SFIGATI

LECCE-INTER 1-1

Sfigati. Ma non tanto nel senso di sfortunati. Proprio dei poveri sfigati, della gente da poco, dei babbioni insomma.

Non si può definire un altro modo una squadra che, dopo aver raggiunto il vantaggio grazie ai suoi soldati migliori entrati in campo con le stampelle, si fa gabbare su corner da un tarchiatello che non segnava da due anni…

L’assenza di mio figlio ieri sera ha dato briglia sciolta ai miei improperi, che credo siano stati avvertiti nel resto della provincia e probabilmente scambiati per scosse telluriche o frane imminenti.

Dei punti lasciati per strada in questa stagione –e cominciano a essere tanti- i due di ieri sera son quelli che fin qui mi fanno più arrabbiare, visto e considerato che la classifica comincia a sgranarsi e al momento siamo quarti (!!!), cosa a cui non ero più abituato.

Ma si sa, abituati alla Nutella è dura mangiar merda. (Confucio)

Dovevamo aspettarci che il Lecce, squadra inguardabile in trasferta e infatti asfaltata da Milan e Roma in questo inizio campionato, contro di noi avrebbe sputato l’anima (de li mort…). De Canio è parte del clan, e come tutti quelli lì contro l’Inter sembra avere un conto aperto. Sembra… Ma si sa, io farnetico.

Inerpicandomi sulle perigliose creste della partita, segnalo pronti-via l’unica buona cosa di Biabiany, che scatta sul filo del fuorigioco e mette in mezzo una palla d’oro per Pandev –inguardabile come i suoi capelli- che però spara addosso al portiere da non più di metri 6. E il peggio, almeno per me, deve ancora arrivare: esattamente come Franti, l’infame sorride. Sapete come la penso su chi ride sempre. Qui è pure peggio, chè di solito il macedone ha un muso lungo 2 km, eppure ghigna beffardo dopo l’errore.

Odio, odio puro…

Faccio purtroppo bene a incazzarmi perché, come contro il Brescia, la nostra pressione sfiora il quarto d’ora di durata, dopodiché lasciamo progressivamente campo ai salentini senza essere capaci di costruire un’azione degna di tal nome. Tra i pochi da salvare Obi, compagno di centrocampo del capitano: LeRoy pesta giù un’altra bella partita e pare dotato di cervello oltre che di gamba veloce. Chiaro, non gli puoi chiedere di prendere in mano il centrocampo e inventare manco fosse Suarez… per quello ci sono Lucio e Cordoba, sistematicamente chiamati a impostare l’azione da dietro (grrr…). Che brutta roba…

Nella ripresa entrano Milito e Stankovic, e il mio cuoricione trema ad ogni contrasto per paura di ricadute di cui –al momento- non si ha notizia. Con loro due in campo le cose vanno meglio: si cerca di prendere in mano la partita, Eto’o si sposta sulla sinistra dove è comunque pericoloso. Il principe prima colpisce un legno su tiro al bacio sul palo lontano, e poco dopo è lesto a capire come si concluderà il balletto di Eto’o sul pallone e ad arrivare puntuale al tocco sotto porta. Lì lo soccorre anche un po’ di sorte, visto che il loro portiere a momenti piglia anche quella. Bella l’immagine di Milito e Zanna che esultano mostrando la maglia di Samuel e messaggi di pronta guarigione: il solito spogliatoio spaccato, pensa il complottista che è in me…

Insomma, siamo sopra 1-0 e manca un quarto d’ora: ranghi serrati e occhi aperti. Detto fatto: come scritto in apertura, da un corner sbuca Ruben Olivera che incorna implacabile per l’1-1.

L’Inter incassa e non reagisce più di tanto. Stankovic, dopo essersi divorato un gol sullo 0-0 (era in fuorigioco ma l’arbitro non l’aveva visto…) salta più in alto di tutti ma capoccia fuori di poco.

