CRISI? SUCA!

INTER-WERDER 4-0

Con un partitone l’Inter cancella la crisi che tutti avevano prontamente tirato giù dalla mensolina, spolverato e lucidato per l’occasione.

Quanta ridicola bellezza nel sentire le stesse bocche che negli ultimi tre giorni hanno vomitato critiche a profusione, scappellarsi di fronte a cotanta bellezza e sbugiardarsi da soli dicendo “c’è addirittura che ha pronunciato la parola “crisi” per questa squadra che in Italia vince da 5 anni e che l’anno scorso ha fatto il triplete. Il tutto per aver perso –immeritatamente, aggiungo io- una partita al 92° ”.

Non che la cosa mi conforti, né tantomeno mi sorprenda. Le prostitute, in quanto tali, sono sempre pronte, basta pagare. E quindi arrivederci alla prossima.

Parlando giusto un attimo di calcio giocato, anche ieri sera partitone. L’Inter fa 4 gol di cui 3 nella prima mezz’ora, e onestamente ce ne potevano stare almeno un altro paio: Coutinho capoccia sciagurato fuori di poco e Sneijder si fa parare il tiro dopo assist di Ciccio-Pato (ci avete fatto caso? Vero che il brasilianino assomiglia a Pato, ma secondo me somiglia ancor di più alla sua caricatura nello spot di Sky, vedere foto).

Lui e Biabiany fanno buone cose. Il francese parte a mille e concede una serata di ferie a Maicon, quasi incredulo nel vedere che c’è un altro che fa avanti-indietro sulla fascia al posto suo. Coutinho parte male, ma dissemina perle di saggezza tardo-adolescenziale nei 90’, culminati con un tiro insidioso (copyright B. Pizzul) a metà ripresa.

Eto’o è incontenibile, ne segna tre di cui il secondo va mostrato in tutte le scuole calcio del mondo: esempio perfetto di stop a seguire e botta secca sul primo palo, dopo illuminante lancio di Lucio (roba che se lo fa Pirlo ci ammorbano 3 giorni). Lui e Sneijder si scambiano assist per il 3° e 4° goal, e insomma la serata pare davvero di grazia.

Guardiamo quindi alle (poche) note stonate:

1) Julio Cesar continua la fase da Renato Pozzetto in braghe corte: dopo l’amnesìa di Roma che è costata una punizione a due in area, ieri sera sullo 0-0 azzarda un’uscita dalle parti della metà-campo, nonostante l’unica punta tedesca sia scortata da Lucio e Cordoba (non proprio i fratelli Paganin, tanto per dire). L’urlaccio di Psycho con le sopracciglia rifatte credo che se lo sognerà di notte per il resto della settimana.

Per completare la seratona, nella ripresa viene sostituito da Castellazzi (bravo): in TV la spacciano per un premio concesso al portiere italiano, visto anche il confortante punteggio di 3-0. Vero che si usa dare il “contentino” al nr 12, ma di solito lo si fa a fine stagione (e magari per tutta la partita) o negli ultimi minuti (non a inizio ripresa). E i miei dubbi trovano puntuale conferma nel dopogara, quando Rafa dice che le sue condizioni si valuteranno meglio domani, ma che -insomma- è uscito per un dolorino.

Oddio, visti gli standard qualitativi delle ultime prestazioni, magari stare a riposo gli fa anche bene!

2) Lucio per una buona ora fa il partitone a cui fortunatamente ha abituato anche i non Psycho-lovers come me. Detto dell’assist per il 2-0 e del recupero sulla cacata di JC, nella ripresa si blocca dopo uno stacco di testa in area e chiede il cambio. Dopo Samuel e Matrix, anche lui è fermo ai box: contro la Juve toccherà forzatamente a Cordoba e Chivu, speriamo in bene.

Più in generale, mi pare di poter dire che lo stato generale di salute della squadra non sia “eccellentissimo”: ad oggi non possiamo contare sul portiere, la coppia di centrali, il capitano, due terzi del tridente dell’anno scorso (Milito e Pandev) e un perno di centrocampo come T.Motta (“perno” anche per la non eccelsa mobilità).

Ora, speriamo di recuperarne un paio per domenica e quasi tutti per il “dopo-la-sosta”, però la situazione non è rosea per Mr Rafa. Finchè tutto gira bene –come ieri, come col Bari, come a Palermo- hakuna matata, ma la panchina è davvero corta e la qualità è quella che è. Ribadisco l’auspicio: speriamo in bene…

Chiudo lasciando spazio all’Ambroeus, il tennico-da-bar-sport che è in me, per dire che, se una squadra dev’essere costruita e schierata in modo da trarre il meglio dai suoi giocatori, a mio parere non appena la rosa lo potrà permettere urge virare verso il rombo di centrocampo. Cambiasso davanti alla difesa, due tra Deki-Zanna-Motta ai lati e Sneijder dietro a Milito e Eto’o. Potenziale d’attacco devastante, maggior pressing e copertura a metà-campo, un cambio all’altezza (Pandev) per i due davanti.

Rafa, pls take note. Seguirà regolare fattura per la consulenza prestata.

