ECC’ALLA’

INTER-LAZIO 1-2

Lo sapevo, diobono, lo sapevo.

Quando ho visto quel cazzo di rimpallo che ha portato i milanisti al gollonzo di Bacca, ho pensato “mierda, qui vincon tutti, sta’ a vedere che noi la pigliamo inder posto…“.

Dopo mesi di normale e doveroso cinismo, torniamo le puttane dal cuore d’oro che in fondo siamo sempre stati, regalando a Pioli e ai laziali un Natale sereno e a tutti gli appassionati di calcio due settimane di silenzio, sporcato solo dal riverbero della frase “e però l’Inter, proprio sul più bello…“.

Chiunque pronunci questa frase ha tutta la ragione del mondo, perchè non è degno di una squadra seria (non voglio dire forte, mi limito a dire seria) affrontare una partita come quella di ieri.

Pronti via e Handanovic ci fa perdere anni, kili e capelli a scelta nell’ordine, azzardando un dribbling alquanto macchinoso nell’area piccola, sventato più per culo che per abilità.

Il peggio arrivava poco dopo, con una lungimirante disposizione a pen di segugio sul (credo) primo corner degli aquilotti. Che Candreva sia bravo a tirar da lontano lo sanno anche i sassi: lasciarlo quindi libero di ricevere e tirare di prima dal limite dell’area non mi pare una gran genialata, visto oltretutto che Biabiany -suo teorico marcatore- lo guarda a cinque metri di distanza, forse per far vedere che sullo scatto breve è velocissimo.

Grazialcazzo, lo sapevamo già.

Il culo come al solito non ci sorride, visto che il bel siluro del laziale passa attraverso una dozzina di gambe, lasciando Handanovic impietrito e ahimé incolpevole.

Preso il fischione dopo pochi minuti, prorompe in tutta la sua preoccupante pochezza l’evidenza del nostro centrocampo di lotta e non di governo.

Medel e Melo come doppio mediano vanno benissimo nell’ultima mezz’ora di una partita che vinci 2-0 e che vuoi definitivamente “spegnere”.

Già ero perplesso nel vederli partire dal primo minuto, ma mi ero zittito da solo, memore della auto-consolante filastrocca “c’è un Mister che li allena tutta settimana, lo saprà ben lui…“.

 Un par de palle.

Non solo i due non hanno i mezzi tecnici per far girare palla con un minimo di costrutto -questo lo sappiamo da un pezzo-; uno dei due (guess who) fa capire fin dai primi minuti di essere in giornata di (dis)grazia, in perenne guerra col mondo, soprattutto con se stesso. Mena come un fabbro, perde palloni in continuazione e ci manca solo che attacchi briga con i raccattapalle (quello solo i veri fuoriclasse, vero Daniel?).

A quel punto, caro Mancio, ci hai anche la scusa pronta: siamo sotto 1-0, dobbiamo recuperare e non gestire, caro Felipe mi spiace ma son costretto a toglierti e mettere Brozovic.

Non vuoi fare il cambio punitivo dopo nemmeno mezz’ora? Sbagliato, ma almeno ad inizio ripresa questo minus habens lo lasci (chiuso a chiave) in spogliatoio.

Invece no. Si ricomincia in buona sostanza da dove si era finito, con Montoya a far capire perchè ha dovuto attendere S.Ambrogio per assaggiare il campo (su 20 palloni giocati ne avrà sbagliati 21), con Jovetic incistato sui suoi giochetti e dribbling inconcludenti, con Biabiany e Perisic a girare spesso a vuoto e comunque lontani da ogni pericolosità, e con Icardi a guardarsi intorno sconsolato, con balle di fieno che gli scorrono accanto come nella miglior ambientazione western.

Loro continuano ad essere poca cosa, pur con Candreva e Biglia a far vedere come si gioca, e pur con Matri capace di guadagnare punizioni con il pezzo preferito del repertorio (leggasi: urlo disumano e piroetta istantanea non appena l’avversario è a meno di mezzo metro di distanza).

Eppure, nonostante questa pochezza, la ripigliamo. Proprio perchè scarsi, anche i laziali perdono palla banalmente sulla loro trequarti (poi possiamo dire che è stato il nostro pressing alto a metterli in difficoltà e va benissimo, però almeno tra di noi diciamoci le cose come stanno): Perisic fa la cosa più semplice ed efficace della serata, la mette di prima in profondità.

