SUAREZ O LUCESCU?

CHIEVO-INTER 2-1

Direi che è ufficiale: a tutti i tituli del 2010 si è aggiunto forse quello più difficile da conquistare e cioè: “come rompere il giocattolo”.

Da qualche settimana continuo a controllare il palmarès dell’ultimo lustro, ché a questo punto il dubbio di aver solo dormito è più che fondato.

La sconfitta a Chievo è la più grave di quelle accumulate finora. Non solo perché è la più recente, ma perché in molti hanno visto nella partita in questione una squadra che “comunque ha dato tutto quel che poteva in questo momento”. Il che, se permettete, è ben più preoccupante della giustificazione alternativa: “giornataccia, black out di concentrazione, troppo brutti per essere veri”. Capisco ora alla perfezione la rabbia del genitore che si sente dire dal prof del figlio “potrebbe fare ma non si impegna”, essendo per una volta “genitore” di una squadra che “mi spiace, ma più di così non può fare”.

Chiariamo: per quanto la forma psicofisica non sia nemmeno paragonabile a quella di 6 mesi fa, un conto è giocare con nonni e bambini (Cordoba, Castellazzi, Nwankwo, Alibec…) un conto con una squadra almeno nominalmente assimilabile a quella titolare. Ma fatta questa doverosa quanto ovvia premessa, questi siamo e con questi tocca andare avanti.

Santon ci fa ancora una volta capire perché non gioca, anche se è giovane, anche se è italiano, -bastasse quello Panchito sarebbe titolare fisso- e Pellissier incorna manco fosse Bierhoff. Il 2-0 è abbastanza da oggi-le-comiche, ma c’è poco da imprecare contro la sorte. Nonostante il palo di Pandev in apertura (a quando il prossimo gol del macedone? 2016?) la squadra si affloscia dopo il solito quarto d’ora accademico e l’avversario prende campo e coraggio.

Esecranda la testata di Eto’o, che si beccherà le sacrosante 3 giornate con la prova TV. Azzardata la difesa di Benitez che dice che il suo giocatore prima è stato colpito da un pugno (peraltro vero): la cosa avviene un buon minuto prima e, se fossimo in diritto penale e non su un campo di calcio, non verrebbe ravvisata quella “contiguità temporale” tra azione e reazione, fondamento di ogni incapacità di intendere e volere o quantomeno di legittima difesa.

Insomma, ha fatto una cazzata e pagherà.

Sintomatico, piuttosto, che a topparsi sia stata la vena del Re Leone, solitamente abbastanza pacioso con gli avversari, come a dire che la patata nelle mani di Sancho Panza è ormai sempre più una palla di fuoco a 18.000° farenheit (cit. fantozziana, mai così appropriata).

Il golazo che segna da solo al 90’ serve solo a far capire ai tuttologi quanto Eto’o possa essere pericoloso e letale anche partendo dalla fascia, come opportunamente fatto notare dall’ineccepibile Gigino di Biagio in cronaca.  

Sfogliando per un attimo la margherita del “va-non va”, il mio pensiero sul cambio di allenatore è sempre lo stesso: la Società non dovrebbe mai tornare sui suoi passi, se non a fine stagione, a meno che non sia il gruppo stesso a chiedere esplicitamente un cambio. Morale: se la squadra “segue” il Mister, avanti così. Se no, i senatori si assumano le proprie “reposabi’ità” (detta con la voce stentorea e lo sguardo feroce del nostro capitano) e facciano presente la situazione al Sig. Massimo.

Sic stantibus rebus, darei ancora fiducia a Benitez, non tanto per fiducia nel personaggio, quanto per la quasi certezza che non è cambiando il Mister che i vari Lazzari che albergano la nostra rosa potrebbero risorgere di colpo. Come dire: la strada è brutta e forse anche sbagliata, ma è la sola che c’è, quindi da qualche parte sbucherà…

 

LE ALTRE

Sembra un incubo: vincono tutte, ancora. Ah cugini: visto che essere Ibra-dipendenti non è poi così male? Lo dico con la speranza di gufare, ma con la consapevolezza di dire la verità: quest’anno lo scudo tocca a voi, purtroppo…

 

E’ COMPLOTTO

Eccoci qui, carichi come un bastimento.  Iniziando dal mercoledì-nazionali, ho a stento trattenuto le lacrime dalla commozione nel vedere il nostro Paese stringersi finalmente attorno a quel bravo ragazzo di Balotelli, simbolo frizzante e moderno della nuova Italia multietnica e contestato da un gruppuscolo di minorati mentali fascistoidi. Non posso non fare presente due cose: 1) fino a sei mesi fa il ragazzo era un provocatore che doveva imparare il rispetto e l’educazione, adesso vogliamo dargli la fascia di capitano della Nazionale; 2) il fatto che il ragazzo sia seguito dal pizzaiolo vedova di Moggi e che il Bresciano Nero si faccia vedere sempre più spesso da Giannino (citazione calcistico-meneghin-culinaria) spiega il repentino cambiamento di opinione dei mediaservi tutti.