 

LE ALTRE

Il Milan pareggia ad Amsterdam contro un Ajax che con un po’ di cattiveria in più avrebbe potuto vincere: giocano bene, ma “si piacciono” un po’ troppo per i miei gusti. Cazzo, quando hai la palla tra i piedi e sei lì davanti, devi tirare, non arrivare in porta col pallone! Ovviamente Zio Fester, in ossequio al suo credo “non parlo mai di arbitri”, piange dicendo che SuperPippa è stato fermato ingiustamente davanti al portiere. Insomma, “bassiamo i toni” (cit.). Spero invece che il frenetico Inzaghi segni presto questo cazzo di 69° gol in Champions perché non se ne può più di sentire “Pippo alla caccia di Gerd Muller, come miglior goleador di coppa”. Anzi, siccome Raul è bene o male allo stesso numero di gol (anche se ovviamente nessuno lo dice), spero che ci arrivi lui per far finire questa agiografia non richiesta di uno dei calciatori italiani più odiosi che io ricordi.

In ogni caso, i cugini iniziano a capire cosa voglia dire essere Ibra-dipendenti, con i pregi (vedi gol fatto) e i difetti del caso (del tipo: se non ci pensa lui, che la mette dentro: Robinho? 😉 )

 La Maggica spezza le reni al Cluj, e Borriello segna un gran gol: sarà un mezzo tronista e figlio di camorrista, ma questo a calcio ci sa giocare e la Roma ha fatto un gran colpo: quasi come Adriano, che al momento è in uno stato di forma imbarazzante…

 

E’ COMPLOTTO

Rimandando alle prime righe per la fenomenologia della parola “crisi”, segnalo solo che la partita di ieri ha avuto come ultima eco considerazioni del tipo: “E adesso Milito come la prenderà?”. I mediaservi perdono colpi: l’anno scorso non si sono mai chiesti come la prendesse Eto’o dei gol di Milito…

Insomma, siamo l’unica squadra al mondo che ha un problema nell’avere un centravanti che fa 11 gol in 10 partite. Dura la vita eh?

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INEVITABILE

ROMA-INTER 1-0

Mettiamola così: il killer instinct non fa parte di questa squadra.

Non che sia una novità, anzi: per quel che mi riguarda, quando in settimana ho appreso della sconfitta dei lupacchiotti a Brescia ho avuto quel che i cioèffèèèga* definiscono “cattive vibrazioni”. Squadra all’ultima spiaggia, che darà il tutto per tutto (loro), squadra che dovrà anzitutto esserne consapevole, e picchiare più forte tanto per non metterla sul piano dei nervi e della disperazione (noi).

Risultato? L’esatto contrario.

Come e più della partita con la Juve dell’anno scorso (vedasi il mio sagace commento di Novembre 2009 dal delicato titolo “I soliti stronzi”) ci facciamo invece esplodere il bubbone tra le mani, giocando un primo tempo di discreta intensità (altro giro altro regalo per Stankovic che ri-piglia la traversa e tira come un satanasso) e una ripresa via via sempre più ciapatina e raccogliticcia, accarezzando sempre più l’idea dello 0-0 e finendo per pigliarla in quel posto a pochi istanti dal triplice fischio finale.

Male Milito, che per di più esce per sospetto stiramento, malino Sneijder, meno bene del solito Eto’o (dei tre comunque il meno peggio, chè lui almeno al tiro ci arriva un paio di volte).

Mi resta il pensiero fisso che una partita del genere con Mourinho non l’avremmo mai persa, e forse-forse l’avremmo anche vinta.

Benitez è un buon tecnico, forse a livello tattico addirittura più preparato di Josè do Setubal (per quel che conti), ma il fuoco sacro e l’occhio della tigre a mio parere fanno molto più di una difesa alta-corta-intensa. Da sempre sono convinto che, a questi livelli, il pregio principale di un allenatore non sia quello di scegliere il modulo e nemmeno l’11 migliore da schierare in campo. A questi livelli roba del genere la do per scontata (con clamorose eccezioni, chiaro, ma gli incompetenti si annidano ovunque). Qui la differenza tra un buon tecnico e un vero leader la fa proprio la capacità di gestire, convincere e motivare i tuoi giocatori. E questo, quantomeno al momento, Rafa non ce l’ha. La Roma, a parte l’occasione di Borriello e la punizia a due in area di Totti non ha mai creato problemi (sorvolo per pietà cristiana sui neuroni di Julio Cesar nell’occasione…), e proprio quando, con l’andar del tempo, sembrava serenamente rassegnata al pareggino, a mio parere bisognava pestare giù l’affondo decisivo.

Invece “a(f)fondo” ci siamo finiti noi, complice una punizione serenamente invertita (il fallo è di Vucinic su Sneijder, non viceversa), e una dormita collettiva della difesa: Maicon si esibisce nel numero “scatto-con-l’attaccante-ma-poi-lo-mollo”, Lucio pensa “ci arrivo ci arrivo ci arrivo… non ci arrivo più”. Bello il cross di De Rossi, bellissimo il movimento e il tuffo di Vucinic.

Risultato: ennesimo moribondo rianimato e spariglione totale in classifica.

Mercoledì di Champions e domenica Juve in casa. Urgono punti e prestazioni convincenti per rimettere le cose a posto.

Urgono anche attaccanti semoventi, visto che tanto Milito quanto Pandev paiono in dubbio per mercoledì. Non vorrei dover rimpiangere Balotelli già a questo punto della stagione, ma è un fatto che, tolti i tre attaccanti titolari, non ci sono cambi all’altezza (e neanche “alla bassezza”).

