C’ERAVAMO TANTO AMATI (…forse)

L’ennesimo coup de théatre del Signor Massimo fa definitivamente chiudere la lunga parentesi Morattiana all’Inter.

Lasciando ad altri il sollazzo di compilare pagelle e rendiconti da cui fare uscire l’ormai ex Presidente come eroe o unico colpevole del dissesto finanziario, userò tutta la lucidità mentale di cui sono capace (ah beh allora…) per analizzare i punti di vista delle due parti di fatto in causa: Moratti e Thohir.

 

IL PUNTO DI VISTA SIMPATTTICO

Moratti ha preso atto della sostanziale inutilità del suo ruolo, che era anzi in contrasto con la sua visione del Club. Non ha condiviso nulla delle scelte strategiche dell’ultimo anno, dal repulisti in Società a tutti i livelli, alla attenzione quasi ossessiva ai conti passando per il continuo e continuato sostegno a Mazzarri.

Dal suo punto di vista è legittimo chiedersi: “chi me lo fa fare di rimanere in una Società che sta facendo damnatio memoriae di tutto quel che ho fatto negli ultimi 20 anni?

Questo nonostante lui stesso avesse capito che era impossibile andare avanti con la gestione paternalistica del Club, non solo e non tanto perchè i danari per ripianare le perdite erano sempre i suoi (fatto che da solo lo avrebbe legittimato a stufarsi già prima del lustro d’oro), ma anche e soprattutto per le nuove regole sul Fair Play Finanziario, che molti fingono di non comprendere.

La mossa di cedere il Club è stata sofferta più di quanto noi tifosi possiamo immaginare, e nel mio piccolo avevo riconosciuto in quel gesto un grande senso di responsabilità del Signor Massimo.

Quando i soliti faciloni, criticando quel rigore che Moratti non ha mai avuto, sfottono Thohir dicendo “per fare il ragionierino da 4 soldi, allora poteva pure rimanere Moratti“, in realtà non vedono il problema (e sai la novità!). Moratti, proprio per le sue qualità, non ha saputo nè voluto fare una vera spending review del suo Club, perchè non era nelle sue corde, perchè ha sempre generosamente pagato di tasca propria per compensare questa mancanza di efficienza e oculatezza nelle spese.

Ma, e questo era stato il mio plauso, ha fattivamente riconosciuto questo suo limite, passando la mano e cedendo “la sua figliola” a un soggetto che potesse farla andare avanti in altro modo.

Ha speso un sacco di soldi (suoi).

Si è tolto le sue porche soddisfazioni.

Ha dato quel che poteva dare (tantissimo).

Ha soprattutto dato quando poteva dare, chè adesso la spesa matta e disperatissima non è più consentita.

 

IL PANORAMA VISTO DA JAKARTA

E qui entra in ballo Thohir, arrivato come un maltollerato straniero, capace di guardare solo ai conti e accusato di voler fare dell’Inter un giocattolo di brand, marketing e internazionalizzazione. Ma questo lo sappiamo: come detto, è esattamente il complemento di Moratti, ne ha pregi e difetti speculari.

Solo che, concedetemi due righe da tifoso complottista, a Moratti si rimproverava di essere uno scialacquatore troppo tifoso, e a questo di essere un freddo calcolatore. Prostituzione intellettuale.

Come dissi un anno fa all’atto dell’insediamento, la speranza riposta nella nuova proprietà era di mantenere i pregi e correggere i difetti della gestione precedente. A 12 mesi di distanza si vedono chiari i passi compiuti per allontanarsi dai difetti.

Si rischia però, con un’espressione che odio, di buttar via il bambino con l’acqua sporca.

Tento di spiegarmi meglio.

Quando si dice che Thohir dovrebbe investire di più nella squadra, che dovrebbe far sognare i tifosi, che -in buona sostanza-  dovrebbe comprare giocatori più forti, si dice al tempo stesso un’ovvietà ed una fesseria.

E’ palese che tutti noi saremmo più contenti di avere Vidal al posto di Guarin o Pianjc al posto del Kuz, ma l’amara verità è che è finito il tempo del “cià s’el custa“, col Presidente a cacciare l’assegno e comprare il Ronaldo di turno. Che Fabio Monti se ne faccia una ragione.

Ammesso e non concesso poi che il Pianjc di turno accetti l’offerta (chi cacchio glielo fa fare?), la UEFA te la farebbe pagare carissima. Possiamo discutere ore sugli arzigogoli trovati da PSG e Man City che spacciano per sponsor tecnici quelli che sono sostanziosi finanziamenti al Club, ma l’esistenza di furbetti che cercano di aggirare le regole non è un buon motivo per infischiarsene.

Le sanzioni UEFA, per quanto blande per ora, non tarderanno ad arrivare già adesso a bacchettare i nostri conti (appuntamento a inizio Novembre) . Figuriamoci cosa sarebbe successo assecondando le voglie da tifoso e comprando un paio di campioni (da convincere con ingaggi astronomici, per compensare l’almeno iniziale mancanza di appeal da Top Club).

Quella pagina è parte del nostro glorioso passato, ma non tornerà. Non a breve, almeno.

Da un punto di vista gestionale, il piano di Thohir è chiaro e per me condivisibile: i tagli -invero già iniziati sotto la gestione Moratti con i risparmi sugli ingaggi più onerosi- sono conclusi, chè meno di così non puoi spendere se vuoi avere una squadra presentabile. C’è da aumentare i ricavi e quello, ahimé, non lo fai in due giorni.

Tutto giusto, come detto. Poi, come dice il Sergente Lo Russo in Mediterraneo, “c’è modo e modo…di dire, il concetto resta quello…“.

Non che io aneli all’ingaggio di prostitute elleniche in quantità, tanto per rimanere in ambito-citazioni cinefile. Vorrei solo che Thohir nella sua gestione non eccedesse nella distruzione di tutti i simboli del tempo che fu. Aldilà degli slogan da tifoso (l’Inter agli interisti e altre panzane assortite), credo sia importante avere una continuità con quei valori (sportivi, etici e societari) che devono rimanere marchio distintivo del Club. Ecco perchè l’allontanamento di Moratti può constituire un pericolo. Non sarei sorpreso di vedere Zanetti seguire l’esempio del suo padre putativo e questo, aldilà della fumosità della sua attuale carica di Vicepresidente, potrebbe sancire una netta e definitiva cesura tra l’Inter che è stata e quella che sarà.

Il continuare a “non essere quella roba là“, aldilà degli ingaggi di Fassone, degli accordi con Lotito e con Infront, è un paradigma che la nuova dirigenza dovrebbe porsi come ineludibile.

E tutto ciò richiede la coerenza e l’onestà intellettuale di riconoscere e far propri i pregi della gestione-Moratti.

I conti sono una cosa, i colori un’altra.

Un bravo Presidente deve saper trovare posto per entrambi.

Questo chiedo a Thohir, con o senza il Signor Massimo.

moratti-inter-addio-indonesia-tuttacronaca

 

 

 

TANTO PER DIRE…

Approfitto della pausa Nazionali, che ovviamente ci fa perdere un paio di giocatori, per fare informazione di servizio (o di “servizi”, intesi come gabinetti) verso l’Inter e segnalare un paio di cosucce.

1) Dopo il lodevole intento di “dare una rinfrescata” all’immagine del Club -più che opportuno, direi- avevo accolto con giubilo la notizia per cui il nome da utilizzare nelle competizioni europee sarebbe stato “Inter Milano” e non più “Inter Milan”.

It’s a simple little “o” but it makes a world of difference…

In realtà, la messa in pratica di questo principio, anche sempliciotto diciamo la verità, deve aver incontrato qualche intoppo, perchè le due partite di Europa League viste online (courtesy Rojadirecta) mostravano il vecchio e fuorviante nome di “Inter Milan” ancora in bella vista.

Provvedere!, direbbe il Sor Savino alla moglie del Necchi.

2) Se l’immagine è importante -ribadisco: solo Moratti non la riteneva tale, con l’approccio Simpatttico che tanti frutti bacati ha dato nel corso della sua gestione- allora buon senso vorrebbe che le formazioni mostrate nella grafica televisiva di inizio partita facessero vedere i giocatori con la maglia giusta: non dico proprio con la maglia da trasferta in caso di partita giocata in completo bianco, ma per lo meno con la divisa della stagione in corso.

La maglia di quest’anno, come detto, è un pigiama, ma è l’immagine più riconoscibile dell’Inter di quest’anno: e allora, diamineiddio, perchè devo vedere le facce dei nostri incollate alla maglia dell’anno scorso? (Pre-partita di Fiorentina-Inter su Sky)

Provvedere.

3) Infine, noto che il Club delle vedove morattiane ha un nuovo -e insospettabile- membro. Oltre al socio fondatore Fabio Monti, patetico quando riduce il paragone tra Moratti e Thohir all’acquisto di Ronaldo da parte del primo contro la conferma di Mazzarri ad opera del secondo, anche Alberto Cerruti dalla Gazzetta di martedì ci fa sapere di rimpiangere i bei tempi andati del Signor Massimo, e addirittura rievoca i fasti di una Società vicina all’allenatore (ma quando mai??): una frase come “Thohir sarà bravissimo a far quadrare i conti, però da quando c’è lui si avverte un vuoto, anche mediatico, che né Fassone, né Ausilio, per motivi diversi, possono colmare” è un falso ideologico che fa ridere per non dir di peggio, e ancor più ci fa capire quanto la precedente gestione mediatica della Squadra facesse comodo a tutti gli addetti ai lavori.

Provvedere.

In Gazzetta evidentemente vogliono portarsi avanti col lavoro, mascherando per refuso quel che è invece un gufaggio preventivo. Certe cose non cambiano mai: se già fai schifo, nel dubbio di danno un altro ceffone agratis. Ecco quindi che le sconfitte consecutive dell’Inter da due diventano già tre. Commossi ringraziamo.

