PUSIBIL?

SIENA-INTER 0-1

La mediocrità continua, e il buciodiculo pure. A noi la scelta se vergognarci più per la prima o il secondo…

Siena-Inter evoca dolci ricordi, distanti meno di due anni ma già remotissimi visto lo squallore ammirato ieri al Franchi: un primo tempo che pare pessimo, e che ha il solo merito di essere rivalutato a posteriori vista la ripresa raccapricciante (gol a parte) che i nostri ci propinano.

Ranieri, dovendo fare a meno dei due bravi (Maicon e Sneijder) replica il 4-1-4-1 che pare fatto apposta per far correre il meno possibile il trio-Baggina a centrocampo e a lasciare solo soletto il Pazzo là davanti. Vero che in teoria Alvarez a destra e Zarate a sinistra dovrebbero far arrivare gragnuole di cross al nostro numero 7, ma il tutto rimane confinato alle pie intenzioni. Ricardito piazza qualche cross dalla destra e di sinistro (quindi sempre andante verso il portiere…) e Pazzini fa quel che può, ma se l’obiettivo è tenere la boa fissa là davanti, non è meglio invertire i due argentini e farli crossare dal lato “giusto”?

La prima mezzora ci regala anche il solito tiro di Stankovic: esteticamente impeccabile, ma poco efficace (leggi da dizionario di Brunone Pizzul: il portiere si accartoccia e blocca in presa). Il massimo del minimo lo raggiungiamo poco dopo, quando, sugli sviluppi di un corner, la balla ballonzola nei pressi del sinistro di Samuel, salito in area per tentare la capocciata. Il ragazzo probabilmente penserà al sinistro con cui stese i toscani a San Siro in una bella e pazza serata di fine 2009 (da 3-2 a 4-3 negli ultimi minuti, con The Wall centravanti a risolvere la partita con bolide mancino a incrociare): la palla è lì davanti a lui, ancor più mancino del sottoscritto, ma invece di tentare il piattone destro sfodera quel che doveva essere un esterno sinistro. Sfiga: la palla, colpita di collo pieno, va via dritta verso la linea laterale, con l’ulteriore beffa di diventare un passaggio per i nostri che in ogni caso la perdono prestando il fianco al millesimo contropiede subito da calcio d’angolo per noi.

Per la cronaca, Brienza spara alto.

Ad ogni modo, censurato il piedone di Samuel (che rimane uno stopper formidabile e tra i meno censurabili in questa sciagurata stagione), registro il miglioramento dei ragazzi: dal perder palla su rimessa laterale, sempiterna qualità dei nerazzurri in secula seculorum, siamo passati al ben più difficile esercizio di subire contropiedi –e in qualche occasione pure gol- dalla bandierina del corner. Tirato da noi, ovviamente…

 La ripresa vede Ranieri sparigliare la squadra, abiurando l’idea dei due crossatori e inserendo Obi e Castaignos, disegnando così un 4-4-2 che nelle intenzioni dovrebbe garantire più equilibrio. Se equilibrio vuol dire non produrre niente per 44 minuti il risultato è stato pienamente raggiunto. Il loro portiere sbriga normale amministrazione, permettendosi anche la parata per i fotografi su una punizia di Motta tanto arcuata quanto lenta. Va sommessamente fatto notare che la punizia era nata per fallo su Castaignos che, invece che tirare, aveva pensato bene di tentare il dribbling in zero metri quadrati al limite dell’area, sperando forse di scartare l’intera squadra tipo Playstation.

Sarà invece proprio lui a depositare a fil di palo una bella imbeccata di Thiagone Motta all’89°, quando ormai davvero anche le più inconfessabili speranze non andavano oltre uno 0-0 senza altri infortuni. E invece arrivano tre punti di platino, che ci aiutano a scalare qualche posizione di classifica e a traguardare addirittura la colonna di sinistra…

 Chiudo riagganciandomi all’immagine iniziale. Ovviamente felicissimo per una vittoria inaspettata (e sommamente immeritata), ma mi chiedo: dove vogliamo andare conciati così?