La palla in realtà non è così “pulita” come sembra; è Icardi a dover fare un discreto numerillo controllando a seguire e togliendosela così da sotto la suola. Da lì in poi è sentenza: il ragazzo entra in area e la boccia in rete.

Una palla, uno tiro, uno gol.

E’ il solo momento della partita in cui penso che la si possa rimettere in pista, a patto ovviamente di togliere Melo. Vero che col pareggio un minimo di copertura in più ti può servire, chè quantomeno hai quel punticino strappato coi denti da preservare.

Ma quando uno è coglione, è coglione (excuse my french). E infatti il nostro, quello bravo a difendere, causa un rigore tanto solare quanto ingenuo, zompando addosso al loro attaccante che è spalle alla porta in attesa che il pallone gli arrivi sulla testa.

Handanovic il suo (e cioè parare il tiro dal dischetto) lo farebbe anche (e sono 22 in carriera…), ma la ribattuta purtroppo ricapita sul destro di Candreva che fa doppietta.

Il nostro geniaolide non è contento e pochi minuti dopo decide di attentare alla spalla, se non alla vita, di Biglia, rifilandogli un calcione completamente privo di alcun senso.

Rosso diretto che accolgo come una liberazione. Meglio in 10 contro 11 che in 10 contro 12.

Come dice il poeta, però, “ormai è tardi“, e infatti i nostri non riescono a costruire più nulla, nonostante i cinque minuti di recupero che alla fine diventano sette vista anche l’espulsione di Savic che riporta le squadre in parità (almeno come uomini in campo).

Ci sarà tempo per analisi consolatorie (ancorchè non assolutorie): nessuno pensava di essere in testa da soli a Natale, è vero. Non è un buon motivo per buttare le partite nel cesso senza giocare.

SCUSATE IL RITARDO

E all’alba di Natale, il minchione in persona ha dato finalmente traccia di sè. Non posso parlare di sorpresa, nè di delusione, chè purtroppo era facile e banale aspettarsi certi spettacoli da personaggi che in carriera hanno collezionato colpi di genio in serie.

Il ragazzo viene quindi iscritto al poco invidiato Club degli indegni (in amicizia altresì detto dei Craniolesi), in compagnia dei vari Muntari & co. Non mi commuove l’apparente immediata assunzione di colpa, mostrata a favor di telecamera come a dire “ho fatto la cazzata, scusate“. Fosse un giovincello, potrei anche far finta di credere che possa imparare la lezione, ma trattandosi di ultratrentenne e ultrarecidivo, purtroppo resterà sempre e soltanto questione di quando  e non di se.

Il confronto, impietoso, con il dirimpettaio Biglia ci ha fatto vedere cosa vorrebbe dire giocare con uno che abbia una minima idea di cosa fare della palla. Detto che Brozovic dall’inizio avrebbe probabilmente evitato buona parte degli scempi visti, occorre una seria riflessione a riguardo.

So di aver recentemente avallato il centrocampo as is e cioè senza il regista illuminato. E’ però vero che ci sono un certo numero di vie di mezzo tra una mediana stile Pirlo-Iniesta-Xavi e l’immonda cloaca vista nella prima ora di ieri.

Meditiamo tutti insieme, ma il Mancio più di altri…

LE ALTRE

Vincono, porcaputtana, vincono…

Tutti, anche se meno bene di quanto dicano i risultati: Bonucci si crede er mejo fico der bigoncio e di fatto regala due gol al Carpi.

Esemplare l’understatement di Allegri dopo aver sventato la beffa del 3-3 finale.

Il Napoli continua a seguire gli estri del suo fuoriclasse, ma non chiamiamola dipendenza chè così sembra quasi che ci sia solo Higuain (cit. Caressa). La Viola torna a vincere e bene, mentre il Milan riesce per la prima volta in stagione a recuperare l’iniziale svantaggio arrivando alla vittoria in quel di Frosinone.

La Roma, come si dice in questi casi, vince ma continua a non convincere.

Se si arriva a dissertare sull’intenzionalità di un giocatore di andare ad esultare abbracciando l’allenatore, siamo messi male…

Citando Fabrizio Bentivoglio nei panni di Federico Lolli in Turné:

siamo tutti qui, e tutti insieme vogliam vedere il Braccobaldo show

Torniamo alle ovvietà di cui sopra: ci avremmo messo tutti la firma, ma pestare il merdone proprio a un passo dallo zerbino di casa…

E’ COMPLOTTO

In generale, registro la felicità pressocché univoca dopo la nostra sconfitta, a solo ed esclusivo beneficio dello spettacolo del Campionato, che da 15 anni non aveva una lotta al vertice così serrata.

