LA VECCHIA MA SEMPRE VALIDA METAFORA DELLA COPERTA CORTA

PESCARA-INTER 1-2

La veneranda età non mi consente più quei guizzi di fantasia e di genio -assai incompreso- che mi permettano di scodellare titoli ad effetto come se non ci fosse un domani. Accontentatevi quindi della banale frase fatta, seconda nel gergo solo all’inarrivabile “cantare e portare la croce“.

Del resto, come dicono quelli bravi, qui non c’è da inventare niente. C’è piuttosto da stand on the shoulders of giants (vero professo’?): poi ognuno si sceglie i “giganti” di riferimento nel proprio ambito (Maurizio Mosca, Aldo Biscardi, Oronzo Canà… menti eccelse del genere insomma).

Morale: cito i classici per cercare di andare oltre i peana rivolti a De Boer dopo il triplo cambio carpiato da “o la va o la spacca”: è andata bene e abbiamo vinto, ma questa squadra, con questa rosa, temo avrà a lungo problemi di permeabilità difensiva.

Non voglio ammorbarvi con la mia predilezione per Medel, ma se la nostra fase difensiva ha ballato -e non poco- con il cileno in campo, è chiaro che l’ultimo quarto d’ora con un 4-2-4 iper offensivo è stata l’inevitabile mossa della disperazione, che ha portato sì ad un insperato successo, ma che sarebbe suicida anche solo pensare di proporre dall’inizio.

Dopo un paio di formazioni iniziali frutto dei migliori coffee shop di Amsterdam, Franchino mette giù la formazione più logica e probabile: Joao Mario fa compagnia a Medellino e guarda da dietro Perisic-Banega-Candreva che a loro volta giocano (almeno nelle intenzioni) per Icardi. Dietro troviamo conferma del perfetto bollettino medico nerazzurro, che dà per recuperato Nagatomo, con il nippico a sedere diligentemente in panchina per 90′: spazio quindi agli italiani D’Ambrosio e Santon, con le conseguenti madonne di chi scrive, attutite solo dal fatto che a quei due, in attesa di Ansaldi, non ci sono alternative.

La partita, agli occhi di un osservatore esterno, è bella e piena di occasioni da gol da ambo le parti: loro colpiscono una traversa clamorosa nel primo tempo, con Handa che finalmente si ricorda che in porta ci si può anche tuffare. La conseguenza sono 4-5 parate coi controcazzi disseminate nei 90′. Sul fronte opposto, Bizzarri dall’alto dei suoi 65 anni fa un paio di parate mica da ridere (su Banega-Candreva ho maledetto i suoi morti risalendo fino alla quarta generazione).

Se però i nostri, pur con i dovuti equilibri ancora da trovare, fanno vedere buone cose dalla cintola in su, ecco che da centrocampo in giù sono guai. Complice un palleggio alquanto impreciso (Banega quante palle ha sbagliato in costruzione???) abbiamo concesso tante volte tanto spazio ai nani malefici abruzzesi, che mostrano in Caprari e Verre due spine nel fianco per i nostri difensori.

Devo dire che ho poco da rimproverare singolarmente e Miranda e Murilllo -bravi anzi a fermare le progressioni avversarie con salvataggi uomo contro uomo da brividi: è proprio la copertura difensiva della squadra in generale a essere ancora latitante: non è un caso se le uniche parole dette da De Boer in italiano nel dopo partita sono state “marcature preventive” e “tutti insieme“.

Dopo l’inevitabile Primo Gol in Serie A di tal Bahebeck, di cui inevitabilmente si dice un gran bene, i nostri come detto la buttano sul casino organizzato. Rischiamo il 2-0 con Handanovic reattivo ma fortunato a respingere la conclusione tanto forte quanto centrale di Verre, dopodichè Icardi timbra il pari di testa su bel cross di Banega. Bravo Maurito a correggere di pochi centimetri la traiettoria che già mi aveva fatto gridare al gol ancora sullo 0-0 (di Candreva in quel caso il traversone).

Da lì in poi le due squadre sono i classici due pugili suonati che tirano gli ultimi colpi sperando di pescare il jolly e -incredibile ma vero- per una volta ci dice culo: il lancio alla cazzimperio trova distratta e scoordinata la difesa di Oddo: rimpallo e controrimpallo a liberare Icardi che ringrazia e mette la palla in buca al 90′.

Buciodiculo, non c’è che dire, e comprendo il disappunto pescarese. Detto questo, una partita con 6-7 occasioni chiare a testa è la classica partita che dovrebbe finire in parità, ma che ambo le squadre possono tranquillamente vincere senza scandalo alcuno.

