BENEDETTI FIJOLI

VERONA-INTER 0-3

Che bisogna fare con voi, ragazzuoli miei? Siete l’incarnazione calcistica della Pizzetta Catarí o, per essere solo un poco più poetici, di un grande pezzo di Mina (tiamopoitiodiopoitiamopoitiodiopoitiamo ), non essendo qui il caso ti tirare in ballo l’Odi et amo di catulliana memoria.

In buona sostanza: con ancora le pareti che tremano dalle Madonne che vi ho tirato dopo la chiavica parmigiana (c’è però chi fa di peggio, eheheh….), ecco che i nostri mettono su il vestito buono e, immacolati come il modello Giuditta, rifilano un sonoro triplone ad un Verona ormai salvo ma non per questo sazio.

Icardi ci mette 10 minuti a farci capire come la nostra mediocrità non possa prescindere dal suo calcio semplice, banale ed immediato (uno-tiro-uno-gol, direbbe lo scienziato): tanto a dispensare intelligenza calcistica c’è il Trenza, finalmente tornato a livelli consoni al suo passato. Ma la vera, positiva ed a me graditissima sorpresa risiede nei piedi educati e nel baricentro basso del Profeta: di quelli con la sua fisionomia si usa dire che “se cagano bicchieri non si rompono” -a sottolineare il resistibile stacco di gambe-, ma è proprio il mulinar di gambette a creare tanto gioco sulla nostra trequarti. Bravo il Mancio a preferirlo ad uno Shaqiri un po’ appannato, seppur collega di culo basso.

Da quel che mi par di capire (non l’ho vista nemmeno stavolta, complice splendido weekend fuori porta), dietro facciamo anche un figurone, lasciando ben poco a Toni e compagnia, e riuscendo anzi a mangiarci il raddoppio con Brozovic, prima di raggiungerlo a inizio ripresa: Maurito ricambia il favore e Palacio può segnare il -credo- sesto gol consecutivo tra campionato e coppe (o giù di lì).

Partita chiusa? Per molti ma non per tutti, tanto per continuare con le citazioni da spot80 di sto par de ciufoli… ecco il prode Tagliavento riuscire nel suo personale en plein, ammonendo due dei tre diffidati nerazzurri (cartellini giusti, ma non per questo capaci di placare le mie rancorose querimonie, vedi infra) e inventando poi di sana pianta un rigore là dove non ci era una beata mazza.

Handanovic è un campione nel respingere l’ennesimo rigore stagionale ed un signore a non sfogarsi rivolgendo improperi di tipo sodomita all’indirizzo del barbiere di Terni, peraltro non nuovo a colpi di genio e altre carinerie nei confronti dell’Inter.

Insomma, citando per un solo attimo di troppo le dichiarazioni simpatttiche “rese con la consueta disponibilità sotto gli uffici della Saras”, il soggetto con noi non è particolarmente fortunato…

Poco male, anzi pure meglio: vinciamo nonostante la cara svista avbitvale che in effetti da un po’ non tornava a farci visita, forse rassicurata dalla nostra stessa mediocrità, condita dalla nuvola fantozziana che ci vede colpire il 16°legno della stagione quando invece dall’altra parte del Naviglio c’è porta a casa punti tra rigori, autogol e carambole tra stinco e avambraccio come nemmeno il miglior Superpippa.

Domenica prossima si incontrano così le due malconce e malmesse milanesi, all’insegna di un “c’eravamo tanto odiati” che temo non potrà che confermare le rispettive ambasce. La partita vale davvero poco per la classifica, ma nondimeno è sentitissima a queste latitudini, avendo avuto modo di corroborare il mio disprezzo (calcistico e non solo) per quella parte di Milano.

E’ COMPLOTTO

Rientrato in serata dal succitato fine settimana fuori porta, ho potuto infatti assistere in diretta a quello scempio che è stata Milan-Sampdoria, in cui un ex grandissimo campione, che gioca di pura sapienza tattia e tecnica di base, è stato sufficiente per sifulare i cuginetti recapitando sui piedi di Soriano un bijou da spedire in gol.

Siccome però culo e sfiga vanno sempre di pari passo, così come torti e ragioni si compensano (come no!?), ecco che al nostro 16° palo corrisponde la già accennata botta di culo, con lo sciagurato Duncan a beffare il proprio portiere che già si stava sdraiando per bloccare l’innocua girata del criminale di guerra De Jong.

L’angioletto olandese peraltro avrebbe dovuto finire la propria minuscola prestazione poco dopo, visto il calcione travestito da fallo tattico ignorato nel primo tempo (verrà ammonito in sua vece un compagno che stende un doriano sullo sviluppo dell’azione) e soprattutto vista la gomitata intenzionale a tramortire Muriel nei minuti finali. Invece, the Rocchi Horror Picture Show is back in town: solo un giallo per l’olandese, che quindi potrà tranquillamente randellare quasivoglia essere vivente di nerazzurro vestito domenica prossima.

Vero che il Milan dopo il pareggio poteva pure vincere (palo di Suso con sinistro a giro), ma al solito lo charme mediatico del Geometra è tale che tutti -o quasi- si ricordano unicamente di quello, tralasciando tutto quel che c’è stato prima. Zio Fester poi ne approfitta per aggiungere Eto’o a quelli che “sono stati a tanto così dall’essere rossoneri” (mai uno che osi chiedere “e perchè mai poi tutti questi campioni decidono di andare altrove?“).

Ne ho anche per la Juve, non preoccupatevi. Ho volutamente trascurato la sentenza della Cassazione, chè di parlar di Moggi francamente mi son stancato, ma sentire l’impudenza di certa gente, coinvolta quasi quanto Lucianone, ergersi a saggi calcistici e severi censori delle doglianze interiste, mi fa veramente rabbrividire.

Illuminante come al solito Sabine Bertagna che risponde per le rime meglio di come potrei fare io, ma che ha il torto di farmi fare quello di cui la mia paranoia non avrebbe bisogno: ho fatto il gioco proposto (cercare “Triplete Inter” e “triplete juve” su Google) ed il numero di risultati è in effetti agghiacciante. Pagliacci loro, servi e pennivendoli gli altri, noi come al solito incapaci di valorizzare le vittorie che abbiamo conquistato…

Cazzo, non cambiamo mai…

LE ALTRE

Credo abbia poco senso fare tabelle o rincorse su qualche altra squadra, visto che l’anno prossimo l’Europa la vedremo dalla poltrona. Stazioniamo a metà classifica, da cui ci arrivano le eco del sorpasso laziale sui cugini lupacchiotti al secondo posto così come del 3-0 rifilato dal Napoli alla Fiorentina, nella partita che offre l’ennesima e superflua conferma dell’assoluta inutilità dei giudici di porta. Ma se lo dici metti in dubbio la malafede degli arbitri… non sia mai!

WEST HAM

Quantomeno sui Craniolesi  non abbiamo il monopolio europeo, visto che i Martelli dell’East End buttano nel cesso l’ennesima vittoria nei minuti finali, pareggiando con lo Stoke una partita di un campionato che -come quello nerazzurro- ha ormai ben poco da dire: salvezza conquistata con mesi di anticipo, ma Europa ormai non più raggiungibile.

Se fossi solo un po’ più qualunquista, me ne uscirei con perle di saggezza del tipo “per tanto così fai giocare i ragazzini chè almeno corrono“.

Bloody hell!

"pim perepette nusa pim perepette pà"

“pim perepette nusa pim perepette pà”

IL GIORNO DELLA MARMOTTA

SAMPDORIA-INTER 1-0

L’Inter del Mancio, e cioè quella delgli ultmi 4 mesi, sta sostanzialmente giocando la stessa partita da una dozzina di gare. A parte scempi episodici, i ragazzi giochicchiano benino, infarcendo buone mezz’ore con errori da principianti ed episodiche azioni trascendentali a fasi alterne. Il tutto però dice che la squadra, con la nuova tinta di capelli, ha una media punti assai inferiore a quella labronica, e che l’Europa è definitivamente sfuggita di mano nel giro di 4 giorni.

La remuntada europea de ‘sto par de ciufoli non è arrivata per motivi ormai noti e da me purtroppo anche vaticinati: non solo non siamo riusciti a tenere la porta inviolata (eggiàlosapevo), ma abbiamo sbagliato 4 o 5 palle gol che hanno bloccato il sogno ancor prima di addormentarci.

A cavallo della partitella infrasettimanale contro i maggioloni, infiliamo un pareggio in casa contro il Cesena e una sconfitta a Genova. Detto che entrambe le partite avrebbero potuto finire diversamente (la volta scorsa col gol di Icardi annullato ingiustamente, ieri con un paio di abbracci molto affettuosi in area allo stesso -ex- twittatore pubalgico), gli ultimi sette giorni ci danno la dimensione -drammaticamente reale- della nostra statura.

La difesa con Vidic e Ranocchia mi è parsa più solida (non che ci volesse molto), se non altro perchè JJ viene spostato sulla fascia sinistra a sciorinare il proprio genio calcistico e dietro si aprono meno voragini. Che poi il brasiliano non sia un fenomeno ad arare la linea mancina non può essere una colpa, e comunque è più presentabile dell’ultimo Campagnaro visto inazione (scritto volutamente tutto attaccato).

Il primo tempo scivola via con un paio di spaventi provocati da Eder e soprattutto Muriel, ma per fortuna i nostri avversari fanno bene le cose difficili e male quelle facili. Nemmen loro sono ermetici dietro, e quindi un paio di incursioni le fanno anche i nostri, nonostante il nulla nuovamente offerto da Podolski, partito titolare per concedere mezza giornata di ferie allo spremutissimo Palacio.

La ripresa inizia quasi alla perfezione, con 10 minuti di pressing asfissiante ed occasioni in serie per i nostri. Siccome noi un po’ di culo mai, il destro di Icardi da posizione defilata bacio l’incrocio dei pali e poi esce, dandoci l’ennesima conferma che lassù -ammesso che ci sia qualcuno- nessuno ci ama.

Poco dopo infatti una punizia da quasi 30 metri trova Eder e il suo esterno destro baciare l’altro palo e ovviamente gonfiare la rete. Gran gol, con noi tutti fenomeni, ma nemmen questo è una novità.

Succede poco altro in realtà. I nostri subiscono il colpo e, nonostante l’ingresso del Trenza per Brozovic -tardivo, cazzo!- non cambia più nulla.

L’allievo Sinisa supera il Maestro Mancio, e la Samp si ritrova lanciatissima al quarto posto, alla faccia di quelli che “danno via Gabbiadini per prendere Eto’o, questi non capiscono un tubo” (vero MassimoMauro?)