Sarà il Natale…

Mi levo poi tre simpatici sassolini dalla scarpa:

Balotelli è ormai guarito, anzi forse non è nemmeno mai stato infortunato, visto che il suo rientro è stato dato per probabile contro il Verona  , oppure “già” in Coppa Italia con la Samp, in ogni caso senz’altro contro il Frosinone, e quindi in anticipo rispetto alle iniziali stime che lo davano per rientrante solo nel 2016.

Queste invece le convocazioni del Milan per la trasferta in terra ciociara:

Oh nooo, anche l’influenza…

Ora, posto che  i rossoneri sono in assoluta media (se non peggio) rispetto alle altre squadre in termini di infortuni e sfighe varie, mi domando usque tandem dovremo aspettare per avere un giornalista con un minimo di spina dorsale che riservi a Milan Lab il definitivo giudizio che merita?

Parlando di Inter, invece, faccio i complimenti ad Handanovic per non aver voluto cogliere la battuta da osteria di Caressa, che gli chiedeva “a Melo nun j’avete detto gnente perchè quello ve mena e c’avevate paura!“.

Il soggetto ha anche avuto un certo moto di stizza come a dire “non si può neanche scherzare”. Bravo Samir, se vogliono ridere lo facciano con qualcun altro, chè noi siamo stati allo scherzo pure troppo!

Infine, oltre a Blatter anche Platini fa la fine sportiva che merita. Altro che “è stato un grande giocatore e ci vuole un grande giocatore a capo del calcio, che non faccia le pastette burocratiche di quelli là“.

Vi siete scelti un gobbo che esultava alzando una Coppa insanguinata, cosa vi aspettavate?

Ciao Michel, ci vediamo tra otto anni, sempre chè Moggi e Agnelli non chiedano i danni anche in questo caso…

WEST HAM

Continuiamo il festival dei pareggi: 0-0 in Galles con lo Swansea e via con ‘sta brodaglia che non sa di niente ma ci tiene al caldo.

int laz 2015 2016

Genius at work

 

 

VI FACCIO UN DISEGNINO (ANZI DUE)

La nuova Inter che sta nascendo mi pare logica e quadrata.

ULTIMO IN PORTA!

Partendo dalla porta, trovo giusto confermare Handanovic, non essendo arrivate offerte all’altezza. E’ un portiere che a mio parere vale almeno 15 M€, pare che le poche offerte recapitate non arrivassero a 10, quindi caro mio mettiti il cuore in pace: niente Champions, rinnovo contrattuale a quasi 3M€ netti all’anno e avrai di che consolarti.

La conferma di Carrizo e Berni è irrilevante. I diretti interessati non me ne vorranno…

TERZINACCI AL POTERE

Qui andiamo di sensazioni perchè, anche se mia moglie potrebbe dissentire, non guardo calcio H24 e non ho mai visto giocare i vari Murillo, Miranda e Montoya se non a spizzichi e bocconi. Troppo poco per esprimere un giudizio fondato, insomma.

La sensazione -appunto- è che la coppia difensiva sia affidabile, di certo più dei colleghi di quest’anno: bravi ragazzi Rana e JJ eh? Ancora abbastanza giovani, ma ormai incasellabili alla categoria “plausibili rincalzi“.

Di Murillo si dice che abbia nuovamente cancellato Messi nel recente incontro tra nazionali, pur con la pecca del rigore sbagliato. Spererei di aver trovato un Cordoba leggermente meno esplosivo ma più grosso. Ripeto, la prossima volta che lo vedrò sarà la prima. Mi son perso anche il gol che ha rifilato a Neymar e compagni, a ulteriore riprova che non sto sveglio la notte a vedere la Copa America (altro polemico e subliminale messaggio alla consorte).

Miranda invece nell’Atletico Madrid qualche volta l’ho visto. Posto che lì dietro il vero satanasso è Godin (che però col cacchio che viene via per non giocare la Champions in prestito con diritto di riscatto), il brasileiro mi pare solido e di buona presenza e, pur essendo un quasi 31enne, un paio di stagioni a tutta le può fare.

La coppia titolare sarà questa con ogni probabilità. Considerata anche la settimana libera da impegni europei, due rincalzi paiono sufficienti. Ciò vuol dire che tra Vidic, Andreolli, Ranocchia e Jesus due andranno. Sicuro partente Andreolli -ma ci ricaveremo due soldi in croce-, difficilmente piazzabile Vidic con il popo’ di ingaggio che si porta dietro (3.5 M€ netti, se non erro), ci vuole qualcuno che cacci 8-10 milioni per Ranocchia o JJ.