Passando a ieri, difficile opporsi al fuoco incrociato dei critici dell’Inter: se del resto avevano da dire quando vincevamo, figuriamoci adesso! C’è però chi si erge comunque dalla massa e merita la citazione: Un fesso di ControCampo messo sotto casa Moratti prima ci dice che la figlia è uscita in macchina (e sti cazzi?) e poi butta lì che gli risulta che Cambiasso abbia chiamato il Sig. Massimo esprimendo il dissenso della squadra nei confronti del Mister: in buona sostanza quel di cui scrivevo poco sopra riguardo alla possibilità di cambio-panchina. Mi altero come al solito chiedendomi, aldilà del fatto che sia vero o no, come cazzo possano uscire queste voci, e quanto poco professionale sia un ufficio comunicazione che permette che venga detta “laqualunque“ sul soggetto per cui in teoria detto ufficio dovrebbe lavorare.

Vengo invece piacevolmente smentito dalla soave voce del Cuchu che sostanzialmente rigetta ogni addebito, dice che una roba del genere non dovrebbe farla nessuno (tipo giocatore che fa la spia e parla male del Mister col Pres) e che sentirla attribuita a lui l’ha fatto sobbalzare, in un’ora in cui preferirebbe riposare anche in vista della prossima partita.

Il solito inappuntabile Cuchu guadagna le scuse della serva di turno (magra soddisfazione invero…), anche se poi il fesso piantone dice che la sua fonte era confermata e interna alla squadra. Insomma, il solito mix di prostitussione intelectuale (loro) e dilettanti allo sbaraglio (noi).

Tra i vari commenti sull’eventuale dopo-Benitez, viene anche citata la precedente sconfitta dell’Inter a Chievo (febbraio 2003, giorno di manifestazione contro la guerra in Iraq a Roma, ricordo come fosse adesso…). Si dice che Cuper rischiò di saltare dopo quella partita, e che comunque saltò ad Ottobre dello stesso anno (ma già campionato successivo). Tutto vero, se non fosse che la tanto deprecata stagione 2002/2003 si concluse con un secondo posto in Campionato (lasciamo perdere chi e come lo vinse) e una finale di Champions mancata solo per un pelo (due derby pareggiati, a “campi” invertiti saremmo passati noi).

Ovviamente la stagione venne derubricata come “ennesimo fallimento”.

 

WEST HAM

La sola nota positiva dei 3 fischioni rimediati a Liverpool è che Mr Hodgson consolida la sua presenza sulla panchina dei Reds e quindi non dovrebbe partecipare al toto-panchina…

Aldilà dei nomi buttati lì in queste ore (Leo, Spalletti, Capello, Zenga, Cholo…), credo di sapere cosa bolle in pentola (see attached files…)

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COLABRODO ESISTENZIALE

INTER-BRESCIA 1-1

Lo so che il titolo è un po’ apocalittico -e un po’ alla Frengo e stop– ma la partita di sabato mi ha lasciato la netta sensazione che il gioco sia finito. The party is over.

Permettetemi due sbrodole che valgono da sfogo da tifoso da Bar: non si può avere una squadra in cui la metà si rompe solo a guardarla, e l’altra metà ha la dinamicità di un 90enne paraplegico. Simpatica appendice, la metà deambulante vuole entrare in porta col pallone e deliziare la platea con triangoli stretti e colpi ad effetto.

Morale: dovette andare tutti aff…

Contro il Brescia l’Inter gioca bene i primi 10 minuti: li chiudiamo nella loro trequarti e si cerca il pertugio, salvo poi beccare la pera al primo ribaltamento di fronte: rimpallo su Samuel, Lucio in ritardo nel raddoppio, e (S)Caracciolo, ennesima nostra bestia nera, la mette in diagonale.

Poco dopo Maicon, lodato nel pre-partita da Branca perché da un mese gioca con un ginocchio in disordine, decide che dopotutto chi è lui per non partecipare al festival della contrattura, e si ferma toccandosi la coscia.

Inevitabile, penso io, visto l’andazzo.