Precisissimi, tassonomici e nozionistici poi nello squadernare sondaggi e tabelle, tanto per ribadire il concetto: Mazzarri è un pacco se rapportiamo stipendio a punti fatti, l’Inter è ancora zeppa di stranieri e invece gli Italiani sono più forti, l’Inter la delusione del Campionato, addirittura scomodiamo Zidane per dire che all’inizio faticava, ma poi ha giocato contro l’Inter e ha preso il volo.

Poi ovviamente anche noi interisti ci mettiamo del nostro, col Baffo Mazzola che se ne esce con la battuta “non mi sembra che Thohir abbia voglia di spendere molto“, quando è ovvio che, più che non volere, è il non potere. Ma facciamo finta di niente, piazziamo la battuta e famose du grasse risate!

II sunto di tutto ciò in realtà è una semplice domanda: avendo rimosso e sostituito la stragrande maggioranza del Management legato alla precedente gestione, quando cazzo arriva il mènegger-esperto-di-comunicazione?? Devo venire io?

 

Colonna sonora: "Plin, plinplinplin, plin plin plin, plinplinplpin..."

Colonna sonora: “Plin, plinplinplin, plin plin plin, plinplinplpin…”

BOCCA MIA TACI

FIORENTINA-INTER 3-0

Dio santo, che chiavica!

Ne pigliamo 3, potevano essere tranquillamente il doppio. Dopo 20′ siam già sotto di due. Ennesimo dubbio amletico del “con noi tutti fenomeni” o “noi sempre coglioni“. Probabilmente è questo dilemma a paralizzare le gambe di tutti i nostri, perchè è inquietante dover dire che il migliore sia D’Ambrosio.

La forma fisica è da gerontocomio, quella mentale da neurodeliri. Per la tattica, lassa perde…

Pur mancando dai gradoni di San Siro ormai da un paio d’anni, sento risuonare distintamente il mantra del mio vicino di posto negli anni ’90: “non c’è ali, non c’è schemi, non c’è un cazzo“.

Vero che il primo anello verde era (e probabilmente è ancora) abitato da una peculiare razza sub-umana capace di sfanculare settimanalmente l’allora portiere interista (Pagliuca) al grido “mandatelo a casa! datemi Vitor Baia!!“.

Vero che la stessa accozzaglia di craniolesi incolpava a prescindere il Bergomi calciatore-e-capitano anche quando non giocava.

Vero che dopo un quasi-autogol di Winter in un Inter-Lazio, la stessa accozzaglia chiosava sconsolata: “questo è quel che succede ad avere Gigi Simoni in panchina“.

Eppure, anche l’orologio rotto due volte al giorno segna l’ora giusta.

Non c’è ali.     Non c’è schemi.     Non c’è un cazzo.

As simple as that.

Se Mazzarri voleva mettermi alla prova, alla luce del mio (a questo punto azzardatissimo) endorsement di poche ore fa, devo dire che ci si è messo d’impegno! La coerenza vacilla, ma continuo a ritenere il Mister uno dei problemi e non il (facile) solo responsabile di tuttastammerda.

Anzi: se proprio devo pescare un aspetto positivo nel succitato guano calcistico, noto una costante presenza della società (Ausilio nella fattispecie) a non lasciar solo l’allenatore, come troppo spesso ho visto fare nel corso della precedente gestione.

La pausa casca a fagiuolo, si dice in questi casi: sarà… Visti i soliti esodi transoceanici della dozzina di nazionali che incredibilmente ancora popolano la nostra rosa, le due settimane saranno buone per cambiare aria, sparigliare le carte, fare quel “spegni-e-riaccendi” che è il caposaldo di ogni intervento su qualsiasi tipo di hardware. Che poi in questo periodo qualcuno degli acciaccati o mal-deambulanti possa essere oggetto di un “richiamino” fisico-atletico è più di un auspicio: Palacio è in uno stato di forma non degna della sua storia, ma sono tanti a trascinarsi per il campo.

Ma, ammesso e non concesso che Pondrelli si riveli il “mago” che dicono essere, resta l’aspetto tattico e mentale da mettere a posto. Ieri sera, difesa a tre o difesa a quattro son parse esattamente identiche nel non contrastare anche il più blando degli attacchi Viola (il gol del 3-0 è emblematico). Temo che per Mazzarri il tempo degli esperimenti sia finito, e che debba prendere decisioni definitive su uomini e modulo.

In questo momento siamo troppo scarichi per farci belli e pensare di poter cambiare modulo in corsa. Visto che il comun denominatore delle ultime uscite è “facciamo cagare”, si scelga una formazione e un modulo di riferimento, e si batta su quel chiodo finchè la lezioncina tattica non è stata mandata a memoria.

Sempre che detta lezioncina esista.

Altrimenti, metti in campo gli 11 che corrono di più e digli “fate il cazzo che volete“.

LE ALTRE

Quando la tua squadra pesta giù un partitone così, ha anche poco senso guardare in casa d’altri. Per quel che conta la classifica oggi, siamo decimi, e nelle ultime due partite abbiamo perso 6 punti sul Napoli e 4 su Milan e Fiorentina. Detto ciò, puramente a livello numerico, sono tutti ancora a “distanza di sicurezza” (e dopo 6 giornate ci mancherebbe altro!). In altre parole, non è l’aritmetica a condannarci alla bocciatura, son tutte le altre materie!

E’ COMPLOTTO 

Pur avendo cose più tragicomiche a cui pensare, non posso non dedicare qualche riga all’ennesima grande prestazione di Gianluca Rocchi, once more Rocchi Horror Picture Show. E’ ormai stantìo ripetere le considerazioni fatte tante altre volte sul soggetto in questione, perfetta metonimia del settore arbitrale italiano.

Dare quel secondo rigore, dopo aver cannato così ignobilmente il primo (che oltre ad essere fuori area non è nemmeno fallo di mano) è la palese dimostrazione di malafede del personaggio. Così come il segnalinee Preti nello splendido Juve-Inter di Novembre 2012, anche in questo caso un arbitro in buona fede sorvola sul secondo episodio dubbio, fischiando punizione dal limite.

Evidentemente la buona fede, pronamente data per scontata da tutti (“ci mancherebbe altro“, come se quel che è successo nemmeno 10 anni fa fosse roba mai esistita), si è presa un giorno di ferie.

Non entro nel merito del terzo gol che, in attesa dell’interpretazione autentica del regolamento attuativo della nuova norma sul fuorigioco, per ora dà l’ennesima dimostrazione dellìinutilità degli assistenti di porta.

Le parole del Pupone nel dopo-gara sono di una chiarezza cristallina, a dispetto dell’eloquio non esattamente accademico, ma-come dire-: non è necessario avere 4 lauree per vedere quel che è sotto gli occhi di tutti:

Ottima soprattutto la chiusa a zittire il calabrese cantilenante, che fa la finta vergine e chiede “che c’è di sbagliato nel rigore di Pogba?“.

Chiudo parlando d’altro: doveroso l’omaggio a Ibra fatto dal Corriere in occasione del suo 33° compleanno.  Grande campione Zlatanasso, alla fin fine rimpianto da tutte le squadre che l’hanno avuto a libro paga: carissimo, ma -come dire- li vale tutti.

Ciò premesso, mi piace ricordare che in Italia il ragazzo ha vinto quattro scudetti, di cui tre (di fila) con i colori nerazzurri. E’ strano che, delle immagini “italiane” della foto gallery, solo tre lo ritraggano in maglia nerazzurra, oltretutto con una delle tre a immortalarlo mentre zittisce i suoi tifosi (tra cui mio padre!) che lo fischiavano per quella che pareva esere una giornata di scarsa vena.  Tre foto in maglia nerazzurra, cinque in maglia rossonera e quattro in maglia gobba.

E’ sottile, ma è complotto.

Grande campione Zlatanasso, si diceva, forse non a caso nato tra fine Settembre ed Ottobre, periodo prolificissimo per la genìa nobile dell’arte pedatoria.

Tralasciando il sottoscritto, ecco un breve elenco di “discreti” giocatori nati in questo periodo aureo. Tra i campioni del passato: Bearzot, Bobby Charlton, Didì & Pelé,  Garrincha, Liedholm & Nordahl, Jashin, Sivori. Si passa poi al meglio degli anni ’80 con Maradona, Falcao, Paolorossi (rigorosamente tuttoattaccato), Tardelli, e si arriva più o meno ai giorni nostri con Van Basten, Ronaldo (quello vero), Ince (non rompete le balle, è il MIO fuoriclasse), Sheva, Weah, Totti, Ibra e Rooney.

Sono in buona compagnia, insomma. 😉

WEST HAM

Quantomeno si fa festa nell’East End londinese, dove gli Hammers regolano 2-0 il QPR. Siamo settimi, l’Inter decima.

Vedete voi…

Meno male che dovevano entrare in campo con "gli occhi della tigre". Miao.

Meno male che dovevano entrare in campo con “gli occhi della tigre”.
Miao.

SCATAFASCIO

INTER-CAGLIARI 1-4

…E sì che dovresti conoscerli, i tuoi amati eroi in pigiama e braghette.

E invece no, ti fai ciulare per l’ennesima volta, convinto di assistere in un tranquillo pomeriggio di fine estate alla goleada che possa palesare ancora una volta l’incoscienza di Zeman. Al contrario, ecco i nostri amatissimi negli ormai consueti panni dei resuscita-morti, a dimostrare tutto il peggio di loro stessi in meno di un’ora.

L’elenco dei soggetti da spedire a vendere il proprio deretano dietro modesto compenso è assai lungo e variegato; detto ciò, mi pare facilotto e banale citare il Misteh come primo destinatario della missiva. Posto che al 90′ siam tutti fenomeni e maestri del “lo sapevo che con quella squadra qua ne pigliavamo quattro“, onestamente la formazione alla vigilia non mi sembrava così inconcepibile: un cambio in difesa (Andreolli per Ranocchia), uno sulle corsie laterali (Nagatiello a riposo nelle ultime uscite) e l’applauditissimo Medel a coprire la coppia di interni votata all’attacco (Kovacic & Hernanes). Davanti, Palacio e Osvaldo scelta inevitabile visto Icardi claudicante.