 

LE ALTRE

Giornata pessima a prima vista, perché oltre a perdere lo scontro diretto con la Roma (potevano spedirli a -11 o tenerli a -8, sono risaliti a -5) vincono anche Milan e Juve. I cugini credo inizino a capire che Ibra è quel giocatore che ti trasforma 7-8 partite all’anno da 0-0 a 1-0, con gol che solo lui può fare (complice anche un portiere sotto evidenti effetti allucinogeni… non si può uscire così con due difensori attaccati all’unica punta al limite dell’area). Vero che per farlo rendere al meglio, la squadra deve giocare di fatto per lui, e il Milan non è abituato a questi concetti (la squadra prevale sul singolo, si arriva al risultato attraverso il bel giUoco, siamo una grande famiglia e cacate iperglicemiche assortite). Ma se si scrollano di dosso un po’ di queste barzellette, Ibra ti fa 20 gol all’anno come niente… Che dire, spero prevalga l’aziendalistica  linea dell’ammmore.

Sul fronte Juve, invece, non tutti i mali vengono per nuocere. Vista la reazione della Roma dopo la crisi delle scorse settimane, preferisco incontrare una Juve convinta di essere tornata grande, alla squadra con l’acqua alla gola che non può sbagliare. Ovvio, se noi giochiamo come sappiamo non c’è Cristo che tenga… ma, come avrete ormai capito, dei miei ragazzi non ho ancora imparato a fidarmi.

 

E’ COMPLOTTO

Paginetta corposa. Partiamo da un gustosissimo episodio che risale a mercoledì. Durante Lazio-Milan il bordocampista di Sky intercetta un commento di Allegri rivolto a Tassotti “stiamo giocando col culo!”. Nei commenti del dopo partita invece il Mister, ripetutamente richiesto di commenti e spiegazioni dopo il pari della Lazio, dichiara che il Milan visto gli è piaciuto.

Ora, a parte il triviale sillogismo (Il Milan gioca col culo, a Allegri il Milan è piaciuto, a Allegri piace il culo), la cosa divertente è lo zerbinaggio di Sky, che –pare- ha inviato una nota si scuse (eehh!?!?) al Milan per aver divulgato quel che era un commento tra l’allenatore e il suo secondo.

Come ho giustamente letto in rete, per una volta che fanno il loro mestiere chiedono pure scusa…

Passando ai postumi di Roma-Inter, invece, non voglio attaccarmi al fallo da cui nasce il cross dell’1-0. La Roma ha vinto la sua partita e se l’è meritata. Quel che non sopporto è inneggiare a un arbitro che non vede una cosa così palese e che subito dopo non permette all’Inter un cambio (a cui ha diritto, visto che il gioco è fermo, e che oltretutto l’arbitro non può nemmeno dire di non aver visto, dato che la punizione viene fischiata a pochi metri dalle panchine). Sono errori che ci stanno e che, ripeto, non tolgono nulla ai meriti della Roma.

Ma sono errori, questo non è un arbitraggio “impeccabile”. Poteva andar peggio? Certo, e lo temevo anche. Ma poteva fischiare fallo a noi, farci fare il cambio e probabilmente finiva 0-0. Va beh, non so perdere…

Ultimo punto: Totti esce (proprio per Vucinic tra l’altro), non dice una parola ma va diretto negli spogliatoi e non aspetta nemmeno la squadra per andarsene a casa. Ovviamente il giorno dopo è tutto chiarito, e i solerti giornalisti ci dicono che non si può neanche parlare di caso perché situazioni del genere sono già capitate e capiteranno ancora. Lui è core de Roma, è fatto così, ma Ranieri lo fa per allungargli la carriera. Volemose bbene insomma.

Parallelamente, Chivu (un agnellino di solito quanto a comportamento) sbraita contro la sua panchina chiedendo più copertura e dicendo sostanzialmente “qui copro solo io!

E’ crisi Inter: si narra di un intervallo e un dopo partita agitatissimi nello spogliatoio, addirittura di un Benitez che in settimana è stato sfanculato dalla squadra quando ha proposto ai giocatori di frequentarsi di più fuori dal campo, senza dividersi sempre per nazionalità.

Ora, a parte che come al solito vorrei sapere queste voci da dove arrivano (ufficio staaampaaa? Doveee seeeiii??), mi chiedo a) se siano vere, e b) se ad ogni sconfitta di altri top teams succeda la stessa demolizione sistematica di ogni caposaldo della squadra (il gruppo, l’autorità dell’allenatore, l’unità di intenti).

Il tutto per una partita persa al 92’.

 

WEST HAM

Grande vittoria per 1-0 contro il Tottenham! 5 punti in classifica, sempre nei bassi fondi. Ma, una volta abituati alla merda, sai quant’è buono il fango?

 

*cioèffèèga: alternativi, di solito in perpetua fattanza da canna, che ti ammorbano con discorsi sullo scambio di energia e sulle sensazioni positive e il karma dell’empatia con lo scappellamento a sinistra per 2. Il loro intercalare, con l’aggiunta di uno strascicato accento meneghino, dà il nome a questa curiosa sottospecie di animali urbani.

Chissà che alla prossima non vada dentro... Stankovic: 2 partite 2 traverse

Chissà che alla prossima non vada dentro… Stankovic: 2 partite 2 traverse

BASTANO?

INTER-BARI 4-0 

Una allegra scorribanda dopo il quasi infarto iniziale.

Pericolo molto più reale di quello Paventato (la maiuscola è una chicca per intenditori) domenica per il Capitano, e che vede le conseguenze nefaste per il nostro miocardio fermarsi fortunatamente sul palo colpito da Almiròn.

Il tutto dopo 20 secondi dal calcio d’inizio, con i nostri che non hanno nemmeno sfiorato il pallone.