Ok, siamo sotto 0-1, più di un’ora da giocare, vediamo se Sancho Panza mette Santon (scelta più equilibrata) o Biabiany (rischiando subito il tutto per tutto).  Il genio invece mette Cordoba.

Cordoba.

Lo riscrivo perché a leggerlo non ci si crede. Ho detto e scritto più volte che fino ad adesso non mi ero ancora pronunciato su Mr Rafa proprio per la pochezza di alternative a disposizione, ma se la preparazione tattica tanto decantata è questa, io dico: ridatemi Bagnoli! Il colombiano, povero Cristo, fa quello che sa fare: corre velocissimo ma con la palla tra i piedi è il solito scempio, e tra cristi e madonne del sottoscritto si arriva a metà tempo.

Nella ripresa, fuori anche Sneijder: malore in spogliatoio la motivazione ufficiale, anche se, dopo il ritardo mestruale palesato dal nervosismo isterico di Genova è sempre più forte il sospetto che l’olandese sia in dolce attesa. Dentro il giovane nigeriano Obi, praticamente il fratello minore di Leroy Johnson (copyright Simona C. – Simo avevo detto che l’avrei scritto ed eccola servita la citazione, corredate da foto a supporto della tesi). Il ragazzo si erge dalla triste mediocrità del centrocampo interista e mostra buona corsa e un tiro non disprezzabile.

La media di due cambi forzati a partita è rispettata e raggiunta già a metà tempo, ma l’Inter riesce a superarsi con l’infortunio più grave della stagione e per una volta nemmeno imputabile alla disastrosa preparazione: Samuel atterra male dopo un contrasto con il maledetto (S)Caracciolo e si rompe tutti i legamenti possibili del ginocchio sinistro. Vedere un duro come lui contorcersi dal dolore è roba brutta e impressionante.

Forza “Muro” siamo tutti con te…

Tanto per non farla lunga arriviamo al nostro pareggio, che nasce da un bello scambio Eto’o-Pandev-Eto’o. Il camerunense cade a contatto con un loro difensore e l’arbitro fischia il rigore. Dubbio? Di più, molto molto generoso. Convintissimo che sullo 0-0 non l’avrebbe mai fischiato. Non posso aggiungere altro. Se mi fischiano contro un rigore così mi incacchio di brutto. Tant’è: il Re Leone fa il suo mestiere ed è pareggio.

Tempo –e tutto sommato anche modo- di vincerla ci sarebbe, perché il Brescia comprensibilmente già assaporava il successo, e non ha più la forza di ripartire. L’assalto all’arma bianca è però alquanto sterile da parte nerazzurra, con un Milito in grave ritardo fisico che gioca gli ultimi 20’ coi crampi (probabilmente non era prevista una sua presenza fino al 90’, ma vista la carneficina che ha colpito i compagni…). E quando la Dea Bendata ci offre sul piatto d’argento un rimpallo che libera il Principe sul dischetto del rigore al 49’ e 30 secondi, Diego spara alto vanificando quel che sarebbe stato un furto con destrezza.

Prima di quello, c’è da sottolineare, con la stessa chiarezza con cui si è detto della “generosità” del rigore accordato, un palese sgambetto di Zebina ai danni di Milito in area di rigore. Penalty questo sì solare ed evidente, ignorato però dall’arbitro e ancor di più dai giornalisti nel dopogara.

 

PENSIERINO DELLA SERA 

Tornando al titolo di questa settimana, con il “crack” di Samuel ho proprio pensato: “è finito tutto”. Lo so, chiamatemi inconsolabile, miserabile pessimista, ma davvero non vedo come una squadra in questo stato possa riprendersi, fisicamente e ancor più mentalmente, e ricominciare a vincere. La partita di ieri (per non parlare di quella di martedi) mi ha ricordato troppo da vicino tante altre Inter ammirate –si fa per dire- fino al 2006: il mantra non-c’è-ali-non-c’è-schemi-non-c’è-un-cazzo sale come un crescendo rossiniano. Vero che con Milito e Sneijder anche solo al 70% di quelli dell’anno scorso potremmo rientrare in gioco (parlo di Italia, chè in Europa il jolly ce lo siamo giocati l’anno scorso). Vero anche che le nostre rivali non stanno facendo esattamente terra bruciata intorno a loro (e in questo caso il livellamento verso il basso è di tutta evidenza, con tutto il rispetto per la Lazio capolista). Ma davvero è realistico pensare ad una squadra che torni ad avere fame ed unità di intenti degni di questo nome? Più prosaicamente: quanto è lontano il giorno in cui si potrà avere uno straccio di centrocampo con uno straccio di idea sul cosa fare durante una partita? A quando il prossimo tiro da fuori? Un sano contropiede? O saremo condannati a vedere Lucio che esce palla al piede e cozza contro i due mediani avversari, e Coutinho che fa una bella serpentina per poi tirare la mozzarella al portiere giusto per farsi dire “E’ bravino, ha bei numeri, ma è troppo leggero”?