Insomma, domenica è derby: spero che i due rientranti di ieri tengano botta, e che in questi giorni ci siano un altro paio di recuperi (se potessi scegliere: JC e Cuchu), ma in ogni caso, visto lo stato dei cugini, la vedo dura. Molto dura.

 

LE ALTRE

Il Milan batte il Palermo (lasciamo stare il come, meglio stare a ricordare il rigore di Eto’o di sabato che non c’era…) ed è primo in classifica. Da solo. Fanculo.

La Lazio vede la propria sorte girarle le spalle e perde a Cesena con un golazo di tal Parolo a 5’ dalla fine, mentre il Napoli sbanca Cagliari con un gol di Lavezzi a pochi secondi dal fischio finale. I gobbi sono bloccati da quello stesso Brescia che aveva impattato con noi qualche giorno fa: magra consolazione.

La Roma si riscatta e arriva a ridosso delle prime (in due giornate recupera 6 punti sulla Lazio e 4 su di noi). Il concetto è sempre lo stesso: a livello numerico la situazione non sarebbe nemmeno preoccupante, è il nostro stato di forma a non lasciarmi tranquillo.

 

E’ COMPLOTTO

Stavolta un po’ di ciccia c’è. Inizio dal rissone tra Ibra e Oniewu di qualche giorno fa, avvenuto davanti alla tribunetta dei tifosi e –pare- sotto gli occhi delle telecamere di Sky, che però avrebbe deciso di non mandarle in onda. Ricordando il precedente del commento di Allegri (nota di scuse al Milan per aver riportato un commentaccio del mister al suo secondo sul come stava giocando la squadra), prendiamo atto che Sky, principale concorrente di Mediaset (e quindi Milan), ha in realtà una sorta di occhio di riguardo per le faccenduole interne dei casciavit. E che non mi si venga a dire che l’emittente vuole tenere i toni bassi: ricordate lo stesso trattamento per la faccenda di Cassano di queste settimane, o delle millemila fregnacce dette e fatte da Balotelli l’anno scorso? Ricerca pruriginosa del labiale e caccia alla talpa di spogliatoio erano le parole d’ordine.

La Gazza non è da meno: in settimana articolo che sfiora l’agiografia su quanto il Milan sia stato costruito per vincere lo scudetto (ma loro non erano quelli del DNA europeo?) e foto della squadra in cui vengono segnalati tutti i giocatori che già hanno conquistato un titolo nazionale (che sia italiano o straniero). La somma fa 33 (contando anche tipo lo scudetto di Amelia con la Roma, quand’era terzo portiere). E’ tanto? È poco? A sentir loro è un dato fantasmagorico, visto quanto viene sottolineato e sbandierato.

Siccome sono un caca cazzi, faccio lo stesso giochino coi giocatori dell’Inter: di scudetti vinti ne ho contati 76. Fate voi…

Arriviamo al pre-partita: Appreso della notizia di Milito in panchina, tutti a chiedersi se sia una scelta tecnica o fisica. Ovviamente, nessuno che faccia cenno all’infortunio con ricaduta da cui sta uscendo il Principe, né tantomeno all’ultima mezzora di sabato giocata coi crampi. Per tutti è palesemente una scelta tecnica (testuale Costacurta “io a 40 anni recuperavo dal sabato al mercoledi, non può essere una motivazione fisica”), e insomma la convivenza con Eto’o, e non è più il giocatore dell’anno scorso, etc etc.

Che poi, per la cronaca, il gol di Milito arriva proprio da assist sapiente di Eto’o, così come il pareggio a Brescia era arrivato dal Re Leone che taglia dalla fascia al centro. Ma non vale: Eto’o sa/può/deve solo giocare centravanti. Milito è un caprone, per giunta zoppo. Insomma, è crisi Inter.

Per fortuna il saggio Gigino Di Biagio mette le cose a posto ristabilendo la verità, o meglio l’ovvietà, e preconizzando una staffetta tra il Principe del Bernal e Pandev (anche lui reduce dall’immancabile stiramento), che puntualmente si verifica a cavallo dei due tempi.

