NON C’E’ MALACCIO

BOLOGNA-INTER 0-0

Gufi e inconsolabili disfattisti, iatavenne!

Vero che non abbiamo vinto, vero che il primo tempo non è stato granchè, vero che molti dei nostri sono in palese ritardo di condizione, e soprattutto vero che la rosa manca al momento di ricambi all’altezza in mezzo e davanti.

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho visto la partita in differita (causa calcetto che mi ha restituito al mondo vittorioso ma assai acciaccato); questo vuol dire che mi sono approcciato alla visione del match con le orecchie che ancora rimbombavano dalle critiche piccate sulla pesantezza della squadra, sulla freschezza atletica e anagrafica del Bologna, insomma su una partita stile-Atletico Madrid. 

La situazione mi fa tornare alla mente un gustosissimo aneddoto che ancor oggi viene periodicamente ri-raccontato in famiglia suscitando ogni volta ilarità e grasse risate.

 Ragazzoche-potrebbe-fare-ma-non-si-applica” torna a casa per comunicare l’esito dell’anno scolastico:

Mamma trepidante: “Allora? com’è andata??”

Ragazzo: “Male mamma, bocciato…”

Mamma: “Ma come bocciato?? con tutto quello che abbiamo fatto per te! con tutti i soldi spesi in ripetizioni!!”

Ragazzo: “Eh lo so mamma, però… bocciato…”

Mamma: “Sei una bestia! Lazzarone!! Quando imparerai che bisogna studiare!?!?”

Ragazzo: “Mamma…”

Mamma: “Eh? cosa c’è??”

Ragazzo: “Non è vero!! ho preso 3 esami!!!”

Mamma: “Braaavoo!!!”

 Il gustoso aneddoto, che purtroppo non mi vede come protagonista (il tizio in questione non lo conosco personalmente, ma lo venero ancor oggi per il colpo di genio), calza alla perfezione con la situazione di ieri: stando ai commenti, mi aspettavo di vedere l’Inter balbettare calcio come la peggior squadraccia di terza categoria, e invece dopo un primo tempo invero modesto (ma nemmeno così tragico) nella ripresa li abbiamo messi lì e con un poco di culo la si poteva vincere. Il loro portiere è stato il migliore in campo, Eto’o ha preso una traversa e Wesley ha confermato che la serata luci-ed-ombre di Montecarlo è stata un incidente di percorso.

Per il resto, Milito ancora in ritardo, ma cosciente del fatto e quindi limitantesi a cose semplici, e squadra che, specie nella ripresa, ha dimostrato che “c’è fuoco sotto la cenere”. Nota a margine per Mac Mariga, che per la prima volta mi ha fatto capire che cosa intendono quelli che di lui dicono “è il nuovo Vieira”. Dirò di più, pur essendo ancora alquanto grezzo, fisicamente il ragazzo c’è e rispetto a Patrizio-re-del-vizio pare decisamente più veloce e (si spera) leggerissimamente meno incline alla contrattura. Bravo Torakiki, avanti così.

Ora la pausetta nazionali dovrebbe consentire a chi resta di studiare le dispense di Mr Rafa, e a chi va di mettere minuti nelle gambe, con la speranza che questo Campionato, iniziato con un pari come gli ultimi 4, abbia poi un andamento e soprattutto un epilogo analoghi.

Soffermandoci sui limiti della squadra e sugli eventuali rimedi nelle ultime ore di calciomercato dico 2 cose:

1) Capisco la filosofia di base della società riassumibile nel “squadra che vince non si cambia”. Sulla carta siamo quelli dell’anno scorso meno Balotelli, però uno come lui in panca serve proprio nelle partitacce tipo ieri sera, quando la manovra non scorre -ancora- fluida e può servire il colpo del solista. Coutinho e Biabiany sono ottime scommesse in prospettiva, ma io -ribadisco- un tentativo serio per Kuyt l’avrei fatto. Come già detto è un jolly d’attacco, e poi è un uomo di Benitez. Sarebbe stato pronto subito e avrebbe potuto dare un cambio “pesante” al Milito di questo periodo (che crescerà, non mi preoccupo). Così invece devi portare Eto’o in mezzo, che va benissimo, ma perdi in ogni caso come potenziale d’attacco complessivo, stante anche un Pandev pure lui in ritardo.

