PERCHE’ PIRLO E’ SOPRAVVALUTATO

Prima di ricevere la lapidazione da tutti voi amanti del bel giUoco e sdilinquite groupies dello sguardo lisergico del 21 bresciano, vi invito a soffermarvi sul titolo:

Ho detto “sopravvalutato”, non ho detto “bidone” o “brocco”.

Fatta chiarezza sul senso di questo post (provocatorio ma non troppo), vado ora a dimostrare empiricamente quanto sostenuto nella tesi, forte della mia proverbiale ars oratoria (antani con scappellamento a sinistra) e certo di (non) convincervi del fatto che c’ho ragione.

CAHIER DE DOLEANCE

1) Partiamo dalle certezze. Pirlo è un regista: ruolo suggestivo, che affascina noi italiani, solitamente più portati all’assolo e alla finalizzazione, affascinati dall’estro creativo del fantasista o del centravanti. Il “regista” è un ruolo diverso, che presuppone intelligenza (quantomeno calcistica), preparazione, coordinamento tra parti diverse della squadra, attenzione al percorso più della meta: tutte cose che poco si conciliano con l’indole italica -non solo pallonara.

2) Forse proprio per queste caratteristiche, questo giocatore è stato unico o quasi nella sua generazione. Non me ne vorranno i vari Montolivo, Aquilani, Marchisio o De Rossi: buoni o ottimi giocatori, ma fanno un altro mestiere. Pirlo, se mi si passa il paragone, è stato l’unico nipotino maschio in una nidiata di belle nipotine: è ovvio che i nonni avranno per lui sempre un occhio di riguardo.

3) Così è stato per la stampa italiana (i “nonni” del caso): il bambino è senz’altro bravo, per di più ha avuto successo nelle due squadre storicamente amiche dei media  (“ho giocato nei due più grandi club del campionato” e nessuno dice niente???): da lì al “santosubito” il passo è breve.

4) Se a ciò aggiungiamo il fatto che nell’Inter ha sostanzialmente toppato, abbiamo anche la ciliegina sulla torta, potendo dar fiato ai Luoghi Comuni Maledetti:

Era già un fenomeno, ma l’Inter non ci ha capito un cazzo“. L’Inter intanto l’aveva preso dal Brescia a 16 anni, evidentemente intuendo che dietro a quello sguardo c’era di più.

Ha poi avuto la sfiga di capitare nell’anno disgraziato dei 4 allenatori (Simoni-Lucescu-Castellini-Hodgson) e in quello ancor più indigesto di Lippi-Tardelli: difficile emergere in quel casino, difficile fregare il posto a Baggio o Simeone. DIfficile soprattutto pensare che dietro quel trequartista talentuoso ma discontinuo potesse celarsi il regista con le qualità descritte in precedenza.

E qui arriviamo alla seconda balla:

Ancelotti al Milan l’ha spostato 30 metri indietro, con un colpo di genio“. Come già ricordato in un altro post, fu sì un Carletto ad avere l’idea vincente: purtroppo non il celebratissimo Ancelotti, bensì il ruspante Mazzone, a.k.a. Er Sor Magara, che decise di non spostare un certo Roberto Baggio dalla sua mattonella preferita e di sfruttare il ragazzo davanti alla difesa.

L’Inter l’ha dato al Milan in cambio di Guly“. Curioso poi come la verità non sia mai abbastanza bella e vada sempre condita un po’.

Non ho problemi a riconoscere l’errore dell’Inter nel vendere il ragazzo, perdipiù al Milan. Dire però che l’Inter da quella vendita ci ricavò 35 miliardi di lire evidentemente non rende la favoletta  così divertente.

5) Strano, infine, che tutta questa folla adorante negli anni si sia ridotta a sparuto crocchio quando c’è stato da assegnare riconoscimenti individuali ai campioni del calcio europeo: e sì che il ragazzo nella sua carriera di coppe ne ha alzate, e quindi il “gancio” giusto per poter ambire al Pallone d’Oro ci sarebbe anche stato.

Eppure, ecco la blasfemìa calcistica: zeru tituli, e pure zeru podi, chè evidentemente, anno dopo anno, i parrucconi giurati europei si ostinavano a guardare in altra direzione, premiando di volta in volta i fuoriclasse di Real e Barça.

Prevengo una possibile polemica che nei vostri panni mi farei all’istante:

Ma come, ci hai  rotto le balle col complotto contro l’Inter del 2010, vergognosamente esclusa dal podio del Pallone d’Oro, e adesso usi la stessa “base dati” per ridimensionare le qualità del nr 21?

Prima risposta:

Sì e allora? problemi?

Seconda risposta (un pocolino più articolata):

In quel caso si è voluto ignorare che i tre giocatori sul podio (Messi, Xavi e Iniesta) quell’anno erano stati battuti sonoramente da Milito, Sneijder e Zanetti (tre a caso che avrebbero avuto il diritto di sostituire i blaugrana).

Detto ciò, devo purtroppo riconoscere che l’Inter solo nel 2010 ha goduto di quel tipo di visibilità internazionale, che avrebbe potuto (e dovuto) garantire a uno dei suoi campioni un riconoscimento di quel tipo.

Il caso di Pirlo, mi duole ammetterlo, è diverso: qui il giocatore viene decantato come un fuoriclasse assoluto degli ultimi 10 anni, quindi la sua reiterata assenza dal “jet set” internazionale per tutto questo periodo la definirei accecante…

(IN)DEGNA CONCLUSIONE CON COMPLOTTO INCORPORATO

Come spesso succede, però, il bersaglio della mia polemica non è tanto il soggetto in sè: Pirlo, come detto, è a mio parere sopravvalutato, ma resta un grande giocatore.

Sono fazioso, ma non negazionista.

Quel che vorrei capire dalla critica adorante è il perchè di questo titolo:

Raga: mettiamoci d'accordo però...

Raga: mettiamoci d’accordo però…

Quel che non mi è chiaro è il senso di statistiche di questo tipo:

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Cari pennivendoli italiani: per una volta, mettiamoci d’accordo.

Ci avete passeggiato sui testicoli coi tacchi a spillo (cit. Il Necchi) per anni, come i più indefessi dei Testimoni di Geova. Avete sbrandato intere famiglie di appassionati alle 7 della domenica mattina urlando al citofono che “il Tiki Taka è il solo modo di giUocare al calcio” e demonizzando ogni deviazione da quel dogma.

Il contropiede è stato ovviamente bandito in prima istanza, e subito dopo è toccato al “lancio-lungo-a-scavalcare-il-centrocampo”.

Ah, che orrore il passaggio a 30 metri sul centravanti che la butta dentro.

Ah, quale nefasto spettacolo ai nostri occhi di amanti del gioco corto-umile-intenso dover assistere a pochi tocchi di palla per andare in rete.

Ah, quale irreparabile bestemmia calcistica la verticalizzazione immediata dell’azione senza i mille tocchi in orizzontale.

Da interista permaloso, ho sempre sentito queste lagne rivolte ai miei eroi in braghette, che hanno nel loro DNA un “calcio speculativo, basato sulle individualità dei singoli a coprire le carenze di manovra della squadra” quasi che l’Inter fosse endemicamente incapace di fare 3 passaggi di fila.

Epperò: se lo stesso tipo di gioco lo fa Andrea Pirlo, ecco che il lancio lungo diventa un taglio di Fontana, un’opera d’arte da esporre al MoMA: gli americani lo chiamano Maestro, la gente gli bacia i piedi, è il nostro miglior talento, vivalitaglia.

Non sarà forse, pletora di ovini prezzolati, che giocare bene al calcio è un concetto soggettivo e soprattutto non univoco? Non sarà che la squadra davvero forte è quella che mette i suoi giocatori in condizione di fare quel che gli riesce meglio?

Non sarà, in altre parole, che il problema non sta nè nel lancio lungo, nè nella fitta ragnatela di passaggetti a tre metri, bensì nella capacità tecnica di riuscire a vincere le partite giocando in uno di siffatti modi?

Meditate gente, meditate…

VI FACCIO UN DISEGNINO (ANZI DUE)

La nuova Inter che sta nascendo mi pare logica e quadrata.

ULTIMO IN PORTA!