Che servisse o no questo stringiculo, i nostri cominciano a giocare con buone geometrie e discreto ritmo. L’obsesiòne (copyright JM) di far segnare Milito è abbastanza palpabile, e l’argentino viene cercato spesso, anche se non benissimo: nel primo quarto d’ora produciamo qualche tiro, ma soprattutto da fuori area, senza manovre avvolgenti. Con l’andar del tempo invece Eto’o sale in cattedra, grazie al suo immenso talento, ad uno stato di forma difficilmente migliorabile e ad una marcatura non proprio arcigna (il povero Pulzetti, di professione centrocampista, è costretto dalla morìa di difensori baresi a giocare in quella zona: credo che avrà gli incubi per qualche notte…).

Il copione sembra già scritto e trova puntuale conferma al 27’: discesa travolgente del Re Leone a sinistra, cross al bacio per Milito che, resistendo a un tentativo di stupro in area di rigore (lo strip tease ad opera del terzino era quasi completo) insacca di testa.

Gol liberatorio si dice in questi casi.

La partita prosegue bene per l’Inter, e nella ripresa assume i contorni della passerella. Il Bari ci mette del suo, regalando due rigori tanto netti quanto ingenui (un “mani” che è gemello di quello con l’Udinese, e uno sgambetto su Lucio dopo stop “a inseguire” del difensore pugliese), ed esponendosi inevitabilmente al contropiede interista come nell’azione Coutinho-Stankovic-Milito che porta al 4-0.

Tutti contenti, anche nel vedere i due punteros contrattare come nemmeno al Suk di Marrakech sui rigori da tirare (alla fine bene così, doppietta per entrambi). Personalmente, mi piace sottolineare la solida prestazione di Chivu su Alvarez prima e tal D’Alessandro poi. I due, contrariamente alle mie preoccupazioni della vigilia, non impensieriscono il rumeno in versione “genietto-tattico-bravo-a-non-farli-partire”. Chiedo venia a Ciccio Caschetto e son contento di farlo.

Le uniche piccole note negative arrivano da Samuel che si ferma alla mezz’ora per un problema al quadricipite e che inevitabilmente è a rischio per Roma, e per il Capitano che, prima volta negli ultimi 5 anni, salta una partita per infortunio: nell’ultimo allenamento ha sentito lo stesso dolore di domenica, e stavolta gli esami hanno sì evidenziato un pneumotorace, seppur di modesta entità. Visto il SuperUomo, non mi stupirei di vederlo in campo già sabato, ma umanamente parlando si prevedono 1-2 settimane di stop.

 

LE ALTRE

I cugini impattano a Roma contro ‘A Lanzie. Ibra si mangia un gol nel primo tempo e ne segna uno nella ripresa, ma poi la coppia centrale più bella del mondo (Nesta-T.Silva) si fa uccellare da Hernanes e Floccari per il graditissimo pareggio, festeggiato ovviamente in tempo reale anche a San Siro.

Periodo di sfiga nera per la Roma, che perde anche a Brescia, avendo da recriminare per qualche decisione dell’arbitro. Il rigore di Mexes in effetti non c’è (Barbie-boy prende la palla) anche se, in tutta onestà, vedendola a velocità normale mi pareva rigore netto. Oltretutto l’intervento era fuori area. Fatto il frittatone, purtroppo per lui il cartellino era inevitabile. Degli altri episodi incriminati, ho visto il “mani” in area, che rientra in quella zona grigia del “si può dare come si può non dare” (e cioè: braccia scomposte ma palla che arriva da un metro).

In ogni caso, per noi bad news perché la Roma si trova a dover fare la partita della vita sabato contro di noi, coltello tra i denti e nervi a fior di pelle. Avrei preferito arrivassero dopo un bel brodino (leggi: vittoria brutta sporca e cattiva ma che muove la classifica).

Stasera la Juve col Palermo: in caso di vittoria arriverebbe a meno 3 da noi (capoclassifica solitari, once more with feeling).

 

E’ COMPLOTTO 

Direte voi: difficile trovare fagioli da far bollire in pentola dopo una serata così. Uomini di poca fede!

Dopo aver fatto un complimento all’Inter “di quest’anno” (“questa è una squadra che mi è simpatica, quella dell’anno scorso…” detto col solito cantilenante accento calabrese), Massimo Mauro deve timbrare il cartellino (cioè rompere il cazzo, –excuse my french-) e quindi chiede a Rafa: “lei in 5 anni a Liverpool non ha mai vinto il Campionato, ora arriva in Italia e probabilmente lo vince al primo colpo. Non è che la differenza sta  nel fatto che lei là faceva anche il mercato e qui invece ci pensa qualcun altro?” Domanda senza senso, davvero antipatica (con una T sola stavolta), a cui Sancho Panza risponde punto su punto, argomentando di minori budget a disposizione rispetto ai top club e di uno scudetto che a Liverpool manca da 20 anni (non 5). Quando poi il soggetto in studio cerca di liquidarlo con un “va beh va beh…” lo spagnolo, con ferma educazione, ribatte “per favore vorrei finire”, zittendo il prostituto intellectuale di turno.

Ottimo Rafa anche quando respinge seccamente al mittente (in minigonna stavolta) qualsiasi accenno a un presunto litigio avuto con Eto’o a inizio stagione circa la posizione dell’africano in campo (riassummibile nella formula “parlato tanto, litigato mai”). Apprendo infine che il fatto di non avere un rigorista designato sta in sostanza spaccando lo spogliatoio, ed essendo l’Inter pazza per definizione, occorrerebbe porre rimedio.