2) Detto questo, non mi aspetto che l’ultima giornata di mercato ci porti il Messi(a) della situazione. Il colpo l’ha fatto il Milan con Ibra (“colpo” anche in senso criminale, ‘sta storia mi puzza di Isole Cayman come e più del caso Lentini…), a noi se va bene potrebbe arrivare Inler dall’Udinese (quello che sembra Aldo quando fa il poliziotto Uber, non so se avete presente…). Detto tutto.

 

LE ALTRE

Il Milan passeggia su un Lecce obiettivamente in versione “tenerezza”. Dopo mezzora sono già 3-0 e il tutto sembra davvero troppo facile, una festa per Zlatan che ghigna in tribuna. Là davanti saranno molto temibili, dietro e in mezzo i soliti. Gufando un po’, spero che tra lui Dinho e Pato si pestino un po’ i piedi, ma credo che saranno abbastazna intelligenti per lasciare spazio alla presenza ingombrante (sarà il naso?) dello Svedoslavo.

La Roma pareggia in casa col Cesena, ovviamente passato sotto un silenzio assordante, come del resto mi sarei aspettato un po’ di “rumore” in più per il tonfo della Juve contro il “Mister” compagno di vacanze, che per il secondo anno di fila tosta i gobbi con una prestazione of ze madonn. Però  è un cantiere aperto, Quagliarella è appena arrivato, bisogna dare tempo… E poi c’è Andrea Agnelli. Tutti scodinzolanti al cospetto di questo monociglione che, esattamente come i suoi predecessori, come prima cosa ha chiesto la revoca dello scudetto del 2006 all’Inter, dicendo che poi si vedrà, ma chiederà anche la riassegnazione dei due “scippati” alla sua Juve.

Stanno tornando, tutti alla carica. Tutti insieme a fare da contrappeso allo “strapotere interista”. Non resta che zittirli per il 6° anno di fila.

 Chiudo con un’ammissione di colpa (involontaria peraltro): i 6 minuti di recupero ieri sera sono senza senso. 4 sarebbero stati più che sufficienti (niente barelle, niente interruzioni di gioco straordinarie, niente perdite di tempo eccessive). Ho pregato che non segnassimo negli ultimi 2 minuti, perchè le polemiche sul presunto servilismo arbitrale a quel punto mi avrebbero visto in una posizione schizofrenica che onestamente non avrei saputo sopportare.

Non vogliamo favori. Ovviamente non vogliamo nemmeno essere presi per il culo (cosa che senz’altro avverrà ancora). Vogliamo arbitraggi giusti. Quello di ieri mi è parso un po’ al limite…

 

WEST HAM

Zeru punti dopo 3 partite. La prossima è contro il Chelsea.

Nuff said…

Bravo, l'ho già detto. ...Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.

Bravo, l’ho già detto. …Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.

MALE PERDìO, MALE

INTER-ATLETICO 0-2 Supercoppa Europea

Citando quel vecchio cannaiolo di Shel Shapiro “non sempre si può vincere“, anche se devo dire che è dura ri-abituarsi alle sconfitte.

Poco da dire in realtà: gli spagnoli hanno giocato meglio e meritato di vincere. Altro discorso è analizzare il perchè.

L’Inter, per 10/11 quella di Madrid, è stata irriconoscibile in quasi tutti i suoi uomini, (da salvare solo Eto’o per il solito “culo quadro di classe”, Sneijder per l’impegno e Samuel per qualche chiusura in difesa), con un Milito per una volta imbarazzante e Chivu ancor più in ambasce (e quindi a bagasce) del solito.

La fredda cronaca: loro sono stati più veloci, forse facilitati dall’essere mediamente più piccoli e leggeri dei nostri: ma proprio quando si sperava che le differenze fisiche potessero girare a nostro favore (loro più veloci all’inizio, noi più resistenti alla distanza), l’Atletico è salito in cattedra e in buona sostanza non ce l’ha fatta più vedere. Volendoli analizzare, i gol sono frutto di errori nostri e casualità: sul primo ci sono un paio di rimpalli in area con la boccia che rimane lì e Reyes che sparacchia sul primo palo. Tiro invero appena discreto, che un portiere come JC normalmente para con la sigaretta nell’altra mano, ma che invece gli passa tra zampa e palo, dando fiato al postulato numero uno dei guardiani di porta: gol sul primo palo = colpa del portiere. 