Il tutto nel silenzio assordante dei media servi in studio, of course.

Certo, far la foto dal davanti magari...

Certo, far la foto dal davanti magari…

BILICO

TWENTE-INTER 2-2 

 L’Inter è in bilico, tra vittoria e sconfitta. Alla fine ne sce un pareggio.

Ma forse è più giusto dire che l’Inter è UN bilico, un autotreno snodabile con massa superiore alle 3,5 tonnellate.

Tra giocatori a corto di condizione, reduci da infortuni e/o da vacanze di durata variabile, la truppa agli ordini di Sancho Panza Benitez è lenta e pesante, un’eterogenea accozzaglia di pedatori dal potenziale formidabile, ma al momento in chiara difficoltà fisica ancor prima che tattica.

Tornano alla luce i vecchi difetti: palla persa su rimessa laterale (solo ieri sera ne avrò contate una decina, una volta addirittura Maicon ha servito il portiere!), falli stupidi al limite dell’area (Samuel appena prima dell1-1), poco movimento senza palla.

Infine, prendo atto che, dopo Ferri e Cordoba, Samuel è il nuovo e illuminato regista arretrato dell’Inter. Al “Muro” voglio un bene dell’anima, ma a lanciare da dietro non si può guardare…

Ci affidiamo insomma agli unici due in forma, Sneijder ed Eto’o, che guarda caso sono anche i due marcatori.

Il resto della squadra vivacchia sul 6– (Mariga buono come interditore, per l’impostazione si ripresenti la prossima volta, come battitore a rete c’è il salto d’appello), mentre i picchi negativi vengono da Maicon e Milito: due giocatori che in passato ci hanno fatto vincere decine di partite, e che hanno problemi oggettivi da affrontare: Maicon rientrava dopo uno stop di 2 settimane, Milito ancora lontano dalla forma migliore, causa Mondiali giocati, vacanze ridotte e preparazione fisica di fatto ancora in corso.

La vera differenza tra i due è che quest’ultimo è una persona calcisticamente intelligente: sa di non essere in forma, trova comunque modo di entrare nelle azioni dei due gol (bella la finta e tiro che spiana il tap-in di Wesley, caparbio e per una volta rapido a dar palla a Eto’o prima della magìa del 2-2). Insomma, autogol a parte, cerca di fare i movimenti giusti per la squadra. Sbaglia tanto, perde molti palloni con “stop a inseguire”, ma capisci che capisce.

Quell’altro diciamo non proprio. Maicon appartiene a quella categoria di calciatori che basa la sua forza al 90% sul proprio strapotere fisico. Se non ce l’hai (ed è comprensibile, ad inizio stagione e con un ginocchio giacomino) non c’è un piano B. Continui a buttar palla avanti pensando di arrivarci prima degli avversari, ma ‘gna fai

Infine, piccola ode per Samuel Eto’o sul 2-2: la cosa più intelligente (che in tutta onestà non avevo notato) l’ha detta Vialli nel dopo partita, facendo vedere la finta del numero 9 dopo aver dato palla a Pandev: inganna il loro terzino fingendo di scartarlo sulla sinistra, quello abbocca e gli apre il corridoio “dritto per dritto”: palla lasciata lì da Pandev e colpo chirurgico all’angolino. Quel che si dice un Campione.

 Ultime tre considerazioni, in attesa di Roma e Milan stasera:

1) Pandev è uscito mezzo rotto, motivo ulteriore per rimpiangere il non acquisto di Kuyt (non Messi, Kuyt…): la buona notizia è che, se è vero che la forma si trova giocando, Milito non salterà nemmeno un minuto delle prossime partite. Sperando che la forma migliori, e la prossima volta a gonfiarsi sia la loro porta e non la nostra.