Partendo dalla porta, trovo giusto confermare Handanovic, non essendo arrivate offerte all’altezza. E’ un portiere che a mio parere vale almeno 15 M€, pare che le poche offerte recapitate non arrivassero a 10, quindi caro mio mettiti il cuore in pace: niente Champions, rinnovo contrattuale a quasi 3M€ netti all’anno e avrai di che consolarti.

La conferma di Carrizo e Berni è irrilevante. I diretti interessati non me ne vorranno…

TERZINACCI AL POTERE

Qui andiamo di sensazioni perchè, anche se mia moglie potrebbe dissentire, non guardo calcio H24 e non ho mai visto giocare i vari Murillo, Miranda e Montoya se non a spizzichi e bocconi. Troppo poco per esprimere un giudizio fondato, insomma.

La sensazione -appunto- è che la coppia difensiva sia affidabile, di certo più dei colleghi di quest’anno: bravi ragazzi Rana e JJ eh? Ancora abbastanza giovani, ma ormai incasellabili alla categoria “plausibili rincalzi“.

Di Murillo si dice che abbia nuovamente cancellato Messi nel recente incontro tra nazionali, pur con la pecca del rigore sbagliato. Spererei di aver trovato un Cordoba leggermente meno esplosivo ma più grosso. Ripeto, la prossima volta che lo vedrò sarà la prima. Mi son perso anche il gol che ha rifilato a Neymar e compagni, a ulteriore riprova che non sto sveglio la notte a vedere la Copa America (altro polemico e subliminale messaggio alla consorte).

Miranda invece nell’Atletico Madrid qualche volta l’ho visto. Posto che lì dietro il vero satanasso è Godin (che però col cacchio che viene via per non giocare la Champions in prestito con diritto di riscatto), il brasileiro mi pare solido e di buona presenza e, pur essendo un quasi 31enne, un paio di stagioni a tutta le può fare.

La coppia titolare sarà questa con ogni probabilità. Considerata anche la settimana libera da impegni europei, due rincalzi paiono sufficienti. Ciò vuol dire che tra Vidic, Andreolli, Ranocchia e Jesus due andranno. Sicuro partente Andreolli -ma ci ricaveremo due soldi in croce-, difficilmente piazzabile Vidic con il popo’ di ingaggio che si porta dietro (3.5 M€ netti, se non erro), ci vuole qualcuno che cacci 8-10 milioni per Ranocchia o JJ.

Le ultimissimissimissime parlano di una proposta indecente al Napoli di Ranocchia + 6 M€ per avere Mertens, ma non ci credo neanche se lo vedo.

Vedremo: resta il fatto che Vidic può essere validissima alternativa ai due sudamericani, ammesso che al serbo vada bene affrontare una stagione -con il solo Campionato- da comprimario: magari ci penserà il rientrante Drago Stankovic a fargliela digerire…

Sugli esterni, l’arrivo di Montoya dovrebbe essere positivo. E’ stato una riserva, ma gioca da sempre nel Barcellona e davanti ha Dani Alves. Dovrebbe essere meglio dei nostri Santon e D’Ambrosio…

Con lo spagnolo ad occupare la casella di laterale destro, resta libera (come da ormai un ventennio….                                  spazio per parolaccia a scelta) quella di terzino sinistro, su cui verosimilmente si alterneranno i due succitati italiani e il nippico Nagatiello. Per quel che mi cale uno vale l’altro, non ho grosse preferenze, essendo entrambiittre onesti giocatori che possono giocare su ambo le fasce. Ritengo che uno dei tre sia sacrificabile senza grossi drammi, stante anche il giovane Di Marco della Primavera a cui Mancio pare voler dare una chance in prima squadra.

Morale: il primo che offre 6-8 M€ per uno tra Santon, D’Ambrosio o Nagatiello ha la consegna gratuita e una mountain bike col cambio Shimano in omaggio!

UNA MEDIANA MENO MEDIOCRE

Il fulcro di ogni squadra è “lì, sempre lì, lì nel mezzo“. E lì nel mezzo, quest’anno abbiamo potuto ammirare soprattutto il cuore e la generosa ignoranza di Gary Medel. Chi mi conosce sa che in quel che ho appena scritto non c’è la minima ironia, chè io a Genny Savastano in salsa cilena ci voglio bene e guai a chi me lo tocca. Ripeto per l’ennesima volta che a Gattuso e Furino nessuno ha mai chiesto di essere Pirlo o Platini, quindi se il centrocampo nerazzurro 2014/2015 ha fatto sostanzialmente cacare, i colpevoli vanno cercati altrove.

Medel sappiamo quel che può dare e il suo lo darà senz’altro anche quest’anno, magari non da titolare fisso e inamovibile.

E’ arrivato Kondogbia, pagato tanto anche se meno di quel che si dice. L’ho visto contro la Juve in Champions e mi è parso buono, spero di non sbagliarmi… La sola cosa certa al momento è che non è un regista, come del resto ammesso da tutti una volta passata l’ebbrezza del gustosissimo sifulotto rifilato a Galliani & co.

Ciò vuol dire che, indipendentemente dal modulo che sarà utilizzato (rombo, centrocampo a tre o doppio mediano), al momento manca in organico quel che ai tempi veniva definito “il metodista”: un cazzo di Gianfranco Matteoli capace di dare una palla di prima a più di cinque metri e senza dover galoppare per trenta metri saltando avversari in serie.

Non che sia obbligatorio avere il classico regista alla Pirlo, anche se ciò per molti talebani calcistici è blasfemìa pura: apro una piccola polemica e sfido costoro a dirmi quali tra gli splendidi centrocampisti del nostro Triplete facesse quello di mestiere: Stankovic? Cambiasso? Motta? Sneijder? Ottimi giocatori, quasi fuoriclasse, ma nessuno di loro aveva nella visione panoramica e nel lancio di 40 metri il pezzo forte del proprio repertorio.

Eppure quello era un centrocampo coi controcazzi. Ma questo, as usual, non lo dice nessuno.

Tornando invece all’inverno del nostro scontento (anche se siamo in estate): posto che qui non abbiamo tale abbondanza di talento, caldeggerei l’acquisto di un Lucas Leiva o un Mario Suarez piuttosto che ripiegare su un Felipe Melo che riusciva nell’impresa di collezionare cartellini pur indossando la maglia bianconera. Torno all’amato Medel: se abbiamo bisogno di uno che la butti in rissa lì in mezzo, siamo già a posto. Cerchiamo un geometra, non uno sgherro di periferia.

Completato il disegnino dei “vorrei” in arrivo, resta quello forse ancor più complicato del “vadi vadi“.

Eh sì, perchè, citando un vecchio adagio in voga a Milanello Bianco fino a qualche tempo fa, “da noi non vuole andar via nessuno“. Pare però che, dopo tre anni di ritardo, il Kuz ce lo siamo tolti di torno, con sommissimo gaudio di chi scrive. A ruota, indipendentemente dalla destinazione, dovrebbe seguire Joel Obi, che personalmente non disprezzo, ma di cui non piangerò la dipartita.

Posto che Brozovic è appena arrivato e non è pessimo, e che Gnoukouri se andrà via lo farà in prestito, a mio parere tra Guarin, Hernanes e Kovacic uno è di troppo. Ovvio che per me il sacrificabile –rectius sacrificando- è il Guaro: non l’ho mai amato e, se non bastasse, pare che come cavallone abbiamo preso uno migliore di lui (Kondogbia per l’appunto). Probabilmente il colombiano segna più del francese, ma la sua ignoranza tattica, che abbiamo avuto la sorte di apprezzare in questi anni, ha pochi pari in Europa…

Kovacic spero rimanga, o quantomeno che vada via per almeno 30 M€, tenendo presente che questo qui, messo in un centrocampo che funziona, diventa forte. Ma forte davvero. Non come Coutinho, che adesso è un giocatore di calcio fatto e finito -anche se non il campione che vogliono dipingerci-. Kovacic può diventare una mezzala della madonna, motivo per cui cercherei di costruirgli intorno una mediana in odor di santità, invece che vedergli spuntare l’aureola a Barcellona o -peggio ancora- a Torino.

Hernanes, dal canto suo, è l’unico che può giocare in tre o quattro ruoli diversi, e l’ultima parte di stagione ha fatto vedere quel che può dare (molto, gol compresi). Da tenere senza se e senza ma.