Il secondo gol nasce da una palla persa da Maicon in ripartenza. Il brasiliano si ferma (secondo me fingendo biecamente l’infortunio e sperando nel fair-play-e-palla-fuori), gli spagnoli giustamente lo ignorano e a quel punto sono in 4 contro 3 dei nostri. Tra il Cuchu (male anche lui) e Chivu non riescono a “scalare” su Aguero, e così il genero di Marado’ può piazzare il 2-0 a porta vuota.

La chicca finale è il rigore sbagliato da Milito, che personalmente avrei fatto tirare a Eto’o, parso decisamente più in palla. Oddio, eravamo all’89 e non sarebbe cambiato nulla, ma giusto per la gloria…

 Commento tennico: oltre a citare il titolo della nota (vedere foto per i pochi ignorantoni che non l’avessero colta), si sono evidenziate un paio di cose:

1) la panza -figurata- dei ragazzi mi sembra pienotta, quasi come quella -reale- del nostro allenatore. Non ho condiviso la scelta di Deki al posto di Pandev, e comunque dopo il primo tempo e ancor di più dopo il loro vantaggio avrei tolto Chivu per il macedone, con spostamento del capitano a terzino sinistro. Nota a margine: maluccio anche Zanna ieri, serataccia in cui -per una volta- hanno avuto ragione quelli che “con lui e Cambiasso a centrocampo non si combina niente”. D’altra parte a sparar tante cazzate, prima o poi ci si prende.

2) il buon Rafa non deve fare il fenomeno: per queste prime partite (soprattutto partite secche con trofeo in palio) stia tranquillo e faccia giocare i ragazzi come sanno. Per “customizzare il prodotto” ci sarà tempo, soprattutto se la società lo cagherà un minimo. La mossa di Stankovic in quel ruolo mi ha invece fatto temere che il nostro volesse farci vedere subito come la squadra dovesse avere fin dalle prime uscite una sua (di Benitez) precisa impronta. Cazzo, ho passato l’estate a convencere gli amici che lui era meglio di Capello proprio per questo, e Sancho Panza mi sbugiarda così alla prima occasione??

3) Un piccolo “reminder” alla società: Kuyt serviva. E’ una punta che sa ricoprire tutti i ruoli, fa panchina senza rompere i coglioni, in serate come ieri può essere un valido cambio per Milito. Sfumato lui, serve uno simile, quindi NON Sculli, anche non volendo considerarne la fedina penale (questa è una chicca, ci tornerò sopra in altre occasioni).

4) E’ scientificamente provato che le parole “Grande Slam” portano sfiga. Infatti secondo me l’anno scorso a Barcelona non l’ha detto nessuno. Devo dire che il mio onanismo calcistico ha raggiunto picchi mai visti l’altra sera, quando ho visto 4 interisti aggiudicarsi i 5 premi di “best players” per la Champions vinta a Maggio. Mi risulta sia un record assoluto, ovviamente non celebrato a dovere dai nostri giornalai. Ovviamente, dopo l’ennesima conferma della qualità-oro di questa squadra, speravo ancor di più di fare la sestina. Amen, vedremo di rimediare a Dicembre con la coppa dell’amicizia (alias il mondiale per club), ma ancor prima con l’inizio di Campionato.

 

WELCOME BACK IBRA

Io allo zingarone di Svezia sono rimasto affezionato e arrivo anche a dire che in un certo senso sono contento di rivederlo in Serie A. Certo, dovremo sorbirci le gongolate di Zio Fester che ci ammorberà con la storia del “pur di venire al Milan si è tagliato lo stipendio, questa è una grande famiglia” e cacate varie. C’è da dire che un attacco con lui Dinho e Pato -se stanno tutti bene- non è per niente male.

Se però fossi un tifoso milanista (Dio me ne scampi) sarei furibondo: sono anni che piangete miseria, non ci sono soldi, non possiamo far follie, c’è il fair play finanziario, ci riempite di Antonini, Yepes, Papastatopoulos, nonna Amelia,e poi cacciate 40 milioni per Ibra?? Fortissimo per carità, ma al posto suo avrebbe giocato Borriello, o alle brutte Huntelaar o SuperPippa. Non gli ultimi degli stronzi. Il problema è sempre quello: a centrocampo e in difesa ci sono sempre le solite facce (da cazzo), oltretutto tutti con un anno in più (vero Nesta? vero Gattuso? vero Pirlo?).