LE ALTRE

Continua a vincere la Juve, che batte il Genoa con un golazo di Tevez. Vincono entrambe le romane, mentre Viola e Napoli impattano risentendo forse delle fatiche di coppa. Il Milan beneficia del 9° rigore della stagione, forse il più scandaloso di tutto il campionato e parente stretto di quello fischiato a Boniek nella tragica notte dell’Heysel.

La classifica ad ogni modo pare delinearsi, con le due romane a giocarsi gli altri due posti Champions e Napoli, Samp e Viola a trastullarsi sul vagone dell’Europa League.

A scanso di equivoci, in caso di inopinati ritardi di uno o più dei passeggeri succitati, prima di noi in lista d’attesa ci sono Toro, Milan (Cristo, pure loro!) Genoa (pari punti con noi ma deve recuperare la partita col Parma).

Rimaniamo a sventolare il fazzolettino bianco sul binario e salutiamo i nostri avversari dal finestrino, senza nemmeno la forza di augurare buon viaggio come si dovrebbe:

stazione amici miei

Buon viaggio signore!

E’ COMPLOTTO

Qualcosina c’è ma è per palati fini o paranoici, come preferite.

Inizio dalla cosa che più mi ha fatto incazzare in settimana: cercando in rete conferma della diretta TV su Mediaset della partita dell’Inter, vedo in effetti che la sgambata infrasettimanale veniva così pubblicizzata:

cartello inter wolfsburgChe c’è di strano? Che quello stemma dell’Inter è vecchio di un buon quindicennio, e che la cosa non può essere stata fatta involontariamente. Stiamo pur sempre parlando dell’azienda del signore che ha fatto dell’immagine la sua unica divinità, e che costringeva la sua squadra a scendere in campo con bugie conclamate (“squadra più titolata al mondo”) e con una scorza d’arancia stilizzata come stemma. Ben consapevoli dell’importanza del brand, hanno “casualmente” utilizzato quello sbagliato.

Morale: siamo usciti per colpa loro!

Ma non è finita qui:

Sono il primo a dire e scrivere che siamo poca cosa, e che la mezza classifica rispecchia alla perfezione il nostro reale valore, ma ciò non mi pare essere un valido motivo per (tornare a) tacere di fronte ai torti subiti. Aver ricavato tre punti in più nelle ultime due giornate non avrebbe cambiato la nostra stagione, ma ci avrebbe per lo meno fatto scalare qualche posizione nella summenzionata lista in attesa di un simil-Caronte che potesse traghettarci fuori dall’inferno.

Invece, pare prevalere il bon ton, il senso dell’opportunità o semplicemente la buona creanza, alla quale per una volta mi ribello. Chi ha l’insana pazienza di seguirmi sa che sono pronto a prescindere a muovere querimonie verso la classe arbitrale, soprattutto in una giornata nella quale si vedono episodi così clamorosi. Ma niente, tutto tace…

Fino a un paio d’anni fa me la sarei presa col Signor Massimo, ontologicamente incapace di portare avanti queste battaglie. Devo ora rivolgermi a Thohir, e spero che il silenzio sia parte di una scelta precisa (ancorchè non condivisa) e non solo frutto del caso o dell’inerzia, della serie “facciam talmente schifo… non stiamo nemmeno a lamentarci chè facciamo solo figure…“.

Sentire Sconcerti minimizzare il progetto di Thohir è solo l’ennesima controprova del poco rispetto che si ha per i nostri colori. Sappiamo tutti che “cercare nuovi mercati all’estero” è la sola strada per fare un po’ di soldi e quindi poter comprare giocatori migliori, ma il fatto che altri abbiano iniziato a farlo da tempo (all’estero! chè in Italia siamo as usual in netto ritardo) non è un buon motivo per denigrare il progetto.

Piuttosto, quel che interessa a me -e a chi volesse fare una seria analisi di detto progetto- è l’apparente fallimento dell’operazione bond (non James), che quindi costringerà Thohir e Moratti sborsare i danari per ripianare le perdite dell’esercizio in corso.

Quel che nessuno spiega, complice l’endemica ignoranza in materia, è in che misura i proprietari delle squadre con passivi da ripianare possano intervenire di tasca propria. Il Fair Play Finanziario è nato proprio per evitare simili manovre, ma l’intervento in prima persona dei due azionisti è dato per scontato.

C’è qualcuno che ci può aiutare a capire?

WEST HAM

…E dopo due mesi torniamo a vincere: 1-0 in casa col Sunderland, con gol di Sakho a tre minuti dalla fine.

Te voglio bene assaje

Te voglio bene assaje

NEMA PROBLEMA

INTER-GENOA 3-1

Possiamo dire la miglior prestazione della stagione?

Temo di sì, vista anche le concorrenza non agguerritissima. Il Mancio inizia a disegnare la squadra come piace a lui, addirittura piazzando Guarin accanto a Medel nei due di centrocampo, e snocciolando tre trisillabi alle spalle di Icardi (Po-dol-ski, Her-na-nes e Pa-la-cio).

Dietro, la strana coppia Vidic-Andreolli (capitano di giornata), fa una buona partita, in culo a tutti i fan del club “Vidic-è-un-pacco”.

Per una volta partiamo forte noi, e Maurito ha subito una golosissima occasione che spreca chiamando Perin alla parata a terra, dopo altro passaggio illuminante di Guarin dopo quello di Torino (l’aggettivo, for once, non è per nulla sarcastico).

Al Guaro, anche oggi tra i migliori, non la perdono in ogni caso: sta facendo, in ruoli diversi, quel che il Chino Recoba ha fatto per anni. Quando -quasi- tutti si erano convinti della sua inutilità, piazzava il gol del 3-0, inutile quanto spettacolare, e dava un altro minuto di gas al pentolone di una brodaglia troppo saporita e altamente indigesta.

Vi annoierò alla prima occasione sulla mia personale visione del Calciomercato, colombiano compreso, ma per me il concetto è quello.

Tornando alla partita, i nostri insistono col pressing alto, facendo solo una mezza cagata dietro, dove per fortuna Antonelli non approfitta del solo errore della nostra difesa nel primo tempo.

Il gol è lì in zona, e lo segna poco dopo il Trenza dopo una splendida giocata di Medel. Genny-Savastano-Inti-Illimano pesca con un cucchiaio Icardi sul dischetto in area, roba che se la fa Pirlo la stampa eiacula tre giorni. La girata dell’argentino è difficile e inevitabilmente centrale, ma Perin non riesce ad allontanare la boccia, che galleggia dalle sue parti prima che sia il piattone destro di Palacio a dire “basta così, è gol“.

Raggiunto il vantaggio i nostri non si fermano, ma continuano nel pressing (solo un poco meno intenso) ed arrivano al raddoppio con Icardi su corner (quindi non vale, penserebbe Galliani). In realtà, ascolto incredulo Gasperini lamentarsi per una “netta trattenuta” del nostro su Burdisso con conseguente gol da annullare, e sogghigno tra me pensando a quanto il rancore possa obnubilare la vista: caro Gasperini, ormai due volte all’anno tiri fuori il fazzoletto rimembrando di quanto tu ti sia pentito di aver accettato la scellerata offerta dell’Inter.

Sta’ tranquillo: la cosa è assolutamente reciproca!

La ripresa, dopo 10 minuti di nulla, vede il Genoa iniziare a farsi pericoloso, casualmente in concomitanza con l’uscita della loro unica punta, Matri.

Prima Lestienne colpisce una splendida traversa di sinistro, e poco dopo Handanovic è per una volta perfettibile allorquando imita il collega Perin non respingendo bene un tiro di Costa (invero molliccio) e regalando a Izzo l’immancabile Primo Gol in Serie A contro l’Inter.

Mancano meno di dieci minuti, ma trattandosi di Inter sappiamo che c’è da preoccuparsi eccome. Per fortuna ci pensa Vidic, che sale su corner, difende palla sullo sviluppo dell’azione e ne conquista un secondo, andando a risistemarsi a centro area. La palla buona arriva, e la deviazione di testa mette la partita in salvo. 3 a 1e tutti a casa felici e contenti.

LE ALTRE

Tornando a discorsi già accennati nelle ultime settimane, il lato positivo (se ce n’è uno) di avere davanti a te una decina di squadre è che, se vinci -hai detto niente- senz’altro recuperi punti su qualcuno. Nell’ultimo giro ne recuperiamo quindi tre su Genoa, Palermo e Napoli e due su Sassuolo, Udinese, Lazio e Milan.

Andando solo un attimo nei dettagli, ho visto a spizzichi e bocconi sia il Derby di Roma che Napoli-Juve, ed ho trovato involontariamente comico il commento di Vialli nel dopopartita. So che il 2-1 di Caceres è stato analizzato e censurato più o meno unanimemente nell’immediato dopo-gara, ma le mie caste orecchie hanno dovuto sentire la seguente frase provenire dall’ex bianconero:

“E comunque, gol in fuorigioco a parte, la Juve questa sera non ha rubato nulla”

Questa fa già abbastanza ridere così.

E’ COMPLOTTO

Tanti sassolini da togliersi, con tanto di conclusione confuciana.

1) Tapiro al Mancio in settimana. La stessa settimana in cui la squadra di Sua Emittenza perde in casa col Sassuolo, in cui Cerci, arrivato come ennesimo prossimo Pallone d’Oro, col suo Toro fa 95 min in panchina a vedere i nuovi compagni presi a pallate.

In compenso Muntari la prende bene dopo il cambio.

E poi hanno pareggiato su calcio d’angolo…

Del resto stiamo sempre parlando di Staffelli, quello che diede la maglia rossonera al Balotelli nerazzurro dicendogli “venga al Milan”. Quando un verbo vuol dire tutto…

2) In settimana Montella non manca di fare i complimenti ai nostri acquisti, chiedendosi però retoricamente quali siano le regole del Fair Play Finanziario. Evidentemente troppo difficile per lui capire che i due arrivi sono -al momento- prestiti pressocchè gratuiti (600.000 € per Podolski, zero per Shaqiri ma obbligo di riscatto a Luglio).

MI rifaccio al discorso di all-in pokeristico, per riprendere la azzeccata simililtudine fatta da Marco Belinazzo sul suo blog: l’Inter rischia il tutto per tutto, e se non sarà nella prossima Champions League saranno cazzi amari. Fin lì però non aggrava la sua situazione debitoria, ingaggi a parte.

3) Alle serve non par vero potersi masturbare con un “caso” Inter e difatti Osvaldo, in tribuna per scelta tecnico-punitiva, viene inquadrato due volte in tutto il match: la prima mentre sbadiglia, la seconda quando sorride imbarazzato dopo il gol del “nemico” Icardi: quando si dice il caso…

4) Ancor più succulento il dopo partita, che vede un Pistocchi (ma è ancora in giro!? L’avevo lasciato perculato magistralmente a cadenza settimanale da Raimondo Vianello ai tempi di Pressing) addirittura incredulo e scandalizzato del fatto che Vidic non giochi titolare. Ovvio: tutti a gridare al “pacco” preso dall’Inter, poi questo entra, fa una bella partita, segna un gol e all’Inter son tutti cretini perchè ci hanno il fenomeno e non lo fanno giuocare.