ATTACCARE!!! (CIT. MERAVIGLIUOSA)

Icardi e Palacio imprescindibili e ad oggi titolari indiscussi, Shaqiri che dovrebbe rimanere a meno di offerte vicine ai 15 M€ appena pagati al Bayern per il riscatto, occorre almeno un acquisto di valore. I nomi di cui si parla sono i soliti: Salah, Cuadrado, Jovetic e la new-entry Mertens.

Dichiaro fin d’ora la mia spudorata preferenza per il belga del Napoli, su cui personalmente non avrei problemi a dirottare i 14 M€ chiesti da De Laurentiis attingendo al gruzzolo derivante dal mancato acquisto di Imbula (di cui parlerò a giorni con altri simpatici nanetti iperglicemici sull’universo dei cugini).

In seconda battuta mi piacerebbe vedere Salah, che in sei mesi a Firenze ha fatto una decina di gol, facendo venire il mal di testa a buona parte dei difensori incontrati.

Riguardo Cuadrado citerò un mio amico napoletano che era solito dire “non lo preferisco“, stupendosi poi della mia domanda “non lo preferisci rispetto a cosa?“. Ma lì la colpa era mia e della mia scarsa conoscenza della lingua partenopea, e infatti lui “manco prendeva questione”…

Tornando al colombiano ex Lecce, ex Udinese ex Viola ex Chelsea: appartiene alla genìa dei velocissimi, imprendibili e imprevedibili, come Gervinho, se vogliamo come Oba Martins. Con lui in campo sai che qualcosa succederà, ma non è detto che sia qualcosa di buono. E poi fa i balletti quando segna. No grazie, vorrei gente seria…

Infine Jovetic: senz’altro tra i quattro è il vero attaccante, chè gli altri sono più esterni che punte vere. Molto dipenderà da come vorrà giocare il Mancio, ma la sensazione è quella di  un plausibile ricambio per uno dei due argentini, difficilmente potrebbe giocarci insieme: per quel che costa, a mio parere può rimanere dov’è o andare altrove, visto che pare lo cerchino cani e porci.

EVVUALA’

Ecco quindi la furmaziuncella che spero di vedere tra un paio di mesi in campo, in attesa di perfezionare l’accoppiata di acquisti Messi-Cristiano Ronaldo.

Propongo qui due varianti del modello Giuditta: uno più “intimo e malinconico“:

Ipotesi rombo e panchina orientativa

Ipotesi rombo e panchina orientativa

L’altro più “scintillante e adatto a saltare“:

Doppio mediano e rinterzo effettato

Doppio mediano e rinterzo effettato

Che Dio ci abbia in gloria e vediamo quel che succede…

THAT’S THE WAY IT IS…

Che ci sia un modo tutto particolare di gestire l’Inter e tutto ciò che la circonda dovrebbe essere chiaro a tutti, per lo meno a chi ha l’insana pazienza di seguirmi, visto che sono anni, anzi aaanni che lo ripeto.

Per i -pochi- San Tommaso sintonizzati, ecco le ultimissime dai campi:

1) L’arrivo di Kondogbia ha spiazzato tutti, me compreso, e prego soltanto che non sia un pacco perchè la gioia epidermica di veder rosicare Galliani potrebbe tramutarsi in peste bubbonica qualora il nuovo arrivato dovesse rivelarsi il nuovo M’Vila anzichè il gemello di Pogba…

My personal best

My personal best

Ma a parte il piccolo dettaglio sull’effettiva qualità del giocatore (che è alla fine quel che conta più di tutto, nessuno lo mette in dubbio), la corsa al ridimensionamento è stata immediata, con SportMediaset a fare la prevedibile parte del leone (o del cagnolino da riporto, fate voi) e tutti gli altri a seguire. Interessante notare come Thohir -come del resto Moratti prima di lui- abbia comunque torto a prescindere: spende poco? Beh così son buoni tutti, poteva starsene a casa sua! Piazza il colpaccio da 35 milioni? E’ uno scandalo, il FPF, da dove arrivano tutti questi soldi!? Eh? Eh? Eh?

2) Esemplare la prima pagina della Gazza di Lunedì 22 Giugno, giorno dell’arrivo di Kondogbia per le visite mediche e la presentazione. Palpabile la voglia di voltare pagina, sparigliare, parlare d’altro, dimenticare quanto appena successo e dare un’altro giro di roulette:

once more with feeling

once more with feeling

Da notare anche il colpo di classe nel richiamo al gol di Thiago Silva col Brasile, ovviamente presentato come “ex Milan“.

3) Altro giro di giostra sul nazionalismo populista della minchia:

“Facciamo giocare i nostri giovani che non costano niente! Basta strapagare tutti questi stranieri!”

“Riportiamo a casa i nostri Maro’!” (che non c’entra nulla  ma incontra in egual misura il mio apprezzamento)

Ecco come risponde a questa stronzata Pierluigi Casiraghi, numero 1 assoluto in Italia nel trovare giovani talenti in giro per il mondo:

“Il rapporto qualità prezzo è incomparabile, perché se voglio un giocatore equivalente in Italia, costa 10/15 volte di più.”  E non stava nemmeno parlando dell’Optì Pobà di turno che mangia le banane in Africa, ma di un ragazzino francese che gioca negli allievi nerazzurri.

Ah, per inciso: ce l’hanno gufata due mesi dicendo che Thohir non voleva rinnovargli il contratto e che sarebbe andato al Barcellona dell-ex-rossonero-Braida, e invece…

to be continued…

NOISY NEIGHBOURS

Qualche chicca sui nostri rivali biancorossoneri, tanto per ribadire che saremo anche naif e simpatttici,  ma non siamo quella roba là.

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CRIBIO!

Tanto tuonò che spuntò il sole…

Ibra quindi decide inopinatamente di restare a Parigi e cercare di vincere la Champions League, anche se voleva solo il Milan, anche se era disposto a dimezzarsi lo stipendio pur di tornare a Milanello.
Poco male, il dottorgalliani lo aggiungerà a quelli che “sono arrivati a tanto così dal vestire la maglia del Milan“.

Maglia che, per inciso, non può più essere considerata quella del “Club più titolato in Europa”, stante la recente vittoria del Barça in Champions. Ma Zio Fester qualcosa si inventerà…

Altra maionese stranamente impazzita è stata la fine del rapporto con Pippo nostro: era talmente ovvio che tra le parti si sarebbe arrivati ad un accordo tra galantuomini che nessuno ne parlava nemmeno: raramente si era vista una simbiosi -o un appecoronamento, fate voi-  tra allenatore e Società, con un Mister insultato e criticato per un buon semestre a incassare paziente nel nome dell’amore.

E invece no. E invece anche in questo caso, come già successo per Seedorf, Pippo non accetta mansueto la proposta di transazione del Geometra in cravatta gialla, ma pretende un po’ di grana in più, e viene esonerato. Il tutto detto a mezza voce, senza disturbare, come a non voler infierire.

E allora infierisco io! 🙂

Immaginate se fosse stata l’Inter ad avere tre allenatori a libro paga

Agghiacciante poi il video in cui Berlusconi sferza Inzaghi davanti alla squadra, con il Mister a mostrare la coriacea capacità di resistere ai contrasti che l’ha reso celebre nelle piscine ops… aree di rigore di tutta Europa.

Come già detto, spero che Silvio abbia l’insana pensata di farlo anche con Mihaijlovic…

Interessante poi sapere che gli arrivi di Miranda e Imbula (ammesso che arrivino, e soprattutto sperando che siano giocatori veri e non pacchi) sia dovuto esclusivamente al beau geste del succitato Zio Fester, che elegantemente ha lasciato strada libera ai nostri.

Più o meno quanto successo un’estate fa con Bonaventura, già quasi vestito con  il nostro orrendo pigiama gessato e poi lasciato libero a poche ore dalla fine del mercato, con tanto di telefonata di Ausilio per permettere a qualcun altro di chiudere l’affare.
La vulgata in quel caso era stata appena diversa: “il Milan scippa Bonaventura all’Inter” o robe simili.

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SETTIMO NON RUBARE

I gobbi invece, non ce la fanno… La cleptomania è evidentemente endemica e ormai cronica, e fa poca differenza se il derubato di turno sia l’avversario domenicale o una innocente squadra spagnola di quarta categoria che invita i tifosi a seguirla allo stadio:

juventus_badajoz

Magari non è uguale, magari è come in Madagascar: una è bianca a strisce nere, l’altra è nera a strisce bianche

Il tutto a poca distanza dagli ultimi esempio di quello “stilejuve” di cui tutti si riempiono la bocca e che ha portato negli anni una squadra ad essere tollerata o temuta in Patria e periodicamente mazzulata al di fuori dei patrii confini.

