MA ALLORA DITELO (SE NON AVETE VOGLIA…)

INTER-PALERMO 4-4

L’ennesima partita da circo vede i nostri incassare 4 gol su 5 tiri subiti.

Non mi sentirete mai mascherare un 4-4 in casa contro un Palermo derelitto in un “ma che spettacolo, girandola di gol ed emozioni”. Quelle cagate le deve dire Ranieri per evitare di ammettere davanti ai microfoni quel che io –semplice tifoso a casa- posso digrignare tra i denti: “Manica di pirla!”.

Detto ciò, in avvio lasciamo 5 corner al Palermo che non ne avrebbe nemmeno tanta voglia di stazionare dalle nostre parti, ma come dice il vecchio saggio “vedere cacare venire la voglia” e quindi al 5° tentativo tal Mantovani si trova tutto solo nell’area piccola per coronare il sogno di una vita: gol a San Siro in una fredda e nevosa notte d’inverno.

Per fortuna il Principe è tornato quello che conosciamo, e pertanto gli basta toccare palla per metterla in buca. A fine serata saranno 4 gol convalidati più altri due annullati, a dimostrare quanto sia importante per un calciatore, specie una punta, il “momento”. Miccoli non è da meno, riuscendo nell’impresa di fare due gol in fotocopia ed un terzo addirittura di testa (contrastato non a caso da Nagatiello, collega di nanitudine).

Torno solo un attimo sui gol di Milito per dire che in effetti il terzo di quelli segnati è –di poco- in fuorigioco, ma il commento della serie “nel dubbio è giusto far giocare” evidentemente si applica solo se il tizio in fuorigioco ha la maglia a strisce di colori diversi. Allo stesso tempo, quel che sarebbe stato il 5° gol del Principe è annullato per un cross di Maicon che pare –pare- aver oltrepassato la linea di fondo nel corso della sua traiettoria, ma che nessuna immagine chiarisce definitivamente.

Non essendo serata da analisi tattiche, visto il campo imbiancato (che però sembra peggio di quel che è) vorrei focalizzarmi sull’ormai irrecuperabile equilibrio mentale dei nostri giocatori, specie quelli di difesa. La partita di ieri è la miglior dimostrazione pratica al teorema “Samuel-deve-giocare-sempre”: la coppia centrale di ieri (Lucio-Ranocchia) regala un paio di gol e pasticcia sugli altri due, con Ranocchia evidentemente assente alla lezione nr 2 del difensore in cui si spiega che non fa bello rinviare di testa sui piedi del terzino libero di crossare e con Lucio che fa di tutto per non intervenire sul bomber tascabile in occasione del 4-4.

Coppia di cazzoni inverecondi, che le emorroidi vi colpiscano alla prima pausa di campionato! Maicon ovviamente non si fa pregare se c’è da assemblare cacate in serie, quindi eccolo vagare nell’ultima mezz’ora come uno zombie a cui hanno tolto la Caipirinha, regalando palle e rimesse laterali in serie, risparmiandoci almeno (sarà per il freddo?) il ghigno a commento delle sue malefatte. Julio Cesar infine vive uno di quei classici momenti in cui non appena tirano gli tocca raccogliere la palla in fondo al sacco, mettendoci di suo una vena leggermente inferiore a quella mostrata nei giorni belli. E’ il meno colpevole, in altre parole ma, vista l’assenza di miracoli e le percentuali da cecchino (one shot one kill), finisce pure lui dietro la lavagna.

A metacampo, rimasto orfano di Thiago Motta di cui dirò più avanti, fa bella mostra di sé Poli, che gioca un’ora su buoni livelli e garantisce quella corsa-e-dinamismo diventata oramai un’endiadi dal significato sconosciuto nelle lande nerazzurre.

Wesley fa il bravo scolaro diligente, mettendosi in fascia nel 4-4-2 di Ser Claudio, proprio quello schema nel quale, secondo il Mister, Sneijder non poteva essere sacrificato. Poco male in realtà perché finché resta in campo il pallone passa spesso e volentieri dai piedi stempiati ma pieni di fosforo del pifferaio olandese, che continua a non trovare il gol ma che è in evidente crescita.

Ha voglia Ranieri a dire che la squadra può dare ancora tanto, perché deve ancora inserire Forlan ed ora i nuovi centrocampisti; la mia impressione, visti anche i risultati di ieri sera, è che sarà molto difficile acciuffare il terzo posto, e che vivremo qualche buona sporadica giornata accanto a una routine di quella mediocrità vista nelle ultime uscite.