2) Visto l’infortunio del macedone, la spaccatura tra attacco e difesa, e la fatica che fanno i due mediani a coprire tutto il centrocampo, prevedo -e tutto sommato approvo- un rapido ritorno al rombo. Il modulo è senz’altro noto ai giocatori, dovrebbe garantire più filtro a metà campo e protezione alla difesa (i gol subìti sono un po’ troppi), e là davanti permetterebbe a Eto’o e Milito di giocare più vicini, con Sneijder alle loro spalle. Staremo a vedere…

3) Ennesima serata di gloria per un signor nessuno contro l’Inter: tal Theo Janssen piazza una punizia che se la fa Messi o Ronaldo ne parliamo una settimana. La mia sindrome da terzino sinistro (cosa che Janssen non è) è arrivata ormai a tal punto che ogni volta che vedo un mancino calciare bene mi chiedo “perchè non lo prendiamo noi?

 

E’ COMPLOTTO

Avevo ammesso senza problemi che i 6′ di recupero a Bologna erano stati una cosa un po’ antipatttica (copyright Signor Massimo). Mi era invece sfuggito come già sabato contro l’Udinese, guarda caso con i nostri avanti 2-1, il prode arbitro (di sinistra?) abbia salomonicamente concesso analogo recupero, giusto per far capire che il vento non è cambiato, nè probabilmente mai cambierà.

Vedere Zio Fester Galliani sfanculare impunemente Braschi in tribuna a Cesena (by the way, Braschi è stato un arbitro infame e ricordo diverse partite da scandalo contro di noi, quindi senz’altro non mi dispiaccio nel vederlo vilipeso), senza che partissero deferimenti e scomuniche di Mourinhana memoria (vedi su tutti il gesto delle manette) è ulteriore conferma del fatto che Eolo soffia sempre da quella parte lì.

O quantomeno sempre contro questa parte qui.

Delirio? Persecuzione? Può darsi: Burdisso apre un ginocchio a un avversario, ma non si ravvisa condota violenta; morale, 2 giornate e rientro giusto-giusto per Roma-Inter. Il che, vista la labile psiche del soggetto, potrebbe essere un vantaggio per noi, però intanto questo gioca…

 

Eto'o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo...

Eto’o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo…

MI SON DISTRATTO UN ATTIMO…

INTER-UDINESE 2-1

Ragazzi. Mettiamoci d’accordo. Patti chiari amicizia lunga.

Uno non può nemmeno andar via per un fine settimana, sbirciare quel poco di Inter che vale la pena guardare, e si ritrova tutto ‘sto macello?

La fredda cronaca: piacevole tre giorni valenciana che lascia poco spazio al calcio: del poco che ho visto salvo ovviamente il risultato e i corsi e ricorsi storici. L’Udinese ogni santo campionato ci fa sputare sangue (unica squadra che l’Inter non riuscì a battere nell’anno dei 97 punti, vittoria 2-1 l’anno scorso con gol di Sneijder al 90millesimo, etc).

Eto’o sbaglia pure un rigore ma per fortuna piazza in buca la ribattuta, poi prende un palo interno clamoroso. Insomma, s’è vinto -mi dico- il resto verrà. Mi apprusto alla cena senza nemmeno pensare alle partite del sabato sera, anche perchè convinto che i cugini, impegnati mercoledì in Champions, giochino domenica sera. Gio mi squadra con un’occhiata a metà tra il compassionevole e il rassegnato quando la mia invettiva complottistica si focalizza su questo punto. A ben vedere infatti, gli anticipi del sabato sono normalmente decisi per esigenze televisive e per dar tempo alle squadre di riposare in vista degli impegni di Coppa. Ora: l’Inter gioca martedì e quindi anticipa al Sabato, Roma e Milan invece giocano mercoledì, ma anticipano al Sabato lo stesso. Prendo atto che godranno di 24 in più di riposo. E’ Complotto. Ho ragione.