Solo così si può spiegare la figura di melma fatta da quel mezzo uomo di Pavel Nedved, capace di scatenare una rissa durante la partita del cuore dopo aver subito un tunnel da un cantante tanto incredulo quanto giustamente esaltato per il gesto atletico.

Singolare che anche l’ultimo capitolo della pluridecennale storia di calciatori-minchioni-che-vanno-a-sbattere-col-macchinone abbia uno juventino come protagonista (Vidal, nella circostanza), addirittura fermato per qualche ora dalla polizia, prima di essere rilasciato e versare lacrime in favor di telecamera.

Il cileno non è nuovo a imprese simili, o a episodi di insubordinazione pur nella squadra dei soldatini, così come definita dal Cassano, fine pensatore dei tempi nostri.

Ma come ben sappiamo è comunque l’Inter a non saper gestire i propri giocatori e ad avere lo spogliatoio spaccato…

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Sì lo so, sono una brutta persona che guarda in casa d’altri anziché preoccuparsi della triste mediocrità che alberga in casa propria.

E me ne vanto, me-ne-van-to! (cit. Conte Mascetti)

UN MERCATO DECOLLIZZATO

La stagione è andata giù per il cesso con il liberatorio rumore dello sciacquone, e noi rimaniamo con le brache calate a riflettere su quel che è andato.

#SAVEKOVACIC

Questo non è uno dei tanti peana sperticati che sto leggendo in rete a difesa del croato numero 10, che peraltro spesso arrivano dalle stesse penne informatiche che ne smadonnano le prestazioni durante la stagione.

Il motivo per cui spero che alla fine Kovacic rimanga è più semplicemente un motivo di principio, o se preferiamo di prestigio. Questo qui a calcio ci sa giocare, innegabile. Altrettanto inconfutabile, non è un Maradona o un Messi, capace di giocare da campione anche in mezzo a un branco di disperati.

Il combinato disposto dei due personalissimi postulati ci porta a dire che questo, se va in una squadra degna di tale nome, diventa davvero forte. Altro che Coutinho (a mio parere bravino ma nulla più, ma siccome è stato ceduto dall’Inter allora è l’errore mondiale che ci farà morire negli inferi bestemmiando il Signore…). Kovacic caratterialmente non sarà mai un trascinatore ma, tanto per scomodare i fuoriclasse, Messi per caso lo è? Zidane lo era?

Il problema non è lui. Il problema è l’Inter e, se permettete, questo è un po’ più grave.

Ragioniamo per assurdo: siamo sicuri che nel nostro centrocampo Pogba sarebbe quello splendido cavallone che ammiriamo (pur coprendolo di insulti, chiaro) nella sua casacca zebrata? Di contro, un minus habens calcistico come Guarin, continuerebbe a centrare l’omino delle bibite al terzo anello anche avendo di fianco esseri pensanti come Pirlo e Marchisio?

Di questo stiamo parlando: nel calcio di oggi -ma forse è così da sempre- sono pochissimi i giocatori che possono giocare bene a prescindere dal contesto in cui sono inseriti. Motivo per cui, se vendi Kovacic, devi aspettarti che questo “esploda” altrove, trovandoti a dover convivere col dilemma “e se gli avessi costruito intorno una squadretta appena discreta, come sarebbe finita?“.

Quindi va tenuto. Quindi andrà via.

Lo confesso: avrei accettato una sua dipartita se al posto suo fosse arrivato il “centrocampista coi controcoglioni”, e cioè il Yaya Touré di turno. 10 anni di differenza, ma anche un carisma e un’esperienza tali da poter far crescere il nostro centrocampo di due o tre livelli. Ma visto che quello non si muove (e chi glielo fa fare?), non è certo la ventina di milioni del Liverpool che potrebbero spalancarci le porte del paradiso del calciomercato, chè qua si discute se sia meglio Felipe Melo -un criminale in libera uscita- o Thiago Motta -svenduto 4 anni fa a 11 milioni e trattato ora a 10 milioni, ve possino…-.

Di pulizie ce n’è da fare e pure tante: se, come spero, la Samp non sarà penalizzata e conserverà lo scomodo sesto posto conquistato sul campo, i nostri non saranno oberati da impegni infrasettimanali, cosa che consentirà una robusta e salutare sforbiciata alla nostra rosa: Jonathan, Campagnaro, Nagatomo, Juan Jesus, Obi, Kuzmanovic, ci metto pure Guarin (che invece resterà). Da questa mezza dozzina di bipedi, da cui volutamente tengo fuori i vari giovanotti in giro in prestito, non si riescono a ricavare i 20-25 milioni che pare offrire il Liverpool?

Mughini direbbe “Maddaaaaiii!

Il problema resta quello: (ri)dare credibilità e prestigio all’amata squadretta. Lungi da me voler allinearmi agli acquisti alla Essien al Milan (grande nome, ormai al tramonto, buono solo per sperare di vendere qualche maglietta), avevo però salutato con favore l’arrivo di Vidic l’estate scorsa, e ancor di più tenevo le dita incrociate per quello di Touré. Invece, quel che pareva potesse essere un vero e proprio effetto volano sul nostro mercato si è rivelato solo il primo di una serie di cortesi ma netti rifiuti: Dybala, Benatia, ora vedremo Kondogbia.

Il Mancio si fa vedere in tutto il suo charme, anche se il caldo estivo non gli permette di sfoggiare l’amata sciarpetta, ma evidentemente non basta un Mister à la page per costruire una squadra attrezzata per vincere.

Anzi, se mi posso permettere, vedo una pericolosa costante nell’universo interista. Nonostante i notevoli -e lodevoli– tentativi di cambiarne l’immagine esterna, i colori nerazzurri continuano ad essere snobbati dal mondo del calcio. E’ complotto, bellezza, verrebbe da dire. E’ triste ma è così.

Del resto, certe cose non le crei in un giorno e purtroppo nemmeno in un anno, e vent’anni di understatement mediatico hanno un’inerzia non facilemente contrastabile.

Resta la drammatica differenza nel vedere il mercato di cui si parla a proposito del Milan, che pare -pare- pronto a prendere Jackson Martinez, Ibra e un altro paio di nomi. Noi non facciamo in tempo a farci venire in mente un cazzo di medianaccio che subito riceviamo una quotazione spaventosa, seguita dal già ricordato “no grazie“.

Siamo soli, diceva Vasco.

Non da oggi, aggiungo io…

to be continued?

to be continued?

LUSTRI LUSTRI E LUSTRI OPACHI

Il 22 Maggio del 2010, vedendo il Capitano con occhi spiritati appoggiarsi la Champions in testa, ho pronunciato parole che ad oggi suonano come un beffardo presagio:

Visto questo, posso anche accettare 5 anni con Orrico in panchina e Pancev centravanti!

Non pensavo che, tra tutti i momenti in cui avrebbe potuto prestare orecchio, il buon Dio si sarebbe preso la briga di ascoltarmi proprio quella volta, ma tant’è…

Dal 22 Maggio 2010 ad oggi abbiamo assistito ad un pervicace, insistito e più che riuscito tentativo di distruzione del giocattolino. Non che tutti abbiano le stesse responsabilità, sia chiaro. Il Signor Massimo ha avuto sì l’immenso merito di portarci in cima al mondo, ma anche il poco invidiabile posto di guida nella discesa agli inferi nella quale galleggiamo da qualche tempo.

Da parte sua, il co-pilotaThohir ha passato buona parte del primo anno a capire come cacchio funzionasse il giocattolo nuovo, ragionando col proverbiale buon senso del pater familias (leggi confermando Mazzarri all’insegna dell’ “avanti piano“) prima del doppio carpiato dello scorso Novembre con cambio in panchina, investimenti massicci e pagherò avvitati.

Le ultimissime dicono che la più che probabile assenza dall’Europa ci giocherà a favore nel non dover scontare immediatamente le sanzioni del Fair Play finanziario, con mercato estivo in versione Ferrarelle (leggasi: leggermente frizzante), rispetto all’acqua Panna delle ultime stagioni. Yaya Touré, Thiago Motta, Jovetic, Pedro… se non altro i nomi che circolano -prenderli poi è tutto un altro paio di maniche- sono all’altezza del nostro blasone e decisamente più appetibili di Campagnaro, Dodò e Laxalt.

