INEVITABILE

ROMA-INTER 1-0

Mettiamola così: il killer instinct non fa parte di questa squadra.

Non che sia una novità, anzi: per quel che mi riguarda, quando in settimana ho appreso della sconfitta dei lupacchiotti a Brescia ho avuto quel che i cioèffèèèga* definiscono “cattive vibrazioni”. Squadra all’ultima spiaggia, che darà il tutto per tutto (loro), squadra che dovrà anzitutto esserne consapevole, e picchiare più forte tanto per non metterla sul piano dei nervi e della disperazione (noi).

Risultato? L’esatto contrario.

Come e più della partita con la Juve dell’anno scorso (vedasi il mio sagace commento di Novembre 2009 dal delicato titolo “I soliti stronzi”) ci facciamo invece esplodere il bubbone tra le mani, giocando un primo tempo di discreta intensità (altro giro altro regalo per Stankovic che ri-piglia la traversa e tira come un satanasso) e una ripresa via via sempre più ciapatina e raccogliticcia, accarezzando sempre più l’idea dello 0-0 e finendo per pigliarla in quel posto a pochi istanti dal triplice fischio finale.

Male Milito, che per di più esce per sospetto stiramento, malino Sneijder, meno bene del solito Eto’o (dei tre comunque il meno peggio, chè lui almeno al tiro ci arriva un paio di volte).

Mi resta il pensiero fisso che una partita del genere con Mourinho non l’avremmo mai persa, e forse-forse l’avremmo anche vinta.

Benitez è un buon tecnico, forse a livello tattico addirittura più preparato di Josè do Setubal (per quel che conti), ma il fuoco sacro e l’occhio della tigre a mio parere fanno molto più di una difesa alta-corta-intensa. Da sempre sono convinto che, a questi livelli, il pregio principale di un allenatore non sia quello di scegliere il modulo e nemmeno l’11 migliore da schierare in campo. A questi livelli roba del genere la do per scontata (con clamorose eccezioni, chiaro, ma gli incompetenti si annidano ovunque). Qui la differenza tra un buon tecnico e un vero leader la fa proprio la capacità di gestire, convincere e motivare i tuoi giocatori. E questo, quantomeno al momento, Rafa non ce l’ha. La Roma, a parte l’occasione di Borriello e la punizia a due in area di Totti non ha mai creato problemi (sorvolo per pietà cristiana sui neuroni di Julio Cesar nell’occasione…), e proprio quando, con l’andar del tempo, sembrava serenamente rassegnata al pareggino, a mio parere bisognava pestare giù l’affondo decisivo.

Invece “a(f)fondo” ci siamo finiti noi, complice una punizione serenamente invertita (il fallo è di Vucinic su Sneijder, non viceversa), e una dormita collettiva della difesa: Maicon si esibisce nel numero “scatto-con-l’attaccante-ma-poi-lo-mollo”, Lucio pensa “ci arrivo ci arrivo ci arrivo… non ci arrivo più”. Bello il cross di De Rossi, bellissimo il movimento e il tuffo di Vucinic.

Risultato: ennesimo moribondo rianimato e spariglione totale in classifica.

Mercoledì di Champions e domenica Juve in casa. Urgono punti e prestazioni convincenti per rimettere le cose a posto.

Urgono anche attaccanti semoventi, visto che tanto Milito quanto Pandev paiono in dubbio per mercoledì. Non vorrei dover rimpiangere Balotelli già a questo punto della stagione, ma è un fatto che, tolti i tre attaccanti titolari, non ci sono cambi all’altezza (e neanche “alla bassezza”).

 

LE ALTRE

Giornata pessima a prima vista, perché oltre a perdere lo scontro diretto con la Roma (potevano spedirli a -11 o tenerli a -8, sono risaliti a -5) vincono anche Milan e Juve. I cugini credo inizino a capire che Ibra è quel giocatore che ti trasforma 7-8 partite all’anno da 0-0 a 1-0, con gol che solo lui può fare (complice anche un portiere sotto evidenti effetti allucinogeni… non si può uscire così con due difensori attaccati all’unica punta al limite dell’area). Vero che per farlo rendere al meglio, la squadra deve giocare di fatto per lui, e il Milan non è abituato a questi concetti (la squadra prevale sul singolo, si arriva al risultato attraverso il bel giUoco, siamo una grande famiglia e cacate iperglicemiche assortite). Ma se si scrollano di dosso un po’ di queste barzellette, Ibra ti fa 20 gol all’anno come niente… Che dire, spero prevalga l’aziendalistica  linea dell’ammmore.