Le ultimissimissimissime parlano di una proposta indecente al Napoli di Ranocchia + 6 M€ per avere Mertens, ma non ci credo neanche se lo vedo.

Vedremo: resta il fatto che Vidic può essere validissima alternativa ai due sudamericani, ammesso che al serbo vada bene affrontare una stagione -con il solo Campionato- da comprimario: magari ci penserà il rientrante Drago Stankovic a fargliela digerire…

Sugli esterni, l’arrivo di Montoya dovrebbe essere positivo. E’ stato una riserva, ma gioca da sempre nel Barcellona e davanti ha Dani Alves. Dovrebbe essere meglio dei nostri Santon e D’Ambrosio…

Con lo spagnolo ad occupare la casella di laterale destro, resta libera (come da ormai un ventennio….                                  spazio per parolaccia a scelta) quella di terzino sinistro, su cui verosimilmente si alterneranno i due succitati italiani e il nippico Nagatiello. Per quel che mi cale uno vale l’altro, non ho grosse preferenze, essendo entrambiittre onesti giocatori che possono giocare su ambo le fasce. Ritengo che uno dei tre sia sacrificabile senza grossi drammi, stante anche il giovane Di Marco della Primavera a cui Mancio pare voler dare una chance in prima squadra.

Morale: il primo che offre 6-8 M€ per uno tra Santon, D’Ambrosio o Nagatiello ha la consegna gratuita e una mountain bike col cambio Shimano in omaggio!

UNA MEDIANA MENO MEDIOCRE

Il fulcro di ogni squadra è “lì, sempre lì, lì nel mezzo“. E lì nel mezzo, quest’anno abbiamo potuto ammirare soprattutto il cuore e la generosa ignoranza di Gary Medel. Chi mi conosce sa che in quel che ho appena scritto non c’è la minima ironia, chè io a Genny Savastano in salsa cilena ci voglio bene e guai a chi me lo tocca. Ripeto per l’ennesima volta che a Gattuso e Furino nessuno ha mai chiesto di essere Pirlo o Platini, quindi se il centrocampo nerazzurro 2014/2015 ha fatto sostanzialmente cacare, i colpevoli vanno cercati altrove.

Medel sappiamo quel che può dare e il suo lo darà senz’altro anche quest’anno, magari non da titolare fisso e inamovibile.

E’ arrivato Kondogbia, pagato tanto anche se meno di quel che si dice. L’ho visto contro la Juve in Champions e mi è parso buono, spero di non sbagliarmi… La sola cosa certa al momento è che non è un regista, come del resto ammesso da tutti una volta passata l’ebbrezza del gustosissimo sifulotto rifilato a Galliani & co.

Ciò vuol dire che, indipendentemente dal modulo che sarà utilizzato (rombo, centrocampo a tre o doppio mediano), al momento manca in organico quel che ai tempi veniva definito “il metodista”: un cazzo di Gianfranco Matteoli capace di dare una palla di prima a più di cinque metri e senza dover galoppare per trenta metri saltando avversari in serie.

Non che sia obbligatorio avere il classico regista alla Pirlo, anche se ciò per molti talebani calcistici è blasfemìa pura: apro una piccola polemica e sfido costoro a dirmi quali tra gli splendidi centrocampisti del nostro Triplete facesse quello di mestiere: Stankovic? Cambiasso? Motta? Sneijder? Ottimi giocatori, quasi fuoriclasse, ma nessuno di loro aveva nella visione panoramica e nel lancio di 40 metri il pezzo forte del proprio repertorio.

Eppure quello era un centrocampo coi controcazzi. Ma questo, as usual, non lo dice nessuno.

Tornando invece all’inverno del nostro scontento (anche se siamo in estate): posto che qui non abbiamo tale abbondanza di talento, caldeggerei l’acquisto di un Lucas Leiva o un Mario Suarez piuttosto che ripiegare su un Felipe Melo che riusciva nell’impresa di collezionare cartellini pur indossando la maglia bianconera. Torno all’amato Medel: se abbiamo bisogno di uno che la butti in rissa lì in mezzo, siamo già a posto. Cerchiamo un geometra, non uno sgherro di periferia.

Completato il disegnino dei “vorrei” in arrivo, resta quello forse ancor più complicato del “vadi vadi“.