Ma aldilà di questo, la cosa su cui volevo ragionare (e alfine bestemmiare) è quanto siano stati diversi gli ultimi 10 anni di storia nerazzurra: nel 2005 iniziava la cavalcata di successi che abbiamo poi mandato a memoria con la mano sul cuore.

Non solo, quei giorni videro la nascita di un unicum assoluto nella recente storia nerazzurra: il progetto. Una cazzo di strategia di durata superiore al bimestre; un allenatore cui dare pieno e fattivo appoggio (roba diversa rispetto al “carta bianca” chiesta da Lippi e perfettamente ricordata dalla Curva in un Inter-Juve del 2002), l’acquisto di giocatori non solo forti ma utili alle effettive necessità della squadra.

Basta scudetti d’estate. Basta punte e mezzepunte affastellate come se non ci fosse un domani. Come la base spaziale del Lego (sempre agognata e mai raggiunta nella mia bionda età), vedevo estasiato la squadrèta cresce un pezzo alla volta, bella e solida come la sognavo.

Il resto è storia. Anzi è leggenda.

But once you reach the top the only way to go is down…

E infatti, vinto un Mondiale per Club di pura inerzia, abbiamo buttato nel cesso uno Scudetto che una gestione solo un poco meno simpatttica avrebbe potuto garantire senza eccessivi problemi. Ma quella stagione si concluse comunque con un Mini Triplete (“Mini un cavolo!” disse uno splendido Moratti al Varriale di turno), che è pur sempre un buon cuscino su cui piangere.

Il delirio è iniziato da lì in poi, con allenatori e giocatori bruciati in serie, e con la palese e palesata incapacità di gestire il cambiamento. Ci si è quindi spenti per autoconsunzione, arrivando a festeggiare il quinto posto del 2014 -miglior risultato dopo il 7° del 2012 e il 9° del 2013- quasi come se fosse un capolavoro, al punto di rimirarlo con la bava che cola 12 mesi dopo (cioè oggi).

Sarà che sono ossessionato da processi industriali e flussi produttivi, ma così come riconoscevo nel lustro d’oro l’effetto della strategia vincente e del fosforo unito al genio, altrettanto qui nella mediocrità del campo vedo l’indecisione e il pressapochismo gestionale.

Come troppo spesso accaduto negli ultimi anni, abbiamo “interessanti prospettive per il futuro“, chè peggio di così è dura. Il Mancio continua ad essere la nostra miglior carta da giocare, a compensare una mancanza di attrattiva nei confronti di giocatori che -se davvero di livello- avrebbero una dozzina di destinazioni da preferire ai nostri lidi.

Ma di ciò avremo modo di sapere e commentare.

Per il momento chiudiamo l’album dei ricordi, non necessariamente solo rose e fiori… Ricordi simili alla cucina marocchina… (vero Paolino e Ponchia?).

Facendo poi presente a chi di dovere che i 5 anni di Orrico e Pancev scadono oggi…

Grazie…

Rise and fall (and hopefully rise again...)

Rise and fall (and hopefully rise again…)

PARLIAMO D’ALTRO

INTER-CHIEVO 0-0

Immaginate una decina di precedenti partit(acc)e giocate da un’Inter a caso degli ultimi anni, ed avrete la fotografia dei 90 minuti mostrati dai nostri nella loro più recente esibizione.

Inutile rammaricarsi per il diciassettesimo legno della stagione (di Vidic, ma ci si ostina a considerarlo un pacco e quindi si insiste a dire che la capocciata fosse di Icardi): dobbiamo anzi ringraziare la personalissima nuvola da impiegato che per una volta si prende una giornata di ferie e non consente al poco rimpianto ex Biraghi di trovare quello che sarebbe stato un beffardo quanto spettacolare Primo Gol in Serie A.

Il Mancio smoccola educatamente facendo notare la poco invidiabile statistica di 4 soli tiri in porta sui 24 totali (courtesy of “blank mind” Guarin) e criticando la lentezza della manovra dei suoi ragazzi, ma in fondo lo sa anche lui di avere una squadra che può dargli poco di più di quanto mostrato nel semestre scarso di governo. Anche in questo caso siamo alle solite: l’obiettivo europeo sta svanendo poco a poco,  nonostante il paradossale punticino recuperato contro le genovesi e il Toro. Vero che il quinto posto dista solo tre punti, ma il calendario è tosto e, sopratutto, le squadre da superare continuano ad essere più di un paio.

LE ALTRE 

La Juve vince con merito (ma non senza rubare comunque qualche punticino qua e là) il quarto scudetto consecutivo, ed è sintomatico che per ottenere applausi da tutti i tifosi che abbiano un minimo di onestà intellettuale debbano vincere sostanzialmente contro nessuno. Dato ai gobbi quel che gli spetta, non ricordo onestamente un periodo storico in cui Inter, Milan, Napoli e Roma siano state (chi più chi meno) così deficitarie per tanti anni consecutivi.

Ma tutto ciò non è certo colpa della Juve…

(Oddio, fatemici pensare un po’ e magari un motivo lo trovo!)

E’ COMPLOTTO

Essendo la parte prettamente spoprtiva di questo blog poco interessante, trovo conforto e sollazzo nel segnalare un altra manciata di casi in cui il mainstream calcistico e modaiolo vede prevalere strisce verticali che al nero accoppiano alcuni colori (rosso o bianco) e non altri (guarda cosa, il blù).

Ma, come dicono quelli bravi, andiamo con ordine:

1) Anche nella serata-Expo palesemente dedicata a Zanetti, con due terzi di Triplete in campo e quarti di nobiltà nerazzurra sparpagliata tra campo e panchina, ecco i commenti del giorno dopo dare più spazio agli ex rossoneri, privilegiando il “focus” sui nerazzurri solo per indugiare sulla panza teutonica di Brehme o su quella rioplatense di Ruben Sosa oppure ancora sul fascino appassito del cileno di Milano.

Inevitabile poi, la chicca di Repubblica.it:

Dopo vent'anni, ancora con la "X", 'orcodighel

Dopo vent’anni, il nome ancora con la “X”, ‘orcodighel

 

2) Tornando al quarto scudetto bianconero, ribadisco di non avere problemi nel complimentarmi con Allegri e giocatori per il titolo e ancor di più per la stagione che stanno facendo. E’ ovvio poi che rimane quell’atavica incapacità di saper vincere, faziosamente ma perfettamente riassunta da questo post di Settore, splendido nel vaticinare un “Triplete da secondi” e tassonomico nel ricordare la succitata assenza di classe e di fair play.

E del resto, se è il padrone a scadere in un tweet da tredicenne o in falsi ideologici reiterati (no, sul serio: dopo una ventina di sentenze contro di te hai il coraggio di dire “Stiamo ancora aspettando delle sentenze precise e i nostri avvocati stanno lavorando per portare a galla la verità“??), come può esimersi la Gazzetta del Balengo nel reinterpretare l’albo d’oro a uso e consumo dei tifosi più biechi?

Ottimo Matrix a sbeffeggiarli da par suo:

piccoli e meschini

piccoli e meschini

3) Infine, lustrandomi gli occhi con Messi e compagnia, ho goduto assai nel vedere il santone Guardiola -che aldilà della contingenza è persona assai arguta e gradevole- sbertucciato da due giocate del miglior calciatore del mondo e da uno splendido contropiedone. Eh certo, era il Tiqui-Taka il segreto del Barcellona, mica la Pulce.

come si dice in catalano "corti-umili-intensi"?

come si dice in catalano “corti-umili-intensi”?

 

WEST HAM

Torniamo a vincere una partita (1-0 contro il Burnley) tanto per ricordarci l’effetto che fa: a una manciata di partite dalla fine galleggiamo a metà classifica, senza alcun obiettivo realistico… Vi ricorda niente?

NUN SUCCEDE… E BASTA

UDINESE-INTER 1-2

L’Inter torna ad essere intimamente se stessa e batte l’Udinese in una partita -per i più distratti- incredibile, ed invece plausibilissima se conosci i tuoi polli.

La cosa più gratificante della partita non è il risultato finale, e nemmeno il (bel) primo gol di Podolski, quanto la carogna sulla spalla del Mancio durante e dopo la partita.