In questo clima idilliaco, costruttivo e pieno di ottimismo, entriamo nella settimana che, dopo turno infrasettimanale a Lecce, culminerà nel derby di domenica sera.

 

LE ALTRE

Vincono tutte, presto detto: il Milan vince a Bari (segnano Ambrosini e Flamini, ho detto tutto). La Juve-che-ha cuore-ed-è-più-squadra getta il cuore oltre l’ostacolo e piega un Cesena volitivo. La Roma vince il derby con merito e due rigori –solari- e ferma la Lazio, ora a due punti dai cugini, tre da noi e quattro da gobbi e Napoli.

Tutto ancora aperto dunque? Aritmeticamente sì. Per il resto, citando il sommo Pizzul “qui ognuno la vede a modo suo” (detta al momento del cambio di Baggio a USA ’94, quella del “questo è matto” indirizzato a Sacchi).

  

E’ COMPLOTTO

 Poche righe anche oggi, vista anche la mia latitanza dallo schermo nel weekend. Mi limito a ribadire la palese malafede dei pennivendoli che fanno sondaggi e plebisciti per palesare l’errore dell’arbitro in occasione del rigore data a Eto’o, compensati dal silenzio assordante che circonda la cianghetta del mercante d’arte Zebina sul Principe.

Tanto per non essere soli, c’è chi meno di 24 ore dopo ha fatto di meglio. Se nel caso dell’interista la scelta arbitrale più giusta sarebbe stata quella di lasciar proseguire, i gobbi con Bonucci vedono trasformato un palese fallo in attacco con la massima punizione.

Ma la Juve ha cuore, è più squadra dell’Inter e sa far fronte alle mille assenze.

 

WEST HAM

Brodino, sotto forma di pareggio 2-2 fuori casa a Bimingham.

Un mio amico sardo mi diceva “a ticu a ticu se jena u riu” (il fiume si riempie goccia a goccia).

Sperando che il fiume da riempire sia più simile al Lambro che al Nilo…

Fame, I'm gonna live forever...

Fame, I’m gonna live forever…

 

... in questo caso non proprio "forever"

… in questo caso non proprio “forever”

UNA ROBA BRUTTA

TOTTENHAM-INTER 3-1

Avevo detto che sarebbe stata dura, e pensavo di dovermi riferire solo all’orgoglio ferito degli Spurs, alla voglia di rivalsa di tutto il pubblico londinese, e robe del genere.

Anzi non è vero: in realtà, vista la ghiotta occasione per i nostri (vincere e assicurarsi il passaggio del turno dopo 4 soli turni), temevo l’ennesima stecca nella partita decisiva, che è puntualmente arrivata.

Arrivo anche a dire che la presenza di Bale su quella fascia non mi lasciava per nulla tranquillo, ed ero sicuro che un paio (di decine) di volte ci avrebbe bucato da quella parte.

Ma un altro cazzo di infortunio fottuto a metà campo, quello no. Quello era come il triangolo (non l’avevo considerato).

E invece il buon Muntari, dopo una decente oretta di gioco, sente il polpaccio tirare –sapremo poi che “già in allenamento aveva avuto le prime avvisaglie” chè non ci facciamo mancare niente- ed è costretto a dare forfait.

Con questo non voglio assolutamente dire che abbiamo perso perché è uscito il Munta, anche perché stavamo comunque perdendo già con lui. La verità è che dopo 30 anni a tifare questi colori, ‘sta squadra un po’ la conosco e ieri era la serata perfetta per ficcarci dentro la partitaccia.

Tra la condizione fisica di Maicon, in ritardo manco fosse un regionale Monza-Milano, e uno Sneijder a cui forse non sono arrivate le sue cose –per quanto sbraita in campo, tirando da ogni posizione-, ci dobbiamo al solito affidare a Eto’o che è però preso in ostaggio da 4-5 nerboruti in maglia bianca.

Pandev è inesistente, Biabiany da togliere dopo il primo quarto d’ora. Zanna e Munta si arrangiano in fase di interdizione e fanno quel che possono per costruire gioco, cioè non molto. Inevitabile dolersi delle assenze dei compagni di reparto (Deki-Cuchu-Thiaghino).