Sul fronte Juve, invece, non tutti i mali vengono per nuocere. Vista la reazione della Roma dopo la crisi delle scorse settimane, preferisco incontrare una Juve convinta di essere tornata grande, alla squadra con l’acqua alla gola che non può sbagliare. Ovvio, se noi giochiamo come sappiamo non c’è Cristo che tenga… ma, come avrete ormai capito, dei miei ragazzi non ho ancora imparato a fidarmi.

 

E’ COMPLOTTO

Paginetta corposa. Partiamo da un gustosissimo episodio che risale a mercoledì. Durante Lazio-Milan il bordocampista di Sky intercetta un commento di Allegri rivolto a Tassotti “stiamo giocando col culo!”. Nei commenti del dopo partita invece il Mister, ripetutamente richiesto di commenti e spiegazioni dopo il pari della Lazio, dichiara che il Milan visto gli è piaciuto.

Ora, a parte il triviale sillogismo (Il Milan gioca col culo, a Allegri il Milan è piaciuto, a Allegri piace il culo), la cosa divertente è lo zerbinaggio di Sky, che –pare- ha inviato una nota si scuse (eehh!?!?) al Milan per aver divulgato quel che era un commento tra l’allenatore e il suo secondo.

Come ho giustamente letto in rete, per una volta che fanno il loro mestiere chiedono pure scusa…

Passando ai postumi di Roma-Inter, invece, non voglio attaccarmi al fallo da cui nasce il cross dell’1-0. La Roma ha vinto la sua partita e se l’è meritata. Quel che non sopporto è inneggiare a un arbitro che non vede una cosa così palese e che subito dopo non permette all’Inter un cambio (a cui ha diritto, visto che il gioco è fermo, e che oltretutto l’arbitro non può nemmeno dire di non aver visto, dato che la punizione viene fischiata a pochi metri dalle panchine). Sono errori che ci stanno e che, ripeto, non tolgono nulla ai meriti della Roma.

Ma sono errori, questo non è un arbitraggio “impeccabile”. Poteva andar peggio? Certo, e lo temevo anche. Ma poteva fischiare fallo a noi, farci fare il cambio e probabilmente finiva 0-0. Va beh, non so perdere…

Ultimo punto: Totti esce (proprio per Vucinic tra l’altro), non dice una parola ma va diretto negli spogliatoi e non aspetta nemmeno la squadra per andarsene a casa. Ovviamente il giorno dopo è tutto chiarito, e i solerti giornalisti ci dicono che non si può neanche parlare di caso perché situazioni del genere sono già capitate e capiteranno ancora. Lui è core de Roma, è fatto così, ma Ranieri lo fa per allungargli la carriera. Volemose bbene insomma.

Parallelamente, Chivu (un agnellino di solito quanto a comportamento) sbraita contro la sua panchina chiedendo più copertura e dicendo sostanzialmente “qui copro solo io!

E’ crisi Inter: si narra di un intervallo e un dopo partita agitatissimi nello spogliatoio, addirittura di un Benitez che in settimana è stato sfanculato dalla squadra quando ha proposto ai giocatori di frequentarsi di più fuori dal campo, senza dividersi sempre per nazionalità.

Ora, a parte che come al solito vorrei sapere queste voci da dove arrivano (ufficio staaampaaa? Doveee seeeiii??), mi chiedo a) se siano vere, e b) se ad ogni sconfitta di altri top teams succeda la stessa demolizione sistematica di ogni caposaldo della squadra (il gruppo, l’autorità dell’allenatore, l’unità di intenti).

Il tutto per una partita persa al 92’.

 

WEST HAM

Grande vittoria per 1-0 contro il Tottenham! 5 punti in classifica, sempre nei bassi fondi. Ma, una volta abituati alla merda, sai quant’è buono il fango?

 

*cioèffèèga: alternativi, di solito in perpetua fattanza da canna, che ti ammorbano con discorsi sullo scambio di energia e sulle sensazioni positive e il karma dell’empatia con lo scappellamento a sinistra per 2. Il loro intercalare, con l’aggiunta di uno strascicato accento meneghino, dà il nome a questa curiosa sottospecie di animali urbani.

Chissà che alla prossima non vada dentro... Stankovic: 2 partite 2 traverse

Chissà che alla prossima non vada dentro… Stankovic: 2 partite 2 traverse

Un pensiero su “INEVITABILE

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