5) Contemporaneamente, Mauro-calabrese-cantilenante su Sky non si tiene e vuole a tutti i costi insultare Eto’o: legittima la sua preferenza per Okaka per l’attacco della Samp, stantìo, fazioso e parziale come solo lui sa essere quando dice “questo baciava la maglia dell’Inter e poi è andato in Russia a guadagnare un sacco di soldi“.

Ovviamente primo e unico caso nella storia del calcio, chè nessuno ha mai baciato la maglia per poi cambiarla poco dopo, nessuno si presenta dicendo di essere tifoso della nuova squadra fin da bambino, e tutti i grandi sono andati via dal nostro campionato solo per motivi familiari (vero Kakà?) e mai per guadagnare di più.

6) Tornando ai canali che non guardo, apprendo di un altro mediaservo (Nando Sanvito) parlare della partita e sunteggiare che “nonostante la vittoria, c’erano alcuni musi lunghi a San Siro”.

7) Per finire, non posso che rimandare alle più che condivisibili dichiarazioni di Sabine Bertagna che, su una testata che si professa orgogliosamente faziosa, parziale e tifosa, riesce ad essere molto più obiettiva di gentaglia che dovrebbe fare dell’imparzialità il proprio mestiere.

Di seguito la conclusione confuciana di cui sopra: basta azzeccare un paio di partite e il circo ricomincia.

paura eh

 

WEST HAM

L’alta quota evidentemente non ci fa bene, visto che la concentrazione pare essere rimasta a casa: la trasferta gallese con lo Swansea ci fa perdere altri due punti, ed una più che possibile vittoria ci sfugge tra le mani…

Poco male, ma i sogni di gloria diventano sempre più sfumati.

Fortune’s always hiding…

Palacio unido jamàs sera vencido

Palacio unido jamàs sera vencido

PIACEVOLE DILEMMA

JUVENTUS-INTER 1-1

Un po’ miracolati e un po’ con la bocca amara a fine partita.

Va benissimo così, per carità d’Iddio. Usciamo con un punto da una trasferta che si sapeva difficilotta, dove, tanto per dirci le cose come stanno, non avevamo nulla da perdere e nella quale per una buona mezzora del primo tempo non ci abbiamo capito il resto di un cacchio.

Pigliamo gol subito (nemmeno alla prima ma già alla seconda occasione) con Vidal a fare il numerillo e i nostri a fare i gran signori all’insegna del “prego s’accomodi, ma si figuri, prima lei!“. Tevez segna e la chiara, netta impressione è quella dei volatili per diabetici.

Ingannano 10 minuti nei quali, lungi dall’essere pericolosi, se non altro giostriamo palla nella loro metacampo dando la quasi-sensazione di una squadra che sa quel che fa.

Le bugìe però hanno le gambe ancor più corte di quelle di Medel, e quindi la favoletta evapora in fretta.

Anzi.

Il lodevole pressing psicologico del Mancio, che spinge la squadra a “giocarla” senza buttarla mai via, ci fa perdere decine di palle in impostazione sulla nostra trequarti, chè hai voglia a dire a JJ e Ranocchietta che ci hanno il piedino fine… I nostri difensori sono alfieri dello stile terzinaccio vintage e col piede a banana, al punto da far apparire Campagnaro come bipede dalle zampe educate. L’unico che si salva lì dietro è D’Ambrosio, che corre e si propone con buona continuità salvo sbagliare qualche cross di troppo (mette bene quelli per i quali non c’è nessuno in area, sbaglia i due che potevano essere pericolosi).

Il centrocampo è il reparto che, al solito, mi convince di meno, stante la presenza di Guarin (invero tra i migliori ieri sera, mirabile visu) e il doppio cagnaccio Medel-Kuz. Ancor più insipidi i genietti Kovacic e Hernanes, che si vedono poco e male in quel che dovrebbe essere il loro lavoro di supporto a Icardi, inoperoso per quasi un’ora di gioco.

Il Profeta continua ciononostante ad essere tra i miei preferiti, e lo fa vedere nella ripresa quando azzecca qualche giocata spettacolare quanto fine a se stessa, come per dire a compagni e avversari “oh io son qua, vedete voi!“. Mi auguro che il Mancio lo tenga in seria considerazione anche nel prossimo futuro, aldilà dell’arrivo di Podolski e quello probabile di Shaqiri. Come sa chi ha l’insana abitudine di abbeverarsi a questo fangoso pozzo di scienza, Hernanes lo farei giocare ovunque, pure in porta, quindi non vedo l’ora di ammirarlo accanto al cagnaccio di turno nel 4-2-3-1 che Ciuffolo ha eletto a sistema cardinale di riferimento.

Continuo a ritenere che possa essere lui il fosforo di centrocampo di cui abbiamo bisogno, soprattutto se l’alternativa è prendere l’ennesimo mediano dopo Medel e M’Vila (Lassana Diarra, oltretutto al momento senza nemmeno una squadra).

Tornando al mècc, Banti fischia la fine del primo tempo e l’interista medio, ripigliatosi dalla gragnuola di cazzotti presi, si scopre meravigliato ancora in piedi, con un passivo sulla carta ancora rimediabile. Certo, sarebbe utile iniziare a tirare verso la porta avversaria…

E, come per incanto, bastano un paio di indicazioni del Mancio e l’ingresso di Podolski (al posto del Kuz e NON di uno tra Icardi-Kovacic-Hernanes, bravo Mister!) a rivitalizzare i nostri e rimetterci in carreggiata.

Loro, c’è da dirlo, sembrano aver dato il meglio nel primo tempo, quasi increduli che la montagna abbia partorito un topolino sotto forma di 1-0 striminzito (il doppio o triplo vantaggio sarebbe stato più che meritato, tocca dirlo). Peggio per loro! I nostri cominciano a pressarli un po’ più in alto e sono incredibilmente i gobbi a sbagliare qualche appoggio che ai loro occhi (e piedi) dovrebbe sembrare elementare.

Su uno di questi si avventa Guarin che, per una volta, non cede all’insana tentazione del tiro a voragine da 40 metri, ma addirittura imbecca Icardi con un piatto destro verticale dosato col contagiri. Maurito è colpevolmente tenuto in gioco da Bonucci, che non riesce nemmeno a rimediare mettendola sul fisico, chè il nostro se lo fuma in allungo, toccandola piano a beffare lo scommettitore seriale in uscita a valanga con palla a morire all’angolino.

E’ tutto talmente bello ed inatteso che mi aspetto che qualcuno si inventi qualcosa per annullarcelo, dellaserie “non ve lo meritate abbastanza”. Invece è tutto vero, e come già nel Novembre 2012 il mio ottimismo è tale da pensare “ok, adesso ce ne fanno altri tre ma almeno gli abbiamo rotto i coglioni!“.

Mi mando affanculo da solo perchè, citando lo sfortunato predecessore del Mancio che a sua volta cita un dozzinale rocker della bassa padana, il meglio deve ancora venire. Icardi a metacampo ruzzola addosso a Bonucci e, mentre tutti attendono il fischio dell’arbitro a sanzionare la spinta, Podolski si invola sulla sinistra: il cross è forte e teso come si comanda ad un’azione del genere, e il nostro centravanti argentino arriva con una frazione di ritardo, sufficiente solo a far carambolare la palla fuori e non nel sacco.

Il Sergente Lo Russo avrebbe apostrofato i bianconeri con un retorico “Ti brucia ‘u peperone eh!?“.

Non paghi di tutto ciò, i gobbi ne concedono un altro paio. Detto di un bel destro, sempre di Icardi, respinto in corner da Buffon, ecco la polpetta più appetitosa: Osvaldo ha appena sostituito Hernanes (applausi a prescindere per il brasileiro, come già detto) e l’ennesimo controllo sbagliato dal centrocampo bianconero ha fatto scattare il succitato oriundo e Icardi in campo aperto. Maurito ha una, due, tre volte l’occasione per mettere il compagno a tu per tu con Chiellini, lanciato in campo aperto, ma non lo vede (o non lo vuole vedere) e procede da solo concludendo l’azione con un peto calcistico che non ha nemmeno i crismi per essere considerato “tiro in porta”.

A Johnny il Bello salta la brocca, e la “conchatumadre” risuona fino al barrio de La Boca, al punto che è addirittura Guarin (!) a vestire gli inconsueti panni del saggio e bonario compagno che interviene a staccare l’uno dalla giugulare dell’altro ed evitando la rappresentazione plastica in braghe corte del Canto XXXIII dell’Inferno (quello del Conte e del fiero pasto, per intenderci…).

Ovviamente, l’episodio servirà alle serve come extended play del disco evergreen “L’Inter e il suo spogliatoio spaccato“, visto che l’Usvald ha il colpo di genio di sfanculare pure il Mister, prima di correre nello spogliatoio un secondo dopo il triplice fischio finale.

Tra questa sceneggiata e la fine della partita c’è tempo per l’espulsione di Kovacic, che entra barzotto su Lichtsteiner (ci può stare, ma anche un giallo non sarebbe stato scabroso) e per un paio di troiai che in altri tempi ci sarebbero costati il sifulotto beffardo e che invece Handanovic sbroglia da par suo.

Invece, come si diceva all’inizio, usciamo con un pareggio al tempo stesso benedetto e bestemmiato. Avanti col Genoa, domenica all’or di pranzo, tanto per vedere se siam cambiati per davvero.

Hai visto mai…

LE ALTRE

Della manciata di squadre che ci precedono, Lazio e Napoli si appollaiano al terzo posto a +8 dai nostri, mentre la mezza dozzina di inseguitrici (Palermo e Sassuolo a parte) non ci stacca ulteriormente. Recuperiamo anzi un grazioso punticino su Fiorentina, Samp, Udinese e Milan, che però è sconfitto in casa dal Sassuolo con un gol su calcio d’angolo. La cosa, per chi ancora non lo sapesse, vale come sorta di indulgenza plenaria dalle parti di Milanello: è forse per quello che da anni i Meravigliuosi beccano pere su pere da corner, sunteggiando poi in conferenza stampa con sguardo fatalmente pensoso “eh, ma era su corner…“.

Tornando ai cazzacci nerazzurri, continuo a ritenere che sia meno difficile tentare il colpaccio e vincere l’Europa League, piuttosto che azzeccare la rincorsa al terzo posto.