Tuttavia basta poco per capire che il nippico è in giornata-genialoide, allorquando dopo 10 minuti rimette in gioco il piccolo Sau inizialmente in off-side per lo 0-1 iniziale.

Si capisce che sarà giornata di festa per che vende biglietti di ingresso del Club Gautieri.

Se è per quello abbiamo l’astuzia -e il culo- di riprenderla abbastanza in fretta, con la furbata di Palacio che imbecca Osvaldo per il più facile dei diagonali.

Finita la festa? Macchè. Nagatiello si piglia due gialli tanto ingenui quanto ineccepibili a-termini-di-regolamento e ci lascia in 10 alla mezzora del primo tempo. A poco serve lamentarsi del doppio giallo ex abrupto, nè del fatto che giocatori con strisce diverse avrebbero ricevuto un bonario cazziatone al posto della seconda ammonizione. Lo sappiamo, ma non è un buon motivo per entrare in quel modo a metacampo su una palla tutt’altro che pericolosa.

Morale: fuori il capitano di giornata, fascia sul bicipite di JJ, e inizia la giostra. Ekdal pare il fratello forte di Paolo Rossi e ci purga tre volte in un quarto d’ora, trattenendo a stento la risata dopo uno dei goals. Giusto così, facciamo ridere ed è giusto essere perculati quando (non) si gioca in questa maniera. Del resto lo svedese il primo gol in Serie A l’aveva fatto con noi, e quindi chi se non lui poteva fregiarsi del notevole titolo di “triplettista nella tana dei tripletisti“?

In tutto questo puttanificio, Handanovic trova il tempo di parare l’ennesimo rigore della sua carriera, buono solo per le statistiche e per gli amanti del Fantacalcio visto che, ad ogni buon conto, sul corner successivo becca la quarta pera.

Il riposo non è nemmeno più utile per riordinare le idee e pigliare a ceffoni qualcuno negli spogliatoi, chè una squadra con un quoziente intellettivo normale, una volta rimasta in 10 fa muro fino all’intervallo e cerca di sfangarla nel secondo tempo. Ma noi squadra normale non lo siamo per definizione, e Mazzarri sostanzialmente questo dice nel dopo partita, ed il ragionamento è giusto.

Detto ciò, caro mio, sei tu a dover trasmettere idee e pathos ai giocatori, mica mio nonno!

Registro comunque l’ammissione di colpa del nostro che, credo per la prima volta, ammette di aver sottovalutato l’aspetto fisico e mentale dei suoi e di aver peccato di leggerezza nello schierare la formazione.

Può darsi: stento a credere che con M’Vila e Guarin al posto di Medel e Hernanes ci avremmo capito di più; sono invece convinto che in 11 senz’altro ce la saremmo giocata. Magari ugualmente persa, ma almeno non così.

La ripresa infatti vede un’Inter passabile solo se paragonata al nulla visto nei primi 45 minuti, ma di fatto il match era già bello che finito.

E’ tipico dei nostri buttar via il lavoro di settimane, se non di mesi, con qualche quarto d’ora di follia pura, e questo si è puntualmente -e nuovamente- verificato.

Spazio quindi ai catastrofisti del CrisiInter, del Vidic che in realtà è un morto che cammina, del Hernanes che è un pacco, del Medel che sì va bene ma è come giocare con quattro stopper (lo stesso Medel fino a due giorni fa nuovo idolo di San Siro e grande acquisto di Ausilio).

Tanto più voglio allontanarmi dalle ultime stagioni di “vorrei ma non posso”, quanto più vedo preoccupanti analogie con le manciate di occasioni buttate nel cesso, quasi ad aver paura di staccarsi dalla mediocrità delle teoriche inseguitrici del duo di testa.

LE ALTRE

Infatti, se noi facciamo per distacco la figura peggiore della giornata, i cugini fanno finalmente avverare l’auspicio di Mauro Suma pareggiando col Cesena, mentre la Fiorentina continua a non vincere ed il solo Napoli strappa 3 punti corsari in casa del Sassuolo. Tutto ciò in classifica vuol dire mucchione di squadre tra i nostri 8 punti ed i 6 della Viola, quando una gestione solo un po’ meno psichiatrica ci avrebbe visto almeno a 11 punti.

Uno dovrebbe esserci abituato, ma alla fine ci spera sempre…

Roma e Juve, chettelodicoaffà, vanno avanti che è un piacere e dopo 5 giornate sono a punteggio pieno. La sola consolazione è che al prossimo turno non potranno vincere entrambe, stante lo scontro diretto da giocare sabato a Torino.

E’ COMPLOTTO

Irritante come solo una vedova può essere Fabio Monti del Corriere della Sera. Il ragazzo ancora non è rassegnato all’uscita di scena del Sig. Massimo e non perde occasione di criticare tutto quel che ha a che fare con la nuova gestione-Thohir. Stavolta se la prende con la musica troppo alta durante il riscaldamento dei giocatori, causa secondo lui della scarsa affluenza allo stadio, o dello speaker che celebra Handanovic dopo la parata sul rigore (cosa che avviene da almeno un lustro ad ogni penalty bloccato dai nostri estremi difensori).

Non che le critiche non siano sacrosante: pigliare 4 gol dal Cagliari di Zeman è da squadretta di quartiere e, per quel che mi riguarda, non sarà certo questa vittoria a farmi cambiare idea su quello stralunato e simpatico personaggio -il boemo- capace di splendide vittorie ad intervallare sequele di sconfitte sonanti.

Detto ciò non resta che constatare l’incoerenza e la volubilità dei giudizi dei cosiddetti esperti del settore, capaci di magnificare le imprese di quegli stessi soggetti che un attimo dopo diventano totalmente inadatti a ricoprire certi ruoli.

Mazzarri che fino a poche ore fa era finalmente entrato nella testa dei giocatori, aveva dato una mentalità alla squadra, teneva in mano uno spogliatoio in cui finalmente si respirava una bella aria (quoque tu, Zio Bergomi, con la storia del clan del asado!), adesso è ovviamente un caprone, incapace, non all’altezza dell’Inter.

Io torno a dire quella che ritengo essere la triste realtà: il Misteh è un allenatore medio, adatto ad una squadra media come la nostra. E’ purtroppo all’altezza di questa Inter.

C’è da sperare che possano crescere insieme, dimenticando al più presto figuracce come queste.

WEST HAM

Sconfitta di misura ad Old Trafford, nonostante l’ultima mezzora giocata in superiorità numerica e con il pareggio di Nolan ingiustamente annullato per fuorigioco.

It’s conspiracy!

ci ridono anche in fazza...

ci ridono anche in fazza…

ACCANIMENTO TERAPEUTICO

INTER-BOLOGNA 2-2

L’Inter si conferma puttana dal cuore d’oro e decide di regalare un punto anche al derelitto Bologna, che rischia di perdere, così come di vincere, una partita dai profondi significati.

Le buone notizie iniziano raccontando di un Icardi bomber devastante, che segna due gol uno più bello dell’altro, e fa capire il tipo di centravanti che può diventare, a patto di serrare bene le viti che tengono la testa attaccata al collo.

Le stesse buone nuove terminano annotando la positiva mezzoretta concessa a Kovacic, che serpentina e fluidifica come solo nei giorni belli. CHissà che ciò serva a guadagnare considerazione agli occhi cerulei del Mister, stante anche la concorrenza non proprio spietata.

Sul resto, il primo istinto sarebbe di tacere per umana compassione. Invece no, perdìo, la sbadataggini difensive mi tolgono il sonno (quoque tu Rolande!?), e l’incapacità di gestire il vantaggio ha ormai i tratti della cronicità. Nagatiello serve bene Maurito per il vantaggio iniziale, ma consegna poi a Garics la tessera onoraria del Club Gautieri facendosi fare un tunnel di tacco sulla linea di fondo, prodromo del gollonzo che porta all’1-1. Pareggio firmato Michele Pazienza, che aveva quasi fatto ben sperare il malato di mente che scrive, visto il precedente gol segnato dal modesto mediano -allora in maglia azzurronapoli- nel vittorioso esordio di Leonardo sulla panchina dell’Inter.

Tralascerei per bon ton gli sproloqui riservati alla selva di gambe che ha fatto passare il tiro, se non fosse che la citazione cui ho pensato è troppo bella per non essere riportata:

Si cita qui il fine pensatore di Bari Vecchia quando sbeffeggiava i difensori in allenamento dopo averli beffati con dribbling e tunnel incorporato: “sempre a gambe aperte stai… come a tua madre!“. Il complemento di termine è ovviamente licenza poetica.

Detto che i minuti seguenti sono tutt’altro che un assedio alla porta felsinea, ritroviamo invece il vantaggio con il già accennato gol a voragine di Icardi, che ricorda (a piedi invertiti) il golazo di Bobone Vieri contro il Parma, vendemmia 1999/2000. Il ritrovato vantaggio faceva addirittura calare i miei timori, ingenuamente convinto che la lezione delle ultime raccapriccianti giornate fosse ormai stata mandata a memoria.

Un par de cojoni.

Il cross piovuto in area alla mezzora circa della ripresa pare più figlio dello sconforto che della lucida strategia pedatoria, eppure Rolando -fino ad allora il nostro migliore difensore di tutto il campionato- decide di allinearsi allo scempio generale scivolando nell’area piccola e lasciando lì la palla del 2-2 per il greco Kone, ovviamente tornato al gol dopo settimane di acciacchi e alla ricerca della forma migliore.