 

LE ALTRE

Tornando a noi, faccio il ruttino di fine cena e, raggiunta un’età nella quale la movida valenciana non fa più per noi, ripariamo in hotel per un piacevole cazzeggio telematico, e qui la serata “svolta”. Doppia batosta per Cugini e Maggici, con tanto di rigore sbagliato da Zlatanasso!

Lo striminzito 2-1 del tardo pomeriggio ovviamente a quel punto riluce di scintillante bellezza, mentre chi scrive stenta a trattenersi dal ghigno continuo nel leggere delle mirabolanti gesta dei “giallorossoneri”.

Ovviamente due ex sugli scudi: “Fantocci” Burdisso e il Nasino Svedoslavo. Sulla psiche malata dell’argentino davvero non so che dire, se non rimandare ai miei commenti della scorsa stagione (su tutti, si veda quanto detto in “PAZZO” INTER AMALO http://www.facebook.com/note.php?note_id=417791805308). La cosa che mi lascia ogni volta stupito è la sua incredulità nel ricevere fischio e sanzione arbitrale. Cazzo, hai appena aperto la gamba dell’avversario (e, in un certo senso, meno male che si è tagliato, perchè vista la sconsideratezza dell’intervento mi aspettavo una frattura esposta!) e hai anche il coraggio di protestare?!?

Su Ibra invece il discorso è diverso: sono ovviamente stra-felice della sconfitta dei cugini, arrivata dopo la solita vomitata elegiaca nei confronti della squadra più forte di tutti i tempi, che in attacco schiera Goldrake, Jeeg Robot e Mazinga (forse quello del Bari…, remember?). Alla prima prova dei fatti vengono puntualmente sputtanati da un Cesena ordinato-massiccio-e-incazzato, che fa crollare in 90′ il castello di minchiate pronunciate dal mondo rossonero e prontamente diffuso dalle solerti appendici cortigiane negli ultimi 15 gg, complice anche la strategica pausa-nazionali.

Chiaramente, quando l’Inter ai tempi ammassava campioni o pseudo tali lì davanti (Ronaldo, Vieri, Baggio, Recoba…), tutti a dire “eh ma non basta fare l’album delle figurine” (critica peraltro sacrosanta). Ora invece tutto è bello e tutto è bene.

Di tutto l’accaduto, il palo di Zlatan è la cosa che mi fa ridere di meno. O meglio, sono contento che proprio le sue dichiarazioni (“quella milanista è la maglia più bella che abbia mai indossato“) e tutta la sboronaggine assortita abbia sbattuto violentemente sul palo, vanificando un tentativo di rimonta che -vogliamo dirlo?- sarebbe comunque partita da un rigore che definire generoso è poco.

E taccio per decenza sulle miraboloanti dichiarazioni di Zio Silvio sui tre (tre???) gol regolari negati al Milan da un arbitro di sinistra.

Tornando a Zlatan, e come giustamente detto in rete, Ibra è stata una splendida storia che fin dall’inizio sapevamo sarebbe durata un paio d’anni. C’è da dire che, contrariamente a quanto fatto nel Barça e ora al Milan, non si è mai sperticato in dichiarazioni di amore e fedeltà (se escludiamo la boutade “ho sempre tifato Inter sin da piccolo” che a me ha sempre fatto ghignare, perchè ho sempre pensato che fosse lui il primo a riderne), motivo per cui come già ricordato non l’ho fischiato al suo ritorno col Barça e l’ho comunque ringraziato: sia per quanto fatto (da lui), sia per quanto vinto (da noi) anche grazie alla sua cessione!

Al derby ovviamente lo sommergerò di fischi, ma “semplicemente” in quanto rossonero.

 Gradevolissimo il pomeriggio torinese, dove una volitiva Juve scippa con destrezza un pari ad una Samp che subisce 2 gol in fuorigioco. Su quello di Pepe -ammetto- stavo sonnecchiando. Quello di Quagliarella l’ho notato io dal divano senza bisogno di replay e con l’occhio ancora “a piomba”, ma ovviamente per i cronisti “ci sono dubbi, non è chiaro”.