Volendo fingermi l’imparziale ed illuminato analista che non sono, è assai arduo che la simpatttica compagine possa nelle restanti venti partite recuperare 9 punti su Napoli e Lazio, e 5 o 6 su Genovesi, Milan, Palermo e Fiorentina.

Nè a molto serve la frase fatta “basta vincerne tre o quattro di fila...” visto che da tre anni non riusciamo a farne più di due.

E’ COMPLOTTO

E’ divertente sentire le sempre meno credibili giustificazioni del “sistema” contro l’aiuto tecnologico agli arbitri; ed è ancor più singolare che, a non volere tale ausilio, siano proprio le categorie che da esso avrebbero più da perdere (leggasi: arbitri e gobbi, sempre che tra i due ci siano differenze, ops… battuta dozzinale ed inelegante).

L’ennesimo caso di gol-non-gol, stavolta con la Roma protagonista, fa risuonare in un silenzio orrendo tutti gli sproloqui circa l’imprescindibilità degli assistenti di porta. Gli esempi dell’ultima giornata vedono il gol di Astori convalidato dall’arbitro nonostante il parere contrario dell’arbitro di linea e la gomitata da minchione rifilata da JJ a Chiellini, che un normo-vedente non avrebbe avuto difficoltà a punire. Il secondo episodio andrebbe unito ad una vistosa trattenuta dello stesso Chiellini ai danni di Ranocchia nel secondo tempo, ma il punto -per una volta- non è tentare la (fin troppo facile) empirica dimostrazione del complotto anti-Inter. Anche perchè (how strange) di foto in rete del suddetto abbraccio affettuoso non ne ho trovate…

Detto ciò, lasciatemi solo dire che sentire un picchiatore come Chiellini lamentarsi per la gomitata di JJ -brutta quanto inutile- è quantomeno bizzarro, visti i precedenti non immacolati dello juventino. La legge però dovrebbe essere uguale per tutti ed ecco quindi il pron(t)o giudice sportivo Tosel accogliere le querimonie del bianconero, applicare la ineccepibile prova tv e comminare le altrettanto inevitabili 4 giornate al nostro genialoide difensore.

Fuor di metafora: il giudice di linea non ha visto un cazzo, quindi mi tocca rimediare.

Tutto ciò a ulteriore conferma della ultra-provata fallibilità degli assistenti di porta.

Ma non basta.

La parte conservatrice, che accusa la nuova tecnologia di costare troppo (200.000 € per ogni campo, cifra che mi pare altina vista la tecnologia in questione, ma pigliamola per buona…), argomenta il proprio sgomento dicendo che gli arbitri di porta non sono lì solo per giudicare se la palla è entrata o no, ma aiutano l’arbitro anche in “tutta una serie” di altre circostanze (diffidate da qualsiasi frase che contenga locuzioni quali “tutta una serie ” o “…e quant’altro“) quali trattenute in area o colpi proibiti.

Si riguardassero per l’appunto Juve-Inter di ieri sera.

E poi: ‘sti cazzi di assistenti di porta, quanto costano? Circa 1.000 € solo di gettone-presenza, si dice. Se è così fanno 2.000 € a partita, 20.000 € a giornata, circa 760.000 € annui di costi puri, contro un investimento di (malcontati) 3 milioni una tantum. Ragionando in termini da milanese imbruttito, un pay back period di 4 anni: assolutamente nella norma.

I conti son presto fatti, e anche la scusa della scarsa sostenibilità economica si scioglie come neve al sole: parliamo di 200.000 € per ogni stadio (roba che le squadre di Milano, Roma, Verona e Genova sosterrebbero al 50% con la coinquilina di stadio): le Società non hanno duecentomilaeuro? Li recuperano in multe, danno 200 tessere omaggio in meno, i modi sono tanti, non contiamo balle…

Il problema non è certo quello: la verità è che si vuole mantenere la discrezionalità dell’arbitro ai massimi livelli, con tutto ciò che ne consegue.

IL MOVIOLONE

Io, da buon illuminista, continuo a sognare un calcio (e una società) fatta di regole il più certe possibili, in cui il ruolo soggettivo e umano abbia meno spazio possibile. Il che, nella più importante delle cose non importanti, vuol dire tempo effettivo, due “jolly” da giocarsi a partita e tecnologia a dispsizione dell’arbitro ogniqualvolta ne voglia usufruire.

Come si fa operativamente? E se poi era rigore? E se poi non era fuorigioco?

Anche qui mi pare meno complicata di quel che si pensi, a patto di volerci provare:

RIGORE: se l’arbitro fischia e poi è contraddetto dalle immagini, il gioco prosegue di conseguenza (punizione per la squadra in difesa, rimessa dal fondo, palla scodellata in area… fate vobis). Se l’arbitro invece lascia giocare, alla prima interruzione di gioco la squadra attaccante può giocarsi il proprio “jolly” e vedere come va. Era rigore? Si batte. Non era rigore? Si va avanti e jolly sprecato (vediamo che fine fanno i simulatori).

FUORIGIOCO: arbitro e segnalinee non vedono un fuorigoco che c’era? La squadra difendente si gioca il jolly e, nel caso abbia ragione, ottiene l’annullamento del gol e riparte con una punizione a favore.

Ed ora il daso più difficile: si segnala un fuorigioco che non c’era. Alla prima interruzione ci si gioca il jolly e, in caso di azione fermata ingiustamente, la palla potrebbe essere rigiocata a favore della squadra di attacco nello stesso punto (punizione, palla scodellata, rifate vobis).

È una consolazione un po’ del cacchio, lo riconosco, ma è meglio di niente. E porterebbe arbitro ed assistente a segnalare il fuorigioco solo quando ne siano davvero convinti (chè alle brutte si può sempre non segnalarlo e poi tornare indietro) piuttosto che sbandierare qualcosa che non c’è.

Franco Baresi la mano alzata potrebbe finalmente mettersela dove gli ho suggerito per due decenni.

Ma queste sono solo pippe mentali di un complottista. Rimarremo con la poesia dell’arbitro che sbaglia come sbagliano tutti, vivremo nell’amore e nella concordia, perchè tanto alla fine torti e ragioni si compensano.

WEST HAM

Pareggio a Goodison Park contro l’Everton in FA Cup che, se non sbaglio, vuol dire replay ad Upton Park. Staremo a vedere….

In questo preciso istante lo stavo idolatrando... dopo un quarto d'ora l'avrei appeso al muro. E non ero il solo :)

In questo preciso istante lo stavo idolatrando… dopo un quarto d’ora l’avrei appeso al muro.           E non ero il solo 🙂

“… SI, MA ALLA PARMIGIANA!”

ROMA-INTER 4-2

Proseguo con le citazioni d’essai, le migliori a mio parere a descrivere il cambiamento in panchina e gli effetti sul campo:

Allora, mettiamoci d’accordo. Se volete la storiella edulcorata e ottimista, in pieno clima pre-natalizio, posso anche sforzarmi e dire che per un’ora e passa l’Inter ha giocato come meglio non avrebbe potuto, stanti gli 11 in campo. La Roma subisce i primi gol casalinghi della stagione, Osvaldo per una volta ha la carica giusta e non auto-distruttiva per affrontare la partita, e Kuzmanovic continua ad essere il solo fosforo del nostro centrocampo.

Temo però che le buone novelle finiscano qui, perché se è vero che la Roma fa il 3° e 4° gol grazie al nulla assoluto che alberga tra le orecchie di Guarin, è altrettanto vero che i gol al passivo potevano essere un paio in più, e non solo nel delirio finale.

Se vogliamo dare dei meriti a Mancini (diamoglieli, va benissimo….), possiamo ringraziarlo per aver tolto a tanti (non a me, permettetemi la precisazione) il dubbio che la questione si limitasse alla difesa a tre o a quattro, nè ad un allenatore piangina invece che trendy.

Forse, furbescamente, il Mancio vuol far capire a chi di dovere che questa è una squadra mediocre, che ha in buona sostanza la classifica che merita e che senza cospicui quanto al momento improbabili acquisti non potrà migliorare granchè.

 

Come da queste parti si dice fin da Settembre, la cara e vecchia zona Uefa ci deve “purtroppamente abbastare“.

Se a un organico qualitativamente limitato togli poi gli unici due in grado di dare del tu al pallone (Kovacice e Hernanes), è quasi inevitabile che il Kuz sembri Rijkaard, in mezzo a Guarin, Medel e M’Vila…

Non va meglio dietro, con Ranocchia bravo a pareggiare su corner ma più che migliorabile nei primi due gol subìti e Juan Jesus a confermare che, se non c’è da fare a sportellate e scatti a chi arriva prima, è poca cosa. Urge ritorno ad una normale deambulanza per Vidic: logoro, vecchio, consunto e tuttavia indispensabile a far da balia ai nostri “bamboccioni”.

Dico solo che dietro il migliore è stato Campagnaro, e vale il discorso fatto per Kuzmanovic: complimenti a loro, ma questi siamo…

Davanti Osvaldo parte giustamente al posto di Icardi (si è sbattuto più lui in 90′ che il collega argentino in quasi un girone di Campionato), mentre Palacio continua a confermare l’etichetta di “generoso”, sempre pericolosa per uno che di mestiere dovrebbe buttarla in goal.

Loro, manco a dirlo son tutt’altra cosa, azzeccano acquisti sconosciuti (inevitabile Primo Gol in Serie A per Cholebas con sinistro a voragine da raccontare ai nipotini) e alternano centrocampisti che da soli sono migliori del nostro intero reparto (e parlo di Nainggolan, non di Matthaeus).

Preso il primo fischione penso che sarà una lunga notte, ma il pareggio di Ranocchia è tanto insperato quanto ben accolto. Altrettanto posso dire del gol di Osvaldo dopo il succitato tiro a voragine di Cholebas a inizio ripresa.

Non mi illudo però, so che viviamo di guizzi ma che siamo dei mentecatti, uno più di tutti…

Ed eccolo, infatti, Guarin, a sfidare la legge di impenetrabilità dei corpi a metacampo invece che fare un banale passaggetto del cazzo… Il numero della biscia impazzita non gli riesce (le strisce sono nerazzurre, non rossonere, dovresti saperlo, ciccio…), l’arbitro giustamente fa giocare, i compagni di difesa guardano Totti cadere, rotolare, e servire col culo per terra quel pippone di Pianjc che tanto che cacchio vuoi che faccia in piena area di rigore? 3-2 per loro.

Il Mancio ci prova a scandalizzarsi e protestare per un fallo che non c’è e viene come da copione espulso, ed è come se con lui uscisse anche qul minimo di barlume che -non so come- ci aveva tenuto a galla fino a quel punto.