Passando dalla cronaca all’analisi illustre, cardinale, aulica e curiale, continuo a pensare che il nostro centrocampo abbia troppi giocatori simili (Banega, Joao Mario, Brozovic, lo stesso Candreva), bravi a fare un po’ tutto ma ad alto rischio “doppione, triplone, quadruplicone“. La cosa non è un male di per sè, ma non è il massimo  se si pensa a un allenatore appena arrivato, una stagione già iniziata e una massa grezza ancora tutta da plasmare. E’ come fare un puzzle con pezzi che potrebbero stare in tanti posti diversi…

Ad ogni modo, e tanto per sgombrare dubbi, tempo per esperimenti non ce n’è: giovedì inizia l’Europa League e domenica sera arriva la Juve, tanto per saggiare subito la consistenza di quei miglioramenti che tutti (io compreso, dài…) abbiamo visto in riva all’Adriatico.

LE ALTRE

La Juve beneficia di un Sassuolo votato al suicidio, che riesce a beccare tre gol in contropiede a Torino facendo quel che a mio parere è una tattica suicida, ma a cui tutta la stampa ovina e prezzolata plaude come grande spettacolo e giUoco che se ne fotte dell’avversario, chè tanto a chiuderti e basta la perdi comunque.

Appunto, ventisette minuti e 3-0, però che bel giUoco…

Il Napoli fa vedere l’attuale consistenza di quel Palermo che ci aveva bloccato a fine Agosto e rifila tre pappine ai rosanero, guidati nell’occasione da De Zerbi (usque tandem non è dato sapere…), mentre la Roma trascende il calcio per entrare nel campo della leggenda semiseria, rischiando di perdere in casa con la Samp sotto il nubifragio e acciuffando due ore dopo un rocambolesco 3-2 in pieno recupero su rigore segnato da Totti.

Tutto bello, con lo splendido 40enne a disegnare calcio come lui (e pochi altri al mondo) sa, con una tecnica e un’intelligenza calcistica che potrebbero farlo continuare per altri 10 anni: sentivo Vialli & Co. commentare tra il serio e il faceto “Totti queste cose le farà anche a 50 anni” ed è la verità. Sciapò e un cordiale mavaff… al Gabidano insomma, che per l’occasione non viene nemmeno ammonito dal prode Giacomelli dopo l’esultanza a petto ignudo sotto la curva.

A riguardo, ribadisco tutto il mio disprezzo per l’inutile leziosità di Ricky Alvarez, già maltollerato nella trascurabile parentesi nerazzurra e rivisto ieri a cincischiare calcio con un piede solo a tre all’ora.

Lodevole invece quando, rivolto al succitato fischietto di acclarate antipatie nerazzurre, lo apostrofa con un “a noi un rigore così non lo fischi mai!” che mi fa romanticamente pensare a un “noi” non blucerchiato bensì nerazzurro, in memoria dei bei tempi andati.

Gettando un occhio in casa dei cugini faccio fatica a trattenere un ghigno di scherno, vista la pochezza della prestazione che, unita a una considerevole dose di sfiga, partorisce la sconfitta casalinga con l’Udinese: ma loro propongono giUoco, ed è un sostanziale silenzio quel che accompagna i commenti alla classifica rossonera, in tutta risposta agli all in da panico di De Boer e all’ultima spiaggia paventata prima della trasferta abruzzese dei nerazzurri.

Ma non posso dire di essere sorpreso.

E’ COMPLOTTO

La nobile intenzione era di non sprecare nemmeno una riga nel rimarcare la curiosa assenza di Berardi nell’anticipo di sabato tra Sassuolo e Juve, ma si sa come va con i propositi di inizio Settembre, quindi…

Godibilissima la precisazione del Direttore Sportivo del Sassuolo Carnevali che, in un’intervista a Tuttosport (guarda il caso), trova il tempo di parlare della propria squadra, tra un ode e l’altra alla Juve e a Marotta, giusto per ammonire il mondo intero sul chiacchiericcio di quest’estate che ha coinvolto appunto Berardi.

Lo riporto testualmente in modo che il suo vile e subalterno monito risulti in tutta la sua pochezza:

E vorrei che questo fosse chiaro: lui non ha mai rifiutato la Juventus“.

Baciamo le mani. (Questo l’ho aggiunto io ma ci stava bene come chiusa finale)

Del resto non sono certo i primi… E’ vivo il ricordo degli anni in cui Iaquinta, ancora all’Udinese e prima di essere indagato per detenzione abusiva di armi, sistematicamente litigava con la Società o si infortunava giusto alla vigilia delle partite con la Juventus.

Ma siamo noi a voler vedere sempre il marcio. Complottisti and proud of it!