Mi piace pensare che lui per primo fosse consapevole della psicolabilità dei nostri e che, in quanto tale, intravedesse a mezzore di distanza il rischio che si correva a “fare i fighi” in area avversaria, non chiudendo una partita diventata assurda e solo per nostra fortuna non tramutatasi in tragedia sportiva.

Esemplare il Mister quando in tre frasi sintetizza 90′ di prestazione:

Benissimo in 11 contro 11, bene in 11 contro 10.

In 11 contro 9 lasciamo perdere…

Non posso che condividere.

Inutile soffermarsi più di tanto sulla farsa che è stata il secondo tempo (Rocchi Horror Picture Show compreso, anche se per una volta il sommo si sbaglia e ci avvantaggia). Preferisco spendere qualche riga per ricordare il buon primo tempo giocato dai nostri, a parte un Guarin in versione vintage e cioè distratto e intrinsecamente portato alla scelta sbagliata. Hernanes però va gran bene, Palacio svaria che è una bellezza. Forse Icardi un poco statico ma checcevoifà… Dietro di fatto non rischiamo nulla.

L’arbitro inizia male e ne paga le conseguenze, chè sul primo giallo di Domizzi (che protesta per un angolo che non c’è e che infatti Rocchi provvede poi a non concedere) poteva tranquillamente soprassedere. Ineccepibili invece gli altri gialli, che portano all’espulsione del succitato Domizzi a fine primo tempo e del tarantolato Badu nella ripresa.

Sul rigore, che tutti nel dopo-gara si affrettano a definire scandaloso, inesistente e via dicendo, riporto per pura cronaca un commentuccio preso da un giornale minore del giorno dopo, che se non altro pare di diverso avviso: si dice che “E’ vero che il croato ha già tirato, ma quando Danilo commette fallo la palla sembra proprio ancora in gioco. Dunque, da regolamento, il rigore c’è.

Ai tanti che -legittimamente- puntano il dito sul fatto che Kovacic avesse già tirato e non fosse quindi più in possesso del pallone, chiedo: allora non è rigore nemmeno in tutti i casi in cui l’attaccante arriva addosso al portiere e butta la palla avanti col solo scopo di farsi abbattere? Ah ecco…

Lo ammetto: avrebbe tranquillamente potuto far giocare e nessuno si sarebbe scandalizzato (figuriamoci noi, che per avere un rigore di solito ci vuole il coltello tra le scapole), ma quantomeno non si dica che la decisione è totalmente inventata, incomprensibile, etc etc…

Anticipo un paio di punti del già robusto faldone “E’ COMPLOTTO” per la dose periodica di insulti contro Massimo Mauro. Il calabrese cantilenante è tra i primi a scandalizzarsi della decisione dell’arbitro sul rigore, ed è ovviamente tra i più entusiasti a decantare le lodi di un’Udinese che in 9 contro 11 nel finale ha sfiorato il pareggio.

Sentirlo però dire che “sarebbe stato giusto che l’Udinese facesse il 2-2” è una roba che non si può sentire… L’Inter ha avuto altre quattro o cinque occasioni per dilagare e già si sono spesi KB a sufficienza per rimproverare i nostri incorreggibili ragazzacci. Ma non ditelo all’ex riserva di Zico, Platini e Maradona…

Sentirlo addirittura chiedere a Mancini se una squadra “con un solido gruppo di italiani potrebbe forse essere meno psicolabile” mi fa contorcere dal ridere, pensando a quanta aria possa passare tra le orecchie di lui e di tanta gente che ancora dà credito a certe stronzate.

LE ALTRE

Comunque, bando alle ciance: Nonostante le nostre tre vittorie in quattro partite, nonostante le concomitanti sconfitte di Milan e Fiorentina, nonostante i pareggi di Torino e Samp, siamo ancora miseramente noni. Certo, più vicini a livello di punti, ma ancora con un mucchio di squadre davanti e con un calendario che senz’altro non ci avvantaggia (Juve, Lazio e Genoa da incontrare da qui alla fine, tanto per dire…).

Parafrasando, ma solo in parte, la frase sussurrata dai giallorossi durante il nostro lustro d’oro, e riportata come titolo nella noticella odierna, continuo a sostenere che non arriveremo sesti, e che -davvero, non per fare la volpe e l’uva- tutto sommato credo sia meglio così.

E’ COMPLOTTO

Tante cose, più o meno “gravi”, più o meno importanti, ma fra loro coerenti nel ribadire il diverso peso specifico dei protagonisti in campo.

Milanello Bianco:

Tempismo eccezionale nel dare la notizia di “clamorosi aggiornamenti da Arcore” mentre la tremenda figuraccia dei Meravigliuosi contro il Genoa è in pieno svolgimento (vero Sky?). Non c’è che dire, lo stile comunicativo del Milan è ormai endemico, orientato ad un “benaltrismo” di informazione a tutto vantaggio del Geometra gongolante e di Silvio piazzista provetto.

Non fa notizia la velina di partito volta a smentire il duro confronto tra allenatore e squadra sul pullman post-Udine (“siete indegni” “sarai bravo tu“…cazzo avrei voluto esserci, per me è stato Pazzini!). Già più artistici e fantasiosi quando fanno dire al povero Superpippa che il ritiro è stato deciso di comune accordo, anzi quasi richiesto dai giocatori stessi, chè son tutti bravi ragazzi e siamo tutti una grande famiglia.

La battuta è stata riproposta con una piccola variazione sul tema anche dopo l’ 1-3 corsaro dei Grifoni, con Pippo a dire che il ritiro c’è ma è facoltativo, chi vuole viene, son proprio i ragazzi che lo vogliono fare per stare insieme.

Passando agli “ex” che incredibilmente decidono di lasciare la parte di Milano dove splende sempre il sole, faccio notare un paio di cose: Niang ieri segna alla sua ex squadra e ci vogliono 4 replay per confessare che “sì, l’ultimo tocco in effetti è proprio del giocatore di proprietà del Milan” che lì in due campionati aveva segnato zero goals e che invece a Genova ha già fatto 5 uova. Idem con patate El Nino Torres che a casa sua (leggi Atletico Madrid e non Milanello Bianco) si è ritrovato tornando a segnare con una certa continuità.

Squadra Simpatttica:

Tanto per fare paragoni su come episodi simili vengano trattati dall’altra parte del Naviglio, abbiamo ancora negli occhi e nelle orecchie i peana per Quaresma dopo la seratona di gloria contro il Bayern Monaco (che infatti poi al ritorno gliene ha date una mezza dozzina): il Trivela segna e abbiamo una settimana di album dei ricordi, che pippone che era, che pacco che ha preso Mourinho, e adesso invece segna contro il Bayern Monaco

Sintomatici poi i finti complimenti all’Inter per l’annata di Icardi: Tuttosport si premura di dire che il giovane argentino è bravo assai, e che potrebbe addirittura vincere la classifica marcatori, cosa che ai nerazzurri non è capitato tanto spesso, e sunteggiando -con la consueta simpatia- che nemmeno Ronaldo e Milito ci riuscirono.

Quale occasione migliore per rivestire i consueti panni del cacacazzi e andare a controllare? Eccoci qui: Wikipedia grazie di esistere. La Juve questa classifica l’ha vinta 13 volte, i nostri 12. Il Milan in questo caso spadroneggia a 17 grazie al Pompiere Nordhal e ai suoi 5 titoli anni ’50. Però l’Inter “non l’ha vinta poi così spesso“.

Facendo un giochino diverso, facile e inutile quanto quello messo su dalla Gazzetta del Balengo di Vettorelliana memoria, si potrebbe vedere che, a livello di singoli giocatori, le tre squadre strisciate sono a parimerito. Sono cioè 9 i giocatori di Inter, Juve e Milan ad aver vinto la classifica.

Ma si vede che detta così non faceva ridere…

Una Caressa in un calcio:

Pirlo fa fallo da rigore su Joaquim e, anche in quel caso, si stenta a credere che l’uomo magico possa aver commesso fallo. Caressa si ostina a riguardare l’azione per poi concludere deluso che il tocco c’è ed è pure dentro l’area.

Tempo due minuti però e rimette le cose a posto: da una punizione più che dubbia, Pirlo mette una palla nulla più che logica ed elementare nell’area piccola, dove Llorente è bravissimo a saltare in mezzo a due difensori e metterla in buca.

Ecco il nostro commentare: Eh beh con una palla così però son buoni tutti!