Ad ogni modo ribadisco: almeno ci sarà da divertirsi, e i mediaservi avranno un altro Dio a cui innalzare altari e inni di gioia.

 Godete bèstie, oggi che potete…

"Come sto andando?"  "...Male per Dio, Male!!"

“Come sto andando?”
“…Male per Dio, Male!!”

 

SRAGIONAMENTI ESTIVI

Dopo un’estate passata a digerire l’abbuffata di grandi successi (a strisce nerazzurre), a piangere addii purtroppo temuti (Bye bye Specialone) e a sogghignare di fallimenti cassandramente previsti (mar-cel-lo-lippi-vacca-gà), torno a impestare l’etere calcistico-informatico (e soprattutto cazzeggistico) con una sbrodola di pensieri raccolti “on ze rod“.

 Giò ha letto di recente un libro (…ma và?? ) nel quale la trama principale era interrotta qua e là da simpatici paragrafetti intitolati “Quel che il protagonista direbbe su XYZ se mai qualcuno glielo chiedesse“.

Eccomi dunque a sostituire l’ XYZ dell’esempio con i seguenti soggetti, il tutto in rigoroso ordine sparso:

MONDIALI

Avrei preferito vincesse l’Olanda, ovviamente per Sneijder in ottica Pallone d’Oro, ma anche per sporcare la bocca ai soliti saccenti che hanno tessuto le lodi di una Spagna che “vince grazie al bel giUoco“. Al solito complottista che è in me è parso che nel decantare le gesta degli iberici trionfatori ci fosse un pizzico di rivalsa e godimento contro chi –guess who– aveva osato eliminare il Barcellona, ossia i 2/3 della nazionale spagnola, dalla Champions League di quest’anno.

Sempre per lo stesso motivo, sarebbe stato simpatttico veder vincere un’Olanda “operaia” (per quanto possa esserlo una squadra che schiera Sneijder, Robben, Van Persie o Kuyt), dopo che Cruyff e compagnia sberluccicante avevano toppato sul più bello nei gloriosi anni ’70 del calcio totale.

Ultima annotazione sui vincitori: concordo con tutti nel definire commovente Iniesta che dopo il gol in finale ricorda il capitano dell’Espanyol scomparso l’anno scorso, mentre ho trovato di dubbio gusto (ma credo di essere stato tra i pochi a notarla) la bandiera catalana sfoggiata da Puyol e Piqué poco dopo il fischio finale. Come dire, est modus in rebus

Dell’Italia che dire? Nel momento in cui richiami Lippi – e quello incomprensibilmente accetta- poi non puoi sperare che lasci a casa la vecchia guardia. E’ come chiamare Raul Casadei alla tua festa e poi lamentarti se non suona i Pink Floyd… Personalmente, dopo il 2006 avrei insistito con Donadoni o un altro giovane (benissimo Prandelli) e avrei fatto scattare l’operazione “simpatia”, con un ragionamento del tipo:” Signori, siamo campioni del mondo (anche se non abbiamo ancora capito bene come abbiamo fatto), ora ricominciamo da capo. In Sudafrica portiamo i ragazzi, e andiamo a fare esperienza. Non chiedeteci nulla e sostenete i nostri guaglioni”. Peggio di com’è finita non poteva andare…

Taccio sull’imbarazzante Inghilterra di Mr Fabio, mentre sotto-sotto sono contento che l’Argentina senza il Cuchu e il Capitano sia stata ridicolizzata da una Germania frizzante, giovane e piacevolmente “colorata”.

MOU

Temevo l’addio dopo il trionfo e così è stato, anche se -per una volta- poteva anche lasciare il centro del palco ai vincitori (leggi: aspettare due giorni e non due minuti a ufficializzare il suo addio). In ogni caso ha fatto un’impresa memorabile e probabilmente irripetibile, cosa per cui il popolo interista gli sarà eternamente grato. Ha incarnato quel che -credo- Herrera aveva inventato 45 anni fa: il “soli contro tutti“, le parole pesanti come macigni contro tutto il “sistema“, le “vedove“, le “figlie di Maria” (che come noto son le prime…) che si scandalizzavano e gli rinfacciavano di tutto, reo lui di aver mostrato al mondo i tanti difetti del nostro calcio, giUocato e non.