Infine, esilarante Controcampo con il Buon Brandi impegnatissimo a sviscerare i motivi della crisi Juve (tutto purchè non si parli di Milan in questi casi!), e Di Canio che sfotte Bettega (“vabbeh, dice che la Juve ha tanti nazionali. Ma l’avete vista l’Italia in Sudafrica??”) e il gobbaccio maledetto che si offende e tipo bimbo di tre anni si ingrugnisce ammoutolendosi. Spassosissimo!

 

WEST HAM

C.V.D. (Come Volevasi Dimostrare. O anche “Chelsea. Very Disappointing“).

Morale? 1-3, ancora a zeru in classifica.

 Fate voi…

Gollonzo.  Dopo aver giocato di sponda col portiere, Eto'o insacca di giustezza.

Gollonzo.
Dopo aver giocato di sponda col portiere, Eto’o insacca di giustezza.

SCHOPENAUER MI FA UNA PIPPA

INTER-BARCELONA 3-1

La sindrome del foglio bianco: da quando mi diletto nel compitare queste stronzatelle di commento alle partite, di solito dopo una vittoria mi vengono in mente titoli, frasi e minchionisitica assortita da infilare qua e là.

Stanotte proprio no.

Sono davvero sorpreso dall’andamento della partita, forse ancor più del risultato finale. In altre parole, se di vincere potevo forse avere l’inconfessata speranza, di recuperare 3 gol dopo aver subito il primo al quarto d’ora del primo tempo non ci pensavo nemmeno lontanamente.

Lo so, quando si parla di Inter sono un inguaribile ottimista.

La formazione è quella di Londra, una sorta di “all-in” pokeristico che, ieri come allora, mi ha fatto deglutire più volte con i sudori freddi che mi attraversano la schiena.

In realtà le cose non vanno male: il loro possesso palla è ormai arcinoto (siamo a livello di 65%), giocano corti-cattivi-intensi come nemmeno il “peggior” Sacchi, e a fine primo tempo noto come abbiano fatto il doppio dei nostri falli, corso complessivamente 3 km in più di noi e provocato 5 nostri fuorigioco. Come dire, la squadretta è bravina…

Detto questo però, la montagna partorisce il topolino perché ‘sto popò di possesso palla produce la miseria di un tiro (che peraltro va in buca, ‘tacci loro!).

Dopo aver maledetto Maxwell, l’ex che non ti aspetti, che in tre anni da noi una discesa così l’avrà fatta forse una volta (gol al Parma alla sua prima stagione, stessa fascia), concentro i miei improperi su Maicon (che non lo segue), sul Cuchu (ingenuo e fallace per una volta, gli corre dietro ma poi si ferma) e su Lucio (che perde palla facile in ripartenza, anche se –c’è da dirlo- un minuto buono prima del fattaccio).

Morale “l’è tua, l’è mia, l’è morta l’umbrìa” come recita un’altra perla di saggezza del parterre, e il frittatone è cosa fatta.

Lo sguardo con papà è lo stesso del momentaneo 1-1 col Chelsea (“ciao ciao coppa”), ma chissà mai che porti bene, perché il ceffone subìto dà la scossa.

A dire il vero già sullo 0-0 ci mangiamo un paio di gol mica da ridere, e alla mezz’ora il Pifferaio olandese riceve assist sapiente dal Principe e timbra il pareggio.

Il mio ottimismo mi dice “cambia un cazzo, dobbiamo comunque andar là a vincere”.

Vero, ma in ogni caso all’intervallo tiriamo il fiato per aver riacciuffato il pari dopo pochi minuti e si spera che la partita continui così: palla a loro, ma occasioni vere a noi.
E così continua: pronti-via e Milito mette in area per Pandev che non arriva per un pelo (la falcata del macedone deve sfiorare i 10 cm di ampiezza, sembra una ballerina sulle punte quando corre…), ma poco dopo è sempre l’argentino a mettere boccia per Maicon che, con un tiro tanto preciso quanto lento, fa morire la palla all’angolino per il 2-1 che ci lascia interdetti.