Sempre gradevole, almeno per me, e nonostante Fabio Caressa, il Club di Sky nel dopo-posticipo, nel quale Massimo Mauro assume ormai sempre più il ruolo di macchietta cacacazzi, populista, sparatore di mezze verità e chi più ne ha più ne metta.

Ecco alcune perle di saggezza del nostro:

Perchè a Mancini ‘sta squadra non andava bene? Lì Vialli si è diplomaticamente limitato a tirare in ballo la pur reale questione del ruolo del Mancio nell’Inter: in sostanza lui voleva avere voce negli acquisti, FozzaInda invece vuole decidere da solo (o con altri).

E’ però grave non menzionare il fatto che Joao Mario e Gabigol siano arrivati a risoluzione già firmata e Candreva, rincorso già da gennaio, sia arrivato pochi giorni prima quasi come un “contentino”. Non lo sapremo mai, ma se la rosa attuale fosse stata a disposizione del Mancio a fine Luglio, forse -forse- parleremo di un’altra storia.

Il calabrese cantilenante ad ogni modo si è spinto oltre: alla domanda di Caressa “siete per Guardiola o per Mourinho” tutti i presenti (gente che di calcio notoriamente non capisce un cazzo come Vialli, Leonardo, Bergomi e Di Canio) hanno sostanzialmente fatto la supercazzola per non scegliere e parlar bene di entrambi, mentre il genio ha provocatoriamente risposto “se mi fai una domanda del genere mi offendi!“.

Ha poi argomentato che Mourinho lui lo stimava al Porto, mentre dall’Inter in poi “è stato bravo a farsi comprare i giocatori più forti del mondo nei vari ruoli“.

Puntuale nell’occasione Leonardo che gli ha risposto: “veramente ha voluto due che giocavano nel Genoa…“, e avrebbe potuto anche non finirla lì.

Ma Leo è un signore ed ha tempi televisivi perfetti.

Per il resto, ci sono io:

Al primo anno (2008) Josè si fa comprare due pacchi come Mancini (quello della Roma, non Ciuffolo) e Quaresma: ci prova due mesi, capisce che ha toppato e torna al rombo di Mancini (Ciuffolo stavolta, non Amantino) con cui vince il campionato in carrozza.

L’estate dopo chiede a Branca e Oriali di comprargli Deco e Carvalho e si sente rispondere “No, però pigliamo Lucio e Sneijder“. Lui risponde “Va bene lo stesso“.

Lucio al tempo ha 31 anni e pare aver già dato il meglio di sè in Germania, Sneijder è sostanzialmente mobbizzato dal Real e manca poco che gli facciano trovare la testa di cavallo nel letto. Non esattamente il meglio offerto dal mercato.

Non chiede la cessione di Ibra -anzi- ma, capìta l’entità dell’affare, accoglie a braccia aperte Eto’o dicendo sostanzialmente: “esce un fuoriclasse, arriva un fuoriclasse“.

Sceglie poi -come ricordato- due ottimi giocatori come Milito e Thiago Motta, che però arrivano al grande calcio rispettivamente a 30 e 27 anni, dopo aver girato al largo dai grandi club (Motta è in realtà cresciuto nel Barça ma di fatto non ci è mai entrato in pianta stabile complici problemi fisici).

A gennaio ha poi voluto Pandev che ricorderà finchè campa quei sei mesi in cui sembrava un vero giocatore di calcio.

Il tutto senza nemmeno menzionare il culo quadro cui ha sottoposto Eto’o per supportare il 4-2-3-1 con cui nel 2010 è arrivato il Triplete.

Ecco, così, giusto per far capire quali Luoghi Comuni Maledetti siamo ancora costretti ad ascoltare, quando basterebbe un po’ di memoria e onestà intellettuale (hai detto niente…) per ricordare e riferire correttamente.

Ma Massimo Mauro è uno che recita la sua parte, pensando addirittura di risultare simpatico.

E’ più grave, per me, che un ex giocatore che aspira ad essere dirigente della FIGC e volto nuovo del calcio italiano (parlo di Demetrio Albertini), scivoli su un tweet così infantile che mi fa tanto pensare al sedotto e abbandonato: si parla tanto di vecchie glorie rossonere per rifondare il Milan, questi non mi cagano e anzi ricostruiscono da due ex interisti??

Aiuto, voglio la mamma!!!

WEST HAM

Che il nuovo stadio porti sfiga? riusciamo a perdere 4-2 in casa dal Watford di Mazzarri dopo essere stati 2-0 sopra e facendo fare ai nostri avversari un partitone da raccontare ai nipotini.

Uoddaffacc…

pes-int-2016-2017

3 partite 3 gol. Però non partecipa alla manovra e ha troppi tatuaggi.

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