Ma non è finita: oltre al danno la beffa, quella sì pronosticata in anticipo dal sottoscritto. Dopo 33 giornate finalmente il rigore arriva: c’è, e non diciamo cazzate. Il fatto che non ci siano stati dati rigori più netti di questo fa solo capire il grado di miopia degli arbitri che ci dirigono, ma il rigore è da fischiare tutta la vita.

Ripresomi dall’incredullità, sento prevalere in me l’insano realismo che solo un tifoso consapevole della propria squadra può avere. “Cazzo, lo sbagliamo” sono le parole che mi sono uscite, e che -lasciatemi questa convinzione- hanno pronunciato mentalmente anche tutti i calciatori in campo e in panca.

Sul dischetto va Milito (al rientro in campo dopo qualche mese, e già qui…) e il tiro è un manuale di come NON tirare un rigore: centrale, a mezza altezza, non particolarmente forte, senza ovviamente guardare il movimento del portiere (che infatti era lì ad aspettarla).

Va ancora bene che non la perdiamo, visti gli ultimi minuti passati con Ranocchia centravanti aggiunto a dar man forte ai già presenti Icardi, Palacio e Milito (oltre a Hernanes, Kovacic, Alvarez) e lasciare voragini nelle quali Acquafresca sguazza e a momenti ci infila: splendido nell’occasione -tocca dirlo- il doppio riflesso di Handanovic.

Ancora pareggio, insomma. Come e peggio che all’andata, la parte centrale del girone, che proponeva una manciata di partite ideali per piazzare un filotto di vittorie, si conclude con un bilancio pesantemente negativo. Ora, per dirla alla Salvatore in Marrakech Express, siamo arrivati a Erfoud dove, come noto, “c’è il vero deserto”, con tutto ciò che ne consegue.

Che dire? Tocca sperare che la nostra squadra, pazza per definizione, si trovi meglio nelle acque agitate dei pari classifica, piuttosto che nella palude salmastra delle squadrette da bassa classifica…

 

LE ALTRE

Peggio di così…

I risultati a noi più favorevoli finiscono tutti giù per la tazza del cesso: la Samp, che ci ospiterà domenica prossima, perde con la Lazio che invece si avvicina alle nostre terga. La Fiorentina si sbarazza dell’Udinese tornando a +5 dalla tartaruga nerazzurra, mentre il Parma ci aggancia superando il Napoli nel posticipo. Juve e Milan posticipano di lunedì, ma visto l’andazzo marroncino mi aspetto altre brutte notizie.

 

E’ COMPLOTTO

Ribadisco le considerazioni sul rigore dato (e sulla decina di quelli non dati in stagione) tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare, e tanto per fare da contrappeso a analisi supponenti e volutamente parziali come quelle dell’ineffabile Fabrizio Bocca su Repubblica.it di martedì 1 aprile: “L’ultima settimana, dopo un timidissimo dibattito sugli scarsi risultati ottenuti da Mazzari che per altro ripete sempre di andare d’amore e d’accordo col presidente quando invece delle perplessità sul suo stesso conto esistono, è stata impiegata dalle lamentele sul caso rigori. Che non vengono fischiati all’Inter. Ne hanno parlato Mazzarri, Moratti, Thohir stesso.
A me sembra che le domande cui i tre dovrebbero rispondere sarebbero ben altre”.

A te può sembrare quel che ti pare, Bocca di Rosa, ma qui nessuno sta dicendo che con quei rigori saremmo in fuga sulla Juve. Si sta solo facendo presente che, come al solito, non si gioca ad armi pari e che torti e ragioni alla fine NON si compensano. Detto ciò, facciamo cagare, e questo Thohir e Mazzarri sono i primi a saperlo. Solo che, per fortuna nostra e sfortuna vostra, la vecchia abitudine di piagnucolare con il confidente di turno e sventolare i panni sporchi in piazza pare passata di moda.

Come si dice in questi casi? Ah sì: fattene una cazzo de ragggione!

Poco più di un dispettuccio da oratorio la classifica marcatori non aggiornata sulla Gazzetta dei giorni scorsi, che riportava Palacio a 13 e non 14 reti.

 

WEST HAM

Sconfitta casalinga contro il Liverpool, lanciatissimo alla testa della classifica: ci fischiano contro due rigori, di cui il secondo è molto discutibile. vero però che il momentaneo pareggio è frutto di un cazzotto di Carroll sul loro portiere in uscita che ha dell’imbarazzante…

 

a voragine

A voragine

CHI HA PRESO LA TARGA DEL TIR?

JUVENTUS-INTER 3-1

Sconfitti. e questo era prevedibile.

Travolti da un autotreno e farsi la domanda che fa da titolo a questa sbrodola. Ci sta…ci sta…

Ma essere umiliati no. Questo non è consentito.

Beccare due gol da polli come il secondo e il terzo è la dimostrazione lampante di quanto sia lontana la fine del tunnel: se sono gli altri (più precisamente, “loro“) ad arrivare sistematicamente primi sul pallone, a pigliare tutti i rimpalli e a fare a chi picchia più forte, allora possiamo anche restare a casa.

Noi le rimesse laterali le sbagliamo, da sempre, regalando palla all’avversario, Ci giustifichiamo dicendo che, con l’uomo a rimettere in gioco, abbiamo un giocatore in meno da servire. Evidentemente non devono averlo detto alla Juve: questi dal “fuori loro” fanno gol. Diobono.

Subire un gol come il primo fa male, ma rientra negli errori a cui la nostra fase difensiva ci ha purtroppo abituati. Ma iniziare la ripresa sotto di un (solo) gol, dopo aver inopinatamente rischiato di pareggiare a fine primo tempo, e farsi uccellare due volte in 10 minuti su palle inattive, sminchiando rinvii con una consistenza che nemmeno il formaggino della vacca che ride, questo proprio è inaccettabile.

Volendo fare l’esperto tattico che non sono, mi chiedo perchè il Mister osi schierare una formazione “a specchio” rispetto a quella messa giù da Chierichetto Conte.

Caro Mazzarri, se ti pare che “non ci voglia uno scienziato” per capire che la partita era tutta fatta di duelli uno-contro-uno, forse ti sfugge che non c’è uno dei suddetti duelli che un nerazzurro sano di mente possa anche solo pensare di vincere. Questo tanto sulla carta quanto -ahimè- sul campo.

E quand’è così, tocca pensare a un paio di piani alternativi, chè è facile dire a Kovacic “tu marca Pirlo” quando non l’ha mai fatto e poi giustificare la sconfitta dando la colpa del primo gol al ragazzo. Così come è facile evidenziare che Palacio non è purtroppo quello di inizio stagione, e che ieri sera ha sbagliato tre occasioni che in tempi diversi avrebbero gonfiato la rete.

Di tutta la masnada di bipedi in maglia nerazzurra che i miei occhi hanno dovuto subire, salvo solo Taider e Rolando. Il primo fa capire che, se non gli si chiede la luna ma solo di correre a menare, è un buon mediano (alla plausibile obiezione riassumibile nel “grazialcazzo… sai cosa ci vuole“, Kuzmanovic ci fa capire che il compito non è in realtà così facile). Il difensore, d’altra parte, è un muto rimprovero al nostro mercato, se è vero -com’ vero- che un ex panchinaro del Napoli è di gran lunga il nostro miglior difensore. Volendo metterla sul romantico, promuovo anche Milito per un paio di recuperi difensivi, tanto per dar l’esempio, e per l’urlaccio tirato a fine partita ai compagni, con cui li “invitava” almeno ad andare a salutare e ringraziare i tifosi, cui era stato regalato uno spettacolo poco edificante.

Detto ciò, la Juve ci ha purtroppo surclassato, e solo sul 3-0 ha rallentato il suo furore agonistico, dandoci la possibilità di affacciarci dalle loro parti trovando il gol della bandiera con il succitato Rolando e constatando il rivedibile momento di forma del Trenza in due occasioni, dopo quella già sprecata a fine primo tempo.

Volendo attingere al cestone delle frasi fatte “non son queste le partite che dobbiamo vincere“. Che è poi la verità… certo, c’è modo e modo…

LE ALTRE

Se non altro Napoli e Fiorentina perdono incontri ben più abbordabili del nostro, mentre il Verona torna a scavalcarci battendo il Sassuolo. Ci vediamo raggiunti anche dal Toro di Mr Ventura che si fa raggiungere dal Milan nell’anticipo del sabato rischiando di perderla, a mio parere per una gestione dissennata dell’ultima mezzora. Mister, ho capito la faccenda della libidine e del pallone che deve frullare, ma Dio bono, quando ci vuole, il rinvio alla cazzimperio ci vuole! Ogni rimessa del portiere era un brivido e una potenziale occasione per i Meravigliuosi, che per fortuna non ne approfittano.

Roma e Parma si arrendono ben presto alla bomba d’acqua e rinviano a data da destinarsi.

CALCIOMERCATO

Dopo un primo commento sulla tragicommedia Guarin-Vucinic, ecco calare la mia personale mannaia sotto forma di giudizio tènnico su acquisti e cessioni degli ultimi giorni.

Hernanes personalmente lo agognavo da 4 anni, e non posso che essere felice del suo arrivo. D’Ambrosio, per quanto l’abbia visto giocare poche volte, è di fatto il cambio di Alvaro Pereira e mi rifiuto di pensare che possa essere peggio di Mr. 12 milioni.

In uscita (ovviamente solo in prestito, chè di vendere qualcuno dei nostri non se ne parla -parlo di incassare dei soldi, nel caso in cui il concetto non fosse chiaro- ), Belfodil va 6 mesi a Livorno (per lui in estate si son spesi quasi 10 milioni), Pereira addirittura 18 mesi in Brasile (dove ha già esordito con un autogol!), e forse Ranocchia potrebbe raggiungere Mancini e Sneijder a Istanbul.

Non mi strappo i capelli per la temporanea dipartita di nessuno di questi, piuttosto rimango perplesso per le modalità con cui i nostri dirigenti comprano e vendono giocatori.

