CLAN DEL ASADO

INTER-CHIEVO 3-1

Nel campionato più scarso che la mia memoria ricordi, ecco che battere un Chievo qualsiasi in casa riaccende speranze – o illusioni- di gloria in una squadra che negli ultimi mesi ha avuto un media da retrocessione. Unico vantaggio del contesto descritto è avere enormi margini di miglioramento, che per fortuna si sono cominciati a intravedere a San Siro. Dopo averci passeggiato sui testicoli coi tacchi a spillo magnificando le doti di Kovacic e il suo imminente esordio alla Scala del calcio, apprendiamo dall’Inter che: 1) il ragazzo non giocherà causa lieve distorsione alla caviglia, ma soprattutto (anche se poco sottolineato) 2) Kovacic non è il classico giocatore da mettere ad impostare davanti alla difesa (Strama & Stankovic dixerunt) e non è il classico trequartista (Strama dixit). Posto che nessuno l’ha visto giocare e che tutti nel contempo spergiurano sia fortissimo, mi chiedo se per caso non ci siamo presi l’ennesimo incursore, “che però ha bisogno qualcuno che lo lanci, insomma del Pirlo di turno”. Chi vivrà vedrà, ma conoscendo i miei polli la cosa non stupirebbe.

L’attenzione della serata si sposta quindi sul rientro del Principe in mezzo all’area. La Gazzetta in settimana l’ha paragonato alla Treccani per la completezza di repertorio e per saggezza tattica ed il paragone mi pare azzeccato. In particolare la sua assenza in questi mesi non si è fatta sentire solo in termini realizzativi, ma anche, se non soprattutto, per quella capacità di movimento sul fronte d’attacco capace di liberare spazi per gli inserimenti dei compagni.

Ad ogni modo, pronti-via e Fantantonio provoca il gollonzo dell’1-0 che mette in discesa il match. Grande partita di Ando’, che –pare- sta imparando a dosarsi nell’arco dei 90 minuti, dispensando gemme di talento per i compagni di reparto e mandandone in porta 2 o 3 a partita (ieri sera splendida l’azione conclusa dal destro del Cuchu deviata di piede dal loro portiere). Il tutto mantenendo sempre irrorata la vena e limitando a livelli fisiologici le Cassanate.

Il gol subitaneo fa emergere una delle maggiori lacune dei nostri, che è la mancanza di continuità e concentrazione: rischiamo il pareggio su spizzata di Acerbi solo soletto in area (palla fuori di un niente) e facciamo di meglio poco dopo, lasciando Rigoni liberissimo di capocciare in rete dal limite dell’area piccola (con Gargano e Juan Jesus ad assicurarsi che nessuno disturbi l’avversario). Per la cronaca, primo gol in Campionato per Rigoni (ma già il 6° in serie A, quindi non vale).

Preso il ceffone, ci risvegliamo, prima con la succitata azione Cassano-Cambiasso, poi con lo schema da calcio d’angolo che già aveva fatto da preludio al primo gol. In questo caso la palla lunga per Ranocchia viene frustata all’incrocio dal nostro difensore, un po’ come fece Materazzi ai Mondiali con la Repubblica Ceca. Vantaggio ritrovato dopo soli 5 minuti e sostanzialmente fine dei pericoli.

Parte quindi l’operazione “gol di Milito”, che la ghènga argentina, efferata dilaniatrice di ogni spogliatoio di stanza alla Pinetina, riesce a confezionare ad inizio ripresa: ennesima discesa inconcludente di Zanetti sulla destra, palla per Cambiasso che lento come al solito serve al limite dell’area Milito che, senza un minimo di originalità, controlla e tira in un decimo di secondo. Palla in buca e crisi Inter.

Non sono così cieco da pensare che con loro 3 in campo i problemi siano risolti, ma mi pare ovvio che non siano loro il problema. Vanno centellinati, gli andrebbe fatta giocare una partita a settimana (o poco più ruotandoli), ma mancando vere alternative si è costretti a fargli fare gli straordinari. Di meglio non c’è. As simple as that.

