METONIMIA (O SINEDDOCHE)

INTER-EMPOLI 2-1

Faccio il figo citando la sofisticata figura retorica altresì nota come “una parte per il tutto” e contemporaneamente denunciando un “complotto latinista”, visto che per anni fior fior di professionisti hanno cercato invano di spiegarmi la differenza tra i due termini in questione.

Dài, ammettetelo, sono la stessa cosa!

Comunque, per tornare a cose infinitamente più serie, l’Inter gioca l’ultima partita davanti al proprio pubblico mostrando tutto il meglio e il peggio offerto in stagione (ecco la famosa parte per il tutto).

Siamo una consolidata e simpatica mandria di craniolesi, che alterna buone giocate a mezz’ore di amnesìa totale, capaci di pigliare schiaffoni da chiunque ed episodicamente in grado di dar fastidio a squadre oggettivamente più forti di noi (Juve all’andata e in Coppa Italia, Roma all’andata, Napoli al ritorno).

Nihil sub sole novi (e con questo ho esaurito la mia cultura da liceo classico): toccherà attendere fiduciosi il mercato estivo, alla ricerca di quei “due o tre nomi di esperienza che facciano fare il salto di qualità a questa squadra” (questo il tormentone estivo da superclassifica).

Poco da dire sulla partita, se non che i due gol (Icardi e Perisic) arrivano da altrettante palle perse dalla mediana empolese che consente ai nostri di ripartire in velocità e -nel caso del secondo gol- di approfittare ulteriormente dell’errore del portiere.

Da buoni padroni di casa, restituiamo cortesi il primo favore giocherellando col pallone a centrocampo (vero Jojo dei miei coglioni?) e andando a contrastare i loro attaccanti con la consistenza poco meno che granitica di un budino (vero JJ, che hai anche il coraggio di fare faccia brutta al Mancio che ti sfancula?).

Avendo già vissuto tante volte la situazione in cui i nostri -in vantaggio- sostanzialmente smettono di giocare, arrivo quasi ad auspicare il ceffone avversario il prima possibile, dimodochè i nostri si sveglino dal coma e ri-inizino a giocare.

Detto fatto: pochi minuti dopo il pari di Pucciarelli, ecco il già ricordato secondo errore empolese in impostazione, la conseguente giocata di Icardi per Jovetic conclusa con un bolide a quasi 30 km/h (…cci tua!), la saponetta del loro portiere e il puntuale tap-in di Perisic.

Non c’è dubbio che, tra la cariolata di slavi presi in estate, il fratello di Beavis&Butthead sia stato il migliore, insieme a Brozovic.

Bocciati (o quantomeno rimandati a settembre con 3 materie di cui due col 4) gli amichetti Jovetic e Ljajic, tecnicamente sublimi ma troppo scostanti per vestire la stessa maglia.

Squadre ben più solide di noi potrebbero permettesi il lusso di averne uno, da mettere dentro nelle giornate di luna buona, inframmezzate da lunghe settimane di panchina; se invece, come nel nostro caso, sono loro a dover trascinare i compagni, ciaone proprio…

Nel finale, già perso Icardi per stiramento (l’assenza dall’Europa quantomeno quest’anno ha visto la soglia infortunati su livelli decisamente accettabili), prima Hndanovic e poi Perisic decidono di guadagnarsi il giallo per poter iniziare le vacanze una settimana prima e risparmiarsi la trasferta col Sassuolo che chiuderà le danze.

Se ci fosse un po’ più di attaccamento alla maglia, e di conseguente odio calcistico per i cugini, se in altre parole al posto di Samir e Ivan ci fossero stati Walter (Z.) e Nicolino (B.) avrei sorriso sotto i baffi, intravedendo nel loro gesto la furbata di arrivare a Reggio Emilia dovendo schierare una squadra indebolita dalle assenze e come tale giustificata in caso -assai probabile- di sconfitta.

Ma non è questo lo scenario, anzi: ho il fondato sospetto che col Sassuolo che si gioca il sesto posto, e che scenderà in campo col coltello tra i denti, i nostri perderebbero anche a pieno organico.

Felice, nel caso, di essere smentito.

LE ALTRE

E il Sassuolo la partita della vita se la giocherà per soffiare l’ultimo passaggio ponte per l’Europa al Milan, vittorioso a Bologna grazie a tre botte di culo, per quanto tutte legittime: i rossoblù restano in 10 dopo nemmeno un quarto d’ora, il Milan guadagna un rigore e il pareggio bolognese al 90′ è in fuorigioco.

I cugini ospiteranno la Roma, vittoriosa così come il Napoli, al quale però non basterebbe un pari all’ultima giornata, stanti gli scontri diretti a favore dei lupacchiotti. Ecco che Pupone e compagnia se la giocheranno eccome, sperando in un passo falso di Sarri & Co.

