NON DIRE GATTO…

CHIEVO-INTER 0-1

Avanti così che vai bene…

Un bigino del buon conoscitore di calcio direbbe che è fondamentale far punti quando non giochi bene, ancor più se il non giocar bene dipende da scarso affiatamento tra i giocatori in campo.

Ecco perchè saluto con convinto gaudio i tre punti presi a Verona e messi in saccoccia.

Riusciamo addirittura nell’impresa -che a memoria non ha precedenti- di segnare sugli immediati sviluppi di una rimessa laterale, nella quale assistiamo ad un sapiente velo di Jovetic che manda in bambola mezza difesa clivense, con il nostro bomber-in-crisi che ringrazia e segna dopo dribbling sulle punte.

Non arrivo a dire che la partita sia tutta qui, ma di certo non c’è molto altro da raccontare.

Medel è ancora un solido perno della nostra difesa, e dall’alto del suo 1.70 -tanto ufficiale quanto generoso- sbroglia più di un troiaio nell’area nerazzurra, da cui deve uscire Murillo per un muscolo ballerino, rimpiazzato da Ranocchia.

A centrocampo Guarin torna a essere my favorite mistake per il poco che combina, mentre Kondogbia mi è parso aumentare il minutaggio di “cose buone“, pur potendo e dovendo far meglio.

Faccio fatica a parlare di Felipe Melo perchè, oltre a menare come un fabbro ferraio, mettendo paura a chiunque passi dalle sue parti, sta dando un buon contributo in fase di gestione, se non proprio di proposizione. Contrariamente a Medel, non sarà mai un mio idolo, pur amando io la tipologia di giocatore: troppo forte il suo passato juventino, per quanto il ragazzo faccia di tutto per scrollarselo di dosso.

Là davanti, Jovetic e Perisic fanno benino, con il Montenegrino ad ispirare il vantaggio nella guisa di cui s’è detto ed il serbo a farmi sollevare dal divano nel corso della progressione palla al piede di 60 metri e farmi prontamente ricrollare a peso morto dopo la fetecchia di sinistro bloccata dal loro terzino, con Icardi solo-soletto ad aspettare la boccia a centro area.

Palacio dà il cambio a Jojo e fa vedere a tutti cosa voglia dire avere intelligenza calcistica: il primo pallone che tocca è il miglior cross della partita, mentre la mezza dozzina di falli conquistati in venti minuti fa capire quanto possa essere utile nella stagione, anche senza partire da titolare.

LE ALTRE

Vincono sostanzialmente tutte, tranne le romane. Tra Napoli e Lazio per noi era meglio un pari, ma la cinquina rifilata da Sarri a Pioli se non altro allontana gli aquilotti dalla vetta, mantenendo i campani a un rassicurante -per ora- meno 7.

Decisamente meno prevedibile, ma comunque graditissimo, il pareggio interno della Roma col Sassuolo. Di Francesco con loro fa sempre un partitone, e inizialmente ha pure da recriminare visto il pari di Totti in palese fuorigioco. Tuttavia all’ultimo minuto uno dei suoi butta per terra in area un romanista a mezzo metro dall’arbitro di porta, e nulla mi toglie dalla testa che questo secondo errore sia stato a compensazione del primo.

La Juve vince con un autogol fantozziano, un rigore dubbio e l’uomo in più per quasi un’ora, ma non stiamo a sottilizzare. Stupisce invece non vedere il Milan in testa al posto nostro, vista la marea di miele e applausi riversata su Sinisa e compagnia (vedi infra…).

La Fiorentina zitta zitta si porta a 9 punti battendo il Carpi, subito dietro uno splendido Toro, che col 2-0 alla Samp è secondo da solo.

E’ COMPLOTTO

Allora, c’è un po’ di roba per entrambe le sponde del Naviglio.

E’ giusto dire che non stiamo giocando bene e che vincere le prime quattro non è garanzia di nulla. Siamo tutti d’accordo e sono il primo a ricordarlo (anche a me stesso).

Però fa sorridere la pervicacia con cui si elencano i precedenti e si segnala come questi non abbiano mai portato alla vittoria finale, oppure come si definisca in crisi un giocatore che semplicemente ha segnato il suo primo gol di fatto alla seconda partita giocata (terza se si considerano i 10 minuti contro l’Atalanta):

“Si sblocca”
…avrà mangiato il confetto Falqui…

Inevitabile poi il rifereimento al “cinismo”, alle mazzate di Melo e Medel, soliti finti complimenti in luogo delle manovre ariose e del bel giUoco solitamente riservate ai colleghi di strisce verticali.