Illuminante in questo senso l’ultimo articolo di Tommaso Pellizzari sul Corriere, anche se non sono del tutto d’accordo con lui. Credo che, seppur in misura minore, anche Mourinho beneficerà del trattamento riservato a Mancini due anni fa e a Balotelli nelle ultime settimane. Non essendo più tesserati di F.C. Internazionale, sono diventati entrambi personaggi bravi e simpatici, che l’Inter inspiegabilmente si è lasciata scappare.

BENITEZ

Come confidato a qualcuno, andando via José do Setubal personalmente avrei puntato sul buon Sinisa, finito invece in Viola (in bocca al lupo!). Pur essendo un esordiente della panchina o poco più, credo avrebbe comunque avuto lo spessore (eufemismo per dire le palle quadre) per poter reggere uno spogliatoio di campioni vincenti, anche in virtù del fatto che lui, di quello spogliatoio, è stato parte integrante. Sarebbe stato accolto a braccia aperte dalla vecchia guardia, sarebbe stato impossibile paragonarlo a Mourinho (troppo diverse le carriere), sarebbe stato intelligente e non suicida nel voler continuare con la stessa squadra.

Ad un certo punto ho temuto arrivasse Capello, che è un ottimo allenatore (mentre ho delle perplessità sull’aspetto personale, ma del resto gli allenatori non sempre sono degli stinchi di santo, anzi…). Fosse arrivato lui, che in quanto a Super-Io forse è inferiore solo a Mourinho, temo avrebbe voluto rompere il giocattolo, per mostrare a tutti quant’è bravo lui a vincere non con la squadra che gli ha lasciato quello là, ma con quello che si è ricostruito da solo. Il tutto, ovviamente, senza garanzia di successo. Come dire: ti credo sulla parola, ma avanti il prossimo.

E il prossimo è stato Benitez. Mi sembra una brava persona, sicuramente diversissimo da Mourinho, probabilmente meno mediatico, non per questo meno intelligente. Calcisticamente mi pare tutt’altro che uno sprovveduto, e dalle prime impressioni sembra intenzionato a non dilapidare il patrimonio che si ritrova ad allenare. Spero che sappia difendere se stesso (e per estensione l’Inter) nel momento in cui le prostitute intellettuali torneranno alla carica.

BALOTELLI

Alla fine è andato. E, seppur a malincuore, vista la situazione che si è creata (rectius: che ha creato), credo sia stato meglio per tutti. Soprattutto, meglio adesso che tra 1-2 anni. Adesso hai incassato una trentina di milioni (…buttali via…), per un giocatore potenzialmente fantastico, ma senza il quale l’Inter avrebbe vinto tranquillamente tutto ciò che ha vinto. Intendo dire che non è stato venduto un pilastro della squadra (Sneijder, Maicon, Mililto…) e che di attaccanti forti in giro ce ne sono (magari non così potenzialmente esplosivi, magari però nemmeno così lunatici e caratteriali).

Quindi, se non esploderà nei prossimi 2 anni, sarà stato un affare venderlo (ragionando in astratto, con altre 2 stagioni altalenanti lo “storico” inizia a prevalere sul “potenziale” e 30 mln te lo scordi). Se invece dovesse diventare un’Iradiddìo, ecco che probabilmente potrebbe valere anche più dei 30 mln attuali, ma a quel punto la domanda sarebbe: dove lo trovi il sostituto di uno così forte, sia pure con un discreto gruzzolo (diciamo 35-40 mln)? E’ ovvio che non è un bel ragionamento dar via un giovane promettente per paura che diventi talmente forte da non essere sostituibile, ma l’Inter, in questo momento storico della sua esistenza (leggi squadra Campione d’Italia e d’Europa) può permettersi di pensarla così. Ripeto, secondo me l’operazione è stata ben fatta, considerato anche il fatto che quando ti metti nelle mani del Pizzaiolo Raiola, è evidente che vuoi piantar grane e andare via.

Diamo via il più grande talento italiano del momento? Vero, andremo avanti con gli stranieri. E poi, per riallacciarmi a quanto detto prima, a Balotelli l’Inter ha fatto un favore: ora tutta l’Italia (la stessa che prima gli gridava che non ci sono negri italiani, che pretendeva rispetto da questo moccioso, che invocava il Daspo contro questo insopportabile provocatore) ne piange il prematuro addio, chiaramente incolpando l’Inter -e chi se no?- di aver fatto disamorare questo giovane del proprio Paese e del suo calcio.