Non c’è niente da fare, Pirlo tutto può, non sbaglia mai e a guardar bene è pure una bella figliola.

Disgusto.

Altro motivo per non andare in Europa League: non dover più vedere i nostri con la canotta del pigiama dopo lavaggio sbagliato...

Altro motivo per non andare in Europa League: non dover più vedere i nostri con la canotta del pigiama dopo lavaggio sbagliato…

BUT WHAT… REALLY REALLY? *

*ma che…davero davero?

INTER-ROMA 2-1

…E quando finalmente non conta più nulla, ecco la sospirata vittoria contro una “grande” -o supposta tale, visto il girone di ritorno da pareggite acuta-.

I nostri fanno una partita solida e vogliosa e con un crescendo rossiniano di innesti in avanti, portano a casa la vittoria nei minuti finali.

Noto con malcelato compiacimento che il finale di stagione sta confermando due dei miei “postulati” di inizio stagione, rimasti purtroppamente in ombra per buona parte del Campionato:

1) Vidic è solido e, in condizioni psico-fisiche normali, il nostro miglior difensore per distacco. Non solo, la sua presenza mi pare faccia giocare meglio anche il compagno di reparto -Ranocchia nelle ultime esibizioni- fatta salva la fisiologica quota di minchiate per partita (vedi rinvio difensivo sui piedi di Pjanic in occasione del loro pareggio). Il combinato disposto dei due concetti testè espressi mette sulla mia personalissima lista dei partenti il simpatico JJ: giovane, forte fisicamente, ottimi margini di miglioramento. Qualcuno per una decina di milioni potrebbe cascarci. Noi come centrali di riserva tra Andreolli e Felipe siamo coperti: meno esplosivi del brasiliano, ma in egual misura meno “ignoranti”.

2) Hernanes, in condizioni psico-fisiche normali, è tecnicamente definibile un trequartista coi controcojoni. C’ha messo un anno e più a far vedere quello di cui è capace, lavorando tanto sul fisico che l’ha martoriato con una sfilza di stiramenti assortiti (lui che in 4 anni di Lazio era sempre stato sano come un pesce… la solita fortuna nerassurra). In tutto questo periodo, mai un lamento nè una recriminazione, solo supporto alla squadra e al Club.

Tipo Osvaldo, insomma…

Il sinistro dal limite dell’area che ci dà il vantaggio è una perla, soprattutto per come si libera in un fazzoletto degli avversari che lo circondano.

Tornando alla partita, da lì in poi ci dice anche culo (per una volta!) visto che Ibarbo timbra il palo su azione arrembante dei lupacchiotti.

Il pari arriva con una bella imbeccata di Pjanic, come detto sapientemente rimesso in gioco dal nostro capitano, e con Nainggolan a trafiggere un Handanovic perplesso e forse per quello poco reattivo: il destro era senz’altro fortissimo ma non esattamente all’angolino.

Icardi se ne mangia un paio (in realtà non così clamorosi come ci vogliono far pensare), Vidic sventa una difficile respinta di Handanovic su punizia del velenosissimo bosniaco romanista e poi entra Podolski: il tedesco non è stato esattamente un crack del mercato -andiamo per eufemismi-, ma è un altro che se non altro non rompe i coglioni reclamando lo spazio che sa di non meritare. E però, a due minuti dalla fine, azzecca il tracciante tra una mezza dozzina di gambe giallorosse e trova Icardi in piena area spalle alla porta: il movimento di Maurito è rapido e improvviso, ed è gol sotto la Nord festante (copyright Giorgio Bubba directly from the 80’s).

Dalle ultime 3 partite portiamo a casa due vittorie e un pari stretto come una canotta infeltrita. L’immediata trasferta infrasettimanale a Udine e la domenica in casa col Chievo non tarderanno a rispondere all’annosa domanda “fu vera gloria?“, mentre qualche riga in più va spesa già da ora per capire se un posto in Europa, per quanto ottenibile solo per congiunzioni astrali difficilmente realizzabili, potrebbe essere una minaccia o un’opportunità.

LA VOLPE, PRIMA DI GUARDARE L’UVA, SFOGLIA LA MARGHERITA

Iniziamo dal dire le cose come stanno: perchè l’Inter possa acciuffare il sesto posto occorre che le vinca tutte (tutte meno una, per esser buoni) e che al contempo 3 di quelle davanti perdano un paio di partite. Stiamo quindi in massima parte ragionando sul nulla.

Ma, per puro esercizio di stile, facciamo finta che ciò possa concretizzarsi: ci conviene?

La Gazza arriva oggi (alla buon’ora!) a porsi il dilemma che affolla la mia già poco capiente capoccia da tempo. Eccolo, l’elenco dei pro e dei contro, o meglio solo dei “contro”: devo dire che, aldilà della tristezza di non vedere Milano rappresentata in Europa proprio nell’anno che si concluderà con la finale di Champions a San Siro, non posso che concordare con la Rosea.

Quelli forti (Yaya, Jovetic, Dybala…) probabilmente li convinci solo partecipando alla Champions: posto che quella l’anno prossimo la vedremo -appunto- solo da spettatori in finale allo stadio, il nostro appeal tra Europa League e il solo Campionato non subisce variazioni drammatiche.

Anzi: puoi far finta di considerarlo un vantaggio, che ti permetterà di allenarti meglio, di preparare tutte le partite di Campionato al 100% e bla bla bla…

Ma soprattutto, le temutissime sanzioni in arrivo da Nyon saranno quantomeno posticipate alla stagione successiva, lasciando un maggiore -per quanto non bene identificato- margine di manovra sul mercato.

Che poi le amichevoli estive rendano in soldoni una buona metà degli introiti non così fantasmagorici dell’ex Coppa Uefa, è un di più che in ogni caso non sposta di molto l’asticella.

Cosa augurarsi, quindi? Ovviamente che i nostri finiscano la stagione in maniera dignitosa, e che le squadre che ci precedono facciano altrettanto, in modo da avere la coscienza a posto e -sotto sotto- gioire del mancato sesto posto.

Riusciranno i nostri eroi? mah…

LE ALTRE

La sola cosa che esigo, anzi “esigio“, come disse José, è arrivare più in alto di quell’insulto di squadra che è il Milan di quest’anno. Parlo prendendomi il rischio di quel che scrivo, visto che l’Udinese che li ha triturati sabato riceverà i nostri a brevissimo e stante anche la statistica non proprio rassicurante a riguardo.

Detto ciò, comprendo alla perfezione la rabbia dei tifosi milanisti nel contestare squadra, mister e dirigenza.

Noi siamo tutt’altro che un buon ensemble, ma dietro alle stronzate che continuiamo a commettere puoi intravedere un’idea di massima. Loro sono davvero un’accozzaglia male assemblata e peggio gestita. Hanno però un culo proverbiale e un Ménez imprevedibile nel bene e nel male, che proprio per quello potrebbe giocarci brutti scherzi…

E’ COMPLOTTO

Sono rancoroso e mi pascio di disgraziette altrui come il più abbietto dei tifosotti di quart’ordine:

Però adesso fate i bravi...

Però adesso fate i bravi…

Del resto, dopo ere geologiche di “siamo una grande famiglia“, “ringrazio il presidente e il dottorgalliani“, “pippomio“, riportati dalla stampa prona e meschina, leggere quella che Frèngo avrebbe definito “lafreddacrònaca” ha lo stesso effetto di un bagno caldo e rilassante, con tanto di “bolle che salendo a galla corron sulla schiena fandomi felice” di eliana memoria.

Ugualmente insignificante ai fini della classifica ma epidermicamente irresistibile è stata la sconfitta gobba nel Derby. Censurabilissimi i tifosi di entrambe le squadre, anche se il premio al genio di giornata va senz’altro al DG bianconero Marotta che sostanzialmente grida al complotto anti-Juve che fomenta la violenza ai loro danni.

Come giustamente sunteggiato altrove in rete, il dirigente di una squadra che ha alterato il regolare svolgimento di svariati campionati di Serie A, che prima patteggia la B e poi contesta 20 sentenze da cui esce con le ossa a pezzi, che non riconosce l’Albo d’Oro della Federazione cui aderisce, si sorprende di non essere nei cuori di ogni appassionato sportivo italiano.

Tutto ciò senza nulla togliere ai successi post-Calciopoli, tutti (purtroppo) meritati anche a causa della resistibile concorrenza.

Tutto ciò senza ovviamente voler giustificare in alcuna misura la violenza su cose o persone.