Eh sì, perchè, citando un vecchio adagio in voga a Milanello Bianco fino a qualche tempo fa, “da noi non vuole andar via nessuno“. Pare però che, dopo tre anni di ritardo, il Kuz ce lo siamo tolti di torno, con sommissimo gaudio di chi scrive. A ruota, indipendentemente dalla destinazione, dovrebbe seguire Joel Obi, che personalmente non disprezzo, ma di cui non piangerò la dipartita.

Posto che Brozovic è appena arrivato e non è pessimo, e che Gnoukouri se andrà via lo farà in prestito, a mio parere tra Guarin, Hernanes e Kovacic uno è di troppo. Ovvio che per me il sacrificabile –rectius sacrificando- è il Guaro: non l’ho mai amato e, se non bastasse, pare che come cavallone abbiamo preso uno migliore di lui (Kondogbia per l’appunto). Probabilmente il colombiano segna più del francese, ma la sua ignoranza tattica, che abbiamo avuto la sorte di apprezzare in questi anni, ha pochi pari in Europa…

Kovacic spero rimanga, o quantomeno che vada via per almeno 30 M€, tenendo presente che questo qui, messo in un centrocampo che funziona, diventa forte. Ma forte davvero. Non come Coutinho, che adesso è un giocatore di calcio fatto e finito -anche se non il campione che vogliono dipingerci-. Kovacic può diventare una mezzala della madonna, motivo per cui cercherei di costruirgli intorno una mediana in odor di santità, invece che vedergli spuntare l’aureola a Barcellona o -peggio ancora- a Torino.

Hernanes, dal canto suo, è l’unico che può giocare in tre o quattro ruoli diversi, e l’ultima parte di stagione ha fatto vedere quel che può dare (molto, gol compresi). Da tenere senza se e senza ma.

ATTACCARE!!! (CIT. MERAVIGLIUOSA)

Icardi e Palacio imprescindibili e ad oggi titolari indiscussi, Shaqiri che dovrebbe rimanere a meno di offerte vicine ai 15 M€ appena pagati al Bayern per il riscatto, occorre almeno un acquisto di valore. I nomi di cui si parla sono i soliti: Salah, Cuadrado, Jovetic e la new-entry Mertens.

Dichiaro fin d’ora la mia spudorata preferenza per il belga del Napoli, su cui personalmente non avrei problemi a dirottare i 14 M€ chiesti da De Laurentiis attingendo al gruzzolo derivante dal mancato acquisto di Imbula (di cui parlerò a giorni con altri simpatici nanetti iperglicemici sull’universo dei cugini).

In seconda battuta mi piacerebbe vedere Salah, che in sei mesi a Firenze ha fatto una decina di gol, facendo venire il mal di testa a buona parte dei difensori incontrati.

Riguardo Cuadrado citerò un mio amico napoletano che era solito dire “non lo preferisco“, stupendosi poi della mia domanda “non lo preferisci rispetto a cosa?“. Ma lì la colpa era mia e della mia scarsa conoscenza della lingua partenopea, e infatti lui “manco prendeva questione”…

Tornando al colombiano ex Lecce, ex Udinese ex Viola ex Chelsea: appartiene alla genìa dei velocissimi, imprendibili e imprevedibili, come Gervinho, se vogliamo come Oba Martins. Con lui in campo sai che qualcosa succederà, ma non è detto che sia qualcosa di buono. E poi fa i balletti quando segna. No grazie, vorrei gente seria…

Infine Jovetic: senz’altro tra i quattro è il vero attaccante, chè gli altri sono più esterni che punte vere. Molto dipenderà da come vorrà giocare il Mancio, ma la sensazione è quella di  un plausibile ricambio per uno dei due argentini, difficilmente potrebbe giocarci insieme: per quel che costa, a mio parere può rimanere dov’è o andare altrove, visto che pare lo cerchino cani e porci.

EVVUALA’

Ecco quindi la furmaziuncella che spero di vedere tra un paio di mesi in campo, in attesa di perfezionare l’accoppiata di acquisti Messi-Cristiano Ronaldo.

Propongo qui due varianti del modello Giuditta: uno più “intimo e malinconico“:

Ipotesi rombo e panchina orientativa

Ipotesi rombo e panchina orientativa

L’altro più “scintillante e adatto a saltare“:

Doppio mediano e rinterzo effettato

Doppio mediano e rinterzo effettato

Che Dio ci abbia in gloria e vediamo quel che succede…