NON CI POSSO CREDERE

UDINESE-INTER 0-3

Con magno gaudio rinfodero la tabellina rancorosa che avevo preparato a sostegno della mia tesi (prevenutiella, lo riconosco…)  che vedeva nei friulani la nostra bestia nera per eccellenza. Che sia chiaro: sono ancora convinto della bontà della mia teoria, ma -come ben sappiamo- anche la più ferrea delle regole ha la sua eccezione.

Ecco spiegato il primo motivo del titolo, non originalissimo in realtà.

Il secondo motivo risiede nel partitone giocato dai nostri, che in questa stagione non avevo ancora visto in versione cosi massiccia e incazzata. L’Inter di Udine, positiva in quasi tutti i suoi interpreti, fa capire quanto Mazzarri riesca a plasmare la squadra secondo il suo credo, e per una volta il complimento al “Mister che c’è” non vuole essere una critica al “Mister che c’era“. Tocco tutto il toccabile, ma esattamente 12 mesi fa raggiungevamo l’apice della scorsa stagione, con la vittoria corsara in casa gobba e la testa della classifica a un solo punto di distanza.

Rispetto alla StramaInter, riconosco però una certa solidità nei nostri, oltre alla piacevole abitudine nel vedere certi movimenti: Jonathan e Nagatomo stantuffano come pistoni diligenti, Palacio è semplicemente esemplare per come copre tutto il fronte di attacco, Alvarez sta addirittura smettendo di stupire per la costanza con cui dispensa quantità e qualità sulll trequarti.

Se a ciò aggiungiamo il miglior Cambiasso delle ultime stagioni (e guai a chi dice “basta poco checcevo’ “) e un Rolando che, come già fatto notare, quand’è chiamato in causa, fa il suo con grinta e lucidità, ecco inevitabile citare per la terza volta il titolo, facendo la facile associazione tra la battuta e il protagonista della stessa, omonimo dell’ominide numero 35 nerazzurro.

Incredibilmente stavolta Di Natale non punge, Muriel sembra il fratellino di Ronaldo solo per la palese tendenza alla pinguitudine, e addirittura l’esordiente Widmer non entra per acclamazione nel Club Gautieri o in quello spesso coincidente del “Primo Gol in Serie A con l’Inter”.

I nostri, già prima del sapiente colpo di testa del Trenza, creano un paio di buone occasioni col Cuchu e Nagatiello sugli scudi, e la spinta offensiva non si placa nemmeno dopo il bel destro al volo di Ranocchia per il 2-0. Splendido il Mister dopo il raddoppio quando, disegnando due “zero” con le dita, fa palesemente segno ai nostri di dimenticarsi del doppio vantaggio e continuare a pedalare tam quam non esset.

La ripresa vede loro solo leggermente più pericolosi, con Di Natale prima a sfruttare meravigliosamente la sola palla buona avuta (grande Handanovic nell’occasione) ma poi ad arrendersi alla coscia dolorante. Stessa sorte toccherà a Samuel, Jonathan e Ranocchia nell’arco dei 90′: e per fortuna che i calciatori di Mazzarri non si infortunano mai! Per il resto, controlliamo e sprechiamo qualche bella ripartenza.

Agli sgoccioli del match, la punizione per i bianconeri mi sembra quasi ingenerosa, ma sentirli prenderci per il culo al 90′ cantandoci “Vincerete il tricolore“, mi ha fatto esultare come un indemoniato per il comodo 3-0 di Alvarez su ennesima bella discesa di Palacio.

Come dire: perculate qualcun altro, grazie!

Passando al capitolo Craniolesi, Guarin al solito alterna belle accelerazioni palla al piede, conclusioni assai pericolose (palo nel secondo tempo) ma anche due o tre palle sanguinolente perse in uscita a tutto vantaggio friulano. Meglio di lui riesce a fare Juan Jesus, altro Premio Nobel diffidato e capace di farsi ammonire perchè, sul 2-0, tarda a battere una punizione a centrocampo. Difesa a questo punto da re-inventare sabato contro il Livorno, nella speranza (temo vana) che qualcuno degli acciaccati possa comunque essere disponibile.

 

LE ALTRE

Le conferme arrivano da Juve e Napoli (vittoriose) e dal Milan (sconfitto dalla Fiorentina). La novità arriva da Torino, dove il Mister Ventura ferma la Roma sul pari che, per quel che ho visto, pare meritato.