 

LE ALTRE

Milan e soprattutto Juve vincono bene, così come l’Udinese che batte la Roma in uno dei 454 anticipi di questo turno spezzettato.

La Juve, duole dirlo, sembra la più accreditata per la vittoria finale, segno della mediocrità del campionato (bella squadretta ma vincere uno scudetto con Matri e Lichtsteiner titolari fa riflettere…). Per il resto, il Napoli sgraffigna un pareggio all’Atalanta al 94° (ecco cos’era quell’eco di bestemmie in salsa orobica che hanno turbato la mia serata musicale in Val Seriana…) ed evita almeno parzialmente l’ennesima figuraccia post Champions.

Detta fuori dai denti: recuperare altre posizioni in classifica è possibile, arrivare terzi è improbabile, per lo Scudetto non stiamo nemmeno a pensarci.

Pensiamo invece ad una strategia per tornare a essere competitivi nel giro di due o tre anni. Questo ciclo è finito ed è stato fatto finire nel modo peggiore: per auto consunzione. Si è deciso di non fare innesti graduali nelle ultime due sessioni di calciomercato, ed i risultati sono questi. In giro non c’è granchè da prendere; di soldi ce n’è pure meno, ed il rischio di andare a strapagare un calciatore “normale-ma-nulla-di-più” è forte.

Motivo in più per rammaricarsi di non aver fatto spese per tempo (potevi prendere tu Cavani e Inler due anni fa, potevi fare un tentativo per Isla dell’Udinese, potevi portarti a casa Nocerino anzichè prendere per il culo il Milan: niente fenomeni, ma gente che poteva alternarsi con i titolari di ieri e giocare titolare fisso se paragonata a quelli di oggi).

Del resto se non hai 100 milioni per comprare Fabregas e Sanchez che ti avrebbero migliorato la situazione radicalmente, adotta quel che viene definito approccio di innovazione incrementale: di giocatori non ne prendi 2 fortissimi, ne prendi 3 buoni, che se non altro ti danno il cambio ai cadaveri spaziali che ti ritrovi in squadra. Va beh ma mi devo mettere a spiegare all’Inter come si fa mercato? (Sì…)

E’ COMPLOTTO

Miracolo a Milano! Sto ovviamente parlando della sconfitta più a testa alta che sia mai esistita nel mondo del giUoco del calcio, e che ha visto i MeravigliUosi cugini protagonisti contro il Barcellona stellare (senza Iniesta e Dani Alves). Sì d’accordo, han perso, ma vuoi mettere che spettacolo, che grande Milan, che goals?

Fa niente se il Barça ne ha fatti tre e solo grazie ad Abbiati e al proprio incorreggibile narcisismo non ne ha fatti altrettanti. Poco importa che il gol di Boateng arrivi sì da un bellissimo controllo per saltare l’avversario, ma anche da un tiro “ignorante” che qualsiasi portiere degno di tale nome para restando fermo. No, il Milan ha perso però ha vinto, esce a testa alta, sente la musichetta, ha la Champions nel DNA e tutto il repertorio melenso e ritrito, courtesy of Geometra Galliani.

Continuo a ripetermi che, esattamente come sta succedendo nelle questioni politiche, un giorno guarderemo indietro e penseremo “come cazzo facevamo a berci tutte queste stronzate, prendendole sul serio e senza morir dal ridere?”. Spero solo che quel giorno arrivi presto ma, essendo in Italia, so che non arriverà mai.

WEST HAM

Terza vittoria di fila! 3-1 al Derby County e secondo posto blindato (+5 sulla terza), in attesa dell’ostico turno infrasettimanale a Middlesbrough.

So far so good!

Non ci crede neanche lui...

Non ci crede neanche lui…

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