 In effetti abbiamo un solo punto in più del Brescia… La crisi è alle porte.

Eto'o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

Eto’o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

BENE COSI’

PALERMO-INTER 1-2

Cominciamo dalle cose serie e importanti: la miglior Inter vista in stagione a fine primo tempo era sotto 1-0 col Palermo, ma al 90’ vince 2-1 con merito. Questo per dire che non sempre giocare bene uguale vincere.

Tutto il resto viene di seguito.

Il resto parla di un Milito incainato come una belva, che più ci prova e meno segna, di un Chivu che convince sempre meno (o meglio, convince sempre di più di fare una fatica tremenda), di uno Stankovic quasi troppo bello per essere vero, e degli ennesimi misteri della gestione “medica” dei nerazzurri.

Partendo da quest’ultimo punto, apprendiamo nel dopo partita olandese di Champions che Pandev forse si è rotto i legamenti, poi che forse no, è solo un’elongazione, e infine tutti contenti nel desumere che in 15-20 giorni torna in campo. Desumere, ho scritto, perché non sia mai che dall’Inter arrivi comunicazione certa circa i tempi di recupero. E’ una cosa che a quanto so succede solo lì, chè nelle altre società ti dicono -in termini meno tecnici ma più digeribili dal popolo bue- robe del tipo “stiramento, ne avrà per 20 giorni”. Ditemi invece il senso di un comunicato del genere: “Gli esami hanno evidenziato una sofferenza del comparto mediale del ginocchio destro con lieve elongazione all’inserzione prossimale del legamento collaterale interno“.

Contemporaneamente, tra venerdì e sabato riceviamo rassicurazioni –invero non richieste- circa la presenza di Sneijder, che tutti avevamo visto uscire dal campo con le proprie gambe (oltre che, al solito, da migliore in campo). Morale, non è in campo a Palermo, e nemmeno in panca. Dovrebbe rientrare mercoledì col Bari.

Infine, se al Capitano non viene un infarto, per poco non viene a me. Appreso con incredulità del “malore” che l’ha colto a fine partita, come prima cosa il bordocampista di stanza al Barbera pensa bene di tranquillizzarci dicendo come prima cosa “possiamo rassicurare familiari e tifosi, non dovrebbe trattarsi di infarto”. Come prima notizia non è esattamente quanto di più confortante ci possa essere. La realtà racconta di una pallonata presa negli zebedei negli ultimi minuti, che quel grand’uomo incassa senza crollare a terra (“stavamo difendendo la vittoria, non potevo permettermi di stare a terra o di uscire” dirà Zanna-palle-d’acciaio). Morale, al fischio finale rientra in spogliatoio e a momenti sviene. E’ umano anche lui, anche se, portato in ospedale e per fortuna scongiurato il rischio pneumo-torace, rientra a Milano con la squadra.

Per fortuna, il casino totale della condizione medica ci regala anche sorprese positive. Stankovic, al rientro dopo un paio di settimanelle, è in condizione strepitosa, e nei 70’ in cui è in campo, gira a mille. Colpisce l’ennesima traversa della sua vita (credo abbia il record dei legni colpiti in carriera), ed entra di prepotenza nel 2-1 con un’azione che quanto a bellezza va a far compagnia alle perle dell’anno scorso,vedi l’1-0 di Motta nel derby o il 2-1 di Maicon a Udine (4-5 tocchi di prima e palla in buca, in culo alla litanìa “L’Inter-sfrutta-solo-le-qualità-dei-singoli”). Morale, il buon Deki non fa rimpiangere per nulla Sneijder e ci fa guardare con più serenità alle prossime partite, offrendo una valida alternativa anche sul piano tattico: pochi centrocampisti sono completi come lui, e questo ti permette di giocare con millemila moduli diversi. Benitez avrà di che divertirsi con tabelle e disegnini.

Partitona insomma? Se togliamo il gol subito e il primo quarto d’ora della ripresa, sì. Un ventina di tiri verso la porta del Palermo, un primo tempo che poteva finire 3 o 4 a 1 per noi. Bene così insomma.

Le note dolenti arrivano da Chivu e Milito. E se su Diego mi sono già espresso (fisicamente sta crescendo, l’intelligenza per fortuna, se ce l’hai, non la perdi, il gol arriverà, e sarà come il tappo che salta via dalla boccia di champagne), vorrei approfondire il discorso su Chivu.

Posto che nessuno (ho detto nessuno) dei presunti rigori richiesti dai siciliani era da fischiare, dietro a sinistra soffriamo da matti, e purtroppo gli avversari lo sanno. Noto con preoccupazione che, oltre alle solite alette destre piccole-veloci-sguscianti, ora facciamo fatica anche con gente fisicamente più “normale”, giusto per non fare favoritismi a nessuno. Chivu è valido, validissima alternativa sia al centro che in fascia, ma dei 4 di reparto è purtroppo l’anello debole.

Mercoledì su quella fascia se la vedrà con Alvarez del Bari, pettinatura improponibile ma velocità supersonica (che la prima sia conseguenza della seconda?): s’ha da ridere…

Solo poche righe per l’ennesima ode a Eto’o. Due gol uno più bello dell’altro e che Dio ce lo conservi così il più a lungo possibile. Finché gira così, Milito se la può anche prendere comoda (… ma non troppo!).

 

In conclusione, aggiungiamo tal Ilicic al club “primo gol in Serie A contro l’Inter” e ringraziamo Julio Cesar per non aver fatto iscrivere anche l’altro sloveno all’esordio (tal Bacinovic), grazie a intervento provvidenziale a inizio ripresa.