Discorso vecchio, che attraversa tutta l’epoca pre-Calciopoli, con l’Inter di fatto impossibilitata a far mercato in Italia, e che in tempi più recenti passa dalla svendita di Eto’o, Thiago Motta e Sneijder e arriva all’acquisto di Hernanes per un prezzo complessivo di 20 milioni. In tutto ciò io ci vedo tanto incompetenza nostra quanto l’ennesimo caso di “conventio ad excludendum” da parte degli altri Club.

I vari Preziosi, Cellino, Zamparini e Lotito si sono mostrati negli anni più che benevoli nei confronti degli altri, (vedi da ultimo Nainggolan preso dalla Roma in prestito con riscatto fissato a giugno, per un totale di 18 milioni). Se si tratta di Inter invece i soldi li vogliono tutti, maledetti e subito. Niente mi toglie dalla testa che i nostri (con o senza Branca) siano da sempre trattati come gli ultimi arrivati, quelli a cui puoi comunque fare lo sgarbo o con cui puoi sempre tener duro e spuntare l’ultimo milioncino a tuo favore.

Non siamo (mai stati) nei “giri giusti”, e purtroppo di ciò ci facciamo anche un vanto.

Detto questo, è triste ma non sorprendente che per D’Ambrosio si debba comunque pagare quasi 2 milioni più la metà di Benassi, che probabilmente non diventerà mai un fenomeno, ma che rischi di dover ricomprare nel momento in cui volessi riportartelo a casa.

Il tutto per un giocatore che tra 6 mesi avresti preso a zero.

E’ COMPLOTTO

Non per questo mi accodo alla pletora di “esperti” che si mostrano addirittura sconvolti per la questione, stando ovviamente zitti su altre manovre di mercato, quantomeno cervellotiche. Il Milan fa arrivare anche tal Taarabt, ovviamente fortissimo e bellissimo, collezionando così il decimo tra attaccanti e trequartisti, e vedendo sfumare negli ultimi giorni Biabiany, che ha rifiutato il Milan oltre che la Lazio ed i cinesi del Guangzhou. Ma non cercate traccia di ciò sui giornali, chè nessuno rifiuta il Milan e anzi il problema è che nessuno da lì vuol andar via.

Su Sky, il calabrese cantilenante fa il professorino criticando l’acquisto di Hernanes a 20 milioni, definendolo “ciliegina” su una torta ancora inesistente, e ritenendo eccessivo il prezzo pagato. Per fortuna  almeno Marchegiani corregge il tiro, dicendo che Thohir aveva subito pesanti critiche per non essere ancora intervenuto sul mercato e che quindi almeno di questo non poteva essere (piu) accusato.

Il refrain e’ sempre lo stesso: l’Inter compra male i giocatori di cui non ha bisogno: limitando il discorso a Sky, Mauro pensa che servisse un difensore, gli altri un attaccante. Poche idee ma confuse.

Splendido anche quando si chiede se Samuel, Ranocchia e Zanetti (sic) sarebbero davvero peggio dei tre difensori attualmente titolari. Facilotto il giochetto per cui chi è fuori ha sempre ragione, e soprattutto: ci avete ammorbato con il clan dell’asado e la dittatura argentina per anni, e adesso che si cerca di girare pagina -con fatica certo- dalle stesse bocche esce nostalgia (mai come in questo caso canaglia) per la vecchia guardia?

Tornando ad Hernanes, e soffermandomi giusto un attimo sulla collocazione del Profeta in campo, non posso non riconoscergli innegabili doti di finalizzatore, trequartista ideale dietro a due punte. Tuttavia, a mio parere la  attuale carenza di fosforo e piedi buoni nella nostra mediana è tale da renderlo insostituibile perno di centrocampo del girone di ritorno nerazzurro.

Un centrocampo con lui e il cagnaccio di turno (il Taider di cui sopra andrebbe bene) lascerebbe a mio parere spazio libero a uno tra Guarin, Alvarez, Kovacic o Botta in appoggio a due punte vere. Ovvio che Hernanes è più forte di tutti i quattro appena citati, ma il nulla che abbiamo attualmente in cabina di regìa lo rende per me inamovibile dal “volante” della squadra.

Mazzarri prendi nota, grazie.

In chiusura, due finezze mediatiche da prostitute di alto bordo: Repubblica si rammarica del fatto che l’affare alla fine sia andato in porto, titolando testualmente “Finale senza botto Hernanes è dell’Inter“. Il Corriere non vuole essere da meno e pensa bene di fare una photo gallery con gli acquisti più cari del mercato di Gennaio, mettendo però in home page il meno caro dei 10 acquisti considerati: casualmente, è quello di Seedorf all’Inter nel 2000. Pur di piazzare ancora i nerazzurri tra i principi del “compro a tanto e vendo a poco“, inseriscono poi anche Bobone Vieri, che con la tabella in questione non c’entra una beata mazza, essendo stato acquistato in estate.

Siamo alle solite: i numeri per bocciarci ci sono già, non fate i servi anche quando non è necessario!

WEST HAM

Vittoria per 2-0 in casa contro lo Swansea, con uno scintillante terzultimo posto a brillare di luce propria. Come On You Irons!

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Siamo tornati ad avere i calzini bucati... non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli...

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Cristo, siamo tornati ad avere i calzini bucati… non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli…

PROPRIO INGRATI

INTER-CATANIA 0-0

Come novelli Franti, di Deamicisiana memoria, i tifosi interisti ridacchiano della mediocrità della propria squadra. 

Così facendo impediscono allo squadrone che hanno la ventura di seguire di sotterrare di goals un derelitto Catania, che proprio contro di noi ottiene il primo -meritatissimo- punto in trasferta della stagione.

Il Mister ci dice che i ragazzi queste cose le sentono e che rimangono bloccati.

E dire che, ricordando cuscinetti, tessere, petardi, seggiolini e motorini volare dai gloriosi spalti di San Siro in uno scoppiettante climax ascendente, la protesta messa in piedi dagli spettatori mi è parsa financo educata e civile.

Che poi nei 90′ non si abbia molta voglia di inneggiare ad una massa di bipedi semi-ambulanti ed incapaci di fare tre passaggi di fila, mi par proprio il minimo.

Brutto ruolo,in ogni caso, quello del Mister, che a stento riesce a difendere l’immondezzaio che si ritrova tra le mani, che forse -forse- è consapevole del rischio di “bruciare” i pochi giovani validi della rosa (Kovacic su tutti, e in misura minore Botta e Taider), e che credo inizi ora a capire quanto la panchina fosse scomoda e angusta sotto le terga di Stramaccioni e Ranieri.

Non sprecherò molti KB per raccontare l’ennesima partitaccia dei nostri: vi basti sapere che, dal puro punto di vista del giUoco, la trasferta di Marassi era stata decisamente migliore, chè là almeno 4-5 tiri pericolosi li avevamo fatti, mentre qua il portiere etneo si è dovuto sporcare la maglia solo su un bel tiro di Milito a metà primo tempo e nel finale su capocciata di Rolando.

Per il resto, riusciamo ad ammirare a bocca aperta i fraseggi di Ciccio Lodi e poi di Sergio Almiròn, inchiodati come siamo nei piedi marmorei di Kuzmanovic e nel dinamismo non esattamente elettrico del vecchio Cuchu. Dovendone salvare uno, Alvarez nel primo tempo mi è sembrato simile a quello di inizio stagione, salvo poi spegnersi nel corso della ripresa.

Guardando il lato positivo siamo riusciti a non perderla! La sconfitta non sarebbe stata più immeritata di una nostra vittoria, quindi in tempi di vacche anoressiche consoliamoci con questo.

Domenica si torna a far visita a quelli là, memori dell’ultima scampagnata datata Novembre 2012 e consapevoli che i miracoli non si ripetono…

 

LE ALTRE

Dei pareggi di Juve e Napoli poco mi cale, onestamente. Avevo addirittura accolto con favore la vittoria giallorossa in quel di Verona, stante la classifica dei gialloblù in diretta concorrenza con la nostra. GIà più interessante avrebbe potuto essere il mezzo passo falso della Fiorentina in casa col Genoa, ma come visto abbiamo sventato il pericolo di recuperare due punti sui Viola con la partita Bonomelli-style testè descritta.

Tocca invece guardarci dietro, visto che Toro e Parma vanno alla grandissima e gli stessi cugini, degni scudieri di “Culetto d’Oro”, ribaltano la partita negli ultimi minuti dando fiato al “cuore rossonero” e al “cambio di mentalità dato dall’allenatore” prontamente messo in tavola delle serve. Ho volutamente trascurato le interviste del dopo partita per evitarmi -quantomeno- l’incoraggiamento dei giornalisti a Clarenzio, all’insegna del “dài che riprendete l’Inter!“, già visto in pratica l’anno scorso con Allegri.

 

E’ COMPLOTTO

Non volendo indugiare oltremodo sull’immonda figura cui abbiamo dovuto assistere in settimana, resta poco da aggiungere. Stucchevole e facilino il servizio fotografico fatto a Thohir e Moratti in tribuna, con il neo-Presidente quasi appisolato stante il fuso orario ancora da smaltire, con tanto di didascalie che vorrebbero essere simpatiche e sanno invece di presa per il culo.

Noto infine che il ritornello del clan dell’asado è risultato irresistibile anche per Ciro Venerato, ominicchio di Moggi già sfiorato da Calciopoli ai “bei tempi” (ancorchè mai indagato) e allontanato per qualche periodo dalla redazione sportiva della Rai.

Per la gioia di tutti è però tornato, fornendoci notizie di fonte certissima, secondo le quali dietro il rifiuto dell’Inter di acquistare Vucinic ci sarebbe nientepopodimenochè il ferreo rifiuto della ghènga argentina.