Chiudo riportando i pensieri  della testa lucida (in tutti i sensi) del grandissimo Nocciolina Ormezzano: un suo articolo sulla Gazza di domenica pare essere stato il capro espiatorio usato da Marotta. Troppo bella per non essere citata la seguente massima del giornalista di note simpatie granata:

“Avevo dei dubbi sul fatto che sapesse contare, ma ero convinto che sapesse leggere”.

Gioco. Partita. Incontro.

WEST HAM

Avendo regalato un pareggio a tutti, non siamo da meno in casa QPR: ne esce un risultato a occhiali che ha il pericoloso effetto di invischiare il Sunderland in zona retrocessione. Che mi frega? Quelli ci hanno Alvarez in prestito e, se si salvano, lo devono comprare a 11 milioni.

Certo, per una squadra il cui nomignolo è “i gatti neri” non sto proprio tranquillo…

Da sinistra: 22, 0. Ma tanta buona volontà :)

Da sinistra: 22, 0.
Ma tanta buona volontà 🙂

IL MEGLIO DEL PEGGIO

INTER-MILAN 0-0

Il Derby che mi aspettavo. Parente lontano dei cari e vecchi scontri-che-contavano, ma non necessariamente simbolo della mediocrità acclarata delle due milanesi.

Mi spiego: il Milan ha fatto sincera pietà per un’ora e più; noi avremmo onestamente meritato di vincere, e abbiamo giocato benino. Se la guardo da un punto di vista oggettivo, c’è poco di cui rallegrarsi, visto che nonostante una delle migliori prestazioni della stagione non siamo riusciti battere una squadra che continuo a ritenere assai più modesta dei nostri.

Da tifoso obnubilato, la mediocre mezza classifica in cui galleggiamo (noi e loro) non fa diminuire nemmeno di un grado il vorticoso giramento di maroni.

Come si dice in questi casi, andiamo con ordine.

I nostri partono con il giovanissimo Gnoukouri a metacampo: l’ivoriano, con buona pace di Sacchi Arrigo, fa una partita disciplinata e convincente e non fa rimpiangere l’ultimo Brozovic (e nemmeno il penultimo…). Kovacic non fa molto, e per una volta sono in disaccordo con Boban che ne magnifica la prima mezz’ora alle orecchie di Mancini.

Dietro Vidic e Ranocchia confermano che la coppia avrebbe meritato più fiducia durante tutto l’anno; JJ sulla fascia è del tutto inutile in fase offensiva, ma quantomeno fa spessore quando c’è da difendere. Dall’altra parte D’Ambrosio fa vedere come dovrebbe muoversi un moderno laterale difensivo: tutto bene, tranne i cross che sono uno peggio dell’altro. Per un terzino, sarà mica importante arrivare sul fondo e mettere un cazzo di traversone?

Davanti Icardi e Palacio carburano lentamente (molto meglio nella ripresa), mentre Hernanes parte bene per poi sparire e riemergere nella ripresa.

Loro… parliamone: giocano 20 minuti su 90′, nei quali tirano due volte con Suso (avessi detto Robben…) e mettono un bel cross rasoterra su cui gli attaccanti non arrivano, visto che il propagandatissimo 4-3-3 è un 4-5-1 con Menez nueve farlocco e Bonaventura e il succitato iberico a rinculare volentieri verso il centrocampo.

Destro e Pazzini ovviamente seduti a guardare, chè loro propongono giUoco.

Il pari finale non è scandaloso, ma una nostra vittoria avrebbe fotografato meglio l’andamento della partita, aldilà della corposa paginetta arbitrale che vado testè ad aprire.

TANTO SI COMPENSANO…

I più distratti si limiterebbero a dire “ah sì il mani di Antonelli era da rigore..“, ma io sono paranoico e quindi vado oltre, talmente oltre che ritorno al punto di partenza.

Quando dico che noi siamo la squadra più sfigata d’Italia e i Meravigliuosi quelli più aiutati dal fato (senza voler mettere in dubbio la buona fede di alcuno, ci mancherebbe…) lo dico a ragion veduta.

Se partiamo dal gol rossonero di Alex, per fortuna annullato per un doppio fuorigioco (dello stesso Alex sul primo cross e di De Jong sul prosieguo) notiamo che lo stesso è arrivato da un fallo inesistente di Medel su Abate. Nella circostanza, il cileno -diffidato- viene immancabilmente ammonito, precludendosi la partita contro la Roma.

Morale: da un non-fallo rimediamo una squalifica per la giornata successiva e un gol fortunatamente e correttamente annullato.

In contrapposizione, ai nostri vengono altrettanto correttamente annullati due gol: sul primo la bella azione è purtroppo vanificata dallo scatto un po’ troppo anticipato di Icardi, mentre sull’autorete di Mexès la spinta di Palacio è ben vista dal guardalinee, ma segnalata con colpevolissimo ritardo a Banti, che difatti convalida in prima battuta.

Nella tempistica, l’episodio ricorda il gol di Ganz annullato in un Inter-Juve del ’97, con Collina a spiegare a Hodgson la finezza arbitrale.

Nulla da dire, allora come adesso, sulla bontà della scelta di merito. Ancora una volta, tuttavia, il colpo da fuoriclasse arbitrale arriva a troncare sul nascere uno dei pochissimi errori a favore “che tanto alla fine si compensano“.

Ma non basta: nel primo tempo ad Antonelli viene fischiato un fallo di mano con cui ferma ai 25 metri la conclusione di uno dei nostri: se fischi fallo, caro Banti, vuol dire che lo ritieni volontario, e quella mano a termini di regolamento interrompe un’azione pericolosa. Ergo è ammonizione, porcadiquellatroia.

Dico questo perchè l’ex genoano è stato graziato due volte nell’inguacchio in area a metà ripresa: non era solo rigore, ma era pure secondo giallo e quindi rosso.

Inutile dire su chi sia stato commesso il fallo di Palacio poco dopo…

E’ COMPLOTTO

Onestà impone di dire che i commenti hanno cercato di non fare un unico calderone, specificando il maggiore impegno e la miglior figura fatta dai nostri. Chiaro è che la risposta più rapida e facile sia “derbino” e che, se si astrae la definizione dai 90′ giocati, è anche quella più corretta.

Sono rimasto ancor più colpito dallo stupore dei vari commentatori nell’apprendere delle iperboliche valutazioni del Milan, oggetto di acquisto da parte di investitori stranieri: nemmeno io riesco a credere che qualcuno possa valutare quella squadra un miliardo di euro.

Potere di Zio Silvio e di decenni di argenteria passata quotidianamente col Sidol…

La terza menzione a favore è per l’italiano parlato da Zorro Boban: sentirlo testualmente dire che il Derby avrebbe comunque regalato emozioni “nonostante Inter e Milan non siano quelle che vorremmo fossero” (testuale) mi ha fatto balzare sul divano come a un gol di Maradona: quanti laureati italiani sarebbero in grado di non ingarbugliarsi nel dire una frase del genere?

Mi sono partiti anche i pernacchioni, eccheccazzo…Il capocurva Marco Nosotti intervista Abate a fine primo tempo. IgnazioAbate, cioè la vittima del non-fallo di Medel, e quindi -se vogliamo dirla tutta- simulatore smascherato dalla moviola ma non dai silenti telecronisti che si limitano a un “non si capisce se ci sia il tocco“. Ecco, Nosotti gli chiede: “il gol annullato…ci hai capito qualcosa?” Di tutto il troiaio appena visto, ecco la domandina-salvagente, che sottende un nemmeno troppo nascosto “non si è capito cosa sia successo…sembrava tutto regolare”.

Prevedibile come il solleone di Luglio invece il signor Valerio Staffelli e l’immancabile tapiro portato a Mancini, forse “colpevole” di non aver saputo battere una squadra di maltrainsèma .

C’è chi ancora ride per certa TV.

Noi no.

Il Mancio purtroppo, dopo essersi guadagnato i primi applausi da dopo-partita  commentando le recenti direzioni arbitrali nei nostri riguardi, non ha risposto alla serva mediasettara come avrebbe potuto e dovuto.

Sarà per il prossimo Tapiro, tempo di un paio di settimane.

WEST HAM

Prosegue la caduta libera: sconfitta a Manchester in casa City.

Qui onestamente era difficile far meglio

Qui onestamente era difficile far meglio