 

LE ALTRE

Un grande Milan (il Milan è ”grande” per definizione, un po’ come la Crisi è sempre “Inter”) strappa coi denti un pareggio in casa contro il Catania. Scherzi a parte, gli Etnei fanno un primo tempo della Madonna e si difendono con ordine nella ripresa, prendendosi un punto stra-meritato.

I cugini devono ancora ingranare, Ibra sembra ancora un pesce fuor d’acqua. Nota di merito a Superpippa, non tanto per il gol segnato sul filo del fuorigioco e nemmeno per quello sparacchiato in curva a metà primo tempo da analoga posizione, ma per il culo quadro che si fa (a 37 anni), lasciando il posto di centravanti-boa a Zlatan, che però non ne approfitta.

Secondo me il vero grande acquisto dei rossoneri è Boateng: un pazzo furioso, corre e lotta come un indemoniato e in più fa vedere due piedini mica da ridere. Se adeguatamente addomesticato può diventare un cavallone di razza.

La Juve passeggia sui resti dell’Udinese, che come al solito sputa sangue contro di noi e si piega a 90° con i gobbi, mentre la Roma col Bologna si fa raggiungere dal laziale Di Vaio dopo essere stata in vantaggio per 2-0. Periodaccio per i romani, passerà.

 

In generale, tutti a dire “siamo all’inizio, c’è tempo, ora i punti non pesano”. Vero, ma in ogni caso cominciamo a inaugurare la “cascina 2010/2011” mettendoci dentro 3 punti di vantaggio sui diversamente strisciati (Juve e Milan) e 5 punti sui giallorossi.

Sperando che il “fieno” in questione cresca con l’andar del tempo…

 

E’ COMPLOTTO

In una giornata abbastanza tranquilla, non è comunque passata inosservata la deferenza con cui viene seguito non già l’incontro di calcio giUocato dal Milan, bensì il riscaldamento dei rossoneri, manco stessero commentando la discesa dell’uomo sulla luna: “Ecco, guardate, ora Ronaldinho sta cercando di colpire il palo calciando da fuori area (cosa che fa da tre anni NdR), tra le urla dei tifosi”.

Ottima poi la risposta di Cambiasso nel pre-partita, quando gli chiedono se l’Inter abbia più voglia vincere del solito, siccome in questa stagione non ha ancora vinto in trasferta. E il Cuchu rispose: “Mah, ne abbiamo giocata una di partita in trasferta, questa è la seconda. Se dici così sembra…” e il tizio solerte “sì ma contavo anche la Champions” e lui “Ah beh, allora due…”.

Sintomatica poi la prima domanda sulla partita al Mister, dopo la miglior Inter vista in stagione: “un’Inter Eto’o-dipendente in attacco e un Milito in crisi che esce arrabbiato dopo la sostituzione”.

Voglio invece spendere -per una volta- parole di lodi e giubilo per il commento tecnico della partita. Il grande e rimpianto Gigi Di Biagio (detto “Gigino-di-testa-sul-primo-palo”, specialità della casa di un paio di lustri fa) commenta con lucidità e per una volta va oltre il risultato, dicendo che l’Inter è sì sotto a fine primo tempo, ma che ha giocato bene e gli è piaciuta, e sottolineando che lo prenderanno per matto, ma che per lui Milito ha giocato bene perché ha fatto i movimenti giusti e si è fatto trovare al posto giusto. Vero, ha sbagliato tanto, ma conoscendo il giocatore non c’è da preoccuparsi.

Ora, sono di parte due volte (interista e fan del vecchio Gigetto), ma questo è quel che vorrei sentire da un supposto commento tecnico: analisi approfondite e dettagli che il tifoso bifolco potrebbe non notare. Che il tal giocatore abbia segnato tirando di sinistro sul palo lontano lo vedono tutti.

 

WEST HAM

Primo punto in classifica, preso a Stoke-on-Trent dopo essere stati in vantaggio.

Eppur si muove, insomma…

Vince, festeggia, sviene, va all'ospedale, torna con la squadra.  E il tutto senza spettinarsi.

Vince, festeggia, sviene, va all’ospedale, torna con la squadra.
E il tutto senza spettinarsi.

BILICO

TWENTE-INTER 2-2 

 L’Inter è in bilico, tra vittoria e sconfitta. Alla fine ne sce un pareggio.

Ma forse è più giusto dire che l’Inter è UN bilico, un autotreno snodabile con massa superiore alle 3,5 tonnellate.

Tra giocatori a corto di condizione, reduci da infortuni e/o da vacanze di durata variabile, la truppa agli ordini di Sancho Panza Benitez è lenta e pesante, un’eterogenea accozzaglia di pedatori dal potenziale formidabile, ma al momento in chiara difficoltà fisica ancor prima che tattica.

Tornano alla luce i vecchi difetti: palla persa su rimessa laterale (solo ieri sera ne avrò contate una decina, una volta addirittura Maicon ha servito il portiere!), falli stupidi al limite dell’area (Samuel appena prima dell1-1), poco movimento senza palla.

Infine, prendo atto che, dopo Ferri e Cordoba, Samuel è il nuovo e illuminato regista arretrato dell’Inter. Al “Muro” voglio un bene dell’anima, ma a lanciare da dietro non si può guardare…

Ci affidiamo insomma agli unici due in forma, Sneijder ed Eto’o, che guarda caso sono anche i due marcatori.