MAICON

A meno di clamorosi quanto inopinati ribaltoni buttati là da quel semianalfabeta del suo procuratore (ma tra Caliendo e Raiola avranno una licenza elementare in due? No, dico, ma li avete sentiti parlare??), il numero 13 carioca dovrebbe rimanere. Nonostante abbia quasi 10 anni in più del Bresciano Nero (ma più o meno lo stesso numero di neuroni), in questo caso sono contento che in Sig. Massimo si sia “impuntato” e abbia deciso di tener duro. Il Maicone, toccando tutto quello che c’è da toccare, ha ancora davanti 2-3 stagioni a tutta forza e, nel suo ruolo, contrariamente al caso Balotelli, di vere alternative non ce ne sono. Dani Alves è la sua riserva in nazionale, è meno forte e comunque il Barça non te lo dà. Degli altri, chettelodicoaffà… Potrà non calzare al 100% negli schemi di gioco di Rafa, ma essendo l’uomo dotato di intelligenza e buon senso avrà pensato di tenerselo ben stretto a costo di dover rifare i disegnini sulla lavagna (il ragazzotto avrà anche studiato alla scuola Sacchi, ma ha saputo fermarsi prima di abbracciarne l’integralismo “corti-umili-intensi“).

FAIR PLAY FINANZIARIO

Qui qualcuno mi deve spiegare perchè, come al solito, le regole e i limiti sembrano valere solo per l’Inter. Platini, a torto o a ragione, ha deciso di introdurre regole più restrittive sui bilanci delle squadre, in particolare sull’indebitamento e sull’immissione di capitali da parte dei proprietari. Si vuole insomma evitare che, trovandosi il Club a fine esercizio con una perdita da ripianare, debba essere il proprietario a dire “cià…s’el custa?” e cacciare l’assegno di conseguenza. Tanto incassi, tanto puoi spendere. As simple as that. E vabbuò…

Ora, anchorchè i media italici preferiscano indugiare a lungo sui conti nerazzurri, passeggiandoci sui testicoli coi tacchi a spillo con la litanìa del “nonostante la vendita di Ibra, per l’ennesimo anno l’Inter chiuderà in perdita”, in realtà tutti i top team europei (Inter, Milan, Barça, Real, Man Utd, Chelsea, Liverpool) grondano sangue dai rispettivi bilanci, e la situazione italiana per alcuni aspetti pare addirittura meno peggio delle altre.

Fatta questa lunga quanto doverosa premessa, non si capisce perchè l’Inter, dopo aver incassato senz’altro più di tutti nel 2010 in premi UEFA per la Champions e diritti TV, debba essere l’unica a “dover per forza cedere 1-2 pezzi pregiati”. Ad oggi, mi dite per favore quale pezzo pregiato è andato via dalle squadre citate in precedenza? non solo: mi risulta che il Barça abbia comprato David Villa (40 mln), mentre il Real abbia preso Carvalho e Ozil.

Domande, dubbi, perplessità…

MAGLIE

Rapido ma dolorosissimo accenno alle maglie per la stagione 2010/2011. La seconda (quella bianca) è stata esposta il giorno della vittoria del 18° scudetto a Siena.

Vista dal davanti non è niente di che (il che, per essere una seconda maglia, va già bene). Su uno dei fianchi c’è una vomitata di gatto che dicono essere un biscione stilizzato, e che a me invece ricorda molto di più una versione tamarra di un dragone cinese (del resto, perchè non strizzare l’occhio a un mercato potenziale di una mililardata di persone?). Va beh, il tutto è di dubbio gusto, ma ci può stare.

La prima maglia è da codice penale. Davvero, ci vorrebbe una class action dei tifosi interisti contro la Nike. Evito di descriverla perchè, as usual, la realtà supera la fantasia. Dico solo che ricorda quegli ologrammi che andavano di moda una ventina di anni fa, quei quadretti della serie “se lo fissi intensamente, a un certo punto vedrai comparire un paesaggio alpino”.

Ripeto fino allo sfinimento: la maglia dell’Inter è a strisce verticali (non a zig zag), ben definite (non sbrodolate), di larghezza variabile ma mai troppo strette (Mario preferirebbe 5 righe, ma vanno bene anche 7. Mai 6), la riga centrale dev’essere nera, e il blu dev’essere blu (non azzurro).