 L’idillio potrebbe continuare facendo segnare Palacio, ma per il Trenza non è serata (già da un po’ a dire il vero, stanchissimo per la supplenza di Milito e stante l’impresentabilità di Rocchi a dargli il cambio). Ad ogni modo finisce in festa, con Stankovic a riassaggiare il campo dopo un’eternità, felice come un bambino e incazzato come un guerriero poco dopo, quando ha ripreso le vecchie e sane abitudini di far a cazzotti con arbitri e avversari in mezzo al campo.

La pochezza di alternative del nostro centrocampo è tale per cui una ventina di partite di Stankovic (e da Stankovic) in questo finale di stagione sarebbero per l’Inter oro colato. Splendido il nostro quando, rispondendo alla domanda “posto che non può essere Kovacic, potresti essere tu il perno davanti alla difesa?”, dice tra il serio e il faceto “sì certo, lì poi si corre anche di meno!”. Bentornato Drago, spara gli ultimi fuochi prima del giusto e meritatissimo giubilo da parte di tutti noi.

Il resto della squadra si è mossa benino, con punte verso l’alto (Gargano, se messo a fare il suo, e cioè a mordere le caviglie agli avversari, è un signor mediano, e piglia anche un palo su punizia pennellata, quasi a zittire quanti –me compreso- avevano trasecolato vedendolo battere i calci da fermo a Siena) e verso il basso (Kuz, onesto lavoratore ma troppo incline ad andar via in dribbling senza avere la forza di Guarin, col risultato di perdere due o tre palloni sanguinanti).

Il ritorno della difesa a 4 mi lascia alquanto indifferente (chi mi conosce sa che non ho un modulo preferito in astratto): faccio però notare che né Ranocchia né Juan Jesus sono –ancora- certezze inscalfibili in difesa, e che, per la crescita di entrambi, la presenza del Samuel di turno rappresenterebbe attualmente la condizione ideale. Onanismo cerebrale, in ogni caso, stante la probabile lungodegenza del Muro, di cui non a caso si parla in termini fumosi e quasi declinando i verbi al passato…

 

LE ALTRE

La Juve fa quel che vuole contro una Fiorentina che mostra a tutti (quelli che lo vogliono vedere) il lato negativo del voler giocare sempre nello stesso modo: hai di fronte Pirlo e lo lasci giocare, perché non ti abbassi alla pochezza di quelli che si adeguano in base all’avversario di turno? Bravo ciula: quello piglia palla, si beve un caffè, si fuma una zaga e lancia il compagno indisturbato. Va avanti così per 90’ minuti: la Juve ne segna 2 ma potrebbe giocare con una gamba sola per quanto è superiore alla Viola. Domenica tocca a noi, gita a Firenze e speranza di trovarli ancora così superbi e indolenti. Il timore invece è che Montella, tutt’altro che fesso, impari dai propri errori e lavori in questi giorni sui suoi, preparando a dovere la sfida di domenica sera.  

Il Milan strappa un punto a Cagliari che non ne nasconde le difficoltà. Là davanti Mario continua a far bene (rigore segnato a parte), ma il Faraone vive un momento di comprensibilissima stanca, e soprattutto il resto della squadra manca della qualità che si vede in avanti. Ambrosini e Flamini seguitano nel loro schema preferito (picchiare come fabbri ferrai) ricevendo il giallo solo dopo 3 o 4 “grazie” ricevute dall’arbitro (ovviamente lodato per il buon senso usato in queste occasioni). Mexes, già ammonito, stoppa con la mano un contropiede del Cagliari (senza peraltro riuscirci, visto che si prosegue per il vantaggio), ma a fine azione ovviamente l’arbitro “si dimentica” di estrarre il secondo giallo (e quindi rosso). La memoria per fortuna gli torna prontamente pochi secondi dopo, quando Astori, autore della trattenuta da rigore su Balotelli, viene ammonito per la seconda volta “a termini di regolamento” lasciando il Cagliari in 10 per gli ultimi minuti.

