinali e assolutamente non tecnici. Per il resto Gagliardini è un onesto medianaccio ma nulla più, mentre Vecino senza pubalgia potrebbe essere una bella alternativa. Borja Valero lo vedo come il saggio metronomo che gestisce gli ultimi 20 minuti delle partite che conduci con due o tre gol di scarto, per dare fiato ai colleghi di reparto.

ATTACCO

E anche quest’anno, Icardi e Perisic vanno via l’anno prossimo, alla faccia dei gufi maledetti e degli esperti di calciominchiata che “eh, l’Inter dovrà vendere almeno uno dei suoi gioielli”.

Invece il Capitano è stabilmente al suo posto, in compagnia di tre nuovi arrivi: Politano, Keita e Lautaro Martinez, tutti (chi più chi meno) capaci di giocare in tutti i posti dell’attacco nerazzurro (punta centrale, punta esterna, trequartista).

Contando che, come detto Perisic e Candreva sono rimasti, non dovremmo soffrire di solitudine e di mancanza di alternative là davanti. Ne abbiamo avuto conferma proprio l’altro giorno, coi due argentini ai box acciaccati e Politano e Keita a supportare Perisic e il Ninja.

 

BYE BYE

Rafinha a parte, non rimpiango nessuno dei partenti, onestamente nemmeno Cancelo. Talentuoso senz’altro, altrettanto incostante e al limite dello scazzato in ampie fasi della partita, è possibile che alla Juve diventi un crack, ma in ogni caso uno come lui terzino destro è un rischio che l’Inter attuale non si può permettere.

Per il resto, ci sono Asamoah e De Vrji portati a casa a zero euro e Nainggolan ad un prezzo abbordabile, con l’ulteriore beneficio di aver sbolognato un non più presentabile Santon. Solo complimenti per Ausilio & Co. Si sono venduti tutta la Primavera? Vero, con due “però”: il primo è che per molti di quelli è prevista la cosiddetta recompra, e quindi se qualcuno di loro davvero dovesse esplodere, sarebbe ancora possibile andare a ripigliarselo a prezzo già fissato. Il secondo è un po’ triste, ma è la verità: a fronte degli ineguagliabili risultati del Settore giovanile interista degli ultimi 10-15 anni (per distacco il più vincente in Italia), sono pochissimi i veri talenti esplosi a livello di Serie A. Parliamo o di talenti sprecati (Balotelli) o di buoni giocatori (Benassi, Duncan, Bessa, forse Pinamonti). Nessuno per cui fare follie.

Quindi: ti vendi l’argenteria di domani per tenerti stretta quella di oggi. Sarà poco poetico ma è efficace.

 

MESCOLATE CON CURA E SERVITE

Se l’anno scorso Spalletti ha imparato a fare di necessità virtù, avendo 13-14 titolari effettivi da far ruotare e un solo vero modulo (4-2-3-1), quest’anno la rosa a disposizione è migliore in termini sia quantitativi che qualitativi. In queste prime uscite, accanto a risultati decisamente non trascendentali, abbiamo se non altro visto la varietà di alternative cui può attingere il Mister.

Ho provato, per puro diletto, ad ipotizzare due formazioni che siano in un certo senso agli opposti (una molto prudente, l’altra va-va-vuma). L’idea è che, come in quella cagata che era il paradosso della freccia di Zenone, tra l’una e l’altra ci siano infinite vie di mezzo, che ognuno di noi potrà immaginare a suo piacimento.

Devo concludere la citazione filosofica come merita, citando l’imprescindibile Enrico negli anni di Liceo Zucchi. Alla prof che spiegava ‘sto popò di minchiata con la cantilena sicula che solo noi possiamo ricordare, il suddetto replicava “Scusi Prof ma non è vero, vorrebbe dire che lo spazio non esiste. Vuol vedere che se tiro un ceffone al mio compagno invece lo prendo?”.

Ma torniamo a cose ben più importanti, ai nostri eroi in braghette.

Dunque, a me i disegnini son venuti così:

Questa la prima, baldanzosa:

ok Inter 18 19 4-2-3-1

 

Questa invece la seconda, saggia e temporeggiante come nemmeno Quinto Fabio Massimo (e con questo abbiamo esaurito le citazioni da Liceo Classico):

ok Inter 18 19 3-4-2-1

 

Niente male, non c’è che dire. Come già detto nel pezzo di ieri, ritengo che ci sia materiale per lasciarsi alle spalle almeno una tra Roma e Napoli (viste le ultimissime uscite direi entrambe, ma è solo una giornata…). Non vanno però dimenticate Lazio e soprattutto Milan, che a mio parere può fare meglio dell’anno scorso.

Vi lascio pensare che non gliela stia gufando.

 

MAGLIA

Considerazione per la prima più che per la seconda: se le guardassi dalla metà in su sarebbero entrambe molto belle. Strisce finalmente normali, senza volersi inventare niente di strano, basta pigiami, basta codici a barre…

Però devo concordare con la mugliera che guarda inorridita alla parte inferiore della divisa, là dove i ghirigori romboidali si fanno vieppiù evidenti, causando un certo imbarazzo anche in chi scrive.

Vedere per credere:

maglia inter 18-19 neroblu

Sulla seconda si son fatti prendere la mano, e le cornicette delle elementari le hanno fatte su tutta la maglia. Ma è la seconda e glielo si può perdonare…

maglia inter 18-19 away

 

Comunque, per finire, poche balle: siamo l’Inter. Poniamo un limite alle stronzate.

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