Lo so sono uno psicopatico ossessivo e un tantino rompicoglioni.

Accontentatemi e starò buono e zitto.

Ma fino ad allora non potrò fare a meno di chiedermi: quale mente malata ha partorito stammerda? E’ un’idea Nike? E l’Inter non ha il minimo potere contrattuale per dire “no, scusate, ‘sto schifo lo fate vestire al Civitavecchia” (con tutto il rispetto)? E se domani la Nike decidesse di vestirci di viola e arancione noi cosa diciamo? Sissignore?

Per quel che vale, questo per me sarebbe stato l’anno ideale per comprare la maglia nerazzurra ufficiale (cosa che non ho mai fatto). Risultato? Comprerò, sempre se sarà possibile, quella della stagione appena conclusa, la maglia con cui abbiamo conquistato il Triplete. Di norma la maglia “vecchia” rimane acquistabile tramite sito a metà prezzo per un certo periodo. Al momento è guarda caso “non disponibile”. Staremo a vedere…

SUPERCOPPE

Nel frattempo la nuova stagione è iniziata con il primo trofeo, la Supercoppa Italiana. Piacevole abitudine, ha vinto l’Inter. 3-1 contro una Roma buona per un’ora, e poi svaporata alla distanza. Come ho letto sui vari blog a cui mi abbevero, concordo sul fatto che l’importanza della vittoria non stesse nel trofeo in sè (poco più di un trofeo Moretti), ma nell’effetto “onda lunga”, nel dare continuità alla striscia di vittorie accumulate finora, alla ricerca della “sestina” che potrebbe realizzarsi con la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club.

Ho sentito spesso dire che l’Inter su un Campionato intero è superiore a tutti (“lo scudetto può perderlo solo l’Inter“, dicono i soliti gufi), ma che nella partita singola tutto può accadere. Vero, ma anche no. Dopo sabato ho sentito dire “Nei 90′ l’Inter è più forte, ma sabato la Roma per quasi un’ora è stata all’altezza dei nerazzurri“. Beh, che dire, complimenti, il miglioramento è lento ma costante.

Quantomeno, rispetto alla finale di Coppa Italia, non c’è stata la caccia all’uomo, anche se ovviamente il risultato è stato definito dai più come “bugggiardo” e il gap tra le due squadre ormai “colmado“. In effetti, a ben guardare, la bugìa nel risultato c’è: il gol annullato a Milito era buono, quindi poteva (doveva?) finire 4-1. Ma si sa, gli arbitri con l’Inter sono sempre in sudditanza psicologica.

Qualcuno poi mi spiegherà che cazzo ci facevano 18mila romanisti a San Siro, quando per la finale di Coppa Italia nella capitale di interisti ce n’erano se va bene la metà. Il siparietto dei fumogeni in campo e contro la tribuna rossa, con annessa sospensione della partita per 5 minuti, immagino rientrasse nei ringraziamenti ufficiali per l’occasione concessa.

ME(R)DIA

Venenum in cauda. La telecronaca della suddetta partita (vista sulla Rai) è stata ripugnante. Un tifo ormai nemmeno nascosto per la Roma (non so se in quanto tale o più probabilmente in quanto avversaria dell’Inter), ben esemplificato dal silenzio assordante piombato tra i telecronisti dopo il 3-1 di Eto’o e fotografato ancor meglio dall’intervista volante a Riise a fine primo tempo, in cui il bordocampista ha detto “Un ottimo primo tempo, poi PURTROPPO quell’errore e il pari dell’Inter“. Come ho già detto al dipendente RAI (pagato quindi anche coi miei soldi) attraverso il video:

…Purtroppo tua madre!

Ovviamente Dossena e compare (tal Rimedio) esaltavano ogni tocco di Totti e co., definendo invece l’Inter imballata, frastornata, in chiara difficoltà. Siamo alle solite insomma. Non avevo dubbi. Come magistralmente esemplificato dal Sig. Massimo a fine partita, rispondendo all’appunto circa una squadra che presenta 11 stranieri e 0 italiani “si deve trovare sempre e comunque un difetto a questa squadra…” prima del vero colpo di classe “E comunque meglio multietnici che comprarsi le partite“.

Avanti così!

srag estivi 2010 2011