Lazio e Napoli fanno faville colpendo pali e traverse in serie e, per nostra fortuna, pareggiando una partita che ci permette l’avvicinamento a -1 dalla terza in classifica. Per quel che mi riguarda, il Napoli lasciamolo andare, ché arriverà secondo a meno di episodi di autolesionismo attualmente non alle viste. Noi concentriamoci sui compagni di sventura che galleggiano dal 4° al 7° posto, affrontando al meglio possibile le prossime sfide con Viola e cugini, inframmezzate dagli ottavi di Europa League su cui mi dilungherò stucchevolmente polemico tra poco.

 

E’ COMPLOTTO

Finalmente c’è trippa per gatti! E’ tornata la simpatica consuetudine di lanciare lo stronzolo nel ventilatore e sparare a pioggia su ogni atomo di vaga colorazione nerazzurra.

Ho volutamente tralasciato –quando non condiviso- le critiche di questa settimana ai giocatori e ancor più alla Società, per il modo in cui  (non) ha provveduto alle lacune tecniche, con i risultati visti nelle ultime uscite (Siena uber alles). Questo si chiama sacrosanto diritto (e dovere) di cronaca e di critica, oltretutto difficilmente contestabile nel merito. Negli ultimi giorni ho però letto cose carine che non posso che elencare una per una:

1)      Basta un rigore regalato al 92’ e segnato dal Bresciano Nero per far titolare a caratteri cubitali il principale quotidiano sportivo “Milan modello Barcellona”, ciarlando di “Cantera Rossonera” e “Generazione ‘90”, con tutti gli ammennicoli mediatici di cui il Minculpop rossonero è capace.  La notizia dovrebbe essere che tutta la trafila di squadre giovanili del Milan adotterà lo stesso schema utilizzato dalla prima squadra (il 4-3-3), sul modello –appunto- di Barcellona e Ajax. Con la piccola differenza, omessa da tutti nel solito silenzio assordante, che olandesi e spagnoli giocano in questo modo da qualche decennio, mentre i rossoneri hanno iniziato di fatto solo adesso a giocare così, e soprattutto senza analizzare minimamente i risultati raggiunti (if any) dal decantato settore giovanile casciavidico negli ultimi anni.

2)      Per ironia della sorte, negli stessi giorni l’Under 21 italiana batte la sempre temibile Germania per 1-0, con un reparto difensivo (portiere più linea a 4), composta da soli prodotti del settore giovanile dell’Inter, indiscutibilmente (numeri e trofei alla mano) il migliore in Italia negli ultimi 10 anni. La cosa ovviamente passa sotto completo silenzio nel giorno della partita e pure in quello dopo, per comparire sotto forma di trafiletto nelle pagine interne della Gazza dei giorni seguenti con un titolo che pressappoco suonava come “Toh! La difesa Under 21 arriva tutta dall’Inter” (NB: il “Toh” è l’unica cosa certa che ricordo). La notizia, quindi, non è il fatto in sé, quanto la sorpresa nell’apprendere di una tale curiosa coincidenza. Tanto per rincarare la dose, ecco negli stessi giorni l’articolo di Riccardo Signori sul Giornale (va beh… voglio farmi del male da solo) in cui sostanzialmente si dileggia la politica del settore giovanile nerazzurro, con riferimento alle cessioni di Balotelli, Santon, Destro e Bonucci (solo dai primi due si è incassato tanto quanto il Milan ha preso per Thiago Silva), e chiedendosi retoricamente che fine avessero fatto una decina di giovani promesse (mantenute o meno) che negli anni avevano scintillato nella Primavera nerazzurra.

Il concetto quindi è questo: il divario epocale tra Primavera e Serie A (sottolineato non a caso da Stramaccioni, che da lì arriva) è una non-notizia. O meglio, è proprio colpa dell’Inter, che si lascia sfuggire i suoi potenziali campioni e si illude di poter vincere tutto con Beati e Natalino (pestando anche una discreta merda, visto che il secondo è stato ricoverato per seri problemi di cuore, con la famiglia a ringraziare pubblicamente l’Inter e la famiglia Moratti per l’attenzione e le cure prestate). Il Palmarès dei giovani nerazzurri (solo l’anno scorso 3 scudetti su 4 tra Allievi, Giovanissimi, Berretti e Primavera) è come detto irrilevante. Se gli altri un settore giovanile vero e proprio non ce l’hanno, si può tranquillamente non parlarne (il Milan ha vinto un solo Campionato Pirmavera, negli anni ’60, e l’ultimo Viareggio nel 2001, ma tutti sull’attenti con la storiella della Cantera), mentre chi da anni lavora con impegno su tutte le proprie squadre giovanili raggiungendo successi in serie, viene criticato perché poi le promesse non vengono mantenute.

