BENE COSI’

PALERMO-INTER 1-2

Cominciamo dalle cose serie e importanti: la miglior Inter vista in stagione a fine primo tempo era sotto 1-0 col Palermo, ma al 90’ vince 2-1 con merito. Questo per dire che non sempre giocare bene uguale vincere.

Tutto il resto viene di seguito.

Il resto parla di un Milito incainato come una belva, che più ci prova e meno segna, di un Chivu che convince sempre meno (o meglio, convince sempre di più di fare una fatica tremenda), di uno Stankovic quasi troppo bello per essere vero, e degli ennesimi misteri della gestione “medica” dei nerazzurri.

Partendo da quest’ultimo punto, apprendiamo nel dopo partita olandese di Champions che Pandev forse si è rotto i legamenti, poi che forse no, è solo un’elongazione, e infine tutti contenti nel desumere che in 15-20 giorni torna in campo. Desumere, ho scritto, perché non sia mai che dall’Inter arrivi comunicazione certa circa i tempi di recupero. E’ una cosa che a quanto so succede solo lì, chè nelle altre società ti dicono -in termini meno tecnici ma più digeribili dal popolo bue- robe del tipo “stiramento, ne avrà per 20 giorni”. Ditemi invece il senso di un comunicato del genere: “Gli esami hanno evidenziato una sofferenza del comparto mediale del ginocchio destro con lieve elongazione all’inserzione prossimale del legamento collaterale interno“.

Contemporaneamente, tra venerdì e sabato riceviamo rassicurazioni –invero non richieste- circa la presenza di Sneijder, che tutti avevamo visto uscire dal campo con le proprie gambe (oltre che, al solito, da migliore in campo). Morale, non è in campo a Palermo, e nemmeno in panca. Dovrebbe rientrare mercoledì col Bari.

Infine, se al Capitano non viene un infarto, per poco non viene a me. Appreso con incredulità del “malore” che l’ha colto a fine partita, come prima cosa il bordocampista di stanza al Barbera pensa bene di tranquillizzarci dicendo come prima cosa “possiamo rassicurare familiari e tifosi, non dovrebbe trattarsi di infarto”. Come prima notizia non è esattamente quanto di più confortante ci possa essere. La realtà racconta di una pallonata presa negli zebedei negli ultimi minuti, che quel grand’uomo incassa senza crollare a terra (“stavamo difendendo la vittoria, non potevo permettermi di stare a terra o di uscire” dirà Zanna-palle-d’acciaio). Morale, al fischio finale rientra in spogliatoio e a momenti sviene. E’ umano anche lui, anche se, portato in ospedale e per fortuna scongiurato il rischio pneumo-torace, rientra a Milano con la squadra.

Per fortuna, il casino totale della condizione medica ci regala anche sorprese positive. Stankovic, al rientro dopo un paio di settimanelle, è in condizione strepitosa, e nei 70’ in cui è in campo, gira a mille. Colpisce l’ennesima traversa della sua vita (credo abbia il record dei legni colpiti in carriera), ed entra di prepotenza nel 2-1 con un’azione che quanto a bellezza va a far compagnia alle perle dell’anno scorso,vedi l’1-0 di Motta nel derby o il 2-1 di Maicon a Udine (4-5 tocchi di prima e palla in buca, in culo alla litanìa “L’Inter-sfrutta-solo-le-qualità-dei-singoli”). Morale, il buon Deki non fa rimpiangere per nulla Sneijder e ci fa guardare con più serenità alle prossime partite, offrendo una valida alternativa anche sul piano tattico: pochi centrocampisti sono completi come lui, e questo ti permette di giocare con millemila moduli diversi. Benitez avrà di che divertirsi con tabelle e disegnini.

Partitona insomma? Se togliamo il gol subito e il primo quarto d’ora della ripresa, sì. Un ventina di tiri verso la porta del Palermo, un primo tempo che poteva finire 3 o 4 a 1 per noi. Bene così insomma.

Le note dolenti arrivano da Chivu e Milito. E se su Diego mi sono già espresso (fisicamente sta crescendo, l’intelligenza per fortuna, se ce l’hai, non la perdi, il gol arriverà, e sarà come il tappo che salta via dalla boccia di champagne), vorrei approfondire il discorso su Chivu.

Posto che nessuno (ho detto nessuno) dei presunti rigori richiesti dai siciliani era da fischiare, dietro a sinistra soffriamo da matti, e purtroppo gli avversari lo sanno. Noto con preoccupazione che, oltre alle solite alette destre piccole-veloci-sguscianti, ora facciamo fatica anche con gente fisicamente più “normale”, giusto per non fare favoritismi a nessuno. Chivu è valido, validissima alternativa sia al centro che in fascia, ma dei 4 di reparto è purtroppo l’anello debole.