Il resto della squadra vivacchia sul 6– (Mariga buono come interditore, per l’impostazione si ripresenti la prossima volta, come battitore a rete c’è il salto d’appello), mentre i picchi negativi vengono da Maicon e Milito: due giocatori che in passato ci hanno fatto vincere decine di partite, e che hanno problemi oggettivi da affrontare: Maicon rientrava dopo uno stop di 2 settimane, Milito ancora lontano dalla forma migliore, causa Mondiali giocati, vacanze ridotte e preparazione fisica di fatto ancora in corso.

La vera differenza tra i due è che quest’ultimo è una persona calcisticamente intelligente: sa di non essere in forma, trova comunque modo di entrare nelle azioni dei due gol (bella la finta e tiro che spiana il tap-in di Wesley, caparbio e per una volta rapido a dar palla a Eto’o prima della magìa del 2-2). Insomma, autogol a parte, cerca di fare i movimenti giusti per la squadra. Sbaglia tanto, perde molti palloni con “stop a inseguire”, ma capisci che capisce.

Quell’altro diciamo non proprio. Maicon appartiene a quella categoria di calciatori che basa la sua forza al 90% sul proprio strapotere fisico. Se non ce l’hai (ed è comprensibile, ad inizio stagione e con un ginocchio giacomino) non c’è un piano B. Continui a buttar palla avanti pensando di arrivarci prima degli avversari, ma ‘gna fai

Infine, piccola ode per Samuel Eto’o sul 2-2: la cosa più intelligente (che in tutta onestà non avevo notato) l’ha detta Vialli nel dopo partita, facendo vedere la finta del numero 9 dopo aver dato palla a Pandev: inganna il loro terzino fingendo di scartarlo sulla sinistra, quello abbocca e gli apre il corridoio “dritto per dritto”: palla lasciata lì da Pandev e colpo chirurgico all’angolino. Quel che si dice un Campione.

 Ultime tre considerazioni, in attesa di Roma e Milan stasera:

1) Pandev è uscito mezzo rotto, motivo ulteriore per rimpiangere il non acquisto di Kuyt (non Messi, Kuyt…): la buona notizia è che, se è vero che la forma si trova giocando, Milito non salterà nemmeno un minuto delle prossime partite. Sperando che la forma migliori, e la prossima volta a gonfiarsi sia la loro porta e non la nostra.

2) Visto l’infortunio del macedone, la spaccatura tra attacco e difesa, e la fatica che fanno i due mediani a coprire tutto il centrocampo, prevedo -e tutto sommato approvo- un rapido ritorno al rombo. Il modulo è senz’altro noto ai giocatori, dovrebbe garantire più filtro a metà campo e protezione alla difesa (i gol subìti sono un po’ troppi), e là davanti permetterebbe a Eto’o e Milito di giocare più vicini, con Sneijder alle loro spalle. Staremo a vedere…

3) Ennesima serata di gloria per un signor nessuno contro l’Inter: tal Theo Janssen piazza una punizia che se la fa Messi o Ronaldo ne parliamo una settimana. La mia sindrome da terzino sinistro (cosa che Janssen non è) è arrivata ormai a tal punto che ogni volta che vedo un mancino calciare bene mi chiedo “perchè non lo prendiamo noi?

 

E’ COMPLOTTO

Avevo ammesso senza problemi che i 6′ di recupero a Bologna erano stati una cosa un po’ antipatttica (copyright Signor Massimo). Mi era invece sfuggito come già sabato contro l’Udinese, guarda caso con i nostri avanti 2-1, il prode arbitro (di sinistra?) abbia salomonicamente concesso analogo recupero, giusto per far capire che il vento non è cambiato, nè probabilmente mai cambierà.

Vedere Zio Fester Galliani sfanculare impunemente Braschi in tribuna a Cesena (by the way, Braschi è stato un arbitro infame e ricordo diverse partite da scandalo contro di noi, quindi senz’altro non mi dispiaccio nel vederlo vilipeso), senza che partissero deferimenti e scomuniche di Mourinhana memoria (vedi su tutti il gesto delle manette) è ulteriore conferma del fatto che Eolo soffia sempre da quella parte lì.

O quantomeno sempre contro questa parte qui.

Delirio? Persecuzione? Può darsi: Burdisso apre un ginocchio a un avversario, ma non si ravvisa condota violenta; morale, 2 giornate e rientro giusto-giusto per Roma-Inter. Il che, vista la labile psiche del soggetto, potrebbe essere un vantaggio per noi, però intanto questo gioca…

 

Eto'o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo...

Eto’o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo…

MI SON DISTRATTO UN ATTIMO…

INTER-UDINESE 2-1

Ragazzi. Mettiamoci d’accordo. Patti chiari amicizia lunga.

Uno non può nemmeno andar via per un fine settimana, sbirciare quel poco di Inter che vale la pena guardare, e si ritrova tutto ‘sto macello?

La fredda cronaca: piacevole tre giorni valenciana che lascia poco spazio al calcio: del poco che ho visto salvo ovviamente il risultato e i corsi e ricorsi storici. L’Udinese ogni santo campionato ci fa sputare sangue (unica squadra che l’Inter non riuscì a battere nell’anno dei 97 punti, vittoria 2-1 l’anno scorso con gol di Sneijder al 90millesimo, etc).