Nel frattempo la Juve si offre vittima sacrificale del Verona già retroesso, concedendo il giusto commiato all’anguillone Toni che cala il cucchiaio su rigore e porta i suoi alla vittoria.

Higuain in Toro-Napoli segna il 33° gol della stagione, eguagliando Angelillo.

La Fiorentina non sa ufficialmente più vincere, impattando 0-0 contro il Palermo.

E’ COMPLOTTO

Essendo il campionato sostanzialmente terminato, i nostri intrepidi scrivani di corte riprendono i discorsi dovuti interrompere per seguire le italiche vicende calcistiche e riesumando la lista dei sicuri partenti da Appiano Gentile.

Detto di un Handanovic non esattamente irreprensibile nel far notare che “come ogni anno mi mancherà non fare la Champions League“, ecco che improvvisamente il Mancio, non potendo più essere collocato su una prestigiosa panchina europea, viene descritto come futuro baby pensionato, e desideroso di un anno di stop.

Tutto pur di non rimanere all’Inter, insomma.

Ma la più bella arriva da Repubblica: come altri quotidiani ci informa di un certo rallentamento nella trattativa tra Suning e l’Inter per l’acquisto della quota di minoranza: schermaglie inevitabili, vista la prevedibile complessità della fase di due diligence e conseguente valutazione delle quote da comprare.

C’è però modo e modo di dare una notizia, e qui i nostri danno il meglio.

Continuare ad insistere nel voler descrivere una trattativa volta alla cessione della maggioranza del Club (smentita da tutti in tutti i modi possibili) è mala-informazione. Altrettanto è scrivere assurdità quali:

Thohir non vuole cedere il suo pacchetto di maggioranza, pari al 70 per cento del capitale, per meno di 200 milioni (tenendo conto che 108 milioni sono stati prestati dallo stesso Thohir all’Inter). Una cifra considerata dai consulenti di Suning persino esagerata: il gruppo cinese non sarebbe disposto ad andare oltre gli 80-100 milioni.

Tre robe al volo: 1) come già detto, Thohir non sa più in che lingua dire che la cessione sarà eventualmente di una minoranza del Club; 2) a chi si fa la pur legittima domanda “che cacchio ci viene a fare un cinese all’Inter per cacciare soldi senza contare niente?” evidentemente non interessa la storia della sinergia tra calcio italiano e calcio cinese, nè il mondo nerazzurro come gancio per il possibile approdo di Suning nel mercato europeo degli elettrodomestici. 3) infine, la sapiente manipolazione dei numeri è degna del miglior napoletano col gioco delle tre carte (mi scuseranno gli amici partenopei): là dove tutti parlavano di 70-80 milioni per una quota del 20% di azioni, adesso Repubblica fa sim-sala-bim e dice che no, gli 80 milioni Suning li spende solo se può comprare la maggioranza dell’Inter.

Così come Thohir, nemmeno io so più come dirlo: abbiamo già abbastanza problemi reali, che bisogno c’è di inventare cagate di sana pianta e far fare all’Inter la figura dei dilettanti allo sbaraglio?

Tanto per non far nomi, e ragionando da tifoso rancoroso, dall’altra parte del Naviglio c’è un pregiudicato che per un anno e più ha preso tutti per il culo con la valutazione del suo Club da 1 miliardo di euro talmente inventata da diventare credibile e svanita nel nulla nel silenzio assordante della stampa.

Mister Bee? Never heard of him

Tanto poi Silvio fa il video dell’Ammore e tranquillizza i tifosi dicendo che preferirebbe vendere a soci italiani, tirando fuori nuovamente la sua foto tarocca in maglia rossonera e attingendo a piene mani alla poetica stantìa del bel giUoco, della tradizionie, dello stile-Milan.

Con tanto di saluto romano alla fine.

Però lì tutti chini a dire di sì (anzi, gli unici a incazzarsi son proprio i tifosi del Milan, stanchi di esser presi in giro), tutti a fare ctrl+C crtl+V, chè tanto a menar duro abbiamo già dato con la Pazza Inter.

WEST HAM

Forse sono io che faccio male alle squadre che tifo: il mio amato West Ham, in una delle ultime sfide casalinghe, si traveste da Pazza Inter e prende quattro pere dallo Swansea di quell’intollerabile pretino di Guidolin, buttando alle ortiche ogni residua speranza di quarto posto e mettendo anzi a serio rischio l’accesso all’Europa League.

WTF!

int emp 2015 2016

E’ un tamarro inguardabile, ma è forte e la mette dentro. Abbasta.

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero su “METONIMIA (O SINEDDOCHE)

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