Morale, loro vengono giù da tutte le parti (come detto soprattutto con Bale, fenomeno vero, ma anche col piccolo Lennon dall’altra parte e nasino-Modric in mezzo) e noi in tutto ‘sto casino ci capiamo poco al cazz.

Visto l’andazzo della squadra, quando entra Milito sudo freddo temendo l’ennesima ricaduta. Fortunatamente almeno questo pericolo pare scongiurato, anche se tenerlo in panca con quel popò di partitaccia che stiamo facendo è un muto rimprovero alla gestione degli infortunati (della serie: non sei pronto per giocare, ma ti porto lo stesso sperando di non doverti far entrare). In realtà i 20 minuti giocati ci mostrano un Principe più che accettabile, forse agevolato dalla mediocrità generale, dalla quale è facile ergersi. In venti minuti piazza un interessante diagonale di sinistro appena entrato e un bellissimo destro che spizza la traversa negli ultimi minuti. Tra i due tiri, il solito colpo da biliardo di Eto’o, che forse illude qualcuno –non io- sulla possibilità di recuperare una partita che, ripeto, a me è sembrata persa già dal fischio iniziale.

Provo a scrollarmi di dosso l’inevitabile pessimismo cosmico, pensando che nulla è compromesso, e che la qualificazione potrebbe arrivare già alla prossima partita (in casa col Twente). Poi butto gli occhi avanti e vedo che nei prossimi 10 giorni avremo un climax ascendente di 3 partite di campionato (la terza è il Derby in scaletta domenica 14), tutte da giocare con un centrocampo semplicemente da inventare.

 La cosa che più mi ha fatto ridere? Sentire Benitez andare orgoglioso della gestione degli infortuni, snocciolare numeri e percentuali assolutamente irrilevanti (il 40% degli infortuni sono avvenuti in nazionale oppure l’85% degli infortuni riguarda giocatori che già si erano fatti male risposta di Mario: e sti cazzi?), ma soprattutto vantarsi di aver dimezzato i tempi di recupero rispetto all’anno scorso. Bravo pirla, aggiungo io: basta rimetterli in campo quando non sono ancora guariti, e infatti vedi che si ri-rompono. Riso amaro, naturalmente…

 

Niente “E’ COMPLOTTO” stavolta, se non la ricerca spasmodica del “caso” e la ormai stantìa ripetitività del paragone Benitez-Mou (visto, o coglioni, che non era solo un “grande comunicatore”?), il tutto con quel ghigno da schiaffi di Caressa che non credo avrebbe avuto se il risultato fosse stato inverso, o se a prendere la scoppola fosse stata la sua Maggica.

Ma qui siamo al processo alle intenzioni.

Come dire, c’ho ragione, ma non ho le prove per dimostrarlo. Tocca fidarsi!

Quando ancora si muoveva... ...ma tu guarda se uno deve rimpiangere un polpaccio di Muntari!

Quando ancora si muoveva… …ma tu guarda se uno deve rimpiangere un polpaccio di Muntari!

SIAMO SEMPRE QUI

INTER-JUVENTUS 0-0

Vista da “Crisantemi“: un punto in due partite, zero gol segnati, giocatori che si rompono solo a guardarli, possibilità di eliminare una potenziale concorrente dal giro scudetto già a fine Settembre e di dare una bella “lezione” ai rivali di sempre, giusto per dire “di qui non si passa!”. Possibilità che ovviamente non si concretizza vista l’ormai cronica tendenza a complicarsi la vita e resuscitare i morti.

Vista con un occhio leggermente più ottimista, possiamo dire di aver avuto finora un calendario non esattamente “comodo” (Roma Juve e Palermo incontrate nelle prime 6 giornate) e ciononostante di essere lì, a due punti da una Lazio pimpante, a pari punti coi cugini e sopra gobbi e lupacchiotti. Non che questo mi consoli più di tanto: davvero dopo anni e anni non riesco a trovare una risposta all’insoluto quesito che mi rimbomba nella testa da una decina di giorni: contro di noi sono tutti fenomeni oppure siamo noi a latitare quando ci sarebbe da dare la mazzata finale?

L’uno e l’altro, certo. Anche se mi gira il culo.