Dalla panca entrano Icardi e Kovacic, uno più inguardabile dell’altro in questa occasione, e quell’ammasso di craniolesi a metàcampo, che se non altro un po’ di spessore lì in mezzo lo faceva, non serve nemmen più a quello.

Da loro è entrato Iturbe che potrebbe segnarne un paio in tre minuti, ed è solo un caso che il quarto fischione arrivi a tempo ormai quasi scaduto su splendida punizia di Pianjc, propiziata da altro ruzzone sapiente del Guaro giusto-giusto sui 20 metri.

Illuminante il ragazzo!

LE ALTRE

Il Toro, degno discepolo di se stesso, perde all’ultimo secondo una partita che avrebbe onestamente meritato di vincere, dando al bresciano lisergico l’occasione per riaccendere il riflesso pavloviano dei media italici, che partono con la litanìa del fuoriclasse, da pallone d’oro, ovviamente tacendo il fatto che nel resto della partita il bresciano fosse stato mediocre un po’ come tutta la sua squadra.

Bellissimo sentire Caressa magnificarne la conclusione, dicendo robe tipo “solo lui a due secondi dalla fine può pensare di prender palla al limite dell’area e tirare in porta(o coglione, gli altri cos’avrebbero fatto, retropassaggio al portiere?), solo lui da 27 metri la può mettere all’angolin….ah c’è stata una deviazione“.

Comunque cambia poco, chè questi so’forti ebbasta. Certo, avrei preferito il pari del Toro non solo per il salutare e sacrosanto odio per le strisce bianconere, ma anche perchè, se conosco la labile psiche dei miei polli, so anche che in termini di instabilità mentale i lupacchiotti giallorossi ci sono appena inferiori.

E allora, al gioco dei se e dei ma, avrei voluto giocarmela con la Roma che sa di poter arrivare a -1 e con tutta la pressione del mondo addosso. Ma, come si dice in queti casi, nun è successo…

A San Siro nel frattempo torna il grande classico “rigoreperilmilan“, dopo che -forse- a Rami è stato negato un gol buono. Da interista godo a vedere Galliani imbufalito, ma ecco sbugiardata per l’ennesima volta la tanto sbandierata utilità degli arbitri di porta. Provate a dirla a lui la panzana in pieno Platini-style del “bello del calcio che risiede anche nell’errore umano“.

Ah, e comunque pare che sullo 0-0 ci fosse anche un rigore per l’Udinese, che comunque tra 7 giorni avrà modo di rifarsi, chè sappiamo che torti e ragioni alla fine si compensano!

E’ COMPLOTTO

Uno dei motivi per cui sono “utilitaristicamente” contento dell’arrivo di Mancini in panchina è il fascino che esercita sui giornalisti, figlio più che legittimo dei successi ottenuti da noi e in Inghilterra. Se quattro gol li avsse presi Mazzarri sarebbero andati a prenderlo coi cani, mentre nel dopo gara su Sky era tutto un “beh dai, andiamo aldilà del risultato, si son viste anche buone cose…“.

Più severi (realisti?) sulla Rai, dove di spazio per la speranza e le belle cose ne hanno lasciato ben poco.

Io torno alle mie considerazioni iniziali. Coerenza mi ha sempre portato a dire che non mi piacciono i tecnici che privilegiano il modulo agli interpreti: Mancini questo sta facendo (anche ieri sera, Guarin e Kuz esterni di un 4-4-2….eeehh???), e secondo me lo fa per farsi comprare due o tre giocatori a Gennaio. Non ho proprio idea di come faranno, visti i periodi di ristrettezze economiche e normative giusto un filino stringenti.

In particolare, la cosa che non mi è chiara è questa: qualora Thohir e Moratti facessero un aumento di capitale, qualora ci fosse un emissione di bond che un Tronchetti Provera o un analogo indonesiano sottoscrivesse in maniera massiccia, quei dané lì si potrebbero usare per il mercato?

Boh… wait and see…

WEST HAM

Battiamo il Newcastle 1-0 in casa e continuiamo il nostro campionato di scintillante decenza.

Dai venite qua...vi faccio un disegnino

Dai venite qua…vi faccio un disegnino

“‘NON MI DIVERTO PUNTO”

MILAN-INTER 1-1

Per uno che non può urlare nè lasciarsi andare ai soliti improperi (ho tolto le tonsille a 41 anni, non ridete), la dotta citazione è un atto dovuto, e per una volta Lucianino non c’entra.

E’ un Derby gattopardesco: molto diverso da quel che ci si poteva aspettare prima del ribaltone in panchina, ma che tutto sommato conferma le grandi difficoltà di entrambe le milanesi.

Ora racconterò come ho visto la partita, poi quella che già vedo essere la vulgata mediatica.

Mancio ripropone prevedibilmente (e giustamente) la linea a 4 dietro, pur escludendo Vidic dai titolari: è coraggioso a mettere Nagatomo e Dodò come terzini, stante la loro limitata affidabilità difensiva. Il Nippico e’ peraltro il mio “best in show“, continuo e ficcante là sulla destra, al punto dal farmi gridare sottovoce (sono un uomo ossimorico) “ma dategliela che è l’unico che va!“. Dodò come al solito piglia tante di quelle botte che metà ne bastano, tra cui un bel laccio californiano da Muntari, che ai tempi interisti gli sarebbe costata l’espulsione seduta stante (qui nemmeno fallo, mi pare).

A centrocampo il Kuz gioca -devo dire bene- da volante con Guarin e Obi come interni. Il Guaro lo conosciamo, e dà la miglior dimostrazione di se stesso quando, a metà primo tempo, sradica tre volte la palla dai piedi avversari, sbagliando poi tre passaggi al compagno. Per me è irrecuperabile e prima ce ne accorgiamo meglio è; il Mancio però ne vede il potenziale (così come tutti gli allenatori all’inizio del loro rapporto col colombiano) e lo sceglie convinto tra gli 11 titolari.

C’è da dire che, per far giocare lui, non stai tenendo fuori Gerrard o Stankovic, quindi la scelta ci può stare.

Quel che sinceramente non ho capito è la disposizione di attacco. Mettere Palacio e soprattutto Kovacic larghi sulle fasce vuol dire in buona sostanza non dare alcun supporto a Icardi, non un genio tattico già di suo. Sinceramente ero contento di sapere che le intenzioni della vigilia davano i due argentini davanti con il giovane croato dietro di loro, a ricreare il terminale offensivo di quel 4-3-1-2 tanto prevedibile quanto per me solido.

In realtà, quel che in versione glamour e audace viene spacciato per 4-3-3 diventa molto più spesso un 4-5-1 che, pur non concendendo quasi nulla agli avversari, altrettanto poco crea.

Icardi ha un’occasione colossale propiziata dal leggendario genio tattico di Muntari, che pensa bene di mettere la palletta orizzontale e lenta per il compagno: Maurito intercetta e parte dritto verso la porta, ma la scelta del tocco di esterno destro a spiazzare il portiere è vanificato dalla prodezza di Diego Lopez che para col piede di richiamo.

Errore sanguinolento.

Dopo un tiro di Guarin bello quanto velleitario, alla prima discesa del Milan segna Ménez: l’azione parte da un errore di Obi (che vado avanti a maledire -sempre sottovoce- nei 30 secondi successivi al suo errore), passa per un bella combinazione di El Shaarawi che si porta a spasso Ranocchia e JJ e arriva sul piattone destro del francese, aperto col goniometro a battere un incolpevole Handanovic.

Dopo le madonne del caso, ho piena contezza del mio autismo nerazzurro vedendo le evidenti similitudini tra questo gol e quello del Becca nella stessa porta una trentacinquina di anni fa. La solerte redazione di Sky ci arriverà 10 minuti dopo, ma non sono sicuro che il mio sia un pregio….

Il gol arriva come una mazzata, e il tanto -o poco- fatto vedere fin lì si squaglia come neve al sole.

Non che l’intervallo cambi chissà cosa nell’inerzia della partita. Loro, mediocri quanto noi, anche se “sono più squadra, giocano meglio, e poi Pippo è sempre Pippo” non riescono a metterci sotto, complice anche un Torres in versione… Torres!

Ai nostri ovviamente un po’ di culo mai nella vita, come constato tra l’affranto e il rassegnato nel vedere prima il Kuz, poi Kovacic e infine Icardi sbagliare il batti e ribatti in piena area rossonera.

Inevitabile la chiosa esistenzialista: se non abbiam segnato qui, stasera becchiamo…

Invece accade l’imponderabile, con la difesa rossonera a rinviare pagando i giusti diritti d’autore a Capitan Maldini (chè non è che quelli bravi di una volta in quanto tali non sbagliassero mai…) e Leroy Johnson Obi pronto a piazzare il diagonale velenoso a fil di palo. Quasi primo gol in serie A per lui, chè la prima volta a referto era stata una fortunata autorete.

Mi picchio da solo coi pugni sulle gambe, non potendo esultare altrimenti, e prevedo due lividi sul quadricipite a infarcire la schiera di contusi post-derby.

Trovato in qualche modo il pari, il Mancio azzarda Hernanes proprio al posto di Obi. Il brasiliano ha subito l’occasione per poter tirare, ma preferisce il filtrante in mezzo all’area ovviamente destinato a sole maglie rossonere.

Il Milan, al contrario dei nostri, non subisce il colpo, e con El Shaarawi pareggia il conto di occasionissime buttate al vento (nel caso di specie: sulla traversa a portiere battuto).

I nostri hanno un ultimo sussulto con una bella percussione di Nagatomo e Guarin sulla destra, col Guaro a piazzar boccia a centroarea dove Icardi arriva in girata a scheggiare l’incrocio.

L’occasione di Poli all’ultimo secondo, che Galliani e Inzaghi si sogneranno per settimane, va a pareggiare il groviglio descritto poco fa e “risolto” da Icardi contro l’omino delle bibite, ma fa capire, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto alla nostra sfiga corrisponda il loro culo.

Nella circostanza: noi dopo un corner portiamo tre nostri giocatori a tirare verso la porta avversaria (male, nessuno discute questo).

Loro: una serie di rimpalli, sui quali Superpippa ha costruito buona parte delle sue fortune, porta Poli a tirare una fetecchia che, senza la deviazione del nostro difensore, sarebbe finita dalle parti del calcio d’angolo. Invece, polpaccio di Ranocchia e palla che ballonzola fuori facendomi perdere altri tre anni di vita.

Morale: pari giusto, anche sorvolando su un arbitraggio non scandaloso ma di certo non favorevole (Mexes e Muntari, rendete grazie ai rispettivi Dei…) e, come tale, accolto tra sollievo e madonne da ambo le parti, anche se non per tutti è così.