Eto’o sbaglia pure un rigore ma per fortuna piazza in buca la ribattuta, poi prende un palo interno clamoroso. Insomma, s’è vinto -mi dico- il resto verrà. Mi apprusto alla cena senza nemmeno pensare alle partite del sabato sera, anche perchè convinto che i cugini, impegnati mercoledì in Champions, giochino domenica sera. Gio mi squadra con un’occhiata a metà tra il compassionevole e il rassegnato quando la mia invettiva complottistica si focalizza su questo punto. A ben vedere infatti, gli anticipi del sabato sono normalmente decisi per esigenze televisive e per dar tempo alle squadre di riposare in vista degli impegni di Coppa. Ora: l’Inter gioca martedì e quindi anticipa al Sabato, Roma e Milan invece giocano mercoledì, ma anticipano al Sabato lo stesso. Prendo atto che godranno di 24 in più di riposo. E’ Complotto. Ho ragione.

 

LE ALTRE

Tornando a noi, faccio il ruttino di fine cena e, raggiunta un’età nella quale la movida valenciana non fa più per noi, ripariamo in hotel per un piacevole cazzeggio telematico, e qui la serata “svolta”. Doppia batosta per Cugini e Maggici, con tanto di rigore sbagliato da Zlatanasso!

Lo striminzito 2-1 del tardo pomeriggio ovviamente a quel punto riluce di scintillante bellezza, mentre chi scrive stenta a trattenersi dal ghigno continuo nel leggere delle mirabolanti gesta dei “giallorossoneri”.

Ovviamente due ex sugli scudi: “Fantocci” Burdisso e il Nasino Svedoslavo. Sulla psiche malata dell’argentino davvero non so che dire, se non rimandare ai miei commenti della scorsa stagione (su tutti, si veda quanto detto in “PAZZO” INTER AMALO http://www.facebook.com/note.php?note_id=417791805308). La cosa che mi lascia ogni volta stupito è la sua incredulità nel ricevere fischio e sanzione arbitrale. Cazzo, hai appena aperto la gamba dell’avversario (e, in un certo senso, meno male che si è tagliato, perchè vista la sconsideratezza dell’intervento mi aspettavo una frattura esposta!) e hai anche il coraggio di protestare?!?

Su Ibra invece il discorso è diverso: sono ovviamente stra-felice della sconfitta dei cugini, arrivata dopo la solita vomitata elegiaca nei confronti della squadra più forte di tutti i tempi, che in attacco schiera Goldrake, Jeeg Robot e Mazinga (forse quello del Bari…, remember?). Alla prima prova dei fatti vengono puntualmente sputtanati da un Cesena ordinato-massiccio-e-incazzato, che fa crollare in 90′ il castello di minchiate pronunciate dal mondo rossonero e prontamente diffuso dalle solerti appendici cortigiane negli ultimi 15 gg, complice anche la strategica pausa-nazionali.

Chiaramente, quando l’Inter ai tempi ammassava campioni o pseudo tali lì davanti (Ronaldo, Vieri, Baggio, Recoba…), tutti a dire “eh ma non basta fare l’album delle figurine” (critica peraltro sacrosanta). Ora invece tutto è bello e tutto è bene.

Di tutto l’accaduto, il palo di Zlatan è la cosa che mi fa ridere di meno. O meglio, sono contento che proprio le sue dichiarazioni (“quella milanista è la maglia più bella che abbia mai indossato“) e tutta la sboronaggine assortita abbia sbattuto violentemente sul palo, vanificando un tentativo di rimonta che -vogliamo dirlo?- sarebbe comunque partita da un rigore che definire generoso è poco.

E taccio per decenza sulle miraboloanti dichiarazioni di Zio Silvio sui tre (tre???) gol regolari negati al Milan da un arbitro di sinistra.

Tornando a Zlatan, e come giustamente detto in rete, Ibra è stata una splendida storia che fin dall’inizio sapevamo sarebbe durata un paio d’anni. C’è da dire che, contrariamente a quanto fatto nel Barça e ora al Milan, non si è mai sperticato in dichiarazioni di amore e fedeltà (se escludiamo la boutade “ho sempre tifato Inter sin da piccolo” che a me ha sempre fatto ghignare, perchè ho sempre pensato che fosse lui il primo a riderne), motivo per cui come già ricordato non l’ho fischiato al suo ritorno col Barça e l’ho comunque ringraziato: sia per quanto fatto (da lui), sia per quanto vinto (da noi) anche grazie alla sua cessione!

Al derby ovviamente lo sommergerò di fischi, ma “semplicemente” in quanto rossonero.

 Gradevolissimo il pomeriggio torinese, dove una volitiva Juve scippa con destrezza un pari ad una Samp che subisce 2 gol in fuorigioco. Su quello di Pepe -ammetto- stavo sonnecchiando. Quello di Quagliarella l’ho notato io dal divano senza bisogno di replay e con l’occhio ancora “a piomba”, ma ovviamente per i cronisti “ci sono dubbi, non è chiaro”.

Infine, esilarante Controcampo con il Buon Brandi impegnatissimo a sviscerare i motivi della crisi Juve (tutto purchè non si parli di Milan in questi casi!), e Di Canio che sfotte Bettega (“vabbeh, dice che la Juve ha tanti nazionali. Ma l’avete vista l’Italia in Sudafrica??”) e il gobbaccio maledetto che si offende e tipo bimbo di tre anni si ingrugnisce ammoutolendosi. Spassosissimo!

 

WEST HAM

C.V.D. (Come Volevasi Dimostrare. O anche “Chelsea. Very Disappointing“).

Morale? 1-3, ancora a zeru in classifica.

 Fate voi…

Gollonzo.  Dopo aver giocato di sponda col portiere, Eto'o insacca di giustezza.

Gollonzo.
Dopo aver giocato di sponda col portiere, Eto’o insacca di giustezza.