Parlando di ieri sera, il risultato è giusto. l’Inter parte anche benino, poi subisce qualche corner e da lì si blocca fino a fine prio tempo. Nella ripresa due occasioni colossali non sono sfruttate da Maicon e Milito (compensate da un salvataggio di JC su Qualgliarella per essere onesti…) lasciano il risultato “a occhiali” e la posta in palio equamente divisa. Detto che Eto’o è al solito imprendibile, Milito parte in panca ma è costretto ad entrare causa “vecchietta” che mette KO il giovane Biabiany. L’ora giocata dal Principe ci fa capire perchè non è partito tra i titolari.

Piccolo inciso: ci fosse stato almeno Pandev a disposizione, l’argentino a mio parere avrebbe visto la partita dalla tribuna, o da casa sua. Spero solo che le condizioni fisiche “perfettibili” gli risparmino la trasvolata continentale albiceleste, consentendogli di riguadagnare una condizione fisica degna di un bipede normodotato.

Per il resto, due considerazioni:

1) Coutinho col pallone ci sa fare, ma se è messo di fronte a difensori appena decenti (e cioè NON quelli del Werder Brema) patisce il gap fisico in maniera imbarazzante. Sembra davvero il bambino che ai giardinetti gioca con gli amici (più grandi) del fratello maggiore. Urge potenziamento fisico, sperando che nel frattempo la classe (che c’è) possa ricavarsi qualche spazio nelle muscolari difese della Seria A italica.

2) la Juve è la squadra più “alta” del campionato: Chiellini, Bonucci, Melo, Iaquinta… tutti sull 1.90. L’inter non ha più l’ariete tipo Crespo o Cruz e, nel caso non se ne fossero accorti, Ibra è tornato a Milano ma gioca con gli altri. Morale: a che cacchio serve tirare una quindicina di corner molli molli in mezzo all’area, per verderli trasformarsi in gustose caramelline per la difesa bianconera? Per una volta che serviva inventarsi qualcosa di diverso (scambio corto, palla fuori per un tiro al volo….) abbiamo regalato una dozzina di palle a Chiellini & co. Visione di gioco lungimirante e illuminata.

Facendo una chiusa finale, e parlando più in generale, direi che la sosta arriva a fagiuolo, con la speranza di recuperare gente da un punto di vista fisico e/o mentale: al momento siamo senza Samuel, Cordoba (stiratosi ieri), Matrix, Zanna Thiago Motta, Pandev, Biabiany (uscito ieri sera). Per il resto, Milito è in pesante ritardo.

LE ALTRE

Detto della Lazio che vola come la sua aquila (che brutta roba il circo togni di farla volare prima della partita…), i cugggini sono saldamente in zona retrocessione: 3 dei loro 5 punti li han fatti con noi.

(una riga di silenzio in segno di incazzatura)

Il Milan sbanca Parma, da cui a dire il vero mi aspettavo di più: vedo solo gli ailàiz, che mostrano un rigore sacrosanto negato a Crespo (Nesta gli arriva da dietro come nemmeno in caserma col trucco-saponetta), ma anche tante occasioni divorate da Ibra e famiglia (dell’ammmore, of course). Il Napoli cresce bene, quei tre davanti sono molto pericolosi. Mettiamola così: sulla partita singola abbiamo visto nostro malgrado che, almeno al momento, ci sono delle squadre che ci sono all’altezza. Resta da verificare la tenuta di questi qua sulla lunga distanza, con la speranza che i nostri ritornino ad avere un ruolino di marcia più consono ai Triplettari.

E’ COMPLOTTO

Tanto per non scrivere sempre le stesse cose, dovrò inventarmi un segno convenzionale per rilevare tutte le volte in cui il calabrese cantilenante parla male di Mourinho: anche ieri sera tutti ad elogiare i due tecnici (Rafa e Clouseau) per il fair play e i toni bassi, con un costante e nemmeno tanto implicito riferimento a José, che invece infiammava gli animi e “non faceva bene al nostro calcio”. Da morir dal ridere la battuta regalata dal Bresciano Nero (a San Siro a tifare Inter, o meglio secondo me a tifar contro la Juve), che alla richiesta di una battuta per Sky, risponde “Mauro non capisce niente di calcio”. Ovviamente lui fa finta di non prendersela ma rosica da matti, bofonchiando, “ma come, proprio io che l’ho difeso quando tutti gli erano contro”. Il fatto che difendesse una situazione francamente indifendibile (maglia gettata a terra dopo Inter-Barça) solo per dar contro Mourinho è ovviamente secondario. La stessa paranoia l’ho trovata, e addirittura in misura assai maggiore, guardando una buona parte di Controcampo, dove nell’ordine ho sentito dire che:

1) Il gesto delle manette dell’anno scorso rappresenta la pagina più vergognosa del calcio italiano;

2) Mou era antipatico e se la prendeva sempre con gli arbitri, e così facendo non li aiutava a far bene (il che, traslato, vuol dire che era lui a farli sbagliare contro l’Inter…. un genio!)