E’ COMPLOTTO

Infatti l’eco unanime, forse -ma dico forse- perchè le due occasioni del Milan sono quelle rimaste più impresse nella mente, è che nella mediocrità generale il Milan sia più squadra, abbia un gioco migliore, mentre stringi-stringi all’Inter è andata bene.

E’ in casi come questi che si vede tutta la malafede inconsapevole di certa gente: non lo fanno nemmeno più apposta, ormai vanno per luoghi comuni acquisiti (e maledetti!): Milan-grande-squadra, Inter-contropiede-e-colpi-dei-singoli (quindi Crisi!).

Poi fa niente che l’Inter lavori col nuovo allenatore da una settimana e gli altri con Inzaghi da sei mesi, e che loro abbiano impostato tutta la partita proprio su quel contropiede -per me più che legittimo- che invece a strisce diverse viene guardato con ribrezzo.

La manfrina continua anche senza Mazzarri: Milan e Inter fanno cagare entrambe, ma l’Inter un po’ di più, e poi l’ambiente-Inter è una centrifuga.

Sentire Porrà chiedere conto di questa leggenda a un Chivu opinionista debuttante e per indole non portato allo sfanculamento mi ha dato la millesima conferma di questo (lo chiedesse a Materazzi, se ne ha le palle..).

Io sono paranoico, ma a mo’ di battuta l’avrei buttata lì:

Prova tu a tentare di vincere ogni anno e a vederti scudetti e giocatori scippati di mano quando ormai era fatta, e forse qualche dubbio esistenziale viene anche a te!

Invece niente. Oramai è una roba cronica, devono essere le pareti di Appiano ad esserne intrise: lo spogliatoio dell’Inter è una polveriera, che ci siano Altobelli, Zenga, Ruben Sosa, Zanetti, Ronaldo, Simeone, Materazzi, Vieri, Eto’o, Cambiasso.

Sempre spaccato. Sempre crisi.

Le confortanti certezze di una vita.

Merde.

LE ALTRE

Il Napoli celebrato come terza forza del Campionato ci ripensa e si fa ripigliare due volte dal Cagliari, pareggiando in casa 3-3. Con le vittorie di Juve e Roma, gli azzurri ritornano nel girone dantesco nel quale addirittura il Genoa rischia di essere il (meritato) capolista dei paria.

Samp e Udinese pareggiano, vince la Viola a Verona e perde la Lazio contro i gobbi.

Morale: Siamo tutti qui, e tutti insieme vogliam vedere il Braccobaldo show!

WEST HAM

Dolorosa trasferta a Liverpool contro l’Everton: al Goodison Park si perde 2-1 e il Man Utd nel frattempo ci sorpassa. Ce ne faremo una ragione…

Sempre bello il Mancio con la sciarpetta.  Certo, magari la tinta poteva farla anche di lato...

Sempre bello il Mancio con la sciarpetta.
Certo, magari la tinta poteva farla anche di lato…

BOCCA MIA TACI

FIORENTINA-INTER 3-0

Dio santo, che chiavica!

Ne pigliamo 3, potevano essere tranquillamente il doppio. Dopo 20′ siam già sotto di due. Ennesimo dubbio amletico del “con noi tutti fenomeni” o “noi sempre coglioni“. Probabilmente è questo dilemma a paralizzare le gambe di tutti i nostri, perchè è inquietante dover dire che il migliore sia D’Ambrosio.

La forma fisica è da gerontocomio, quella mentale da neurodeliri. Per la tattica, lassa perde…

Pur mancando dai gradoni di San Siro ormai da un paio d’anni, sento risuonare distintamente il mantra del mio vicino di posto negli anni ’90: “non c’è ali, non c’è schemi, non c’è un cazzo“.

Vero che il primo anello verde era (e probabilmente è ancora) abitato da una peculiare razza sub-umana capace di sfanculare settimanalmente l’allora portiere interista (Pagliuca) al grido “mandatelo a casa! datemi Vitor Baia!!“.

Vero che la stessa accozzaglia di craniolesi incolpava a prescindere il Bergomi calciatore-e-capitano anche quando non giocava.

Vero che dopo un quasi-autogol di Winter in un Inter-Lazio, la stessa accozzaglia chiosava sconsolata: “questo è quel che succede ad avere Gigi Simoni in panchina“.

Eppure, anche l’orologio rotto due volte al giorno segna l’ora giusta.

Non c’è ali.     Non c’è schemi.     Non c’è un cazzo.

As simple as that.

Se Mazzarri voleva mettermi alla prova, alla luce del mio (a questo punto azzardatissimo) endorsement di poche ore fa, devo dire che ci si è messo d’impegno! La coerenza vacilla, ma continuo a ritenere il Mister uno dei problemi e non il (facile) solo responsabile di tuttastammerda.

Anzi: se proprio devo pescare un aspetto positivo nel succitato guano calcistico, noto una costante presenza della società (Ausilio nella fattispecie) a non lasciar solo l’allenatore, come troppo spesso ho visto fare nel corso della precedente gestione.

La pausa casca a fagiuolo, si dice in questi casi: sarà… Visti i soliti esodi transoceanici della dozzina di nazionali che incredibilmente ancora popolano la nostra rosa, le due settimane saranno buone per cambiare aria, sparigliare le carte, fare quel “spegni-e-riaccendi” che è il caposaldo di ogni intervento su qualsiasi tipo di hardware. Che poi in questo periodo qualcuno degli acciaccati o mal-deambulanti possa essere oggetto di un “richiamino” fisico-atletico è più di un auspicio: Palacio è in uno stato di forma non degna della sua storia, ma sono tanti a trascinarsi per il campo.

Ma, ammesso e non concesso che Pondrelli si riveli il “mago” che dicono essere, resta l’aspetto tattico e mentale da mettere a posto. Ieri sera, difesa a tre o difesa a quattro son parse esattamente identiche nel non contrastare anche il più blando degli attacchi Viola (il gol del 3-0 è emblematico). Temo che per Mazzarri il tempo degli esperimenti sia finito, e che debba prendere decisioni definitive su uomini e modulo.

In questo momento siamo troppo scarichi per farci belli e pensare di poter cambiare modulo in corsa. Visto che il comun denominatore delle ultime uscite è “facciamo cagare”, si scelga una formazione e un modulo di riferimento, e si batta su quel chiodo finchè la lezioncina tattica non è stata mandata a memoria.

Sempre che detta lezioncina esista.

Altrimenti, metti in campo gli 11 che corrono di più e digli “fate il cazzo che volete“.

LE ALTRE

Quando la tua squadra pesta giù un partitone così, ha anche poco senso guardare in casa d’altri. Per quel che conta la classifica oggi, siamo decimi, e nelle ultime due partite abbiamo perso 6 punti sul Napoli e 4 su Milan e Fiorentina. Detto ciò, puramente a livello numerico, sono tutti ancora a “distanza di sicurezza” (e dopo 6 giornate ci mancherebbe altro!). In altre parole, non è l’aritmetica a condannarci alla bocciatura, son tutte le altre materie!

E’ COMPLOTTO 

Pur avendo cose più tragicomiche a cui pensare, non posso non dedicare qualche riga all’ennesima grande prestazione di Gianluca Rocchi, once more Rocchi Horror Picture Show. E’ ormai stantìo ripetere le considerazioni fatte tante altre volte sul soggetto in questione, perfetta metonimia del settore arbitrale italiano.

Dare quel secondo rigore, dopo aver cannato così ignobilmente il primo (che oltre ad essere fuori area non è nemmeno fallo di mano) è la palese dimostrazione di malafede del personaggio. Così come il segnalinee Preti nello splendido Juve-Inter di Novembre 2012, anche in questo caso un arbitro in buona fede sorvola sul secondo episodio dubbio, fischiando punizione dal limite.

Evidentemente la buona fede, pronamente data per scontata da tutti (“ci mancherebbe altro“, come se quel che è successo nemmeno 10 anni fa fosse roba mai esistita), si è presa un giorno di ferie.

Non entro nel merito del terzo gol che, in attesa dell’interpretazione autentica del regolamento attuativo della nuova norma sul fuorigioco, per ora dà l’ennesima dimostrazione dellìinutilità degli assistenti di porta.

Le parole del Pupone nel dopo-gara sono di una chiarezza cristallina, a dispetto dell’eloquio non esattamente accademico, ma-come dire-: non è necessario avere 4 lauree per vedere quel che è sotto gli occhi di tutti:

Ottima soprattutto la chiusa a zittire il calabrese cantilenante, che fa la finta vergine e chiede “che c’è di sbagliato nel rigore di Pogba?“.

Chiudo parlando d’altro: doveroso l’omaggio a Ibra fatto dal Corriere in occasione del suo 33° compleanno.  Grande campione Zlatanasso, alla fin fine rimpianto da tutte le squadre che l’hanno avuto a libro paga: carissimo, ma -come dire- li vale tutti.

Ciò premesso, mi piace ricordare che in Italia il ragazzo ha vinto quattro scudetti, di cui tre (di fila) con i colori nerazzurri. E’ strano che, delle immagini “italiane” della foto gallery, solo tre lo ritraggano in maglia nerazzurra, oltretutto con una delle tre a immortalarlo mentre zittisce i suoi tifosi (tra cui mio padre!) che lo fischiavano per quella che pareva esere una giornata di scarsa vena.  Tre foto in maglia nerazzurra, cinque in maglia rossonera e quattro in maglia gobba.

E’ sottile, ma è complotto.

Grande campione Zlatanasso, si diceva, forse non a caso nato tra fine Settembre ed Ottobre, periodo prolificissimo per la genìa nobile dell’arte pedatoria.

Tralasciando il sottoscritto, ecco un breve elenco di “discreti” giocatori nati in questo periodo aureo. Tra i campioni del passato: Bearzot, Bobby Charlton, Didì & Pelé,  Garrincha, Liedholm & Nordahl, Jashin, Sivori. Si passa poi al meglio degli anni ’80 con Maradona, Falcao, Paolorossi (rigorosamente tuttoattaccato), Tardelli, e si arriva più o meno ai giorni nostri con Van Basten, Ronaldo (quello vero), Ince (non rompete le balle, è il MIO fuoriclasse), Sheva, Weah, Totti, Ibra e Rooney.

Sono in buona compagnia, insomma. 😉

WEST HAM

Quantomeno si fa festa nell’East End londinese, dove gli Hammers regolano 2-0 il QPR. Siamo settimi, l’Inter decima.

Vedete voi…

Meno male che dovevano entrare in campo con "gli occhi della tigre". Miao.

Meno male che dovevano entrare in campo con “gli occhi della tigre”.
Miao.

SCATAFASCIO

INTER-CAGLIARI 1-4

…E sì che dovresti conoscerli, i tuoi amati eroi in pigiama e braghette.