Poichè una pronta risposta da parte dell’Inter è pura utopia (tipo un Fassone qualunque che chiama in diretta dicendo “ma che cazzo stai a di’?“), mi congratulo col vecchio cuore nerazzurro Mandorlini, ospite negli studi RAI, che sostanzialmente fa l’avvocato difensore dei nostri, dicendo al giornalista campano che a certe cose lui non crede, e mettendone in dubbio la veridicità.

Siamo alle solite: la prostituzione intellettuale potrebbe tranquillamente raggiungere il suo scopo (demolire l’Inter) limitandosi a raccontare la fredda cronaca.

Invece no, vogliono strafare.

Professionisti (inde)fessi!

 

WEST HAM

Weekend di riposo dopo aver preso un paio di ceffoni dal Manchester City nella Coppa di Lega. Ripartiremo in settimana con i nuovi arrivi Nocerino e Borriello: due ex milanisti non sono il massimo per il mio fegato, ma peggio dell’ultimo posto in classifica non possiamo fare…

contento lui...

contento lui…

ANCORA VI STUPITE?

GENOA-INTER 1-0

Su un campaccio infame (evidentemente solo per noi, perchè il Genoa pare giocare sul velluto…), rimediamo la quarta sconfitta stagionale, portando il bilancio degli ultimi mesi al ragguardevole risultato di una vittoria nelle ultime 8 partite. Che la vittoria sia coincisa con il tacco di Palacio nel Derby è invero vana consolazione, se è vero -come è vero- che i cugini senz’altro beneficeranno dell’arrivo di Culetto d’Oro Seedorf in panchina e dell’Ammore conseguente. Ma di ciò parleremo più avanti.

Baloccandoci con i nostri bagolini di ca…lcio, la partita dei ragazzi dura una ventina di minuti, di cui i primi 15 nel primo tempo, quando tentiamo con Jonathan e Palacio di fare goal, senza peraltro riuscirci per meriti altrui (Perin how strange migliore in campo) e demeriti nostri (Johnny…lì tira al volo Diobono!). A metà primo tempo Alvarez si becca la vecchietta sopra il ginocchio ed è costretto al cambio. Mazzarri evidentemente spera che l’inserimento di Kovacic possa portare maggior ordine a centrocampo: vista a posteriori, la partita a chi mena più forte avrebbe consigliato di buttarla sulla forza bruta e optare quindi per il Guaro, entrato invece solo a metà ripresa al posto dell’ormai inamovibile -e immobile-Kuzmanovic.

Kovacic fa fatica a galleggiare nel pantano di Marassi e non è esattamente un leader naturale, di quelli che sradicano il pallone dai compagni dicendo “dalla qui che ghe pensi mi“. Il Grifo nel primo tempo si fa insidioso più a causa del guinzaglio legato alla vita di Handanovic che per meriti propri (Samir: uscire sui cross pare brutto?), ma per il resto si va al riposo su un pareggio modesto e marroncino.

Il cambio di location tra primo e secondo tempo mi dà modo di ascoltare per Radio qualche minuto di Tutto il calcio minuto per minuto e di constatare come il giochetto sul nome dell’Inter, benchè vecchio come il cucco, funzioni ancora. Si fa così: quando l’Inter segna, o va anche solo vicina al gol, la si chiama -appunto- “Inter”. Quando invece le cose vanno male, si pronuncia per intero -e quasi sillabandolo- il nome “Internazionale”, sottointendendo “con ‘sto popò di nome dovreste schiantare tutti, e invece fate fatica col Genoa…

E’ una cosa che noto e detesto da decenni, e oramai ero quasi convinto che fosse una mia fisima mentale. Invece, prorpio in quei minuti una voce angelica proveniente dal sedile del passeggero mi ha chiesto: “ma non ti sembra che prenda per il culo ‘sto qua?“.

Come si dice in questi casi “dietro a un grande uomo, c’è sempre una grande donna“.

Ad ogni modo la consolazione è ben magra. Speso anche uno dei pochissimi jolly del secondo tempo (ancora Palacio a mangiarsi un gol facile-facile per uno coi suoi piedi), assisto a un progressivo peggioramento delle condizioni del paziente nerazzurro, con conseguente ed istintiva contrazione dei muscoli rettali (in gergo medico: stringiculo).

Un paio dei loro entrano di diritto nel Club Gautieri (il già citato e maledetto Perin fa le uova e para anche mia nonna con le buste della spesa, Feftatsidis o come diavolo si chiama fa vedere -temo per la prima ed unica volta in carriera- perchè lo chiamano il Messi di Grecia), i nostri ci capiscono sempre meno, ed è evidente che solo un episodio potrà schiodare la partita.

Puntuale come la morte, quel gobbo di De Ceglie entra dalla panchina e in due minuti conquista 2 angoli, sul secondo dei quali Antonelli salta più in alto del proprio marcatore (Jonathan… ho detto tutto) e la mette in buca, stante Handanovic ancora una volta inchiodato sulla linea di porta.

Irrilevante il “mani” genoano in area su tocco ravvicinato di Guarin, un po’ perchè il rigore sarebbe stato un poco forzatello, un po’ perchè se non ci danno quelli solari, vuoi che ce li diano quando diluvia?

Mazzarri mette su il disco del “Non posso rimproverare nulla ai ragazzi” e purtroppo tocca anche dargli ragione. Ribadisco: ieri avrei messo il Guaro e non Kovacic, e magari a furia di menare qualche cazzotto poteva anche metterli KO. Ma aldilà di quello, non puoi fare una colpa a gente che sta dando quel che può. Paradossalmente, l’unico con cui essere arrabbiati è Palacio, che si mangia due gol non da lui. Milito è generoso, ma ieri l’ha vista ben poco. Gli altri -come detto- questo san fare e questo faranno.

Ma noi siamo a posto così. Al 31 Gennaio ci diranno che D’Ambrosio (avessi detto Maldini) non può arrivare adesso ma arriverà senz’altro a Giugno, idem per Hernanes. Ovviamente a Giugno troveranno ben altre occasioni per far mettere in mostra il loro talento. Finirà che in fretta e furia compreremo il Borriello o l’Osvaldo di turno, che si stoneranno di topa all’Hollywood dalla prima sera a Milano, e con ciò ci garantiremo risa sguaiate da tifosi avversari e addetti ai lavori.

 

BREAKING NEWS: Scambiamo Guarin con Vucinic! tecnicamente parlando a mio parere ci guadagniamo, ma temo sempre moltissimo gli scambi con gobbi e cugini, e quindi mi aspetto il montenegrino in versione svogliata e apatica dei giorni peggiori, ovviamente col Guaro a beneficiare di un centrocampo in cui cui tutti sanno quel che devono fare, e possono supplire alle carenze fosforiche del (ex) nostro.

 

LE ALTRE

Della Juve ormai è anche inutile parlare, visto l’imbarazzante divario con le altre. Come dicevo nel weekend, continuo a ritenere una qualsiasi delle Inter viste tra il 2007 e 2010 più forte di questa Juve, ma il divario con le altre mi pare simile. Se riescono a trattenere i vari Pogba, Vidal & co., rischiamo di vederli trionfare per altri anni ancora. Volendo gufarla un po’, l’acquisto di Guarin potrebbe preludere ad una partenza di uno dei due bianconeri succitati a fine stagione: in quel caso perderebbero un bel po’ in intensità, geometrie e goals. Chi vivrà vedrà…

La Roma fa il suo liquidando la pratica Livorno in meno di un’ora, mentre il Napoli si fa beffare dal Bologna dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale ed avendo anche un uomo in più.

Tocca ringraziare i cugini per i tre punti gentilmente omaggiati dal Verona di Mandorlini, che se non altro ci consente di rimanere 5° a parimerito in classifica.

 

E’ COMPLOTTO

Pregustandomi il plotone giornalistico sull’attenti, all’insegna di “Effetto Seedorf” e compagnia cantante, posso dire di essere in vera difficoltà con i cuginastri. Allegri non mi faceva nè caldo nè freddo, per quanto gli riconoscessi un gradevole “non allineamento” ai sentimenti zuccherosi di Milanello Bianco. Clarenzio invece l’ho sempre considerato un grande, e mi risulterà molto difficile far prevalere il doveroso – e ontologicamente corretto-odio verso i rossoneri sulla stima per l’Obama olandese.

La prostituzione intellettuale ci dà una nuova conferma della loro indefessa coerenza a pochi giorni dal gol buono annullato a Nagatomo + rigore negato all’Inter. La solfa dei commenti in quell’occasione era sintetizzabile con un severo “chi gioca così male non ha diritto di lamentarsi dell’arbitraggio“.  Solo se sei bello, puoi essere anche bravo e gradito agli dèi.

Kalokagathia applicata al calcio, insomma.

Ieri invece, a conclusione di 85 minuti di calcio ruminato a due all’ora e senza grossi scossoni, i cugini beneficiano di un rigore tanto evidente quanto ingenuo, senza che nessuno si sia azzardato a tirare in ballo il valore complessivo della prestazione, le difficoltà di manovra  e compagnia bella. Hanno messo su il lato B del disco: “il calcio è fatto di episodi, questo è il bello di questo sport, la palla è rotonda e le partite finiscono al 90°“.

Sulle dichiarazioni di Gasperini prima di Genoa – Inter c’è poco da dire: Gasp dice cose vere e giuste, usando però i verbi sbagliati. Nello specifico, l’errore riguarda il participio passato: Calciopoli non ha “annientato” la Juve; l’ha giustamente punita per gli scempi commessi nei Campionati precedenti. 

Detto ciò, è vero che l’Inter ha sempre privilegiato il “nome” alla squadra, e ciò vale sia che si parli di giocatori, sia che si parli di dirigenti o allenatori. Il Signor Massimo è fatto così e non lo si scopre certo oggi.