Con tanti saluti a Zanni  e all’ otimiiismooo

 

LE ALTRE

Detto che si gode sempre a vedere i cugini perdere, devo dire che stante il nostro pareggio, la loro sconfitta equivale a 2 punti persi sulla Lazio, che ora dista 3 punti da noi. Vince anche l’Udinese, che quindi si porta a +5. Dietro per fortuna il Napoli non vince, restando a distanza immutata, mentre la sconfitta della Roma la tiene a debita distanza, ma le mette al tempo stesso addosso una carogna alta 3 metri in vista della partita di sabato, di cui avrei fatto volentieri a meno.

 

CALCIOMINCHIATA

Giusto un accenno alla finestra di mercato di casa Inter, per commentare partenze e arrivi, ma soprattutto modalità degli stessi. Cara Inter, io non voglio sindacare l’addio di Thiago Motta in sé (o meglio, lo voglio fare ma tra poco); quel che voglio far notare è che non è furbo né salubre esporre il tuo allenatore a sparate del tipo “deve restare, non c’è un altro come lui, ho parlato con la Società e mi aspetto che resti con noi” e poi farlo sbugiardare dai giornalisti che gli domandano il perché sia convocato per la partita quando tutti sanno che ha già firmato. Che il trasferimento si sarebbe deciso nelle ultime ore di mercato era chiaro a tutti. E allora per Dio: chiami il Mister, lo informi della cosa, e un cazzo di ufficio comunicazione dice “Mister, la linea da tenere è questa : lei si augura che rimanga, è un giocatore importante, ma ha ben presente le esigenze del Club e se si arriverà a una cessione vorrà dire che i pro saranno stati maggiori dei contro”. As simple as that. Troppo facile? Evidentemente sì…

Entrando nel merito, è vero tutto quel che si dice, e cioè che lui voleva andar via, e tenere un giocatore poco convinto non giova a nessuno. Come al solito, quel che non mi garba è far passare i 10 o 11 milioni come la classica offerta che non si può rifiutare. L’Inter ha bisogno di soldi, questo lo sanno anche gli sceicchi e i petrolieri russi. Quindi Eto’o e Motta sono stati comprati a prezzi di tutto favore per i compratori, e fatte passare come vagonate di soldi che sistemano tutti i problemi del mondo Inter.

Almeno tra di noi, ‘ste cose diciamocele…

Sui nuovi acquisti, sappiamo quel che può dare Palombo (che, once more, per tanto così avrei portato a casa già a giugno dell’anno scorso), mentre confesso la mia ignoranza su Guarin: il fatto che lo stesse seguendo anche la Juve non mi tranquillizza di per sé. Tanto per ambientarsi subito al clima da nosocomio, è arrivato già rotto, perciò ci vorranno 20 giorni (quindi un mese) per vederlo in campo. Se fosse buono abbiamo tutto sommato fatto uno scambio alla pari tra lui e Motta, con il colombiano di 5 anni più giovane. Stiamo a vedere…

 

E’ COMPLOTTO

E qui parliamo di Milan e di come i giornalisti abbiano cercato e sperato di mantenere spiragli aperti all’arrivo di Tevez quando anche il più talebano dei rossoneri avrebbe dovuto capire che, almeno a ‘sto giro, non c’era trippa per gatti. Ribadisco anche come la nostra stampa voglia far fare la figura dei cattivi e dei traffichini a Mansur & Co. che hanno l’ottusa e insensata pretesa di farsi pagare un loro giocatore, e non Galliani e soci, che hanno tentato fino all’ultimo di giocare sporco facendo leva sull’accordo col giocatore per farselo sostanzialmente regalare. Ma tornerei a discorsi riassumibili nella frase “stampa cane da guardia del potere” che ormai sono triti e ritriri. L’ultima puntata? Il Geometra si traveste da Col. Bernacca e decide -ieri- che domenica sera a San Siro ci sarà una tempesta di neve ed è già garantito che non si potrà giocare: chiede quindi alla Lega di spostare la partita a data da destinarsi. Ora, aldilà dell’irritualità della richiesta –ma sappiamo che il Milan ha un certo talento ad apparecchiarsi il calendario ad uso e consumo esclusivo delle proprie esigenze- e senza voler azzardare pronostici sulla riuscita del golpe (che secondo me andrà a segno), noto come nessuno abbia alzato un dito né detto una parola sul fatto che un –se non IL- Dirigente del nostro calcio si arroghi il diritto di decidere che non è opportuno giocare in determinate condizioni, quando proprio le stesse condizioni non impedivano nelle medesime ore di far giocare una partita sullo stesso terreno, che gli stessi giocatori hanno definito meno peggio di tante altre volte.

Che strano eh?

Che dobbiamo fare? consoliamoci col Principe...

Che dobbiamo fare? consoliamoci col Principe…

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