E invece no, ti fai ciulare per l’ennesima volta, convinto di assistere in un tranquillo pomeriggio di fine estate alla goleada che possa palesare ancora una volta l’incoscienza di Zeman. Al contrario, ecco i nostri amatissimi negli ormai consueti panni dei resuscita-morti, a dimostrare tutto il peggio di loro stessi in meno di un’ora.

L’elenco dei soggetti da spedire a vendere il proprio deretano dietro modesto compenso è assai lungo e variegato; detto ciò, mi pare facilotto e banale citare il Misteh come primo destinatario della missiva. Posto che al 90′ siam tutti fenomeni e maestri del “lo sapevo che con quella squadra qua ne pigliavamo quattro“, onestamente la formazione alla vigilia non mi sembrava così inconcepibile: un cambio in difesa (Andreolli per Ranocchia), uno sulle corsie laterali (Nagatiello a riposo nelle ultime uscite) e l’applauditissimo Medel a coprire la coppia di interni votata all’attacco (Kovacic & Hernanes). Davanti, Palacio e Osvaldo scelta inevitabile visto Icardi claudicante.

Tuttavia basta poco per capire che il nippico è in giornata-genialoide, allorquando dopo 10 minuti rimette in gioco il piccolo Sau inizialmente in off-side per lo 0-1 iniziale.

Si capisce che sarà giornata di festa per che vende biglietti di ingresso del Club Gautieri.

Se è per quello abbiamo l’astuzia -e il culo- di riprenderla abbastanza in fretta, con la furbata di Palacio che imbecca Osvaldo per il più facile dei diagonali.

Finita la festa? Macchè. Nagatiello si piglia due gialli tanto ingenui quanto ineccepibili a-termini-di-regolamento e ci lascia in 10 alla mezzora del primo tempo. A poco serve lamentarsi del doppio giallo ex abrupto, nè del fatto che giocatori con strisce diverse avrebbero ricevuto un bonario cazziatone al posto della seconda ammonizione. Lo sappiamo, ma non è un buon motivo per entrare in quel modo a metacampo su una palla tutt’altro che pericolosa.

Morale: fuori il capitano di giornata, fascia sul bicipite di JJ, e inizia la giostra. Ekdal pare il fratello forte di Paolo Rossi e ci purga tre volte in un quarto d’ora, trattenendo a stento la risata dopo uno dei goals. Giusto così, facciamo ridere ed è giusto essere perculati quando (non) si gioca in questa maniera. Del resto lo svedese il primo gol in Serie A l’aveva fatto con noi, e quindi chi se non lui poteva fregiarsi del notevole titolo di “triplettista nella tana dei tripletisti“?

In tutto questo puttanificio, Handanovic trova il tempo di parare l’ennesimo rigore della sua carriera, buono solo per le statistiche e per gli amanti del Fantacalcio visto che, ad ogni buon conto, sul corner successivo becca la quarta pera.

Il riposo non è nemmeno più utile per riordinare le idee e pigliare a ceffoni qualcuno negli spogliatoi, chè una squadra con un quoziente intellettivo normale, una volta rimasta in 10 fa muro fino all’intervallo e cerca di sfangarla nel secondo tempo. Ma noi squadra normale non lo siamo per definizione, e Mazzarri sostanzialmente questo dice nel dopo partita, ed il ragionamento è giusto.

Detto ciò, caro mio, sei tu a dover trasmettere idee e pathos ai giocatori, mica mio nonno!

Registro comunque l’ammissione di colpa del nostro che, credo per la prima volta, ammette di aver sottovalutato l’aspetto fisico e mentale dei suoi e di aver peccato di leggerezza nello schierare la formazione.

Può darsi: stento a credere che con M’Vila e Guarin al posto di Medel e Hernanes ci avremmo capito di più; sono invece convinto che in 11 senz’altro ce la saremmo giocata. Magari ugualmente persa, ma almeno non così.

La ripresa infatti vede un’Inter passabile solo se paragonata al nulla visto nei primi 45 minuti, ma di fatto il match era già bello che finito.

E’ tipico dei nostri buttar via il lavoro di settimane, se non di mesi, con qualche quarto d’ora di follia pura, e questo si è puntualmente -e nuovamente- verificato.

Spazio quindi ai catastrofisti del CrisiInter, del Vidic che in realtà è un morto che cammina, del Hernanes che è un pacco, del Medel che sì va bene ma è come giocare con quattro stopper (lo stesso Medel fino a due giorni fa nuovo idolo di San Siro e grande acquisto di Ausilio).

Tanto più voglio allontanarmi dalle ultime stagioni di “vorrei ma non posso”, quanto più vedo preoccupanti analogie con le manciate di occasioni buttate nel cesso, quasi ad aver paura di staccarsi dalla mediocrità delle teoriche inseguitrici del duo di testa.

LE ALTRE

Infatti, se noi facciamo per distacco la figura peggiore della giornata, i cugini fanno finalmente avverare l’auspicio di Mauro Suma pareggiando col Cesena, mentre la Fiorentina continua a non vincere ed il solo Napoli strappa 3 punti corsari in casa del Sassuolo. Tutto ciò in classifica vuol dire mucchione di squadre tra i nostri 8 punti ed i 6 della Viola, quando una gestione solo un po’ meno psichiatrica ci avrebbe visto almeno a 11 punti.

Uno dovrebbe esserci abituato, ma alla fine ci spera sempre…

Roma e Juve, chettelodicoaffà, vanno avanti che è un piacere e dopo 5 giornate sono a punteggio pieno. La sola consolazione è che al prossimo turno non potranno vincere entrambe, stante lo scontro diretto da giocare sabato a Torino.

E’ COMPLOTTO

Irritante come solo una vedova può essere Fabio Monti del Corriere della Sera. Il ragazzo ancora non è rassegnato all’uscita di scena del Sig. Massimo e non perde occasione di criticare tutto quel che ha a che fare con la nuova gestione-Thohir. Stavolta se la prende con la musica troppo alta durante il riscaldamento dei giocatori, causa secondo lui della scarsa affluenza allo stadio, o dello speaker che celebra Handanovic dopo la parata sul rigore (cosa che avviene da almeno un lustro ad ogni penalty bloccato dai nostri estremi difensori).

Non che le critiche non siano sacrosante: pigliare 4 gol dal Cagliari di Zeman è da squadretta di quartiere e, per quel che mi riguarda, non sarà certo questa vittoria a farmi cambiare idea su quello stralunato e simpatico personaggio -il boemo- capace di splendide vittorie ad intervallare sequele di sconfitte sonanti.

Detto ciò non resta che constatare l’incoerenza e la volubilità dei giudizi dei cosiddetti esperti del settore, capaci di magnificare le imprese di quegli stessi soggetti che un attimo dopo diventano totalmente inadatti a ricoprire certi ruoli.

Mazzarri che fino a poche ore fa era finalmente entrato nella testa dei giocatori, aveva dato una mentalità alla squadra, teneva in mano uno spogliatoio in cui finalmente si respirava una bella aria (quoque tu, Zio Bergomi, con la storia del clan del asado!), adesso è ovviamente un caprone, incapace, non all’altezza dell’Inter.

Io torno a dire quella che ritengo essere la triste realtà: il Misteh è un allenatore medio, adatto ad una squadra media come la nostra. E’ purtroppo all’altezza di questa Inter.

C’è da sperare che possano crescere insieme, dimenticando al più presto figuracce come queste.

WEST HAM

Sconfitta di misura ad Old Trafford, nonostante l’ultima mezzora giocata in superiorità numerica e con il pareggio di Nolan ingiustamente annullato per fuorigioco.

It’s conspiracy!

ci ridono anche in fazza...

ci ridono anche in fazza…

LISCIO COME L’OLIO (PER UNA VOLTA)

INTER-ATALANTA 2-0

Incredibile ma vero, vinciamo una partita che per altre squadre sarebbe parsa come “normale”.

Nulla lo è a queste latitudini, e lo sappiamo. Di conseguenza, la partita con risultato all’inglese è altresì figlia di un rigore sbagliato, due pali colpiti, un paio di altre occasionissime e una punizione assai generosa da cui nasce il raddoppio.

MI trovo quasi a rammaricarmi del fatto che l’arbitraggio -per una volta- non sia stato “distratto” nei nostri confronti, vista l’impudenza della classe arbitrale nel mandare ancora Gervasoni sul luogo del delitto e contro lo stesso avversario a un paio d’anni di distanza dal fattaccio (go to min. 2.15 for the very best). Il Gerva lascia picchiare gli atalantini senza intervenire troppo, e Icardi si prende la “vecchietta” che lo costringe a uscire prima della mezzora. Benalouane, autore del fallo, non è ovviamente ammonito.

Guarda caso, è proprio lui ad abbattere Ranocchia in area di rigore in maniera talmente plateale da non poter esimere l’arbitro dal fischiare il penalty. Giallo nell’occasione, e non serve un esperto di matematica quantistica per capire che il franco-tunisino avrebbe anche potuto finir lì la sua partita.

Ora si apre la questione rigori: posto che negli ultimi 2 campionati, più queste prime 4 partite, ce ne hanno fischiati solo 3 a favore, noi abbiamo deciso di attuare una sorta di sciopero bianco, sbagliando il terzo rigore consecutivo. Palacio non sembra in gran spolvero, e forse per quello non tiene la palla bassa: il tiro è sì angolato a sufficienza, ma la boccia a mezza altezza non obbliga il portiere alla sdraianza che probabilmente avrebbe richiesto quella frazione di secondo in più, sufficiente a far passare la boccia stessa.

Amen. Non solo non ci regalano niente; nemmeno noi siamo generosi con noi stessi…

L’uscita di Icardi, a conti fatti, diventa quel che in inglese si definisce blessing in disguise, chè al suo posto entra Osvaldo a capitalizzare al meglio il cross a centro area di Guarin. La semirovesciata al volo è nel repertorio del Gionnidepp de noantri, e l’1-0 è cosa fatta.

L’intervallo mi vede protagonista di domande esistenziali tipo spot del bancomat, e mi chiedo quanto durerà questa parvenza di manovra organizzata, posto che tutte le partite fin qui giocate dai nostri hanno visto la spina staccarsi inesorabilmente per almeno mezzora a volta.

MIglioriamo la media ma di poco, chè dopo il bel tiro di Palacio (che batte il portiere ma sbatte sul palo) sostanzialmente cominciamo a giocare secondo l’oliato schema del “buttiamola avanti e caghiamoci sotto”. Non che l’Atalanta faccia chissà che, forse per l’assenza del satanasso Denis, rimpiazzato dall’inoffensivo Bianchi, ma lo sguardo perso dei nostri e un Handanovic a farfalle su un paio di corner sono bastati per far progredire il mio già avanzato incanutimento.