3) Sì, era un bravo motivatore, ma poi in campo ci vanno i giocatori (ma va???): Pettiniello Bettega filosofeggia dicendo che con 11 schiappe non ha mai vinto nessuno (chiamate Catalano), mentre

4) da Bruno Longhi apprendiamo che il gol di Maicon nell’Inter-Juve dell’anno scorso (uno dei gol più belli di tutta la stagione) è stato il frutto casuale di uno stop sbagliato. Mourinho non c’è più.

Se n’è andato per i suoi motivi e senz’altro non è stato invogliato a rimanere da quella pletora di prostitute intellettuali dei giornalisti sportivi italiani. Bene, lasciatelo in pace, non parlatene più! Mi sembrano tutti come la fidanzata che è stata mollata e che va in giro a dire a tutti quanto sia stronzo e cattivo il suo ex, ma intanto continua a parlarne, quando la cosa migliore sarebbe girar pagina e iniziare da capo.

Ah, e poi ovviamente se non segna Eto’o non segna nessuno, Milito è un mistero,  Maicon non gioca bene perchè in estate è stato disturbato da manovre di mercato (di chi secondo voi?): insomma, chevvelodicoaffa’ , è crisi inter.

WEST HAM

Pareggio-brodino in casa col Fulham. Può bastare.

Attenzione: è stato ritrovato un bambino di circa 8 anni con maglia a strisce nerazzurre e un pallone sotto braccio: i genitori sono pregati di contattare il più vicino posto di Polizia.

Attenzione: è stato ritrovato un bambino di circa 8 anni con maglia a strisce nerazzurre e un pallone sotto braccio: i genitori sono pregati di contattare il più vicino posto di Polizia.

CRISI? SUCA!

INTER-WERDER 4-0

Con un partitone l’Inter cancella la crisi che tutti avevano prontamente tirato giù dalla mensolina, spolverato e lucidato per l’occasione.

Quanta ridicola bellezza nel sentire le stesse bocche che negli ultimi tre giorni hanno vomitato critiche a profusione, scappellarsi di fronte a cotanta bellezza e sbugiardarsi da soli dicendo “c’è addirittura che ha pronunciato la parola “crisi” per questa squadra che in Italia vince da 5 anni e che l’anno scorso ha fatto il triplete. Il tutto per aver perso –immeritatamente, aggiungo io- una partita al 92° ”.

Non che la cosa mi conforti, né tantomeno mi sorprenda. Le prostitute, in quanto tali, sono sempre pronte, basta pagare. E quindi arrivederci alla prossima.

Parlando giusto un attimo di calcio giocato, anche ieri sera partitone. L’Inter fa 4 gol di cui 3 nella prima mezz’ora, e onestamente ce ne potevano stare almeno un altro paio: Coutinho capoccia sciagurato fuori di poco e Sneijder si fa parare il tiro dopo assist di Ciccio-Pato (ci avete fatto caso? Vero che il brasilianino assomiglia a Pato, ma secondo me somiglia ancor di più alla sua caricatura nello spot di Sky, vedere foto).

Lui e Biabiany fanno buone cose. Il francese parte a mille e concede una serata di ferie a Maicon, quasi incredulo nel vedere che c’è un altro che fa avanti-indietro sulla fascia al posto suo. Coutinho parte male, ma dissemina perle di saggezza tardo-adolescenziale nei 90’, culminati con un tiro insidioso (copyright B. Pizzul) a metà ripresa.

Eto’o è incontenibile, ne segna tre di cui il secondo va mostrato in tutte le scuole calcio del mondo: esempio perfetto di stop a seguire e botta secca sul primo palo, dopo illuminante lancio di Lucio (roba che se lo fa Pirlo ci ammorbano 3 giorni). Lui e Sneijder si scambiano assist per il 3° e 4° goal, e insomma la serata pare davvero di grazia.

Guardiamo quindi alle (poche) note stonate:

1) Julio Cesar continua la fase da Renato Pozzetto in braghe corte: dopo l’amnesìa di Roma che è costata una punizione a due in area, ieri sera sullo 0-0 azzarda un’uscita dalle parti della metà-campo, nonostante l’unica punta tedesca sia scortata da Lucio e Cordoba (non proprio i fratelli Paganin, tanto per dire). L’urlaccio di Psycho con le sopracciglia rifatte credo che se lo sognerà di notte per il resto della settimana.