E’ gol, l’ho visto, è lì sotto di me, eppure stento a crederci: giochiamo coi più forti del mondo e siamo sopra 2-1??

Ecco però il Crisantemi che è in me fare ancora capolino: “Eh, ma in Spagna a loro basta l’1-0…”.

Il tizio davanti a me, con accento milanese al “ciend’ pe’cciend’“, grida “’Mo’ ci dobbiam’ far’ u’ ttre a un’”, e il vicino gli risponde “Se facciamo il 3-1 vado nudo sul cavallo in Piazza S. Babila”. (… che poi, il cavallo non è mica in Piazza Duomo? … va beh…).

In ogni caso gli dice male, perché pochi minuti dopo Milito, dopo due assist decide di tornare a fare quel che sa far meglio: il goal. E dopo aver sbagliato due gol di testa da zero metri nelle ultime partite (Firenze e Juve), stavolta la mette dentro, pare in fuorigioco (scrivo senza aver visto una sola immagine in TV ma solo ascoltato qualche commento via radio). E’ delirio, il 3-1 è come il triangolo, non l’avevo considerato.

Cosa potrà mai dire ora l’inconsolabile che è in me? “Cazzo, manca ancora più di mezz’ora, questi mo’ ci mettono lì e sono volatili per diabetici…”. Vero, ma anche no: a parte qualche mischia da cardiopalma, e un intervento da brividi su Dani Alves in area (che dalla nostra postazione sembrava rigore netto, ma che invece frutta un “giallo” per simulazione al gemello di Maicon), lo squadrone catalano non produce pericoli seri. Insomma, il loro famoso gioco si fa più simile al giUoco, bello esteticamente ma alquanto magretto in termini di “ciccia”.

Per non farci mancare niente, Mou toglie uno stremato Milito per Mario, piazzandolo in fascia e spostando Eto’o al centro. Tanto per fare il “l’avevo-detto-io”, personalmente avrei messo il Bresciano Nero in mezzo, lasciando il Leone in fascia, essendo le capacità di ripiegamento di Balotelli tendenti a zero.

E difatti il ragazzino caracolla svogliato sotto il primo anello arancione, che ovviamente ci mette meno di 3 minuti a capire che “it’s one of those days…” e a reagire di conseguenza: L’Eritreo Cazzulati di stanza permanente al fu-settore distinti urla con l’enfisema “Ué fioeu! Daga drée che te s’è entràa adèss!!”.

In effetti il confronto con Cambiasso e Sneijder (tanto per dirne due) che coi crampi coprono la loro zona non mollando un centimetro, è impietoso per il giovanotto. Che, per tutta risposta, sparacchia (in porta?) due palle servitegli poco oltre la metà campo sulla fascia, perfette per metter giù la testa e puntare di corsa l’area avversaria.

Vien giù lo stadio, e gli insulti razzisti (ovviamente esecrandi) sono forse i più teneri. Il “genio” oltretutto risponde, e finisce a schifìo. Pare che Matrix negli spogliatoi lo appenda al muro, dove spero venga lasciato fino a fine stagione, a meditare sulle sue genialate mentre i suoi compagni si giocano un finale di stagione da urlo.

Comunque, il soggetto non merita di prendersi la scena per quella che rimarrà in ogni caso una partita storica: anche se il ritorno dovesse andar male, potremo dire di aver battuto i più forti del mondo.

…And I was there!

Tra le tante immagini che ha offerto la notte di gloria, la più esemplificativa: il vecchio Capitano sovrasta Messi.

Tra le tante immagini che ha offerto la notte di gloria, la più esemplificativa: il vecchio Capitano sovrasta Messi.