Mercoledì su quella fascia se la vedrà con Alvarez del Bari, pettinatura improponibile ma velocità supersonica (che la prima sia conseguenza della seconda?): s’ha da ridere…

Solo poche righe per l’ennesima ode a Eto’o. Due gol uno più bello dell’altro e che Dio ce lo conservi così il più a lungo possibile. Finché gira così, Milito se la può anche prendere comoda (… ma non troppo!).

 

In conclusione, aggiungiamo tal Ilicic al club “primo gol in Serie A contro l’Inter” e ringraziamo Julio Cesar per non aver fatto iscrivere anche l’altro sloveno all’esordio (tal Bacinovic), grazie a intervento provvidenziale a inizio ripresa.

 

LE ALTRE

Un grande Milan (il Milan è ”grande” per definizione, un po’ come la Crisi è sempre “Inter”) strappa coi denti un pareggio in casa contro il Catania. Scherzi a parte, gli Etnei fanno un primo tempo della Madonna e si difendono con ordine nella ripresa, prendendosi un punto stra-meritato.

I cugini devono ancora ingranare, Ibra sembra ancora un pesce fuor d’acqua. Nota di merito a Superpippa, non tanto per il gol segnato sul filo del fuorigioco e nemmeno per quello sparacchiato in curva a metà primo tempo da analoga posizione, ma per il culo quadro che si fa (a 37 anni), lasciando il posto di centravanti-boa a Zlatan, che però non ne approfitta.

Secondo me il vero grande acquisto dei rossoneri è Boateng: un pazzo furioso, corre e lotta come un indemoniato e in più fa vedere due piedini mica da ridere. Se adeguatamente addomesticato può diventare un cavallone di razza.

La Juve passeggia sui resti dell’Udinese, che come al solito sputa sangue contro di noi e si piega a 90° con i gobbi, mentre la Roma col Bologna si fa raggiungere dal laziale Di Vaio dopo essere stata in vantaggio per 2-0. Periodaccio per i romani, passerà.

 

In generale, tutti a dire “siamo all’inizio, c’è tempo, ora i punti non pesano”. Vero, ma in ogni caso cominciamo a inaugurare la “cascina 2010/2011” mettendoci dentro 3 punti di vantaggio sui diversamente strisciati (Juve e Milan) e 5 punti sui giallorossi.

Sperando che il “fieno” in questione cresca con l’andar del tempo…

 

E’ COMPLOTTO

In una giornata abbastanza tranquilla, non è comunque passata inosservata la deferenza con cui viene seguito non già l’incontro di calcio giUocato dal Milan, bensì il riscaldamento dei rossoneri, manco stessero commentando la discesa dell’uomo sulla luna: “Ecco, guardate, ora Ronaldinho sta cercando di colpire il palo calciando da fuori area (cosa che fa da tre anni NdR), tra le urla dei tifosi”.

Ottima poi la risposta di Cambiasso nel pre-partita, quando gli chiedono se l’Inter abbia più voglia vincere del solito, siccome in questa stagione non ha ancora vinto in trasferta. E il Cuchu rispose: “Mah, ne abbiamo giocata una di partita in trasferta, questa è la seconda. Se dici così sembra…” e il tizio solerte “sì ma contavo anche la Champions” e lui “Ah beh, allora due…”.

Sintomatica poi la prima domanda sulla partita al Mister, dopo la miglior Inter vista in stagione: “un’Inter Eto’o-dipendente in attacco e un Milito in crisi che esce arrabbiato dopo la sostituzione”.

Voglio invece spendere -per una volta- parole di lodi e giubilo per il commento tecnico della partita. Il grande e rimpianto Gigi Di Biagio (detto “Gigino-di-testa-sul-primo-palo”, specialità della casa di un paio di lustri fa) commenta con lucidità e per una volta va oltre il risultato, dicendo che l’Inter è sì sotto a fine primo tempo, ma che ha giocato bene e gli è piaciuta, e sottolineando che lo prenderanno per matto, ma che per lui Milito ha giocato bene perché ha fatto i movimenti giusti e si è fatto trovare al posto giusto. Vero, ha sbagliato tanto, ma conoscendo il giocatore non c’è da preoccuparsi.

Ora, sono di parte due volte (interista e fan del vecchio Gigetto), ma questo è quel che vorrei sentire da un supposto commento tecnico: analisi approfondite e dettagli che il tifoso bifolco potrebbe non notare. Che il tal giocatore abbia segnato tirando di sinistro sul palo lontano lo vedono tutti.

 

WEST HAM

Primo punto in classifica, preso a Stoke-on-Trent dopo essere stati in vantaggio.

Eppur si muove, insomma…

Vince, festeggia, sviene, va all'ospedale, torna con la squadra.  E il tutto senza spettinarsi.

Vince, festeggia, sviene, va all’ospedale, torna con la squadra.
E il tutto senza spettinarsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.