Per completare la seratona, nella ripresa viene sostituito da Castellazzi (bravo): in TV la spacciano per un premio concesso al portiere italiano, visto anche il confortante punteggio di 3-0. Vero che si usa dare il “contentino” al nr 12, ma di solito lo si fa a fine stagione (e magari per tutta la partita) o negli ultimi minuti (non a inizio ripresa). E i miei dubbi trovano puntuale conferma nel dopogara, quando Rafa dice che le sue condizioni si valuteranno meglio domani, ma che -insomma- è uscito per un dolorino.

Oddio, visti gli standard qualitativi delle ultime prestazioni, magari stare a riposo gli fa anche bene!

2) Lucio per una buona ora fa il partitone a cui fortunatamente ha abituato anche i non Psycho-lovers come me. Detto dell’assist per il 2-0 e del recupero sulla cacata di JC, nella ripresa si blocca dopo uno stacco di testa in area e chiede il cambio. Dopo Samuel e Matrix, anche lui è fermo ai box: contro la Juve toccherà forzatamente a Cordoba e Chivu, speriamo in bene.

Più in generale, mi pare di poter dire che lo stato generale di salute della squadra non sia “eccellentissimo”: ad oggi non possiamo contare sul portiere, la coppia di centrali, il capitano, due terzi del tridente dell’anno scorso (Milito e Pandev) e un perno di centrocampo come T.Motta (“perno” anche per la non eccelsa mobilità).

Ora, speriamo di recuperarne un paio per domenica e quasi tutti per il “dopo-la-sosta”, però la situazione non è rosea per Mr Rafa. Finchè tutto gira bene –come ieri, come col Bari, come a Palermo- hakuna matata, ma la panchina è davvero corta e la qualità è quella che è. Ribadisco l’auspicio: speriamo in bene…

Chiudo lasciando spazio all’Ambroeus, il tennico-da-bar-sport che è in me, per dire che, se una squadra dev’essere costruita e schierata in modo da trarre il meglio dai suoi giocatori, a mio parere non appena la rosa lo potrà permettere urge virare verso il rombo di centrocampo. Cambiasso davanti alla difesa, due tra Deki-Zanna-Motta ai lati e Sneijder dietro a Milito e Eto’o. Potenziale d’attacco devastante, maggior pressing e copertura a metà-campo, un cambio all’altezza (Pandev) per i due davanti.

Rafa, pls take note. Seguirà regolare fattura per la consulenza prestata.

 

LE ALTRE

Il Milan pareggia ad Amsterdam contro un Ajax che con un po’ di cattiveria in più avrebbe potuto vincere: giocano bene, ma “si piacciono” un po’ troppo per i miei gusti. Cazzo, quando hai la palla tra i piedi e sei lì davanti, devi tirare, non arrivare in porta col pallone! Ovviamente Zio Fester, in ossequio al suo credo “non parlo mai di arbitri”, piange dicendo che SuperPippa è stato fermato ingiustamente davanti al portiere. Insomma, “bassiamo i toni” (cit.). Spero invece che il frenetico Inzaghi segni presto questo cazzo di 69° gol in Champions perché non se ne può più di sentire “Pippo alla caccia di Gerd Muller, come miglior goleador di coppa”. Anzi, siccome Raul è bene o male allo stesso numero di gol (anche se ovviamente nessuno lo dice), spero che ci arrivi lui per far finire questa agiografia non richiesta di uno dei calciatori italiani più odiosi che io ricordi.

In ogni caso, i cugini iniziano a capire cosa voglia dire essere Ibra-dipendenti, con i pregi (vedi gol fatto) e i difetti del caso (del tipo: se non ci pensa lui, che la mette dentro: Robinho? 😉 )

 La Maggica spezza le reni al Cluj, e Borriello segna un gran gol: sarà un mezzo tronista e figlio di camorrista, ma questo a calcio ci sa giocare e la Roma ha fatto un gran colpo: quasi come Adriano, che al momento è in uno stato di forma imbarazzante…

 

E’ COMPLOTTO

Rimandando alle prime righe per la fenomenologia della parola “crisi”, segnalo solo che la partita di ieri ha avuto come ultima eco considerazioni del tipo: “E adesso Milito come la prenderà?”. I mediaservi perdono colpi: l’anno scorso non si sono mai chiesti come la prendesse Eto’o dei gol di Milito…

Insomma, siamo l’unica squadra al mondo che ha un problema nell’avere un centravanti che fa 11 gol in 10 partite. Dura la vita eh?

int wer 2010 2011

 

int wer 2010 2011 bis