Quel che, ancora una volta, emerge dalle dichiarazioni e ancor più dai relativi commenti, è il significato distorto dei concetti di “normalità” ed “eccezione“: una squadra, in combutta con altri loschi figuri, organizza un’associazione a delinquere che governa de facto l’universo calcistico per alcune stagioni (il complottista alla tastiera direbbe una decina, ma fate voi…). Tutto ciò è “normalità”.

La magistratura, prima sportiva e poi civile, smaschera l’inguacchio e punisce persone fisiche e giuridiche in vari gradi di giudizio. Fatta pulizia e ristabilite le regole, un’altra squadra domina incontrastata per un lustro. Tutto ciò è “eccezione”.

In chiusura, bella l’iniziativa del comitato di redazione della Gazzetta dello Sport, alla quale nel mio piccolo ho prontamente aderito, e che chiede ai lettori di protestare contro la scelta strategica della dirigenza di affiancare il nome della rosea ad iniziative volte alle scommesse sportive, che è una roba brutta…

#nogazzabet

for further details: http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/18-01-2014/gazzetta-sport-comunicato-sindacale-petizione-contro-gazzabet-202102370001.shtml

 

WEST HAM

Torniamo anche qui alle vacche magrissime, pigliando tre ceffoni in casa dal Newcastle e sprofondando at the bottom of the table… Holy shit!

self explaining

self explaining

CHIAVICA SEMPITERNA

INTER-CHIEVO 1-1

Inutile rimestolare il pentolone: squadra scarsa, troppi giocatori cui mancano i fondamentali, i pochi validi -Palacio, Cambiasso- palesemente con la lingua di fuori, un Mister che si gira in panchina per trovare le soluzioni e vede un mix di reduci di guerra e simpatiche promesse.

Siamo al pessimismo cosmico, ma forse è solo sano realismo. Non è altrimenti definibile la sensazione che ti porta a pensare di qualsiasi avversario “cazzo come pressano, corrono più di noi, ci sono sempre addosso“. No, non è così. E’ che non siamo capaci di stoppare la palla e non farla scappare via. E’ che gridiamo al miracolo quando azzecchiamo una verticalizzazione superiore ai metri 3. E’ che ci stropicciamo gli occhi per un triangolo chiuso di prima.

La partita col Chievo, come già quella di Coppa Italia con l’Udinese, è stata paradigmatica: due squadre di bassa classifica che, quando non ci stordiscono col loro pressing, ci lasciano a ruminare calcio a centrocampo senza che noi si abbia il guizzo che possa far saltare il banco. Io non ho nulla di personale contro Kuzmanovic,  ma non posso non ergerlo a simbolo della mediocrità. Come direbbe mio figlio, è “il più bravo degli abbastanza“. e’ abbastanza lento, ha il piede abbastanza  quadrato, ha abbastanza visione di gioco… insomma, il classico buon panchinaro. Niente di più. Eppure questo ha in mano le chiavi del nostro centrocampo. Non che Guarin, Taider e Mudingayi siano nel complesso molto migliori (il Guaro potrebbe esserlo, ma la cabeza…). Il conto quindi è presto fatto: o riesci a buttarla dentro grazie alla genialata del singolo, o speri in Dio o chi per lui, visto che i nostri paiono l’esemplificazione calcistica del motto “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo“.

La partita la si racconta in quattro righe, chè loro segnano subito con Paloschi che approfitta di un blocco di Jonathan su un suo compagno e di un Handanovic non esattamene reattivo. Per quello la recuperiamo anche in fretta, con Nagatiello a girare in gol il cross di destro (!) di Alvarez. Lì diamo il nostro meglio, con il Nippico a raddoppiare 2 minuti dopo con un tap-in casuale quanto si vuole ma perfettamente regolare. Non così per il guardalinee, che ineffabile sventola la bandierina ricacciandoci in gola l’urlo liberatorio.

Detto di Palacio che sbaglia di testa un gol facilino (por bagai… cosa gli vuoi dire?), la partita sostanzialmente finisce lì. La ripresa è raccapricciante nelle nostre difficoltà a creare gioco, ma decidiamo comunque di movimentare la serata perdendo un paio di palle in uscita (vero Juan?) e lanciando un paio di contropiedi veneti che per fortuna non capitalizzano il nostro errore.

Quasi un esercizio di stile ormai il rigore non assegnatoci, con la sola differenza che stavolta eravamo in pieno recupero, e sarebbe proprio sembrato un contentino. Quindi, anche se il calcetto a Botta è netto, l’arbitro prosegue sull’intransigenza condannandoci all’autocommiserazione e al tafazzismo perdurante.

 

LE ALTRE

Spiace dover essere d’accordo con Sconcerti, ma anche lui ogni tanto fa come l’orologio fermo e segna l’ora giusta: Napoli e Roma stanno facendo un signor campionato, presentandosi al giro di boa con punteggi che, proiettati a fine stagione, sono tranquillamente da scudetto. Chiaro che nella giornata in cui loro vincono facile e la Juve gioca a Cagliari passando presto in svantaggio, in cuor tuo speri che la storia possa cambiare. i gobbi invece non hanno senso dell’umorismo e, seppur non dominando -e approfittando di un paio di errori del portiere rossoblù- segnano 4 gol e tornano a casa con l’11° vittoria consecutiva.

Mecojoni, dicono a Trastevere. O se preferite, a Fuorigrotta Allafacciadelcazz…

Dei cugini non parlo per non sprecare inchiostro telematico… (balle, in realtà devo quantomeno smettere ri ridere sguaiatamente).

 

E’ COMPLOTTO

Tanti piccoli sassolini, per lo più accomunati da un DNA da stercolario, con l’obiettivo dichiarato di accomunare le due milanesi nella loro crisi.

1) Ecco il simpatico riassuntino di lunedì pomeriggio su Corriere.it e relativo alle disavventure rossonerazzurre:

“Milan: esonerato Allegri: squadra a Tassotti” (la fredda cronaca; una velina di partito);

“Mazzarri alla prova Chievo: se non vince è crisi vera” (gufata preventiva, in attesa dell’invasione degli ultracorpi).

2) Inevitabile poi che la tripletta di Ibra in Coppa di Francia, con lo svedese che esce tra gli applausi dei suoi avversari, venga commentata definendo Zlatan come “ex-rossonero“, oppure che il supposto (e per me esecrando) passaggio di Matri all’Inter pare sia stoppato “perchè il Milan dice no“, e non perchè una pippa del genere ai nostri non interessi.

In realtà sul Milan ce ne sarebbe da dire, eccome. Ma sarà per la prossima volta.

E comunque c’è anche dell’altro.

3) Patetici i commentatori di Sky quando, volendo perculare il portiere cagliaritano Adan, autore di due paperissime nel 4-1 con la Juve, sarcasticamente chiosano “Mourinho a Madrid lo faceva giocare al posto di Casillas“. Siccome sono un cacacazzi, e ‘sta roba non mi tornava, sono andato a controllare. Presenze in campionato: 3 (leggasi tre). In realtà l’inguacchio con Casillas inizia con l’arrivo di Diego Lopez al mercato di Gennaio.

‘Sta cosa poi ce l’ho sul piloro da un anno: Mou in effetti l’anno scorso ha panchinato il portiere spagnolo preferendogli il succitato Diego Lopez. Ovviamente l’anno scorso tutti a dargli contro, dandogli del sacrilego, incapace di gestire una personalità forte come il portiere (Mourinho??), pronti a scommettere che su questo il portoghese avrebbe preso la più clamorosa delle toppate. Sappiamo invece com’è andata: Casillas ha continuato a rimanere seduto per tutta la stagione, e con l’arrivo di Ancelotti e della sua saggia bonomìa a forma di sopracciglio alzato, tutti si aspettavano il ripristino dello status quo ante.

Morale: in campionato, nel silenzio assoluto dei media italiani e iberici, Casillas continua a restare seduto, giocando invece la Champions. Ora, posto che l’alternanza tra portieri è una stronzata che non si vedeva dai tempi di Sacchi (e infatti Carletto quel virus ce l’ha ancora…), evidentemente non era così assurdo promuovere il buon Lopez al posto del divino Casillas.  Lo fa Josè? è uno scandalo, fa male al calcio! Lo fa Carletto? zitti tutti.

Infine, parliamo di complotto: la notizia è che il complotto non c’è. Non è necessario, facciamo cagre a sufficienza per non dare fastidio a nessuno.Non che la cosa sia una buona scusa per ricevere ceffoni ad ogni partita. Gli ultimi episodi (gol regolare di Nagatiello e -vado a memoria- 5° rigore solare non concesso in stagione) non fanno che rafforzare il mio pluridecennale convincimento: a fischiare contro l’Inter si ha solo da guadagnare. Il rigore non c’era? Bravo arbitro, hai visto bene! Il rigore c’era (oppure: il fuorigioco non c’era)?: bravo arbitro, hai sbagliato ma “per una volta” a sfavore della grande squadra. Basta con la sudditanza psicololgica, tanto alla fine torti e favori si compensano! Prendete il Chievo: qualche mese fa la Juve gli ha rubato la partita, con Paloschi a vedersi annullare un gol validissimo. Ecco che la sorte stavolta sorride ai simpatici clivensi, che portano via un pareggio meritato contro un’Inter in crisi e ad un passo dalla vergogna.

Scherzo? son serio? fate voi… tanto la solfa non cambia.

Fabrizio Bocca (di rosa) non perde occasione per sfrangiarci i cabbasisi col pacchetto-famiglia “inter e milan fan cagare uguale“, e pertanto torna a fare vignette umoristiche di questo tipo, nel giorno dell’esonero di Allegri:

simpatici come una mano nel culo... (excuse my French)

simpatici come una mano nel culo… (excuse my French)

Illuminato ai limiti dell’accademia il commento (testuale) “l’Inter che non riesce a battere il Chievo e magari sta lì a recriminare su un fuorigioco (fagli tre gol e questo problema non esiste…). Il genio piglia pure il numero sbagliato, lasciando spazio all’inevitabile risposta “lasciami il gol buono del nippico e dammi il rigore e tre glieli faccio veramente!“.