Quando Palacio, stremato, esce per far posto a M’Vila, penso che ci aspetterà un quarto d’ora di interisti appesi alle traverse a difendere il vantaggio minimo. In realtà sono piacevolmente smentito. Il francese neo-entrato draga palloni davanti alla difesa al posto di Medel, sguinzagliando lo splendido cagnaccio cileno 30 metri più avanti, alle calcagna di Cigarini, e come d’incanto torniamo a gestire il gioco senza altri patemi.

Che poi la punizia dal limite su Osvaldo sia assai generosa non ci piove. Se non altro è l’occasione per far fare un figurone a Hernanes che spara la punizia all’incrocio con capriola incorporata e chiude i conti a 4 più recupero ancora da giocare.

Che il gol sia di buon auspicio per il Profeta, che il Professor Scoglio avrebbe definito “giocatore superiore” e che per me rimane un campione, pur in un periodo di forma assai migliorabile. Una mediana con lui, Kovacic e Medel (splendidi anche ieri) è la migliore novità dell’Inter di quest’anno. Più di Vidic in difesa, più di Osvaldo in attacco.

Si doveva vincere e si è vinto. Siamo quindi terzi, seppur in coabitazione con Samp e Verona. Domenica Cagliari e settimana prossima a Firenze.

Adenante!

LE ALTRE

Il Grande Milan sostanzialmente vince 2-0 a Empoli, anche se inspiegabilmente il risultato viene omologato come pareggio. La partita, seguita ovviamente con intento gufante ma comunque in maniera più distaccata rispetto a quella dell’Inter, mi ha -forse definitivamente- chiarito una domanda esistenziale, e cioè: perchè squadrette delle minchia (l’Empoli nel caso del Milan, la miriade di piccole che  puntualmente ci ciucciano punti nel nostro caso) fanno la partita della vita contro di te, e contro gli altri si squagliano come neve al sole?

Lo fanno apposta e quindi E’ Complotto? Oppure siamo noi che facciamo cagare?

Temo che la risposta sia la seconda che ho detto. L’Empoli del primo tempo (non dei primi 25 minuti, cari tutti, del primo tempo) sembrava il Real Madrid, scambi velocissimi, corsa rapida e intelligente, palle inattive sfruttate a dovere. Milan: non pervenuto, se si esclude il bel gol di Torres.

Che poi i cugini, col solito deretano, l’abbiano ripigliata e potessero addirittura vincerla fa parte della sacrosanta ingiustizia del calcio, ma onestà intellettuale (hai detto cotica!) imporrebbe serie riflessioni sulla pochezza della fase difensiva milanista. Paradossalmente è proprio Inzaghi a dire che “le grandi squadre non soffrono così“, pur annegato nella melassa del “che cuore! che rimonta!“, con la stampa intera a fare il coro.

Ma andiamo con ordine: Juve e Roma continuano il loro percorso netto, con la Juve a beneficiare di un rigore disgustoso nel suo complesso: il difensore salta a meno di due metri dal bianconero che tira (quindi già assai vicino); la palla è deviata dalla punta del piede del cesenate prima di incocciare sulla mano, ovviamente scomposta visto che il difensore sta saltando. L’arbitro è lì davanti e, ineccepibilmente, fischia il rigore.

Non cambia niente: la Juve giocava in casa col Cesena, ha vinto 3-0 e non sono così annebbiato da ricondurre la vittoria a quel rigore regalato. Ma è proprio vero che, tanto per non sbagliare, meglio sbagliare dalla parte giusta.

Napoli e Fiorentina procedono invece con l’andamento lento, infilando altri due pareggi che le vedono staccarsi ulteriormente da quel terzo posto che è obiettivo comune.

Mors tua, vita mea, verrebbe da dire, ma so’ssignore quindi qui lo dico e qui lo nego!

E’ COMPLOTTO

Siamo nell’ambito del processo alle intenzioni ma, come detto in apertura, la designazione di Gervasoni suona proprio come gesto di sprezzo del settore arbitrale nei confronti dei nostri. Ottimo stavolta Fabio Monti sul Corriere che, censurando la designazione del Gerva, contemporaneamente sbeffeggia l’atteggiamento nerazzurro nei confronti della classe arbitrale. Come a dire: se questi sono i risultati…

Non avendo orgogliosamente Mediaset Premium, non posso assistere dal vivo all’intervista del Misteh, che in sostanza sfancula i portatori della tesi per cui la vittoria è rubata (fallo non da rigore perchè avvenuto a gioco fermo, spinta di Osvaldo sull’1-0, punizione inesistente): Mazzarri cita forse involontariamente il Mancio dicendo “fateli vedere tutti gli episodi!” e per la prima volta pare palesare l’essenza dell’interismo “contro tutto e tutti”.

Piacevole sorpresa. Meglio tardi che mai.

Golazo

Golazo

DUPALLE…

PALERMO-INTER 1-1

Ovvero, come avere già le balle che strisciano per terra alla terza giornata di Campionato mentre guardi la tua squadra del Quore.

Mazzarri, poverino, stavolta il suo lo fa. Piazza due punte là davanti e, visto l’impresentabile Hernanes di queste settimane, decide di premiare l’animalanza di Guarin a metacampo, a far reparto insieme ai titolarissimi Medel e Kovacic.

Che poi sia proprio Vidic, quello che è una sicurezza, quello che “minchia, ha giocato diec’anni al mancesteriunaited!“, a fare una cappella degna del peggiore dei fratelli Paganin (scegliete voi quale), dà proprio la conferma che siamo e sempre saremo una squadra di simpatiche ed imprevedibili teste di cazzo.

Detto ovviamente con tutto l’affetto del mondo.

Ma pur sempre teste di cazzo.

Morale: dopo 3 minuti tal Vasquez (di cui sospetto il “primo gol in serie A”, ancorchè nessuno ne abbia parlato) porta i siciliani in vantaggio, e la nostra mutanda assume all’istante un colorito maròn, reso ancor più visibile dalla divisa immacolata scelta per la trasferta palermitana. In effetti i nostri per una buona mezzora non ci capiscono una beata mazza, se si accettua la solita sabongia di Guarin fuori di poco. Va meglio con una combinazione tra Osvaldo e Kovacic, con l’italo-argentino a vedersi correggere (in melius!) il passaggio per il compagno, ed il croato a piazzare la biglia con un colpo da biliardo nell’angolino.

Pari raggiunto prima dell’intervallo e testa fuori dall’acqua.

Vidic avrebbe anche modo di rimediare alla minchiata di cui sopra, capocciando in rete la palla del 2-1, ma Osvaldo è là dove non doveva essere ed il fuorigioco è netto persino per me.

Poco male, verrebbe da dire, perchè il gol buono lo segniamo in apertura di ripresa: Vidic (ancora lui) fa da torre per Icardi che buca Sorrentino in volée da due passi, ma stavolta l’ineffabile bandierina sale (superfluo specificare in direzione di quale buco) a segnalare un fuorigioco di D’Ambrosio che forsepotrebbeinqualchemodo partecipare all’azione.

That’s nothing new: primo e ultimo caso di gol annullato con una sorta di processo alle intenzioni. Non hai partecipato ma in realtà avresti tanto voluto.

Mazzarri soffre ma vuole vincerla: scommette ancora sul Profeta Hernanes (male anche a Palermo) togliendo Juan e passando a 4 lì dietro. Per un po’ abbiamo ancora noi il pallino del gioco, con Guarin ad avere un paio di buone occasioni. Ma col passar del tempo sono loro a tornare forte, con Belotti a segnare il 2-1 annullato per spinta (più plateale che effettiva, d’accordo, ma il fallo c’è e non rompiamo i coglioni…) e Dybala a timbrare la traversa ad Handanovic battuto.

Non faccio però in tempo a finire la frase “dai che se finisce così ci è andata ancora bene” che Osvaldo si svita il collo in torsione scopadea (cit. quel fenomeno di Pellegatti), chiamando Sorrentino all’inevitabile parata della vita.

Vero che il pareggio tutto sommato è giusto, ma il gol corsaro al 94′ dalle nostre parti non lo vedo da anni…

Morale: così come l’anno scorso, anche quest’anno ci mettiamo subito di buzzo buono nello sprecare le occasioni che la mediocrità della Serie A ci propone. Vincendo ieri saremmo stati terzi a due punti dalle inavvicinabili Juve e Roma, soprattutto mostrando il deretano ai cugini. Viceversa, il Milan è ancora un punto sopra di noi, e l’ennesima sconfitta del Napoli non mi lascia tranquillo, visto che comunque non abbiamo allungato come avremmo potuto e dovuto.

Poco tempo per rimuginare: mercoledì a San Siro arriva un’Atalanta incazzatissima per la sconfitta casalinga. Gli ultimissimi precedenti non sono benauguranti: speriamo almeno che Scarpini stavolta non abbia voglia di gufare!

 

LE ALTRE

Come detto, i cugini perdono dalla Juve in casa. Non la vedo, ma da quel che leggo il risultato va stretto ai bianconeri. Dalla sua, Inzaghi può sbandierare da bravo invasato la bandierina “sconfitti a testa alta“, che del resto a quelle latitudini è diventato un mantra secondo solo a minchiate quali “siamo una grande famiglia” o “club più titolato al mondo“.

La Roma è quella che mi impressiona di più, con una varietà di soluzioni di attacco e un centrocampo già quadripallico pur senza Strootman. Rispetto all’anno scorso mi paiono più forti, mentre la Juve mi pare aver perso qualcosa: fusse che fusse la volta bbòna?

Il Napoli becca da Strama a Udine, mentre la Viola finalmente conquista i primi 3 punti della stagione.

E’ tutto aperto, e alla terza di campionato ci mancherebbe altro, ma il mio animo rimuginanate di tifoso rancoroso sta già a recriminare.

 

E’ COMPLOTTO

Devo ammettere che non c’è molto, a parte la fretta che tutti hanno nel derubricare il secono gol annullato come “appena meno evidente del primo, ma comunque da annullare a-stretti-termini-di-regolamento”.

I Meravigliuosi passano per fortuna da essere un’armata di unti del Signore ad un insieme di onesti pedatori, anche se Inzaghi non sarà mai ridimensionato abbastanza per quel che mi riguarda.

 

WEST HAM

Granitico il 3-1 rifilato al Liverpool, con buona parte della stampa italiana a trattare Balotelli come il povero ragazzo che se non altro si sbatte, ma che è capitato in una squadra di m.

Contenti voi…

Vidic; "Mamma'ro Carmine agg' fatt' 'na strunzata..." Medel: "Puta la madre che te pario' cabron!"

Vidic; “Mamma’ro Carmine agg’ fatt’ ‘na strunzata…”
Medel: “Puta la madre che te pario’ cabron!”