3)      Tornando solo un attimo all’arrivo di Balotelli al Milan, censuro fin da adesso i cori sentiti ieri sera  dagli illuminati genialoidi della nostra curva (tutto nella normalità –diciamo così- finché si tira in mezzo la mamma, tolleranza zero in caso di “uh uh uh” e di cori sull’asserita inesistenza di “negri italiani”). Posto che la multa dal solertissimo giudice Tosel arriverà puntuale come una cambiale, mi piacerebbe una dichiarazione del Signor Massimo “sotto gli uffici della Saras” in cui mette in guardia questi signori, chiarendo che non permetterà a niente e nessuno di vedere i nostri tifosi (e in ultima analisi la nostra squadra) paragonata ad altra feccia che si diverte a insultare altre persone sulla base della razza.  Aggiungo io: cantategli “Milanista di m…” che va più che bene.

Proseguendo, noto con piacere che la prima Balotellata di Linate è stata prontamente smentita dal Milan e si è quindi spenta sul nascere, e che nello stesso giorno si dava conto (con annesse lodi) della strategia messa a punto dal Milan per gestire l’immagine del calciatore e disciplinarne i rapporti con i media, oltre alla mossa di marketing di aver depositato il marchio “Creste Rossonere”. Curioso vero? Berlusca prima fa i complimenti a El Sharaawy intimandogli però ti tagliarsi i capelli, poi, usmato il profumo di marchettone commerciale, ne fa un punto di forza, creando il brand fattapposta. La coerenza prima di tutto e ancor di più, la squadra di calcio come un fustino di detersivo, da vendere e promuovere à go-go.

Splendida e giustamente distaccata la reazione di TV e giornali al dito portato alla bocca da Balotelli dopo il rigore segnato, a zittire il pubblico cagliaritano. E’ una leggerezza, sono ben altre le cose gravi, lasciamo perdere. Proprio come quando lo fece in maglia nerazzurra rivolto ai tifosi della Roma…

4)      Cambiando argomento, nel quadro sempre più triste e desolato del nostro Campionato, l’Osservatorio Calcio Italiano (http://www.osservatoriocalcioitaliano.it/) sulla base del database online di Stadiapostcards (http://www.stadiapostcards.com/) ci informa che l’Inter è la squadra italiana con il maggior numero di spettatori a partita, mentre da altra fonte apprendiamo che il tanto decantato Juventus Stadium, che avvicina le famiglie al calcio e dove regna un clima di armonia, pace e amore, è lo Stadio più multato della Serie A (http://sport.panorama.it/calcio/Juventus-Stadium-record-multe-tifosi-sputi-cori , spiace citare Panorama ma è l’unica fonte che ho rintracciato).

Silenzio assoluto su tutta la linea, c.v.d.

5)      Infine, mi chiedo retoricamente perché tante, se non tutte, le squadre italiane impegnate nelle Coppe possano anticipare o posticipare le partite di Campionato in funzione di quelle da giocare in trasferta in Europa, mentre l’Inter, impegnata giovedì 21 in Romania, sarà regolarmente impegnata domenica sera nel derby (di solito nel caso di Europa League, con partite al giovedì, si posticipa al lunedì successive).  Ma non vorremo mica scomodare il Derby e i cugini, vero? Infatti…

 

WEST HAM

Brutta sconfitta a Birmingham nel derby cromatico contro l’Aston Villa: 2-1 e inchiodati a quota 30 punti; energetico brodino per i Villans che riemergono dalla zona retrocessione.

Il sorriso dei giorni migliori, sperando che la gamba sia altrettanto smagliante...

Il sorriso dei giorni migliori, sperando che la gamba sia altrettanto smagliante…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.