Ma non sarò certo io a gridare stupito allo scandalo di certi comportamenti.

Di più: le vedove ora piangono perche al lunedi non c’è nessuno che rilascia dichiarazioni simpatttiche sotto gli uffici della Saras, e ovviamente la Crisi Inter dipende da quest silenzio assordante, come se quelle sbrodole a piede libero avessero mai avuto una precisa logica programmatica.

Non possono più nemmeno censurare la condotta attendista di Thohir, visto che il nuovo Presidente (tramite i PROPRI media) ha detto chiaramente che Mazzarri è l’uomo giusto, e che lui non si sente Superman, capace di cambiar tutto in 60 giorni. Insomma, che piaccia o no un piano c’è: quest’anno va così, evidentemente si è messo in conto di stare un altro anno fuori dall’Europa che conta (e forse anche dall’Europa tout court).

A giugno si organizzerà un bel giro d’onore a tutti i reduci del Triplete e con i soldi di ingaggio risparmiati si inizierà una campagna di rafforzamento della squadretta, invero alquanto necessaria ed urgente…

 

WEST HAM

Just for a change vinciamo in trasferta! 2-0 a Cardiff e quart’ultimo posto scintillante come una Coppa.

Il nippico il suo (anzi i suoi) l'aveva anche fatto...

Il nippico il suo (anzi i suoi) l’aveva anche fatto…

QUINTESSENZA DELLA MEDIOCRITA’

LAZIO-INTER 1-0

Con un’altra preoccupante analogia tra il campionato 2012/2013 e quello in corso, la sconfitta di Roma palesa in un certo senso l’impossibilità di migliorare il rendimento di una squadra composta in massima parte da discreti giocatori, alla quale però mancano quei 3 o 4 campioni che possano farla emergere dall’attuale “zona Uefa”. Abbiamo smesso di chiamarla così da qualche anno, ma il nomignolo da affibbiare alle posizioni tra la quarta e la sesta è quello.

Il bellissimo gol di Klose, adesso come 12 mesi fa, ci fa capire quanto lo spunto del singolo abbia spesso -e giustamente!- il sopravvento sul gioco manovrato (o supposto tale) e il palleggio arioso. Ho inziato al 30′ del primo tempo a smoccolare contro Mazzarri dicendo “fuori il Kuz e Guarin, dentro Kovacic e il Principe e almeno cominciamo a giocare“, e quando finalmente (a un quarto d’ora dalla fine) i due cambi sono stati fatti, la pera è arrivata inesorabile, con Nagatiello a farsi saltare due volte in due secondi e Ranocchia a mancare il millesimo anticipo della sua carriera, specchio fedele di una difesa, diciamo pure di una squadra, volenterosa ma ahimè poco più. L’italiano, se non altro, era in area e ad una distanza plausibile dal centravanti tedesco, mentre Rolando mirava l’azione a debita distanza e Juan Jesus era proabilmente impegnato in una delle mille scorribande in Lucio-style, visto che nemmeno rientrava nell’inquadratura. Incredibile il brasiliano nel causare una mezza dozzina di pericoli e nel rimediare poco dopo alle sue genialate sfruttando il fisico e la corsa: insomma, un bignami di tutto ciò che un difensore non dovrebbe fare.

Non voglio accanirmi contro Ranocchia, ma ieri sera abbiamo avuto la definitiva conferma dell’errore fatto anni fa nel “mollare” Bonucci per lui. Impietoso il caso che, in soli due giorni, vede il bianconero segnare il 2-0 alla Roma e il nostro incapace di contrastare Klose nella sola occasione da rete capitatagli in 90′.

Se la difesa è migliorabile assai, il centrocampo è semplicemente inesistente. Vi risparmio le frasi fatte sulla “zona in cui si vincono e si perdono le partite”, e della completezza che necessariamente deve essere la qualità precipua di ogni buon centrocampista. Dico solo che l’accozzaglia vista ieri vedeva un solo giocatore che è (stato) in grado di ricoprire tale ruolo: Cambiasso gioca ormai poco più che da fermo, e questo è un problema, ma ieri sera è stato il solo ad avvicinare livelli di decenza, avendo accanto nell’ordine: un brocco (Kuzmanovic è semplicemente brocco, non ci sono altri aggettivi, non per niente è la riserva di Taider. Non Simeone, Taider…); un cavallo pazzo che passa la partita a llitigare con tutti, tirare da metacampo e sbagliare i passaggi di 10 metri; e infine un fantasista che ha il solo merito di essere nella sua miglior stagione, visto il nulla che ci aveva fatto vedere nelle edizioni precedenti.

Per quel che riguarda l’attacco, se anche Palacio passasse il resto della stagione a girare a vuoto (come fatto in quest’ultima occasione) sarebbe comunque in credito con una squadra che lo lascia sistematicamente solo a coprire 50 metri di campo.

Come vedete l’anno nuovo ha portato una ventata di ottimismo in chi scrive, data dalla contemplazione della nostra squadretta e dei relativi difetti, e che nemmeno il ritorno di Milito ha saputo migliorare.

Il Principe, coerentemente con lo stile comunicativo nerazzurro, è stato dato come sicuro titolare per tutte le vacanze natalizie, salvo poi essere annunciato in tono trionfantedi ritorno tra i convocati , come se si trattasse di un recupero miracoloso. Infine, e detto con tutto il bene che sempre vorrò al ragazzo, la manciata di minuti giocati hanno fatto capire il perchè del suo tardivo ingresso in campo. Per tanto così, avrei volentieri visto all’opera Icardi, verosimilmente alle prese con una slogatura del belino, vista la furia intrusiva con cui continua indefesso a trapanarsi la tipa.

Caro Thohir, tutto questo dolore un giorno ti sarà utile: togliti dalla testa che, combinati come siamo, si possa far meglio della classifica attuale. Sì, potremo scavalcare il Verona e forse approfittare malvagiamente dei legamenti claudicanti di Pepito Rossi, ma per la Champions serve altro. Dirò di più, non uno ma due centrocampisti validi (difficile), o quantomeno migliori di quelli in rosa (decisamente più facile).

Suggerimenti? iniziamo con un bel pacco in cui infilare Kuzmanovic, Mudingayi, Alvaro Pereira e Belfodil, e vediamo quante centinaia di euro riesci a tirar su. Se fino a pochi mesi fa l’obiettivo -tutt’altro che stellare- era Nainggolan, accasatosi invece alla Maggica a rinfoltire un reparto già più che valido, ora mi accontenterei di un Cigarini e un Parolo. Che tristezza.

Lascio in fondo le considerazioni sull’ennesima serata “sfortunata” degli arbitri. Facendo una battuta, nella stessa giornata in cui la Juve (già stra-vincendo) beneficia di 2 espulsioni in 1 minuto ed il Milan plaude all’annullamento del validissimo pareggio dell’Atalanta, i nostri vedono il laziale André Dias rimanere in campo per 90′, pur dovendo -a termini di regolamento- abbandonare il campo già nel corso del primo tempo. Il brasiliano è a mio parere correttamente ammonito allorquando abbatte Guarin lanciato a rete  (siamo al limite dell’area e c’è un altro difensore a poca distanza), ma l’entrata di 10 minuti dopo, sempre su Guarin, è scomposta e pericolosa, coi tacchetti ad affondare sul fianco del colombiano: secondo giallo tutta la vita, ma non per l’arbitro D’Amato.

Non fa nemmeno notizia il rigore non dato per “una di quelle trattenute che in area si vedono ad ogni corner“. Rolando viene preso per la manina e gentilmente fatto sdraiare sul dischetto del rigore, but nobody says anything…

Tante volte negli ultimi anni ho scritto ciò che sto per ripetere, ma vedo che come al solito non cambia un cazzo: siamo scarsini e tristanzuoli, e proprio per questo non possiamo permetterci torti arbitrali (ammesso che uno possa permetterseli se invece è fortissimo).

LE ALTRE

Vincono proprio tutte, Milan compreso che come detto si aggiudica lo “scontro salvezza” con l’Atalanta (copyright Mr Allegri) e dà inizio alla cerimonia di beatificazione di Kakà per i suoi 100 gol con la maglia più sdolcinata del mondo. La Juve, come detto, regola la Roma senza aver bisogno di aiuti arbitrali, che comunque, a scanso di equivoci, arrivano. I gobbi di fatto chiudono il campionato alla fine del girone di andata, ed onestamente c’è poco da dire. Il Napoli approfitta del KO dei giallorossi recuperando 3 punti con la vittoria contro la Samp.

E’ COMPLOTTO

Mi sono volutamente tenuto lontano dalle dichiarazioni del dopo-partita perchè non avevo voglia di sentire il Mister lodare i ragazzi per la buona volontà e per il secondo tempo giocato meglio degli avversari, per la sconfitta immeritata e per i soliti sfavori arbitrali. Tutto vero, e in una certa misura è quel che Mazzarri deve dire, chè mica può andar davanti ai microfoni e dire “alleno una squadra di caproni, che cacchio pretendete?“. Però, quanto meno tra di noi, vorrei capire in che modo si pensa di poter migliorare lo squallore a cui tristemente ci stiamo abituando. Any suggestions?

WEST HAM

Di male in peggio: penultimi in classifica, fatti fuori dalla FA Cup dal Nottingham (che gioca nella Championship, la nostra Serie B): un bel 5-0 che ha causato reazioni di questo tipo:

Piccoli "bambinoFilippo" crescono

Piccoli “bambinoFilippo” crescono

Per la cronaca, il bimbetto e la famiglia hanno rimediato un invito ad Upton Park per la prossima partita.

Ora mi metto a frignare sotto la sede in Galleria, vediamo cosa succede!

Salvatene un paio, buttate via il resto

Salvatene un paio, buttate via il resto