Personalmente, torno a quel che dicevo all’inizio: essendo ormai arcinoto il “m’importa sega” dell’estetica applicata al calcio, mi godo quattro vittorie che potevano tranquillamente essere quattro pareggi.

Rifuggo anche dal paragone -questo sì apparentemente sincero, forse perchè fatto da raro caso di giornalista onesto e appassionato, alias Paolo Condò- con la prima Juve di Conte.

Con certe squadre meglio non aver nulla in comune, soprattutto se il paragone bello-bello ce l’abbiamo in casa. Il Mancio inorridirà per l’accostamento, ma queste vittorie mi ricordano i bellissimi 1-0 con col di Serena nell’anno di grazia 1988-1989.

Tralasciando gli anni di Herrera, lì è nato lo splendido riferimento all’Inter cinica che tanto mi fa sorridere e godere ogni volta che lo sento ripetere.

E allora, come giustamente ricordato dallo Zio Bergomi in una piacevole novità del palinsesto serale della Domenica (“Sky Calcio Club“, talmente bello che anche Caressa e Mauro sembrano simpatici): “anche noi nell’88 le prime le abbiamo vinte così. Poi, coi risultati, è arrivato anche il gioco“.

Ecco però, altrettanto doverosa, la citazione forse più famosa tratta dal vocabolario del Trap:

“Non dir gatto se non l’hai nel sacco”

(da me parafrasata in un più prosaico “Non dir mulo…“)

Testa bassa e pedalare, quindi, chè mercoledì arriva il Verona e domenica la Fiorentina.

Accennavo poc’anzi allo stupore di non trovare i cugini al nostro stesso livello, o magari addirittura con un paio di punti in più, generosamente offerti dalla Lega per premiare l’Ammore.

La nuova agiografia di Balotelli era quanto di più prevedibile potesse esserci su questa terra (e difatti l’avevo previsto!).

Scontate le prime pagine del principale quotidiano sportivo, che ci aiuta a capire che il ragazzo è maturato mettendolo in correlazione con l’acconciatura (l’inciso “all’ingresso in campo, aveva la cresta spalmata in testa e non sparata in aria” è da Pulitzer!).

Già più preoccupante il discorso quando la prima pagina è del principale quotidiano-e-basta nazionale:

Tutta colpa dell'Inter... povero ragazzo

Tutta colpa dell’Inter… povero ragazzo!

Infine, per pura voglia di rompere i coglioni, curioso che si voglia paragonare Balotelli e Icardi, definendoli entrambi bad boys (uno si è preso in casa i tre figli della moglie, l’altro ha riconosciuto la sua solo un anno dopo dalla nascita), commentando però in maniera appena diversa le recenti sfighe automobilistiche.

A Mario viene ritirata la patente per l’ennesima volta ma va tutto bene, e il Milan lo perdona perchè andava a100 all’ora ma “non se n’era accorto“.

Icardi invece, da bravo somaro, parcheggia nel posto dei disabili e viene sacrosantamente multato dai ghisa. Il commento è “ci ricasca” detto con un tono saccente da primo della classe.

Infine, stomachevole ma ormai cronico l’asservimento al potere mediatico rossonero. E’ onestamente difficile non perculare uscite quali “rimaniamo a San Siro, la nostra è una scelta di cuore” quando anche i tombini sanno che il Milan non ne aveva manco per le palle di pagare tutti gli oneri di bonifica del Portello.

Tutti pronti al ctrl+C ctrl+V e tutti sull’attenti, e che a nessuno venga in mente di ridere…

Silvio si dimostra poi cintura nera di “la volpe e l’uva” quando ci fa sapere che Kondogbia non valeva 35 milioni (che infatti erano quelli offerti dal Milan, mentre l’Inter l’ha pagato 5 milioni in meno…) e soprattutto quando ci spiega che in buona sostanza “Ibra al Milan ci voleva proprio venire , ma siamo stati noi a preferire Balotelli che è più giovane“.

Tutti pronti al ctrl+C ctrl+V e tutti sull’attenti, e che a nessuno venga in mente di ridere…

WEST HAM

I Martelli sono terzi in classifica dopo un epico 1-2 in casa del City.

Vedo il secondo tempo che è un assedio di Yaya Touré e compagni alla nostra porta, con i nostri a difendere dapprima ordinati e sempre più disperati.

Non so come ma la portiamo a casa, terzo sifulotto in trasferta dopo Arsenal e Liverpool. Fateci giocare solo contro le grandi, chè con le altre non ci vien bene!

Uno tiro uno gol. Come i migliori

Uno tiro uno gol.
Come i migliori

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