Grave e godibilissima la bambola dei cugini, oltretutto certificata da grafiche e tabelle incredibilmente intitolate “Crisi Milan”. La differenza con l’anno scorso non sta tanto nei -pochi- punti in classifica, chè anche l’anno scorso erano partiti demmerda, quanto in tre aspetti di non poco conto: oggi ci sono tre squadre che stanno volando, mentre l’anno scorso solo la Juve pareva avere un passo deciso; oltretutto, Balotelli è già in squadra, quindi per i rossoneri non c’è il famoso “Mister X da accaparrarsi come da tradizione nelle ultime ore di mercato” (per dirla con le solerti veline di regime); infine, proprio il rendimento di Balotelli pare smascherare quello che per mesi è stato considerato come un colpo sensazionale e che invece sembra sempre più un bluff.

Temo che per Mario la china sia irrimediabilmente “non risalibile”. La sua sarà una carriera alla Cassano: grandissimi gol, bellissime partite, inframmezzate da lunghi periodi di indolenza e di vene poco irrorate.

Il tutto, alla faccia della grande famiglia, del “da noi i campioni si comportano bene, perchè lo stile Milan viene prima di tutto”.

 

E’ COMPLOTTO

Il mio rancore ha poche valvole di sfogo a ‘sto giro: mi chiedo solo perchè il Milan debba essere il primo del gruppetto di squadre a 12 punti, pur essendoci tra questi anche il Parma che li ha appena battuti. E’ probabile che calcolino prima la differenza reti e poi gli scontri diretti, però esteticamente era più bello vedere il Milan a metà e non in cima della colonna di destra…

In mezzo ai tanti complimenti ai nostri, ho addirittura sentito dire che l’Inter ha il miglior attacco e che ha il record di giocatori andati a segno (dato che trovo sempre fondamentale). Chiaramente è stato poi fatto notare che i nostri sono quelli che più di tutti segnano su calcio piazzato (come se così i gol valessero meno) e che quello di Ranocchia è il primo gol segnato da un italiano nell’Inter di questa stagione.

Siete poco.

Infine, applausi sperticati per Aldo Grasso che, come già fatto notare in settimana, si è chiesto quel che ogni sano di mente dovrebbe chiedersi guardando una qualsiasi trasmissione sul calcio targata Sky, e cioè: https://apps.facebook.com/corrieresocial/spettacoli/13_novembre_01/arroganza-sportiva-commenti-mauro-bc097d72-42be-11e3-bd09-5fafe7fa6f7b.shtml

E davvero la presenza del calabrese cantilenante stride con gli altri ex giocatori che mediamente sono apprezzati dal sottoscritto, al di là dell’appartenenza clacistica. L’ultimo iscritto al Club dei “Degni” secondo il mio insindacabile giudizio è Cicciobello Marocchi, odioso carugnin de l’uratori ai tempi gobbi, e invece oggi attento osservatore delle gesta dei nostri eroi in mutandoni. Interessante la sua analisi nel post Milan-Fiorentina, quando consiglia ad Allegri di impartire disposizioni molto semplici ai suoi difensori e centrocampisti, che evidentemente a suo parere non possono dare di più. Diverso il discorso in avanti, dove secondo lui Kakà (e non Balotelli) ha la personalità e l’abitudine a prendersi la squadra sulle spalle.

Infine, non posso che attendere, curioso come una scimmia e divertito come un bimbo al circo, l’evolversi della critica “costruttiva e per nulla indirizzata ad una persona in particolare” di Barbarella Berlusconi, che sostanzialmente dà del rincoglionito al Geometra Galliani auspicando un cambio di strategia societaria lamentandosi con il papà. Tutto ciò mi lascia incredulo, vedendo che per qualche ora lo zimbello della critica non è l’esecrando rapporto coi media della nostra squadra simpatttica, ma proprio la squadra diversamente milanese.

A proposito, la squadra questa settimana la passerà in ritiro proprio nelle lande ad alto tasso glicemico di Milanello Bianco.

Ma che non si dica che il ritiro è puntivo!

 

WEST HAM

Pareggio a reti bianche nel Derby cromatico contro l’Aston VIilla, e classifica assimilabile a quella dei cugini rossoneri.

scontato, ma sincero

scontato, ma sincero

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